Pellet e pompe di calore, conto termico più veloce

Manca poco alla riaccensione dei riscaldamenti: la data di avvio degli impianti varia fra la metà di ottobre e fine novembre, a seconda della zona climatica dove si colloca la casa. pellet

Chi sta pensando a un cambio di impianto “last minute” ha tre strade a disposizione per ottenere un aiuto economico dallo Stato. Ma la scelta è condizionata dal tipo di impianto che si vuole installare.

Per chi sceglie una caldaia a condensazione, l’unica via percorribile è quella della detrazione fiscale: il 65% (cioè l’ecobonus specifico per il risparmio energetico, confermato per ora fino al 31 dicembre 2017, con estensione fino al 2021 per chi esegue opere in condominio) o il 50% (più genericamente legato alle ristrutturazioni edilizie). Il conto termico, invece, anche nella versione rivisitata in vigore da maggio 2016, non incentiva questo tipo di impianti (se non in caso di apparecchi ibridi ad alte prestazioni, ma si tratta di una nicchia di mercato).

Al contrario, il conto termico, gestito dal Gse (Gestore servizi energetici) e senza scadenza, può essere una importante opportunità per chi pensa di ricorrere a una pompa di calore o una caldaia a biomassa (prioritariamente legno, pellet o cippato). In questi casi, infatti, è reale la concorrenza con l’ecobonus. Va premesso che in entrambi i casi il nuovo sistema deve garantire un alto grado di efficienza e l’intervento deve configurarsi come sostituzione o integrazione di una caldaia già esistente – con l’eccezione delle biomasse incentivate con il 65% per cui è ammessa anche l’installazione ex novo. Chi utilizza l’ecobonus sceglie di rientrare del 65% della spesa recuperando la somma, come “sconto” sull’Irpef, in rate di dieci anni e fino a un massimo di 30mila euro. Chi opta per il conto termico ottiene un contributo in genere più ridotto nell’importo (anche la metà rispetto al 65%), ma che viene erogato direttamente sul conto corrente del titolare della pratica a 90 giorni dalla fine dell’intervento. Oltretutto, in un’unica soluzione per importi fino a 5mila euro (o al massimo in due rate annuali) e con l’ulteriore vantaggio che non occorre avere un determinato livello di “capienza fiscale” per poter incassare l’incentivo (cioè avere da pagare per dieci anni una quota di Irpef o Ires almeno pari all’ammontare della rata del rimborso).

Fonte: ilsole24ore.com

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NUOVO CONTO TERMICO: SEMPLIFICATO L’ACCESSO AGLI INCENTIVI

Il nuovo Conto Termico 2.0 introduce numerose semplificazioni rispetto alla precedente versione: più facile l’accesso agli incentivi e tariffe più alte per alcuni interventi

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Sancita l’intesa sul nuovo Conto Termico 2.0. La Conferenza Unificata ha raggiunto oggi l’accordo sullo schema di decreto del Ministro dello sviluppo economico recante “Aggiornamento del sistema di incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni”.

Gli incentivi del Nuovo Conto Termico

Con una durate dell’incentivo variabile tra i due e i cinque anni (a seconda del tipo di intervento),  la tariffa andrebbe a coprire, nella maggior parte dei casi il 40% delle spese, con tetti massimi differenziati in base al tipologia interventizia, alla potenza dell’impianto e alla zona climatica. La percentuale passa al 65% per gli interventi di trasformazione in “edificio a energia quasi zero” e sostituzione dei sistemi di illuminazione con dispositivi efficienti. Più alto anche l’incentivo a copertura delle spese di per gli interventi di isolamento termico delle superfici opache realizzati nelle zone climatiche E e F (50%), che passa al 55% se abbinato alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
E ancora le spese per le diagnosi energetiche e la redazione dell’Attestato di prestazione energetica (APE) sono incentivabili al 100% per le Pubbliche Amministrazioni e al 50% per i privati.

