Culinary Misfits, due ragazze cucinano frutta e verdura scartata perché non ha forma perfetta

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A volte, per evitare uno spreco è possibile cominciare ispezionando il frigorifero dove, si sa, vengono consumati i maggiori sprechi alimentari. Questo accade in molte famiglie e, su scala più vasta, anche nei ristoranti e nei supermercati. A questo proposito, in Germania, due ex designerLea Emma Brumsack e Tanja Krakowski,hanno creato un progetto per combattere lo spreco alimentare. Si trattav del primo servizio catering che utilizza solo ingredienti scartati da ristoranti e supermercati e l’hanno chiamato, in modo ironico ed evocativo, Culinary Misfits, perché gioca sul doppio significato di ‘scherzo di natura’ ma anche ‘non adatto’, della parola misfit. Insomma le due ragazze si prendono cura della frutta e della verdura ‘ranocchie’ per farne delle ‘regine’ della tavola! Seguendo il motto ‘l’apparenza inganna’, le due food designer tedesche selezionano ortaggi e frutta di stagione che, per via della loro forma a volte bizzarra o della loro dimensione non standard, i supermercati ed i ristoranti della zona scartano. E’ noto infatti che la grande distribuzione e la ristorazione obbediscono a dei rigidi criteri dimensionali ed estetici che comportano quindi un enorme spreco di alimenti. Con pomodori ammaccati, pastinache e cetrioli troppo incurvati o deformati per essere esposti nei banchi alimentari, le ideatrici di questo catering tuttogreen, creano gustosi piatti da proporre ai clienti, limitando gli sprechi e cercando in loco gli ingredienti. Così si rispettano anche i criteri della distribuzione a chilometri zero. Dopo l’avvio, all’inizio del 2012, con una serie di eventi gastronomici a base di ortaggi biologici, progettati per lanciare l’attività, Culinary Misfits ha trovato una sua sede nel quartiere più trendy di Berlino, Kreuzberg, e sta cercando finanziamenti attraverso il crowfunding.

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Così, proponendo piatti speciali come una zuppa di cetrioli incurvati o un contorno di carote storte, Culinary Misfit potrebbe essere d’ispirazione per progetti anti-spreco alimentare, dimostrando che la vera bellezza sta sotto alla superficie e che basta riflettere un momento prima di cestinare quelli che potrebbero rivelarsi, invece,preziosi ingredienti da riutilizzare, anche nelle nostre cucine.

 

Fonte: tuttogreen

 

Come cucinare con il Sole

 

– Detersivi ecologici

abbiamo mostrato come l’inquinamento delle acque prodotto da ognuno di noi e’ tutt’altro che irrilevante. Come visto, esistono però delle soluzioni facilmente percorribili e che possono dare un contributo non trascurabile alla salute dell’ambiente. Tra queste, sicuramente la produzione domestica di detersivi, di qualità e a basso costo, e’ senza dubbio la migliore. Sempre rimanendo in questo filone ambientale-ecosostenibile, vorrei raccontarvi anche un’altra notizia che ha attirato la mia curiosità. Come sappiamo bene, la vita sulla Terra e’ possibile grazie al Sole che, mediante i suoi raggi, crea un ambiente favorevole. Se ci pensiamo bene, la potenza termica trasmessa dalla nostra stella e che giunge fino a terra, viene sfruttata già in molti modi, primo tra tutti i panelli solari, di cui abbiamo parlato qui:

– Pannelli, pannelli e pannelli

Ora però, perché non utilizzare questa grande fonte di calore anche, ad esempio, per cucinare? In fondo, quando cuociamo i nostri cibi, molte volte, non facciamo altro che tenerli ad alta temperatura per un certo lasso di tempo. In realtà, quello che vi ho mostrato non e’ solo un pensiero, ma una realtà già consolidata per molte persone. Come e’ possibile cuocere con il Sole?

La potenza termica che arriva dalla nostra stella e’ abbastanza elevata e composta non solo dalla radiazione visibile ma con uno spettro ampio. Ora però, per poter cuocere i cibi e’ necessario andare ad una temperatura abbastanza alta e il sole da solo non basta. Se cosi’ non fosse, nessuno di noi potrebbe mai esporsi ai raggi solari perché verrebbe “cotto”. Qual e’ la soluzione? Così come avviene con i pannelli a concentrazione, di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente, e’ sufficiente convogliare i raggi solari in un punto per integrare una potenza maggiore. Questo e’ esattamente quello che fanno i “forni solari”. Questi dispositivi altro non sono che una parabola di materiale riflettente, spesso costituita da fogli di alluminio, che spingono i raggi in un’area molto ristretta in cui viene posizionato il cibo da cuocere.

