Speriamo che il vaccino faccia piovere…

Il Covid ha oscurato la vera crisi a livello mondiale, che è quella ambientale. I periodi di siccità sono sempre più lunghi e in moltissime zone d’Italia non piove da oltre un mese e mezzo. Cosa ci resta da fare? Sperare giusto che… il vaccino faccia anche piovere…

Il Covid ha oscurato la vera crisi a livello mondiale, che è quella ambientale. I periodi di siccità sono sempre più lunghi e in moltissime zone d’Italia non piove da oltre un mese e mezzo. Cosa ci resta da fare? Sperare giusto che… il vaccino faccia anche piovere…

La natura sta “facendo il suo corso”, ovvero risponde ai nostri continui attacchi. Più la colpiamo e più il contraccolpo diventa pesante, più la combattiamo e più ne paghiamo tragiche conseguenze. Infatti non stiamo facendo nulla di risolutivo circa la catastrofe climatica da noi provocata e attualmente, per rendere la situazione ancora più difficile, il covid ha oscurato la vera crisi a livello mondiale che è quella ambientale. Ma questo oscuramento non fa sparire i problemi, li toglie solo dall’attenzione facendo in modo che se ne parli il meno possibile e soprattutto non si agisca.

Però i problemi ci sono eccome e le basi stesse della vita, come l’acqua, sono in estremo pericolo. Oltre ad inquinarla in tutti modi, partendo dall’agricoltura chimica fino agli allevamenti intensivi, si aggiungono le attività umane che stravolgendo il clima sono responsabili di periodi sempre più prolungati di siccità. Probabilmente chi vive in città, cioè in un mondo fortemente artificiale, si interessa poco dei fenomeni atmosferici quindi non ravvede la pericolosità della situazione. Eppure anche i cittadini dovrebbero preoccuparsi, perché se in campagna c’è siccità, il cibo non cresce e gli animali non hanno acqua sufficiente, anche i cittadini non mangeranno. Nel passaggio fra l’inverno e la primavera, in moltissime zone d’Italia non piove da oltre un mese e mezzo e ci sono temperature estive. Normalmente poi quello attuale è un periodo in agricoltura in cui iniziano molte piantumazioni quindi la piovosità è quanto mai necessaria. Con sempre più siccità e quindi meno acqua, cosa succederà?

Ma non dobbiamo preoccuparci perché di sicuro il governo e i vari comitati tecnici scientifici, formati da gente che ha a cuore la nostra salute, entreranno in azione come lampi per ovviare a questa potenziale rovina. Infatti è stato già emanato un DPCM apposito per riparare tutte le falle del sistema idrico nazionale colabrodo che arriva a disperdere fino al 40% dell’acqua, a realizzare ovunque sia possibile sistemi di recupero e utilizzo dell’acqua piovana, a prevedere orti autoirriganti, ad installare in qualsiasi situazione riduttori di flusso, a costruire sistemi di fitodepurazione con il potenziale recupero delle acque, a proporre sistemi di compost toilet e con tutti questi metodi ridurre drasticamente gli sprechi. O no?

E’ poi partita una campagna a tappeto di formazione capillare a cittadini, tecnici, agricoltori sugli aspetti relativi al risparmio idrico. O no?

Non ve ne siete accorti di tutti questi provvedimenti emanati? Eppure li hanno diramati a reti unificate, li hanno ripresi da tutti i media, dando loro l’importanza che la situazione urgente richiede, visto che si tratta della nostra sopravvivenza, senza acqua infatti non si vive. O forse non è stato così?

Noi comunque suggeriamo una soluzione efficacissima: grazie alla scienza e al progresso ora abbiamo il divino vaccino che risolverà ogni problema. Basterà infatti fare iniezioni al terreno con il liquido santo e come per incanto l’acqua sgorgherà miracolosamente a fiumi. Allo stesso tempo basterà spruzzare un po’ dello stesso liquido santo verso il cielo e verranno giù acquazzoni fenomenali. Quindi, grazie al lavoro indefesso e teso solo al nostro bene di comitati tecnico scientifici e governi, il vaccino darà acqua agli assetati, cibo agli affamati, lavoro ai bisognosi, casa ai senza tetto e farà vincere anche alla lotteria di Capodanno.

Grazie scienza, grazie vaccino!

E visto che non arriverà nessun DPCM e nessun intervento per salvaguardare la nostra salute e tanto meno la nostra sopravvivenza, ognuno inizi a pensare, magari anche mettendosi insieme ad altri, a come risolvere il problema vitale dell’approvvigionamento di acqua e conseguentemente di cibo, perché né la scienza, né la politica che siano legati ad interessi economici ci salveranno.