Gli interventi ammessi:
PRIVATI
Per i privati sono invece incentivabili interventi di piccole dimensioni quali:

  • la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale, anche combinati per la produzione di acqua calda sanitaria, dotati di pompe di calore;
  • la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti o di riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali con impianti dotati di generatore di calore alimentato da biomassa (taglia massima 2 MW);
  • l’installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o ad integrazione dell’impianto di climatizzazione invernale, anche abbinati a sistemi di solar cooling, per la produzione di energia termica per processi produttivi o immissione in reti di teleriscaldamento o teleraffrescamento (taglia massima degli impianti 2500 metri quadri)
  • la sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore (taglia massima 2 MW);
  • la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con sistemi ibridi a pompa di calore (taglia massima 2 MW).

PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Come nel provvedimento originale risultano incentivabili per le Pubbliche amministrazioni gli interventi di:

  • isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato;
  • sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti utilizzanti generatori di calore a condensazione;
  • installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento di chiusure trasparenti con esposizione di Est-sud-est a Ovest, fissi o mobili non trasportabili.

Alla lista il Nuovo Conto termico aggiunge tre nuovi interventi:

  • trasformazione in “edifici a energia quasi zero”;
  • sostituzione dei sistemi per l’illuminazione con dispositivi efficienti;
  • installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico degli impianti termici ed elettrici degli edifici (building automation), di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore.

FONTE: rinnovabili.it

Il solare termico per l’industria alimentare che ha bisogno di calore di processo

Molti comparti industriali, come l’alimentare, richiedono più del 50% del loro fabbisogno termico a una temperatura contenuta e spesso inferiore ai 100 °C. Una soluzione molto conveniente, grazie al meccanismo del ‘conto energia termico’, e completamente compatibile è quella che prevede l’utilizzo di collettori solari termici. Le condizioni per la fattibilità e le modalità di integrazione.solare-termico-caseificio

La bolletta energetica di alcuni comparti industriali non è legata al solo consumo elettrico, ma dipende molto anche dal fabbisogno termico per la produzione di calore di processo. Tale fabbisogno è spesso richiesto in un campo di temperature piuttosto contenuto e, perciò perfettamente compatibile con un funzionamento efficiente dei collettori solari termici. Il grafico che segue riporta la distribuzione percentuale in temperatura del consumo di calore totale per alcuni settori industriali.solare-termico-calore-processo

Si può notare come alcuni comparti come quello alimentare (“Food and tobacco”), tra l’altro caratteristici del panorama industriale italiano, richiedano più del 50% del loro fabbisogno termico a una temperatura inferiore ai 100 °C. Ciò implica che impianti solari termici con collettori commerciali convenzionali, vale a dire che utilizzino la tecnologia piana vetrata o a tubi sottovuoto, sono utilizzabili per soddisfare tale domanda di calore. Il settore alimentare, in particolare, presenta numerosi sotto-processi interessanti per il solare termico, proprio perché necessitano di un contributo di energia termica in campi di temperature piuttosto contenuti, come riassunto nella tabella. Molti sono gli esempi operativi in Italia e in Europa di applicazione di impianti solari in questo comparto industriale.solare-termico-calore-processo_tabella_0

Le principali condizioni per la fattibilità di un tale impianto sono:

  • la presenza di una domanda di calore a temperatura bassa o media
  • una certa continuità della domanda stessa nel tempo
  • la fattibilità tecnica di inserimento nel preesistente sistema di produzione e distribuzione del calore.

