Ecobonus, ecco la guida alle detrazioni fiscali per tutti i lavori di efficientamento energetico

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Serramenti e infissi, caldaie a condensazione e a biomassa, riqualificazione globale. L’Enea ha pubblicato tutte le informazioni sulla documentazione da presentare per ottenere le detrazioni fiscali relative ai lavori di risparmio energetico che è possibile effettuare. L’Enea ha attivato il portale http://finanziaria2018.enea.it per l’invio telematico della documentazione necessaria ad usufruire dell’ecobonus, relativo agli interventi di efficienza energetica ammessi alle detrazioni fiscali (dal 50% all’85%) e conclusi dopo il 31 dicembre 2017. Inoltre è stato aggiornato il vademecum in cui vengono riepilogati i requisiti tecnici richiesti e la documentazione da presentare per ogni tipo di lavoro incentivato: 

Parti comuni condominiali (detrazioni del 70 e 75 percento)

Serramenti e infissi

Caldaie a condensazione

Collettori solari

Pompe di calore

Coibentazione strutture

Riqualificazione globale

Caldaie a biomassa

Schermature solari

Building automation

Sistemi ibridi

Microcogeneratori

Fonte; ecodallecitta.it

 

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Legge di Bilancio, le novità per il Trasporto Pubblico Locale e l’ambiente

Nel testo definitivo della Legge di Bilancio tornano le detrazioni fiscali per gli abbonamenti ai mezzi pubblici di trasporto.http _media.ecoblog.it_8_87a_legge-di-bilancio-le-novita-per-il-trasporto-pubblico-locale-e-lambiente

 

Con un limite di 250 euro di importo, nel testo definitivo della Legge di Bilancio per il 2018 tornano le detrazioni fiscali per gli abbonamenti ai mezzi di trasporto pubblico locale (TPL). I pendolari che faranno l’abbonamento ad autobus, metropolitane o altri mezzi del TPL potranno detrarre il 19% dei costi di abbonamento fino a un massimo di 250 euro l’anno. La detrazione è valida anche per i datori di lavoro che pagano le spese di trasporto ai propri dipendenti e riguarda sia il trasporto regionale che quello interregionale. Ci sono anche altre novità, nella stessa manovra, in favore dell’ambiente. Come l’ecobonus per gli infissi, il piano per gli invasi idrici, il fondo per la bonifica dei rifiuti radioattivi e le detrazioni sulle assicurazioni contro le calamità naturali. L’ecobunus per la ristrutturazione a fini energetici è confermato ma cambia: resta uguale al 65% per i pannelli solari termici, pompe di calore e cappotti termici per gli edifici, mentre scende al 50% per interventi ritenuti meno efficaci come la sostituzione degli infissi, le schermature solari e gli impianti di riscaldamento con caldaia a condensazione. Il piano straordinario per gli invasi idrici prevede un fondo di 50 milioni di euro, da spendere tra il 2018 e il 2020, per interventi finalizzati ad aumentare l’efficienza degli invasi. Questo per limitare i danni della siccità registrati la scorsa estate. Per la bonifica dei rifiuti radioattivi viene istituito un fondo gestito dal Ministero dell’Ambiente. La dotazione è pari a 5 milioni l’anno dal 2018 al 2020. Serviranno a bonificare i “siti con presenza di rifiuti radioattivi prodotti da interventi di bonifica di installazioni industriali contaminate da sostanze radioattive a seguito di fusione accidentale di sorgenti radioattive o per il rinvenimento di sorgenti orfane che comportano pericoli rilevanti per la pubblica incolumità“.

Per quanto riguarda le assicurazioni contro le calamità naturali per gli edifici a scopo abitativo, infine, sarà possibile detrarre il premio pagato ma solo per le polizze che verranno stipulate dopo l’entrata in vigore della legge.

