Lancia i rifiuti dall’auto, era un assessore di Nocera Inferiore: multa da 500 euro

Un assessore di Nocera Inferiore, la cui identità non è stata resa nota, è stato multato con 500 euro per aver sversato rifiuti in una zona interdetta ma sorvegliata. Ma si difende spiegando che è stata la persona che gli stava accantodivieto-rifiuti-620x350

La storia è questa: multa da 500 euro a un assessore di Nocera Inferiore poiché le telecamere di sorveglianza hanno registrato lo sversamento di rifiuti in una zona interdetta. In pratica è stata segnalata la targa dell’auto da cui è stato lanciato un sacchetto in Zona S.Mauro a Nocera Inferiore. Il fatto è avvenuto a giugno, ma qualche giorno fa l’assessore ha inviato una lettera ai vigili urbani in cui contesta appunto il reato, come rivela Il Mattino, spiegando che sebbene l’automobile fosse la sua non è stato lui il responsabile del gesto bensì la persona che gli sedeva accanto. La zona è costantemente monitorata dai vigili urbani e dalle telecamere e dove esiste un divieto permanente di deposito dei rifiuti. Secondo un’altra versione, invece, riferita da Agro24 le telecamere avrebbero proprio immortalato l’assessore nell’atto di sversare rifiuti:

Il noto assessore e stato colto in flagranza di reato mente scendeva dall’auto per sversare rifiuti in orario e luogo non consentiti. Ad “incastrarlo” le telecamere installate nei punti nevralgici degli sversamenti e tanto pubblicizzate dalla stessa amministrazione di cui fa parte. Zone di passaggio, di confine, di periferia, sono i luoghi ambiti dai fuori legge della raccolta differenziata.

Ora resta da capire se i vigili urbani accoglieranno la richiesta di revisione del reato.

Fonte:ecoblog

 

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Assorinnovabili: 160 mln a combustibili fossili (e 3 all’Ilva)

L’associazione contesta due delibere con cui sono l’Autorità per l’energia ha fissato i rimborsi ai cosiddetti “nuovi entranti” italiani nel sistema ETS (Emission Trading Scheme)assorinnovabili-620x350

Negli scorsi giorni sono state approvate dall’AEEG due diverse delibere con cui sono stati fissati i rimborsi ai cosiddetti “nuovi entranti” italiani nel sistema ETS (Emission Trading Scheme). In particolare – sottolinea AssoRinnovabili, associazione dei produttori, dell’industria e dei servizi per le energie rinnovabili – con i due provvedimenti si dà seguito a disposizioni approvate dal Governo in carica nel 2010. I rimborsi determinati dall’AEEG “rappresentano un regalo alle fonti fossili inquinanti e mettono in luce come lo schema di emission trading adottato a livello europeo sia non solo inefficace ma addirittura controproducente. Nella lista delle aziende che beneficeranno del rimborso c’è anche Ilva. L’impianto in questione riceverà ben tre milioni di euro. Le imprese destinatarie sono tutte imprese, che avendo dovuto acquistare di tasca propria i certificati che permettevano loro di immettere nell’atmosfera CO2 e/o altri gas climalteranti, ora vengono “premiate” con un rimborso pro-quota secondo criteri definiti dall’AEEG e in conformità a una legge di tre anni fa. Se realmente si vuole una transizione verso un’economia low carbon sono necessarie riforme tese a evitare contributi distorsivi come quelli determinati dalle delibere dello scorso 26 luglio. Guardando agli obiettivi 2030 le fonti fossili e quelle rinnovabili potranno essere in reale competizione e in assenza d’incentivi, solo se le fonti fossili saranno davvero chiamate a pagare i costi derivanti dalle esternalità per l’ambiente e la salute. “Assistiamo a una liberalità ingiustificata a favore delle fonti inquinanti – commenta Agostino Re Rebaudengo, presidente assoRinnovabili – perché proprio mentre si criticano le rinnovabili e i presunti costi per il loro sviluppo determinando lo stop agli incentivi e l’estensione della Robin Tax, si distribuiscono 160 milioni di euro di contributi pubblici in favore dei combustibili fossili. È tempo che l’Italia assuma posizioni chiare e coerenti per definire un prezzo minimo della CO2, si batta per diminuire le emissioni autorizzate e termini di dare contributi a favore delle fonti fossili”.

Fonte: eco dalle città