Riguardo quest’ultimo punto, lo schema tecnico semplificato, riportato nel seguito, mostra come esistano tre modalità di integrazione per il solare:

  • l’azione in preriscaldamento (collegamento in serie con il sistema preesistente)
  • la produzione in parallelo al generatore convenzionale
  • l’accoppiamento diretto con un sotto-processo.solare-termico-calore-processo_integrazione

La terza modalità, sebbene spesso difficilmente praticabile per ragioni impiantistiche, sarebbe la più interessante in un’ottica di massimizzazione dell’efficienza, perché è proprio sul singolo processo che si verificano le temperature minime nel sistema di distribuzione del calore. Un caseificio artigianale italiano, ad esempio, ha investito 150.000 € in un impianto solare termico, con un risparmio annuo di gas attorno ai 30.000 € e un ritorno economico in 5 anni. L’impianto (vedi foto in alto, fonte: Kloben), con quasi 300 m2 di collettori sottovuoto, fornisce calore ai seguenti processi: preriscaldo dell’accumulo esistente, pastorizzazione in centrifuga a 72 °C, riscaldamento della pre-cagliata a 40 °C, formatura e stufatura a 60 °C, preriscaldo in ricottura a 80 °C. Un altro interessante campo di applicazione è quello dell’industria enologica. Un impianto localizzato nel nord Italia produce acqua calda sanitaria per: lavaggio superfici, lavaggio bottiglie, lavaggio filtri e macchinari per il trattamento vini. Una superficie di collettori pari a 60 m2 fornisce 31 MWh/anno di calore a temperature comprese tra i 35 °C e i 60 °C, contribuendo a coprire ben il 70% del fabbisogno termico per gli usi sopra elencati. Gli impianti solari termici di grande taglia presentano un costo al metro quadrato installato solitamente molto più contenuto rispetto ai piccoli sistemi a uso residenziale: 400÷600 €/m2. Esiste una notevole variabilità dovuta a numerosi parametri come l’installazione a terra o su tetto, la necessità di opere civili, la presenza di un serbatoio di accumulo, ecc. I costi di esercizio sono legati al consumo elettrico delle pompe di circolazione e dei dispositivi di regolazione. i costi di manutenzione sono stimabili annualmente tra 1 e 2% dell’investimento. È importante ricordare che c’è l’interessante possibilità di usufruire dell’incentivo del “conto termico“, che prevede per questi impianti un contributo forfettario pari a 55 €/m2 ogni anno per un periodo di 5 anni.

Questo articolo è tratto dallo Speciale Tecnico “Impianti solari termici di grande taglia per applicazioni speciali” (R. Battisti).efficienza-rinnovabili-piccola-media-industria

Riccardo Battisti

 

Fonte: qualenergia.it

Conto Termico, pubblicata la graduatoria dei Registri 2014 | Documento

Il Gestore dei Servizi Energetici ha pubblicato la graduatoria dei Registri 2014 del Conto Termico (D.M. 28 dicembre 2012)379948

