Come ottenere pasti vegani nelle mense scolastiche, intervista a Denise Filippin

La normativa nazionale vigente in merito all’alimentazione vegana nelle mense scolastiche è ancora poco chiara e varia da comune a comune. I genitori che decidono di crescere i propri figli con un regime alimentare vegetariano o vegano non devono però arrendersi: ottenere pasti vegani nelle mense scolastiche è possibile. Ne parliamo con la biologa nutrizionista Denise Filippin.bambina_frutta

Denise Filippin, oltre ad essere una biologa nutrizionista vegana, è anche mamma di due bambine. La sua laurea in Scienze Biologiche e il Master di perfezionamento in Dietologia e Nutrizione Umana le hanno dato la possibilità di dialogare con le istituzioni e ottenere un pasto vegano nelle mense scolastiche per le proprie figlie. Avendo percepito la reale difficoltà dei genitori che richiedono “menù alternativi” per motivazioni etiche – spesso rifiutate -, la Dott.ssa Filippin ha creato un opuscolo con delle linee guida per aiutarli ad ottenere ciò che credono sia più giusto per i propri figli. Incontriamo la nostra esperta in alimentazione vegana in gravidanza ed infanzia (anche per lo svezzamento), disponibile come consulente per aziende, mense pubbliche e private, conferenze e corsi di educazione alimentare. E-mail: denise.filippin@alice.it

Sono curiosa di sapere qual è il quadro normativo nazionale vigente in merito all’alimentazione vegana nelle mense scolastiche…

La normativa vigente è poco chiara e varia da comune a comune. A livello nazionale il Ministero della Salute ha emanato delle “linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica”, nelle quali si prevede la possibilità per i genitori di richiedere menù alternativi per esigenze etico-religiose o culturali, con la sola autocertificazione e senza necessità di certificato medico. Essendo delle linee guida ogni comune le recepisce apportando anche delle modifiche, pertanto è possibile che alcuni comuni possano inserire la richiesta del certificato medico o possano decidere di far sparire la parola etico e lasciare solo la possibilità di menù alternativi per motivi religiosi.bambini_animali

È dunque possibile ottenere un pasto vegan nelle mense scolastiche? Qual è la prassi da seguire?

Certo, è possibile! Molti genitori ci sono riusciti alla prima richiesta, altri hanno dovuto insistere di più. Innanzitutto bisogna informarsi sul regolamento vigente nel proprio comune; solitamente si trova anche su internet oppure può essere richiesto al servizio ristorazione scolastica del comune stesso. Molti comuni integrano nel modulo di iscrizione al servizio, l’opzione per la richiesta di menù alternativi; in tal caso va evidenziata per poi fissare un appuntamento con la dietista in modo da confermare gli alimenti che vogliamo non vengano somministrati al bambino/a. Durante il colloquio bisogna essere molto precisi e non dare nulla per scontato. A volte capita che dal comune nessuno si faccia più sentire; in questo caso bisogna insistere, telefonando o recandosi di persona per capire il perché di tale silenzio. Nel caso la prima domanda sia respinta si può riproporre un modello di lettera tipo – lo trovate nell’opuscolo distribuito da AgireOra – che ho preparato proprio per aiutare i genitori che si trovano in difficoltà. Essendoci passata in prima persona so che a volte non è facile. Devo dire che molti genitori hanno trovato utili i consigli e sono riusciti ad ottenere ciò che avevano chiesto. Non spaventatevi se vi richiedono il certificato medico! E’ una formalità per tutelarsi. Il documento garantisce all’istituzione che il medico curante è a conoscenza dell’alimentazione del bambino e ne segue la crescita durante le visite periodiche in ambulatorio. Per agevolare i genitori e il pediatra ho inserito un facsimile del certificato nell’opuscolo.

Quale miglior consiglio ad una coppia vegana che deve fare i conti con strutture dove lascerà i propri figli?

Il miglior consiglio è armarsi di pazienza e determinazione ed iniziare a fare la propria richiesta appena si sceglie l’istituto al quale iscrivere il proprio figlio. Attualmente ci troviamo di fronte ad una situazione nuova, i giovani che sono diventati vegani negli anni passati diventano genitori e per la prima volta c’è la necessità di prevedere pasti adatti nella ristorazione scolastica. Molto spesso si troveranno ad essere i primi nel proprio comune ad aver avanzato tale richiesta, con lo scetticismo e gli eventuali problemi che ne conseguono.bambina_mamma_

Perché è importante far mangiare frutta e verdura ai bambini?

Frutta e verdura sono molto importanti nell’alimentazione umana, forniscono le vitamine, i minerali, le fibre (che sono importanti per il corretto funzionamento dell’intestino) ed una moltitudine di sostanze generalmente chiamate fitocomposti che hanno dimostrato di avere un’importante funzione protettiva nei confronti del nostro organismo da diverse malattie, in particolar modo aiutano a prevenire i tumori. Imparare a mangiare questi alimenti da bambini è molto importante in quanto è proprio nei primi anni di vita che si forma il gusto e vengono fissati gli schemi alimentari che ci accompagneranno per tutta la vita. Un bambino abituato a certi sapori fin da piccolo manterrà questa attitudine anche crescendo, proteggendo così la sua salute anche in futuro. Risulta molto più difficile invece far apprezzare questi alimenti ai ragazzi più grandi, non abituati al consumo quotidiano di frutta e verdura.