Fonte: ecoblog.it

Detrazioni fiscali per l’efficienza energetica, il vademecum ENEA per il 2017

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Proroga degli ecobonus, aumento degli incentivi e possibilità di cedere il credito: sono solo alcune delle misure per promuovere l’efficienza energetica introdotte o confermate per il 2017. Nell’ambito delle azioni del Programma nazionale di informazione e formazione. Proroga degli ecobonus, aumento degli incentivi e possibilità di cedere il credito: sono solo alcune delle misure per promuovere l’efficienza energetica introdotte o confermate per il 2017. Nell’ambito delle azioni del Programma nazionale di informazione e formazione gli esperti dell’Unità efficienza energetica dell’ENEA hanno preparato un sintetico vademecum sulle agevolazioni in tema di risparmio ed efficientamento energetico per le abitazioni. Il prossimo 7 febbraio, inoltre, all’ENEA si terrà una giornata con tutti i soggetti interessati a progetti, proposte e iniziative del Programma nazionale di informazione e formazione sull’efficienza energetica per il 2017. Una delle novità di maggiore rilievo previste dalla Legge di Stabilità è la proroga fino al 31 dicembre 2017 delle detrazioni fiscali del 65% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, il cosiddetto Ecobonus. Gli interventi di efficientamento di parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio sono invece stati prorogati fino al 31 dicembre 2021. In quest’ultimo caso e qualora siano rispettate un insieme di condizioni riportate nel provvedimento, l’incentivo può salire al 70 o anche al 75% del totale delle spese. Il tetto massimo delle spese detraibili è di € 40.000 per ciascuna delle unità immobiliari che compongono l’edificio e occorre comunque che vi sia l’Attestato della Prestazione Energetica degli edifici (APE), redatto da professionisti abilitati. L’agevolazione è prevista anche per edifici di proprietà di istituti autonomi per le case popolari e adibiti ad edilizia residenziale pubblica; inoltre, per questa tipologia di lavori, i soggetti beneficiari possono anche cedere il credito (basato sulla spesa sostenuta) ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati con la facoltà di successiva cessione del credito. Ad oggi rimane esclusa la cessione ad istituti di credito e ad intermediari finanziari: le modalità di attuazione di tale opportunità saranno presto definite dell’Agenzia delle Entrate. Un altro capitolo importante riguarda le detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili. Agli interventi di ristrutturazione iniziati dal 1° gennaio 2016 è riconosciuta una detrazione del 50% dall’imposta lorda per ulteriori spese documentate sostenute nel 2017 (per un ammontare non superiore ai 10.000 euro), anche relative all’acquisto di grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, nonché A per i forni e per apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzate all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. Per le schermature solari sono stati confermati nel 2017 gli incentivi già previsti fino allo scorso anno da Ecobonus e Conto Termico. Con la Legge di Stabilità 2017 il Governo si è impegnato a prorogare al 31 dicembre 2019, all’interno del primo provvedimento utile, la detrazione dall’IRPEF del 50% dell’importo corrisposto per il pagamento dell’IVA sull’acquisto di immobili residenziali dal costruttore, ovverodi abitazioni di classe energetica A o B cedute dalle imprese costruttrici.

Diverse opportunità riguardano la PA, per interventi di efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, all’interno del cosiddetto Nello specifico, 200 milioni di euro sono riservati alle Pubbliche Amministrazioni per interventi di efficienza energetica: in vigore dal 31 maggio 2016, il cosiddetto Conto Termico 2.0 potenzia e semplifica il meccanismo di sostegno già introdotto dal decreto 28/12/2012, affinché il settore pubblico possa esercitare un ruolo sempre più virtuoso come previsto dalla Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica. L’obiettivo di queste incentivazioni è di contribuire al raggiungimento degli obiettivi in tema di efficienza energetica, tenuto conto dell’aumento dei consumi di energia per usi civili. Secondo le stime provvisorie elaborate dal Ministero dello Sviluppo Economico, infatti, fra il 2014 e il 2015, in Italia la percentuale di consumi di energia per usi civili è arrivata al 37%, per un totale di 46,6 Mtep con l’aumento di un punto percentuale. Per raggiungere l’ambizioso obiettivo di un risparmio dei consumi energetici del settore civile di 4,9 Mtep nel periodo 2011-2020 (di cui 2,4 già conseguiti al 2015) occorrono quindi tutte le misure in campo, non ultime quelle derivanti dalla Legge 232 dell’11 dicembre 2016, cosiddetta Legge di Stabilità 2017.