Il Gestore dei Servizi Energetici ha pubblicato la graduatoria dei Registri 2014 del Conto Termico(D.M. 28 dicembre 2012), formata sulla base delle dichiarazioni rese dai Soggetti Responsabili ai sensi del DPR 445/00, relative agli interventi di cui all’art. 4, comma 2 lettere a) e b), di potenza termica nominale complessiva, con riferimento al singolo edificio, unità immobiliare, fabbricato rurale o serra, maggiore di 500 kW e inferiore o uguale a 1000 kW, realizzati dai Soggetti Privati (Tabella A, vedi allegato). Non sono state presentate richieste di iscrizione ai Registri da parte di Amministrazioni pubbliche. La spesa annua relativa agli interventi ammessi in graduatoria è pari a 669.104,20 euro per gli interventi realizzati da Soggetti Privati. Gli importi indicati nella Tabella A sono i valori massimi degli incentivi associati agli interventi iscritti a Registro. Resta facoltà del GSE effettuare verifiche dalle quali potrebbe derivare la decadenza dall’iscrizione al Registro del Conto Termico nel caso in cui dovesse emergere la mancanza, all’atto dell’iscrizione, o il venir meno, in un momento successivo, dei requisiti necessari. «Si precisa, dunque, che l’ammissione in graduatoria non garantisce l’accesso agli incentivi che rimane subordinato alla verifica del rispetto di tutti i requisiti previsti dal quadro normativo e regolamentare di riferimento, inclusi quelli relativi ai criteri di priorità previsti dal Decreto, nonché alla verifica dell’assenza delle condizioni ostative di cui all’art. 23 del D.lgs. 28/2011 scrive il Gestore sul proprio sito – Anche in considerazione del carattere concorsuale della procedura, si precisa che le caratteristiche generali dell’intervento, dichiarate nell’ambito della richiesta di iscrizione al Registro, devono essere rispettate in fase di realizzazione, pena la decadenza dall’iscrizione al Registro e/o la mancata ammissione agli incentivi».
Si ricorda che le richieste di incentivazione devono essere inviate esclusivamente servendosi del Portaltermico tramite le funzionalità dedicate agli interventi iscritti al Registro. Il Soggetto Responsabile dell’impianto, inoltre, deve presentare la richiesta di accesso agli incentivi entro 60 giorni dalla conclusione dell’intervento o, per gli interventi già conclusi, entro 60 giorni dalla data odierna, data di pubblicazione della graduatoria, pena la non ammissibilità agli incentivi.
Il termine di dodici mesi entro il quale gli interventi devono essere realizzati decorre a partire dal 28 luglio 2014. Al riguardo, il GSE ricorda che il mancato rispetto di tale termine comporta l’applicazione di una decurtazione del coefficiente di valorizzazione di riferimento, previsto all’Allegato II del Decreto, del 5% per ogni mese di ritardo rispetto al predetto termine, nel limite massimo di 6 mesi di ritardo. I termini sono da considerarsi al netto dei ritardi imputabili a eventi calamitosi che risultino attestati dall’Autorità competente. Decorso il termine massimo di 6 mesi, il Soggetto Responsabile decade dal diritto all’accesso agli incentivi previsti dal Conto Termico e il GSE provvederà ad escludere l’impianto dalla relativa graduatoria.

Scarica la graduatoria dei Registri 2014 del Conto Termico

Fonte: ecodallecittà.it

Conto Termico, il GSE pubblica le nuove regole applicative

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Il Gestore dei servizi energetici (GSE) ha aggiornato, nella sezione dedicata al Conto Termico del proprio portale web, le “Regole Applicative del D.M. 28 dicembre 2012”afferenti all’incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili e degli interventi di piccole dimensioni. L’aggiornamento ha riguardato principalmente il contratto tra Soggetto Responsabile dell’intervento e GSE, in conformità al contratto tipo di cui alla deliberazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas del 25 Luglio 2013 338/2013/R/efr; la documentazione contabile attestante i costi sostenuti ai fini dell’ammissione agli incentivi; il contratto di rendimento energetico (energy performance contract – EPC) che l’Amministrazione pubblica, che intenda avvalersi di una ESCO, deve sottoscrivere; il contratto di prestazione/servizio energetico (rendimento energetico o di servizio energia, anche Plus) che il soggetto privato, che intenda avvalersi di una ESCO, deve sottoscrivere. L’aggiornamento effettuato ha riguardato principalmente:

  • il contratto tra Soggetto Responsabile dell’intervento e GSE, in conformità al contratto tipo di cui alla deliberazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas 25 luglio 2013 338/2013/R/efr;
  • la documentazione contabile attestante i costi sostenuti ai fini dell’ammissione agli incentivi;
  • il contratto di rendimento energetico (energy performance contract – EPC) che l’Amministrazione pubblica, che intenda avvalersi di una ESCO, deve sottoscrivere;
  • il contratto di prestazione/servizio energetico (rendimento energetico o di servizio energia, anche Plus) che il soggetto privato, che intenda avvalersi di una ESCO, deve sottoscrivere;
  • l’integrazione di alcuni allegati:

Allegato 3 “Fac-simile richiesta concessione degli incentivi (accesso diretto)”
Allegato 10 “Fac-simile contratto”
Allegato 11 “Modello autorizzazione del proprietario (accesso diretto)
Allegato 12 “Sintesi della documentazione per la richiesta dell’incentivo (accesso diretto)”
Allegato 13 “Modello dichiarazione di rispondenza del contratto ai requisiti del contratto di servizio energia o di servizio energia Plus/contratto di rendimento energetico (EPC) e delle spese sostenute (accesso diretto/a preventivo)”
Allegato 14 “Modello di dichiarazione delle spese sostenute in presenza di una convenzione servizio energia con Consip o con centrale di acquisti regionale (accesso a preventivo)”
Allegato 15 “Modello di asseverazione dell’intervento”

Fonte: Zeroemission.tv

 Regole applicative del D.M. del 28-12-2012. Aggiornamento al 04-12-2013 (4 MB)

 

Fonti rinnovabili termiche, arrivano gli incentivi. Regione: «Il GSE sceglie la Puglia per il nuovo Conto»

Incentivi per l’isolamento termico e non solo. Il finanziamento, non cumulabile con altri bonus fiscali, coprirà il 40% dell’investimento ed sarà spalmato tra i 2 e i 5 anni. Il bando relativo alla prima procedura sarà pubblicato tra oggi e domani. Le domande dovranno essere presentate nei successivi 60 giorni 374711

Il GSE, il Gestore dei Servizi Energetici ha scelto la Puglia per presentare in tutto il Sud il nuovo Conto Termico, un meccanismo incentivante introdotto dal decreto del 28 dicembre 2012 che stanzia fondi sia alle amministrazioni pubbliche che ai soggetti privati per attuare interventi di incremento dell’efficienza energetica e interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Ne dà notizia l’assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone che ha partecipato all’incontro: «L’azienda del ministero dell’Economia e delle Finanze che incentiva lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile in Italia, per la presentazione del Conto Termico – ha spiegato Capone – è stata scelta la Puglia per tutto il Sud, in virtù delle politiche regionali a sostegno delle rinnovabili. Noi abbiamo grande interesse per i nuovi interventi normativi, ai quali abbiamo contribuito, perché consentano di diversificare la politica energetica finora troppo concentrata su grandi impianti eolici e fotovoltaici, a causa di incentivi troppo alti».
“Se è giusto incentivare il perseguimento degli obiettivi di «burden sharing» – ha continuato l’assessore – attingendo alle tariffe elettriche nazionali, è anche sacrosanto che gli incentivi vengano distribuiti su diversi settori produttivi, come l’edilizia, l’impiantistica per la climatizzazione degli edifici e i servizi energetici degli enti locali».
Il Conto Termico incentiva la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e i piccoli interventi di efficienza energetica con uno stanziamento di 900 milioni di euro annui, 700 per privati e imprese e 200 per le amministrazioni pubbliche. L’incentivo, che non è cumulabile con altri bonus fiscali, copre il 40% dell’investimento ed è spalmato in un periodo compreso tra i 2 e i 5 anni. I tetti massimi sono differenziati in base al tipo di intervento, alla potenza dell’impianto e alla zona climatica in cui il lavoro è realizzato. L’accesso all’incentivo è consentito per interventi di incremento dell’efficienza energetica e interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e sistemi ad alta efficienza. Le amministrazioni pubbliche possono richiedere l’incentivo per entrambe le categorie, mentre i soggetti privati (persone fisiche, condomini o imprese) possono accedere agli incentivi solo per gli interventi relativi alle fonti rinnovabili termiche. Tra gli interventi incentivabili in entrambe le categorie (efficienza energetica e fonti rinnovabili termiche), sono inclusi l’isolamento termico di superfici; la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale che utilizzano generatori di calore a condensazione; la sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore; la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di pompe di calore elettriche o a gas che utilizzano energia aerotermica, geotermica o idrotermica o che abbiano un generatore di calore alimentato da biomassa; l’installazione di collettori solari termici. L’incentivo è erogato direttamente dal GSE, che predisporrà un applicativo internet dedicato, attraverso il quale i soggetti interessati potranno compilare la richiesta. Il bando relativo alla prima procedura sarà pubblicato tra il 29 e il 30 aprile. Le domande dovranno essere presentate nei successivi 60 giorni.