Cosa pensa della campagna nazionale che ha l’obiettivo di incentivare il consumo di frutta tra i bambini e gli adolescenti italiani nelle scuole? Qualcuno ha bocciato l’iniziativa, definendola controproducente. Il pediatra Italo Farnetani ha dichiarato che è sbagliato costringere i ragazzi a mangiare frutta invece degli snack.

Io, invece, trovo che sia un’ottima idea. La “frutta per tutti” elimina quelle disuguglianze tra bambini; quando si portano le merende da casa, ci sono bambini che consumano pasti troppo sostanziosi e bambini, invece, che non hanno nulla da mangiare. In questo modo tutti mangiano la stessa quantità e la stessa tipologia di cibo. L’esempio dei genitori è importante per invogliarli a mangiare la frutta. Ci sono genitori che si lamentano perché i loro bambini non ne vogliono sapere… poi parlando con loro, scopro che sono i primi a non mangiarne mai. È naturale che il bambino rifiuti un alimento che il genitore rifiuta. È anche importante non aggiungere zucchero o altri dolcificanti per attrarre di più i bambini; la frutta ha già un sapore dolce e non deve essere alterato con questi trucchetti.

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Qual è la merenda ideale per i bambini?

Le merende e gli spuntini sono il momento ideale per mangiare la frutta fresca, che fornisce energia senza appesantire. Possiamo dare ai bambini che vanno a scuola anche la frutta secca e disidratata in quanto è comoda da portare nella cartella e veloce da consumare durante la ricreazione. I bambini durante la pausa hanno voglia di giocare e spesso saltano lo spuntino per evitare di perdere tempo. Per chi fa sport anche un po’ di pane integrale con marmellata senza zucchero o creme di frutta secca come tahin, crema di mandorle o nocciole poiché appagano il gusto e forniscono energia e nutrimento sano.

Ha notato errori che si ripetono comunemente in chi decide di far seguire al proprio bambino un’alimentazione vegana? Quali consigli si sente di dare ai genitori perché non facciano gli stessi errori?

A dire il vero chi sceglie l’alimentazione vegana spesso è molto informato. Ho notato che i genitori vegani quando aspettano un bambino acquistano libri sull’argomento (fortunatamente ora si trovano anche in Italia) o si informano tramite siti scientifici su internet. Ho constatato però in alcuni genitori l’eccessivo ricorso ad alimenti quali seitan e tofu. Questi alimenti non devono essere consumati quotidianamente né dagli adulti né tanto meno dai bambini. I genitori, spesso, si preoccupano che i loro bambini non consumano abbastanza proteine. In realtà non è così perché sono presenti in diversi alimenti, soprattutto nei legumi.

È sempre più frequente trovare bambini in sovrappeso, iperalimentati fin dai primi anni di vita. Perché?

Tutti gli studi recenti indicano come un’alimentazione iperproteica nei primi anni di vita predisponga i bambini a sovrappeso ed obesità durante la crescita ed in età adulta. È un grosso problema perché il sovrappeso porta con sé diverse problematiche di salute: diabete, ipercolesterolemia, ipertensione, problemi cardiaci, tanto per citarne alcuni. Si è visto che il latte formulato adattato e lo svezzamento con omogeneizzati e formaggio ad ogni pasto apportano un eccesso di proteine pari anche a cinque volte il fabbisogno raccomandato.bambina_pulcino

Un’alimentazione iperproteica favorisce la crescita del numero di cellule adipose (depositi di grasso); il bambino, avendo più cellule adipose, può incamerare più grassi e questa tendenza rimane per tutta la vita. Altro aspetto fondamentale è la mancanza di attività fisica, anche spontanea come il gioco in piazza che si faceva fino a qualche decennio fa. Ora si passa molto tempo chiusi in casa, i bambini sono davanti alla TV o ai giochini elettronici, si muovono solo se e quando fanno attività sportiva, che il più delle volte non è comunque sufficiente a sopperire alla mancanza di movimento quotidiano.

Quali consigli possiamo dare ai genitori vegani?

Io consiglio sempre di prediligere i prodotti preparati in casa e se possibile gli alimenti da agricoltura biologica locale (il contadino vicino casa) e di stagione. Abituare i bambini a sapori semplici, abituarli a mangiare cibi poco conditi, con poco sale, li predisporrà ad avere un’alimentazione sana anche in futuro. Cerchiamo di consumare i pasti insieme ai nostri figli e magari se sono grandicelli possiamo anche farci aiutare a preparare la cena. Diventano meno diffidenti verso alcuni alimenti se si abituano a lavarli, tagliarli e cucinarli. Tralasciando l’aspetto nutrizionale, un altro consiglio è spiegare sempre chiaramente ai bambini il perché della scelta vegana portata avanti in famiglia. I bambini sono molto attratti dagli animali e mostrano una grande empatia, renderli consapevoli che con la loro alimentazione non fa male agli animali li rende felici ed orgogliosi e può dar loro la forza di rifiutare un dolce o un gelato se sanno che non è vegano. Sono piccoli ma meritano che gli adulti siano sinceri con loro, ovviamente, tarando le spiegazioni in base all’età del bambino.

Fonte: il cambiamento

VegPyramid

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