Fonte: ecodallecitta.it

Efficienza energetica: il governo vuole stabilizzare le detrazioni fiscali. Richieste in aumento del 35% nel 2013

Secondo il viceministro allo Sviluppo Claudio De Vincenti, il governo sta pensando di rendere le detrazioni per l’efficienza degli edifici una misura stabile. Intanto, l’Enea registra, nel 2013, un incremento annuo del 35% le richieste di ecobonus, probabilmente dovuto all’aumento dell’aliquota dal 55% al 65%380563

Il governo sta pensando di trasformare in una misura strutturale la detrazione fiscale per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica in edilizia. L’agenzia di stampa Reuters ha riportato una dichiarazione di Claudio De Vincenti, viceministro allo Sviluppo Economico con delega all’energia, rilasciata a margine di un convegno sull’efficienza energetica. «Vogliamo rendere strutturale il bonus per l’efficienza energetica nell’edilizia», ha detto l’esponente del governo nel corso di una video intervista proiettata durante l’incontro.  Le detrazioni fiscali destinate a chi effettua interventi di efficientamento energetico su un immobile sono da tempo oggetto di richieste di stabilizzazione da parte delle principali associazioni ambientaliste e degli organi di rappresentanza del settore edilizio. Attualmente, il bonus efficienza ha carattere temporaneo, e viene di solito prorogato – con variazioni nell’aliquota (attualmente siamo al 65%) e nelle modalità di riscossione – ad ogni scadenza.  Secondo l’ENEA, soggetto incaricato dalla legge per ricevere la documentazione obbligatoria per fruire delle detrazioni, nel 2013 c’è stato tra l’altro un «significativo aumento degli interventi di riqualificazione energetica rispetto all’anno precedente». Il numero delle pratiche inviate entro il termine ultimo del 30 settembre supera le 355.000, con un aumento di circa il 35% rispetto al 2012.  Altrettanto positivi i risultati in termini sia di risparmio energetico, con un incremento del 25% circa rispetto all’anno precedente, sia di investimenti, che crescono del 20% fino a raggiungere un totale di quasi 3,5 miliardi di euro. Più in dettaglio, i privati hanno investito complessivamente 28 miliardi di euro, mentre i nuovi posti di lavoro sono stati 226.000.  E il trend dovrebbe confermarsi per l’anno in corso. Per il primo bimestre 2014, infatti, si stimano 5,7 miliardi di euro di spesa, pari al 54% in più rispetto ai primi due mesi del 2013. L’incremento, sottolinea l’Enea, potrebbe essere dipeso direttamente dall’incremento dell’aliquota detraibile dal 55% al 65% della spesa sostenuta.  La scadenza dell’ecobonus è attualmente fissata al 31 dicembre 2014 per gli interventi su singole unità immobiliari e al 30 giugno 2015 per interventi su parti comuni degli edifici condominiali. Dopo queste date è prevista una progressiva riduzione dell’aliquota, fino a raggiungere il 50%, ma il governo, già prima delle ultime dichiarazioni del viceministro De Vincenti, sembra intenzionato a mantenere l’attuale aliquota del 65%.

(Photo @Camini sul web)

Fonte: ecodallecitta.it

Efficienza energetica, l’Italia recepisce la Direttiva UE

Il governo italiano ha varato il decreto legislativo che recepisce la Direttiva UE 27/2012 in materia di efficienza energetica degli edifici. Salta la stabilizzazione dell’ecobonus379667