Fonte: eco dalle città

 

Come risparmiare il 30% di energia negli immobili pubblici e lungo le strade.

La Regione propone ad Asl ed enti locali il contratto di rendimento energetico

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Realizzare piani d’investimento per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e dell’illuminazione stradale senza rischi per la pubblica amministrazione, ridurre in tempi rapidi la spesa energetica scegliendo interventi energeticamente più redditizi, investire rapidamente evitando i vincoli del Patto di stabilità sono le nuove, concrete possibilità che la Regione mette a disposizione dei Comuni e delle aziende sanitarie piemontesi. Una delibera approvata il 4 marzo dalla Giunta regionale su iniziativa del presidente Roberto Cota e dell’assessore Giovanna Quaglia propone infatti tre schemi contrattuali finalizzati alla riduzione dei consumi ma anche della spesa energetica nella pubblica amministrazione. “Essere vicini agli enti locali – sostiene Cota – vuol dire anche indirizzarli verso scelte consapevoli. Per questo, nell’ottica del contenimento della spesa pubblica e sulla scia dalle recenti direttive comunitarie in materia di efficienza energetica, vogliamo supportare i Comuni nella stipulazione di contratti innovativi nel campo energetico, che si rivelano di particolare utilità e che hanno come obiettivo principale il bene della nostra collettività. La Regione, per prima, si adeguerà in questo senso. Un passo necessario, dal momento che questo genere di contratti, con durata media tra i sei e i nove anni, può produrre un risparmio stimato nel 30% delle attuali spese”. “Fornendo un indirizzo agli enti locali e alle Asl – aggiunge Quaglia – la Regione vuole incentivare il contratto di rendimento energetico, una forma di acquisto innovativa secondo cui i risparmi conseguiti dalla realizzazione di misure di efficienza sono utilizzati a copertura parziale o totale dei costi di investimento. Insomma, più si riducono i consumi, maggiore è la remunerazione del fornitore. I modelli contrattuali approvati si riferiscono al patrimonio ospedaliero-sanitario, agli edifici pubblici degli enti locali e alla gestione del servizio di pubblica illuminazione comunale”. La formula comprende la fornitura globale di servizi di audit, progettazione, finanziamento, installazione, gestione e manutenzione di impianti tecnologici da parte di una società di servizi energetici (ESCO), che si addebita tutti i costi dell’intervento facendosi poi rimborsare e remunerare dal cliente condizionatamente e proporzionalmente alle economie prodotte. “Grazie a questo provvedimento – fa notare l’assessore – la Regione consente un vantaggio competitivo agli enti locali nella prenotazione degli incentivi sugli interventi di efficienza energetica e di produzione termica da fonti rinnovabili, previsti dal decreto Conto termico: incentivi che, appunto, sono prenotabili sulla base della sottoscrizione di un contratto di rendimento energetico”.

Fonte:Regione Piemonte

 

Rifugi di montagna:apertura del bando per l’efficientamento del parco dei generatori di energia elettrica

rifugio montano

21 gennaio 2013

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato il bando finalizzato all’efficientamento del parco dei generatori di energia elettrica prodotta nei rifugi di montagna rientranti nelle categorie C, D ed E in applicazione del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, e in particolare l’articolo 4, comma 1-quinquies. Il bando, previsto dal decreto interministeriale 2 agosto 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 254 del 30 dicembre 2012, è attivo dal 28 gennaio fino al 27 febbraio 2013.

Obiettivi e finalità del bando

Il fondo ministeriale finanzia interventi di efficientamento energetico nei rifugi C, D ed E tramite l’installazione di pannelli solari, aerogeneratori, piccoli gruppi elettrogeni, piccole centraline idroelettriche, impianti foto-voltaici, gruppi elettrogeni funzionanti a gas metano biologico, con potenza elettrica non superiore a 30 kW.
Gli interventi proposti, devono essere realizzati entro 18 mesi dalla data di avvio del progetto di investimento, la quale deve essere successiva alla data di presentazione della domanda. Le spese ammissibili corrispondono ai costi di progettazione, di realizzazione, costruzione e messa in esercizio.

