Don Gallo e i suoi fratelli

Il 22 maggio 2013 moriva don Andrea Gallo, prete ribelle, contestatore, mai in linea con i dettami delle gerarchie ecclesiastiche, che ha saputo farsi amare dagli umili e dai puri di cuore in questo mondo come pochi, lasciando in eredità un patrimonio di umanità. Ora, a un anno di distanza, esce il libro “Don Gallo e i suoi fratelli”.don_andrea_gallo_libro

Un anno fa moriva don Andrea Gallo, ma nulla di lui è scomparso. Ha lasciato una grande eredità, un patrimonio di amore e saggezza ai ragazzi e alle tante persone che per decenni insieme a lui hanno lavorato per far crescere la Comunità di San Benedetto al Porto di Genova. Il libro “Don Gallo e i suoi fratelli” nasce grazie alle interviste raccolte dalla giornalista Giovanna Benetti agli amici, ai più stretti collaboratori di don Gallo, ai volontari e ai ragazzi della Comunità. Ne esce un ritratto inedito, pieno di amore, del sacerdote, della Comunità e della loro relazione. Don Gallo non si riteneva né il fondatore né il capo, ma “colui che ha comunicato a un gruppo di persone la passione per gli altri e il coraggio della libertà”. Il libro è arricchito da un testo inedito di don Gallo, una sorta di testamento per i suoi ragazzi e collaboratori. “Nel mio ruolo di custode e testimone di una storia iniziata negli anni ’70 e diventata ormai lunga e importante, ho il compito di badare che essa non si disperda e che non venga buttata via – scriveva don Gallo – Per il resto tocca ai più giovani. Ognuno deve portare olio a questa Comunità che è una lampada accesa. Spetta a ciascuno dare il suo contributo di creatività affinché la storia continui”. Giovanna Benetti si occupa da anni di problemi di emarginazione e disagio. La prefazione del volume è stata curata da Vito Mancuso. Scrive Mancuso di don Gallo: “La stola sacerdotale, che egli amava e a cui è sempre stato fedele, veniva dopo la sciarpa arcobaleno con i colori della pace che spesso indossava, e veniva dopo la sciarpa rossa da partigiano spesso parimenti indossata per l’ideale di giustizia e di uguaglianza che a lui richiamava. È stato questo primato del mondo e della terra che ha condotto don Gallo ad essere un prete ribelle, contestatore, mai allineato con i dettami della gerarchia, soprattutto in campo etico e sociale. Un ribelle per amore, per amore del mondo e della sua gente, mai invece contro la sua Chiesa solo per il fatto di essere contro. Se don Gallo è giunto spesso ad essere contro, lo ha fatto solo perché era la condizione di essere per, per essere al fianco dei più emarginati, dei più umili, dei più bisognosi, e per non tradire mai la sua coscienza con il dover ripetere precetti o divieti di cui non vedeva il senso o che riteneva ingiusti”. Il libro è una sorta di dono collettivo della Comunità a don Andrea Gallo, affinché la sua indelebile memoria porti sempre più frutti su questa terra, che tanto amava.
Fonte: il cambiamento.it

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