Il governo italiano ha varato il decreto legislativo che recepisce la Direttiva UE 27/2012 in materia di efficienza energetica degli edifici. Il testo preliminare del provvedimento era già stato approvato lo scorso aprile, ma nei mesi successivi è stato sottoposto al parere della Conferenza Unificata e delle commissioni parlamentari, subendo alcune modifiche. Tra queste, non è stata inserita l’attesa stabilizzazione delle detrazioni fiscali per l’efficienza energetica, il cosiddetto ecobonus del 65%, che pure era stata richiesta dalle Commissioni parlamentari. «Sebbene siano auspicabili – si legge, a questo proposito, nella relazione – necessitano di una più adeguata valutazione delle coperture e una più ampia ridefinizione del perimetro degli interventi al fine di razionalizzare la spesa pubblica».
Venendo ai contenuti del decreto, il testo introduce, a partire dal quest’anno e fino al 2020, l’obbligo di riqualificare ogni anno almeno il 3% della “superficie coperta utile climatizzata” degli edifici di proprietà della pubblica amministrazione centrale. No all’estensione, proposta sempre dalle Commissioni parlamentari, di estendere la prescrizione ai patrimoni di Regioni ed enti locali, visto che la Direttiva UE non lo richiedeva in modo esplicito. Gli occupanti gli edifici dovranno attuare le necessarie misure di risparmio energetico per riuscire a dare il proprio contributo al raggiungimento della soglia del 3%. Oltre a questo, l’ENEA dovrà elaborare ogni 3 anni una proposta per la riqualificazione energetica degli edifici residenziali e commerciali, sia pubblici che privati. Il decreto prevede inoltre lo stanziamento di un fondo complessivo di 80 milioni di euro per l’efficienza: 30 per il 2014 e 2015 (a cui potranno aggiungersene 25 fino al 2020) e altri 50 milioni provenienti dalle aste delle quote di emissione di CO2. Istituito poi il Fondo nazionale per l’efficienza energetica, che servirà a finanziare la riqualificazione energetica dell’edilizia pubblica, la realizzazione di reti per il teleriscaldamento e telereffrescamento; l’efficientamento di servizi ed infrastrutture pubbliche, inclusa l’illuminazione pubblica; la riqualificazione energetica di interi edifici, compresi gli edifici di edilizia popolare; la riduzione dei consumi di energia nei processi industriali. Tra le altre novità, il provvedimento che recepisce la Direttiva UE sull’efficienza introduce l’obbligo di effettuare un’analisi costi-benefici per le imprese che intendano realizzare nuovi impianti di produzione di energia elettrica o di energia termica, con potenza superiore a 20 MW termici nonché nuove reti di teleriscaldamento, e l’incarico, affidato all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico di superare l’attuale sistema delle tariffe, tenendo conto dell’esigenza di tutelare i consumatori  economicamente svantaggiati.  Ad Accredia, invece, spetterà il compito di stabilire, entro la fine del 2014, gli opportuni schemi di certificazione e accreditamento per i soggetti che dovranno operare nel settore dei servizi energetici.
«Si tratta di un pacchetto, che insieme alle altre misure approvate finora – ha commentato il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi – consente di affrontare le importanti sfide dirette a migliorare la sicurezza di approvvigionamento e alla riduzione dei costi energetici che possano presto diventare tangibili i benefici a favore dei consumatori, delle imprese e dell’ambiente».

(Foto Greenstyle.it)

Fonte: ecodallecittà.it

 

DETRAZIONE FISCALE 50%: FOTOVOLTAICO, BONUS MOBILI, RISTRUTTURAZIONI

In vista della dichiarazione dei redditi ecco il punto sulle detrazioni fiscali 2014 su ristrutturazioni, fotovoltaico, bonus mobili ed elettrodomestici: entro quali agevolazioni si collocano gli interventi e le ultime novità sulle detrazioni per risparmio energetico.

Detrazioni fiscali su ristrutturazioni e bonus mobili, al 50% nel 2014 detrazioni

Ricordiamo alcune informazioni essenziali sulle detrazioni fiscali su ristrutturazioni, mobili ed elettrodomestici nel 2014, ovvero sulle detrazioni Irpef al 50%: anzitutto, non si può beneficiare delle agevolazioni del bonus mobili senza correlati lavori di ristrutturazione, in secondo luogo tali lavori risultano validi solo se si tratta di manutenzione straordinaria (interventi minori come la tinteggiatura delle pareti o la sostituzione di alcune piastrelle non valgono), in terzo luogo le detrazioni fiscali su ristrutturazioni permettono l’accesso al bonus mobili ed elettrodomestici che per questi ultimi è valido solo se l’apparecchio ha classe energetica A+ o superiore o A o superiore nel caso dei forni.
Nella dichiarazione dei redditi modello 730 le detrazioni fiscali 2014 al 50% vanno inserite nel quadro E, sezione IIIA per le agevolazioni Irpef sulle ristrutturazioni edilizie, sezione IIIC per le detrazioni su mobili ed elettrodomestici.
Detrazioni fiscali 2014 su fotovoltaico e pannelli per il solare termico
Per quanto riguarda le detrazioni fiscali su fotovoltaico e pannelli per il solare termico, occorre precisare che le prime rientrano nel bonus fiscale per ristrutturazioni, quindi con detrazioni al 50% nel 2014, le seconde nell’ecobonus o detrazioni per risparmio energetico che dir si voglia, e danno diritto a sgravi del 65%. Come detto, pertanto, le detrazioni fiscali per il fotovoltaico nella dichiarazione dei redditi vanno inserite nella sezione IIIA del quadro E, mentre quelle per impianti per il solare termico, rientrando nelle detrazioni per il risparmio energetico, vanno riportate nel quadro E sezione IV.
Detrazioni fiscali 2014, novità per la bioedilizia
Novità sulle detrazioni fiscali per il risparmio energetico sono giunte ieri dal Parlamento: è stato infatti approvato il documento presentato da Serena Pellegrino di SEL per ulteriori sgravi in merito a interventi di ristrutturazione effettuati con materiali o tecniche biocompatibili: si tratta di una notizia dell’ultim’ora, ci auguriamo che possa essere approvato e definito meglio il tutto quanto prima.