Risorse

Le risorse disponibili sono pari a euro 1.000.000,00. Il tetto massimo di spesa ammissibile per ciascun intervento equivale a € 80.000,00. Il contributo concedibile massimo, pari al 50% delle spese ritenute ammissibili, è concedibile nel limite di € 40.000,00 per ciascun intervento.

Modalità e tempi per la presentazione delle domande di agevolazione

Le domande possono essere presentate a mezzo raccomandata A/R a partire dal 28 gennaio 2013 fino al 27 febbraio 2013, utilizzando esclusivamente il modulo riportato nell’allegato n. 2 del decreto interministeriale 2 agosto 2012, congiuntamente a tutta la documentazione espressamente indicata all’interno dello stesso modulo di domanda.  Al fine di facilitare  i contatti tra la Div. XI e i soggetti richiedenti si invita a fornire un indirizzo email e/o un recapito telefonico. La domanda di agevolazione sottoscritta dal rappresentante legale del soggetto richiedente, deve essere inviata al seguente indirizzo:

Ministero dello Sviluppo Economico  –  Direzione Generale per l’Incentivazione delle Attività Imprenditoriali Divisione XI – Interventi di sostegno all’innovazione e nel settore del commercio Via Giorgione 2/b 00145 Roma

Si avvisa che il plico deve riportare obbligatoriamente sul frontespizio la dicitura:

“Domanda di partecipazione bando per l’efficientamento del parco dei generatori di energia elettrica prodotta nei rifugi di montagna previsto dalla legge 22 maggio 2010 n. 73 art.4 comma 1 quinquies. Non aprire”. Quale data di presentazione della domanda si considera quella del timbro postale di spedizione.

Fonte: ministero dello sviluppo economico

CONTO TERMICO:900 milioni di euro per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici esistenti

conto termico

08 gennaio 2013

Il 28 dicembre 2012 è stato varato, dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, di concerto col ministro dell’Ambiente Corrado Clini e delle Politiche agricole Mario Catania, e con l’intesa della Conferenza Unificata, il decreto che mette a disposizione circa 900 milioni di euro l’anno, per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici esistenti, attraverso un sistema di incentivi efficace e semplice per il cittadino e la Pubblica Amministrazione.

Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 gennaio 2013, si propone il duplice obiettivo di dare impulso alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili (riscaldamento a biomassa, pompe di calore, solare termico e solar cooling) e di accelerare i progetti di riqualificazione energetica degli edifici pubblici.

Per quanto riguarda le fonti rinnovabili termiche, il nuovo sistema i promuoverà interventi di piccole dimensioni, tipicamente per usi domestici e per piccole aziende, comprese le serre, fino ad ora poco supportati da politiche di sostegno. Il cittadino e l’impresa potranno dunque più facilmente sostenere l’investimento per installare nuovi impianti rinnovabili ed efficienti grazie a un incentivo che coprirà mediamente il 40% dell’investimento e che sarà erogato in 2 anni (5 anni per gli interventi più onerosi). In questo modo, inoltre, si rafforza la leadership tecnologica della filiera nazionale in comparti con un forte potenziale di crescita internazionale.

Per quel che riguarda invece gli incentivi all’efficienza energetica per la Pubblica Amministrazione, il provvedimento aiuta a superare le restrizioni fiscali e di bilancio che non hanno finora consentito alle amministrazioni di sfruttare pienamente le potenzialità di risparmio derivanti da interventi di riqualificazione energetica degli edifici pubblici.

Il nuovo strumento di incentivazione, coerentemente con la Strategia Energetica Nazionale, contribuirà al superamento degli obiettivi energetico-ambientali fissati al 2020 dall’Unione Europea.

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/normativa/DM_Conto_Termico_28_dic_2012.pdf

Fonte: ministero dello sviluppo economico