Fonte: ilcambiamento.it

Scala Mercalli, l’ambiente in prima serata nel sabato di Raitre

Dal 28 febbraio al 4 aprile, su Raitre, sei puntate del nuovo programma di Luca Mercalli dedicato alla crisi ambientale e alle vie della sostenibilità

Sovrappopolazione, cambiamenti climatici, eventi estremi, sovrasfruttamento delle risorse, delle foreste e degli oceani, inquinamentorifiuti e cementificazione sono argomenti troppo spesso relegati in nicchie dell’informazione, quando dalla risoluzione di queste problematiche dipendono le sorti del Pianeta. Proprio per questa ragione la scelta di Raitre di scommettere su Scala Mercalli, un programma a tematica eco nel prime time del sabato sera è una di quelle sfide da seguire con interesse. A partire da sabato 28 febbraio e per sei puntate Luca Mercalli, già noto al pubblico televisivo per i suoi interventi a Che tempo che fa, parlerà delle emergenze ambientali e delle soluzioni sostenibili già esistenti per contrastarle: dall’economia circolare al riciclo degli scarti, dall’agricoltura sostenibile alle energie rinnovabili. La sfida di Mercalli sarà quella di comunicare in maniera chiara e semplice le rivoluzioni globali sempre più urgenti. Le sei puntata di Scala Mercalli verranno trasmesse dal Centro Multimediale “Sheikh Zayed” della F.A.O.: l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. Documentari originali da tutto il mondo – dai ghiacci delle Ande alle megalopoli cinesi – e grandi ospiti del mondo scientifico contribuiranno all’approfondimento di temi quali i cambiamenti climatici, le risorse energetiche fossili e rinnovabili, la gestione dei rifiuti, l’uso del territorio e la vulnerabilità agli eventi estremi, la protezione civile e l’agricoltura sostenibile. Dagli orti del Marocco che strappano la terra alla desertificazione alla politica energetica della Danimarca, ampio spazio verrà dato anche agli esempi virtuosi. Pur tenendo alta la guardia sulle urgenze ambientali, il direttore della Società Meteorologica Italiana adotterà uno stile costruttivo e rigoroso, lontano da qualsiasi forma di sensazionalismo. A firmare il programma, oltre a Mercalli, saranno Stefano Di Gioacchino, Elisabetta Marino e Mariella Salvi.80538682-586x390

Fonte:  Rai

© Foto Getty Images

La decrescita e l’occupazione. Un matrimonio che s’ha da fare

Ospiti da tutta Italia alla conferenza nazionale del Movimento per la Decrescita Felice. Il tema della giornata sono occupazione e lavoro, temi particolarmente cari al movimento; perché decrescita non vuol dire recessione379503

Il Movimento per la Decrescita Felice non ha propri parlamentari né tantomeno vuole proporsi come un partito politico, eppure crede profondamente nel ruolo delle istituzioni e la conferenza di oggi ha come target proprio la politica.
In Italia c’è una fortissima disoccupazione, ma anche tantissimi lavori che non si fanno. Chi ha il poter politico ha quindi il dovere di ascoltare le nostre proposte”, ha dichiarato in apertura Maurizio Pallante, presidente MDF. “Non è più possibile uscire dalla crisi aumentando la produttività come negli anni 30. All’epoca infatti non c’era una crisi ambientale da affiancare a quella economica”. Entrambe le crisi sono causate dall’aumento dei consumi e tutte le tensioni internazionali e le guerre sono scatenate dal bisogno di controllare i paesi in cui sono presenti le materie prima necessarie alla crescita e consumo. Fondamentale per uscire dalle crisi sarà iniziare ad investire nel lavoro “utile”, su nuove competenze e sulle piccole e medie imprese, fondamentale è capire che gli strumenti tradizionali della politica economica continuano a dimostrare di non essere in grado di risolvere il problema. Si dovrà quindi mirare ad un nuovo modello che punti all’efficentamento energetico e materiale piuttosto che sul rinnovo continuo poiché solo riducendo i consumi a parità di servizi, si può recuperare il denaro necessario a pagare l’occupazione in attività lavorative che attenuano la crisi energetica, climatica ed ambientale. L’efficentamento energetico degli edifici, ad esempio, crea tra i 13 ed i 15 nuovi posti di lavoro per ogni milione di euro investo, contro i 2/4 delle rinnovabili e gli 0,5 della costruzione di grandi opere infrastrutturali. Ristrutturando 15.000 scuole ed investendo 8,2 miliardi di euro si otterrebbe un risparmio energetico annuo di 420 milioni di euro dando lavoro a 150.000 persone.   La speranza del movimento è quella di spingere verso una Bioeconomia che riprenda in considerazione anche la vita delle persone. “Questo tipo di economia – racconta Giordano Mancini formatore industriale – viene considerata utile dalle persone, non crea probemi sociali e genera nuovi posti di lavoro, fa diminuire le emissioni di CO2 e la quantità di rifiuti prodotta, non genere altro debito pubblico e consuma meno energia e materie prime”. Parla invece di “dramma di una generazione” il Professor Luciano Monti dell’università LUISS di Roma che propone un nuovo paradigma economico fondato sulla sostenibilità integrata che mira a riequibrare il saldo negativo accumulato ai danni del Pianeta e delle giovani generazioni.
Ama le future generazioni come te stesso” era lo slogan di Nicolas Georgescu Roegen, padre della bioeconomia e della decrescita e per farlo sarà necessario abbandonare il mito della crescita del PIL che non registra realmente il benessere di una popolazione né tantomeno quello dell’ambiente che abitano.

Fonte: ecodallecittà.it