Fonte: qualenergia.it

Caldaie a biomasse e detrazioni del 65%. Ecco quando si può fare

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L’accesso alle detrazioni del 65% per le caldaie a biomassa non è affatto scontato. Infatti, questo tipo di interventi non rientra esplicitamente in nessuno di quelli enumerati dalla legge Finanziaria 2007 (legge 27/12/2006 n. 296 e successive modifiche), ma può essere fatto rientrare tra gli interventi di riqualificazione energetica globale degli edifici esistenti. I quattro commi della finanziaria, lo ricordiamo, sono il comma 344, che riguarda, appunto, la riqualificazione energetica di edifici esistenti; il comma 345, inerente gli interventi sull’involucro dell’edificio o delle unità immobiliari (coperture e pavimenti, finestre comprensive di infissi); il comma 346, che riguarda l’installazione di pannelli solari termici; il comma 347, sugli interventi di sostituzione delle caldaie esistenti con caldaie a condensazione, con pompe di calore o impianti geotermici a bassa entalpia. Quindi, l’installazione delle caldaie a biomassa, per poter beneficiare delle detrazioni del 65%, deve essere fatta rientrare nel comma 344, come intervento di riqualificazione di un edificio esistente. Attenzione però: si parla di edificio e non delle singole unità immobiliari che lo compongono, per cui, la documentazione che occorre approntare, anche qualora l’intervento riguardi la singola unità immobiliare, dovrà fare riferimento all’edificio nel quale essa è inserita. L’edificio (e non l’unità immobiliare) dovrà, grazie all’intervento, raggiungere un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale non superiore ai valori limite definiti all’allegato A del D.M. 11/03/08. A tal fine, l’art. 3. c. 3 del DM 11/03/08 (modificato dal DM 26/1/10) ha stabilito che, ai fini dell’accesso alle detrazioni fiscali, in caso di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili si assume una quota di energia fossile pari all’energia primaria realmente fornita all’impianto moltiplicata per il fattore 0,3.

Vediamo nel dettaglio i requisiti che deve avere l’intervento per poter accedere alle detrazioni:

1) Deve essere realizzato in un edificio esistente.

2) Deve essere realizzato in un edificio dotato di impianto di riscaldamento.

3) La caldaia a biomassa deve avere un rendimento utile nominale minimo conforme alla classe 3 di cui alla norma europea EN 303-5.
4) La caldaia a biomassa deve rispettare i limiti di emissione di cui all’allegato IX alla parte quinta del D. Lgs. 3/4/06 n. 152 (disponibile su questo sito) e successive modifiche e integrazioni, oppure i più restrittivi limiti fissati da norme regionali, se presenti.
5) La caldaia a biomassa deve utilizzare combustibili ricadenti fra quelle ammissibili ai sensi dell’allegato X alla parte quinta dello stesso D.Lgs. 152/2006 e successive modifiche e integrazioni.

6) I valori della trasmittanza delle chiusure apribili e assimilabili, quali porte, finestre e vetrine, nel caso di edifici ubicati nelle zone climatiche C, D, E e F, devono rispettare i limiti massimi riportati nella tabella 4a dell’allegato C al D. Lgs. 192/05; nel caso di impianto termico a biomassa installato in un’unità immobiliare facente parte di un edificio con più unità o di un condominio, si ritiene che sia possibile limitare quest’obbligo alla sola unità immobiliare oggetto di intervento.
7) Il rispetto dei predetti requisiti deve essere dichiarato nell’asseverazione compilata dal tecnico abilitato e in sede di trasmissione all’ENEA della documentazione necessaria per accedere alle agevolazioni.