Ecco la foto di uno di questi forni:forno_solare_autocostruito_ad_alta_efficienza

In alternativa a queste forme, potete realizzare con estrema facilità un Kyoto Box, realizzata partendo semplicemente da una scatola di cartone o di legno. In questo caso, il cibo viene posizionato all’interno della scatola in cui i raggi solari vengono concentrati sempre mediante materiale riflettente:

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                                                                     Forni solari del tipo Kyoto Box. Fonte: architetturasostenibile

Mentre nel primo caso, il cibo viene cotto direttamente dall’aumento di temperatura, nelle Kyoto Box, come vedete dall’immagine, il cibo e’ chiuso all’interno della scatola e viene cotto sfruttando l’effetto serra generato dai raggi solari. Scelto un modello o l’altro, come vedete questi forni possono essere facilmente realizzabili da chiunque. Il mio consiglio e’ di utilizzare strutture, ad esempio, in legno, foderate da fogli di alluminio per alimenti. Per controllare il potere focheggiante del forno, basta vedere quanto e’ esteso il raggio luminoso sul fondo del forno. Ovviamente, più e’ stretto il raggio, maggiore sarà la temperatura raggiunta dal forno perché maggiore e’ la concentrazione solare. Più che di temperatura e’ interessante parlare di cosa si puo’ cuocere con questi forni e quanto tempo ci vuole. In linea di principio sono poche le cose che non e’ possibile cuocere con questi forni. Nel caso favorevole di una giornata soleggiata, i tempi di cottura con questi sistemi sono paragonabili a quelli di un forno tradizionale. Proprio pensando al confronto, questi sistemi solari possono raggiungere senza problemi temperature anche di 220 gradi, ideali per cuocere praticamente tutto. Sulla rete, come non potrebbe essere cosi’, anche per la cottura solare e’ nata una vera e propria comunità di appassionati. Proprio perché si parla di cucina, sono già stati designati i cosiddetti chef solari, esperti di questa tipologia di cottura. Oltre ai tempi e ai consigli per preparare il cibo meglio compatibile con questa cottura, sulla rete trovate anche molte informazioni per costruire il vostro forno solare con una spesa irrisoria e con un’efficienza molto interessante. Lasciatemi concludere con una riflessione. Prima abbiamo parlato di detersivi fatti in casa, ora di cuocere il cibo sfruttando il Sole. Forse la crisi economica sta facendo rinascere uno spirito di iniziativa che, per troppo tempo, era rimasto sopito. Visti i vantaggi che ne derivano, sia economici che sociali, dal momento che le persone scambiano idee e ricette, forse non tutti i mali vengono per nuocere. Intanto l’ambiente ringrazia!

Di Matteo Martini

Fonte: http://psicosi2012.wordpress.com/2013/06/01/come-cucinare-con-il-sole/

Tratto: http://pianetablunews.wordpress.com/

“Cucinando s’impara (a non sprecare)” – Slow Food Day a Milano

Dove: Milano, Largo La Foppa angolo Corso Garibaldi (MM2 – Moscova)1766

Sabato 25 maggio, in occasione dello Slow Food Day 2013, a Milano ci sarà un’azione formativa pubblica sul tema “contro lo spreco alimentare”. All’aperto, in Largo La Foppa angolo Corso Garibaldi. A disposizione un laboratorio per insegnare ai bambini a fare la pasta all’uovo, con pochi semplici gesti. Una grande festa in cui tutti potranno IMPARARE A NON SPRECARE, con un Laboratorio del Gusto®,che consentirà ai bambini di tutte le età di FARE LA PASTA ALL’UOVO, con pochi semplici gesti. Ciascun partecipante potrà poi PROPORRE UNA PROPRIA RICETTA, non necessariamente gastronomica. Dal consiglio della nonna sul risparmio, all’idea per il riciclo, alla preparazione del condimento per la pasta.

Ecco il programma, che avrà luogo tra le 10 e le 17: 

Saranno allestiti tavoli attrezzati per il laboratorio, dove si potrà partecipare gratuitamente alla preparazione collettiva della pasta all’uovo, con prodotti a KmZero, aiutati da alcuni chef coinvolti nell’iniziativa, come “maestre/i di pasta”. I Dirigenti scolastici e i Comitati Genitori di una scuola primaria e di una media della zona sono stati invitati a partecipare con due classi per un incontro “teorico/pratico” a cura di Lisa Casali (blogger Ecocucine e conduttrice Rai) su: Importanza della riduzione degli sprechi alimentari; Ricadute positive per ambiente, salute e portafoglio legate alla riduzione degli sprechi; Consigli pratici per ridurre gli sprechi domestici (conservazione, spesa, a tavola, ai fornelli). Un aiuto per la realizzazione della pasta verrà dato dalla presenza di alcune macchine offerte da IMPERIA per sfogliare la pasta, e preparare le forme preferite, tagliatelle, lasagne, tagliolini e chi più ne ha…Saranno presenti e metteranno “le mani in pasta” alcuni attori, amici di Slow Food,che hanno trattato il mondo del cibo nei loro spettacoli: Margherita Antonelli, Max Pisu, Claudio Batta, Diego Parassole, e qualcun altro a sorpresa. Aggiungeremo due pentoloni per rimestare pensieri e proposte:

1. RIMESCOLA: “idee contro lo spreco”, con cui i bambini e il pubblico possono suggerire e consigliare come non “buttar via” il cibo;

2. LA MIA RICETTA: condimenti e sughi per ravioli, tagliatelle, tajarin, gnocchi, malfatti e chi più ne ha, più ne metta…

La giornata è dedicata ai soci di Slow Food, ma anche i non-soci avranno l’occasione per iscriversi al prezzo speciale di 25 €.

Fonte: eco dalle città