L’accesso alle detrazioni fiscali del 65% non è quindi semplice, soprattutto nel caso di interventi realizzati a servizio di singole unità immobiliari facenti parte di edifici più grandi (si pensi ai condomini). Ma può essere molto conveniente, poiché consente di ammortizzare in tempi rapidi le spese per l’intervento. Per questo consigliamo di verificare con molta attenzione se sussiste la possibilità di ottenere l’incentivo, verificando possibilmente con l’ausilio di un esperto se non sia meglio ottenere un altro incentivo, come le detrazioni fiscali per le ristrutturazioni (al 50%), o il Conto termico.

Fonte: Legambiente.it

 

Detrazioni Irpef al 65% confermate per il 2014 per ecobonus e ristrutturazione della casa

Confermate le detrazioni Irpef dal 55% al 65% per chi intende ristrutturare casa adottando tutte le misure necessarie per l’efficienza energeticaImmagine

Per tutto il 2014 restano in vigore le detrazioni Irpef dal 55% al 65% per chi intende ristrutturare capa apportando i miglioramenti necessari a ottenere efficienza energetica. Sono in discussione al Parlamento poi quelle relative al 2015. Ma per ora concentriamoci su quelle già approvate. Sul sito ufficiale Casa.governo viene spiegata nel dettaglio la procedura da seguire e quali sono i lavoro di ristrutturazione che ottengono il rimborso attraverso le detrazioni Irpef. Nel dettaglio abbiamo: la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamentofino a 100 mila euro; il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre, comprensive di infissi) fino a 60 mila eurol’installazione di pannelli solari fino a 60 mila euro ; la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale fino a 30 mila euro.

Veniamo alle quote di rimborso riconosciute per le ristrutturazioni e suddivise in 10 rate annuali di pari importo:

  • 55% delle spese sostenute fino al 5 giugno 2013
  • 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2013, per interventi sulle singole unità immobiliari
  • 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 30 giugno 2014, se l’intervento è effettuato sulle parti comuni degli edifici condominiali, o se riguarda tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.

Dal 1°gennaio 2014 e per i condomini dal 1° luglio 2014 cambia lo scenario: l’agevolazione diviene detrazione fiscale al 36%. Per la tipologia di interventi da adottare per raggiungere la riqualificazione energetica della casa non esiste un elenco ma sono contemplati tutti quei lavori ritenuti idonei.

Detto ciò passiamo alla questione ecobonus che consente di detrarre le spese sostenute tra il 6 giugno e il 31 dicembre 2013 per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+ ma sempr legati alle spese per la ristrutturazione per cui viene testualmente scritto:

La detrazione si applica all’acquisto di mobili (come, ad esempio, letti – armadi – cassettiere – librerie – scrivanie – tavoli – sedie – comodini – divani – poltrone – credenze – materassi – apparecchi di illuminazione) e grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+ (ad esempio, frigoriferi – congelatori – lavatrici – asciugatrici – lavastoviglie – apparecchi di cottura – stufe elettriche – piastre riscaldanti elettriche – forni a microonde – apparecchi elettrici di riscaldamento – radiatori elettrici – ventilatori elettrici – apparecchi per il condizionamento).

Infine una segnalazione riguarda i lavori per l’adeguamento antisismico per cui la detrazione prevista è al 65% se si procede al miglioramento o adeguamento antisismico e messa in sicurezza degli edifici o se questi interventi sono effettuati su edifici che possono essere sia abitazioni sia utilizzati per attività produttive e che si trovano in zone sismiche a alta pericolosità.

Ovviamente tutti i pagamenti vanno effettuati con bonifico bancario altrimenti non sarà possibile avviare le procedure di rimborso.

Per ogni altro chiarimento conviene consultare il sito casa governo.

Fonte: ecoblog

12.4 Analisi di regressione per il costo dell’investimento nelle tecnologie specifiche

L’analisi di regressione è stata effettuata sul costo degli investimenti per tecnologie specifiche, utilizzando le stesse quattro variabili indipendenti. I risultati per ciascuna tecnologia e per le quattro variabili sono mostrati nella tabella 12.3.

Tabella 12.3 Risultati dell’analisi di regressione per il costo dell’investimento nelle tecnologie specifiche

12.3

I risultati per l’investimento complessivo per famiglia generalmente si riflettono nei risultati per le singole tecnologie: con tre t-test significativi per i “gradi giorno” e con due t-test significativi e due quasi significativi per “spesa familiare non alimentare e non energetica”.

Per interventi su solare termico, come era prevedibile, i “gradi giorno” non sono risultati significativi. Solamente la variabile “spesa familiare non alimentare e non energetica” ha un coefficiente quasi significativo.

Gli investimenti in solare termico offrono comunque un aspetto particolare. A causa della maggiore insolazione nel Sud Italia85, avremmo dovuto trovare più applicazioni nel sud che nel nord, ma questo non è riscontrabile nei dati osservati. Come indicato nella figura 11.4, ci sono quattro eccezioni nel Nord: Valle D’Aosta, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia presentano un valore di investimento per famiglia nel solare termico più alto rispetto al Sud. Nel Sud, sei regioni presentano un valore di investimento medio per famiglia inferiore a quello registrato nel centro Italia, con la Sardegna unica eccezione.

Questo risultato mette in luce l’importanza dei fattori locali, non considerati nell’analisi in quanto di difficile quantificazione a livello regionale, quali la differente attenzione posta verso l’organizzazione di campagne locali di promozione e la differente presenza di installatori qualificati o di società di servizi energetici.

 

85 Si passa da circa 1.250-1.850 kWh/m2 di insolazione media

 

Figura 12.4: Costo medio di investimento nel solare termico, anni 2008-2010 (Euro/famiglia)

12.4

12.5 Conclusioni

Le principali indicazioni che è possibile trarre dalla combinazione dei risultati ottenuti risultano:

– Gli investimenti effettuati nel triennio sono fortemente correlati alla capacità di spesa delle singole famiglie. Sarebbe opportuno approfondire il tema di come effettuare interventi di efficienza energetica nelle famiglie con una bassa capacità di spesa.

– I gradi giorno influenzano in misura positiva il comportamento di investimento delle famiglie; questa relazione trova conferma nel minor investimento riscontrato nel sud Italia.

– Quest’ultimo punto non trova però conferma negli investimenti osservati per il solare termico, che avrebbero dovuto seguire un andamento collegato alla maggiore insolazione. Le motivazioni alla base di questa “anomalia” sono probabilmente legate ad una insufficiente disponibilità sul territorio di tecnologie, installatori e personale qualificato, nonché di campagne di informazione e promozione locali.

– Per capire meglio questi fenomeni locali, andrebbe rafforzata la raccolta sistematica di informazioni e dati dei programmi regionali di promozione dell’efficienza energetica, in collaborazione con i diversi stakeholder nazionali e locali (Regioni e Enti Locali, ENEA, distributori di energia, associazioni industriali/imprenditoriali, agenzie energetiche locali, ..).

– Inoltre, sarebbe opportuno accelerare le attività di qualificazione degli operatori nel campo dell’efficienza energetica, in particolare nel Sud e nelle aree rurali.

– Le decisioni di investimento non sono risultate strettamente ricollegabili a un’analisi di tipo economico tesa a valutare il rientro dell’investimento attraverso i risparmi ottenibili. Le stime del modello non hanno infatti evidenziato una correlazione significativa né con il ‘payback’ energetico né con la spesa famigliare energetica. Per poter raffinare l’analisi sarebbe opportuno raccogliere oltre al costo totale dell’intervento anche il costo per capacità energetica installata, che permette anche un’analisi dei prezzi.

 

Fonte: ENEA

12.3 Analisi di regressione e risultati ottenuti

E’ stata ipotizzata una relazione lineare tra le variabili elencate al paragrafo precedente e la stima del modello adottato ha prodotto i risultati evidenziati in tabella 12.1.

Tabella 12.1: Risultati dell’analisi di regressione

12.1

I coefficienti delle variabili indipendenti indicano che solo i gradi giorno e la spesa familiare non alimentare e non energetica sono statisticamente significativi, con un buon indice di accostamento del modello ai dati, come desumibile dai valori dell’R2 e R2 aggiustato.

Il test di F è significativo e la statistica di Durbin-Watson è accettabile.

Come risultato, utilizzando solo queste due variabili indipendenti significative, si ottiene un nuovo modello e un confronto tra i valori osservati e quelli ottenuti dalla regressione.

Tabella 12.2: Risultati della regressione lineare con le due variabili significative

12.2

I coefficienti standardizzati indicano che la variabile “spese familiari non alimentare e non energetiche” apporta un contributo al modello doppio rispetto a quello dei gradi giorno.

Figura 12.3: Confronto tra valori osservati dell’investimento totale per famiglie e i risultati dell’ analisi di regressione

12.3

Fonte:ENEA