Riciclaggio dell’alluminio: dal virtuosismo ambientale all’arte fotografica

Riciclare l’alluminio è una buona pratica per risparmiare denaro ma anche per creare oggetti d’arte. L’alluminio è un materiale metallico che si presta a una vastità di applicazioni e possibilità di riutilizzo, grazie alle sue molteplici proprietà: leggero, versatile, non tossico, non magnetico, ottimo conduttore di elettricità e calore, duttile; la riciclabilità dell’alluminio è una caratteristica peculiare di questo metallo, che garantisce costi energetici contenuti. Il riciclo dell’alluminio, oltre a evitare l’estrazione di bauxite, consente di risparmiare il 95% dell’energia richiesta per produrlo partendo dalla materia prima: per ricavare dalla bauxite 1 kg di alluminio sono necessari 14 kWh, per ricavare invece 1 kg di alluminio nuovo da quello usato servono solo 0,7 kWh di energia. Il Decreto Ronchi ha incentivato la creazione, su tutto il territorio nazionale, di Consorzi di filiera che si occupano del recupero di differenti frazioni merceologiche: per quanto riguarda il mercato dell’alluminio il Consorzio di riferimento è il CIAl (Consorzio Imballaggi Alluminio): tra i compiti principali del Consorzio c’è quello di garantire il recupero proprio degli imballaggi in alluminio provenienti dalla raccolta differenziata fatta dai Comuni italiani, che già sulla plastica hanno raggiunto (dati Corepla e Legambiente) risultati interessanti. L’alluminio riciclato ha in verità proprietà equivalenti a quello originario e per questo motivo può essere impiegato per nuovi imballaggi, industria automobilistica, edilizia, casalinghi…e per l’arte! Questo è il tentativo di Malena Mazza, fotografa di moda che il prossimo 9 aprile inaugurerà a Milano una mostra fotografica dedicata al packaging in alluminio e agli oggetti in alluminio riciclato più comuni: la mostra, dal titolo “Aluminium, fashion&food”, si terrà fino al 23 aprile al padiglione Olona del Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. L’iniziativa artistica, promossa proprio dal Consorzio Imballaggi Alluminio, permetterà ai visitatori di osservare questo metallo, prezioso ed economico, sotto un’altra luce, più artistica ma non per questo meno funzionale.INVITO_Aluminium-fashion-and-food-620x350

Fonte: ecoblog.it

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Rinnovato ad Ecomondo il protocollo d’intesa per il riciclo delle capsule del caffè in alluminio

E’ stato firmato oggi, alla presenza del Sottosegretario di Stato all’Ambiente Barbara Degani, l’accordo valido per i prossimi tre anni che vede: Nespresso, CIAL – Consorzio Imballaggi Alluminio, Federambiente e il CIC – Consorzio Italiano Compostatori, lavorare insieme per la raccolta, il recupero e l’avvio al riciclo delle capsule del caffè Nespresso realizzate esclusivamente in alluminio. Il progetto, denominato EcolaborationTM, s’inscrive nel più ampio programma di sostenibilità promosso da Nespresso a livello globale, volto a garantire l’adozione di pratiche sostenibili lungo tutta la catena del valore, dall’approvvigionamento responsabile delle risorse fino alla riduzione dell’impronta ecologica dell’azienda.

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Avviato in Italia nel 2011 ed oggi rinnovato attraverso la sottoscrizione del Protocollo di Intesa,EcolaborationTM persegue l’obiettivo di organizzare le modalità di gestione dei rifiuti costituiti dalle capsule in alluminio contenenti caffè, conferite dai cittadini presso i punti vendita Nespresso, appositamente attrezzati, nonché presso i Centri di Raccolta/Isole Ecologiche dei rifiuti urbani gestiti dalle aziende responsabili dei servizi di raccolta differenziata. Le capsule in alluminio contenenti caffè post-consumo vengono così opportunamente avviate a riciclo presso impianti che trattano imballaggi in alluminio con successivo recupero anche della frazione organica e produzione di compost. Attualmente sono 44 i punti di raccolta, distribuiti in 23 città italiane: Torino, Genova, Milano, Assago, Monza, Bergamo, Brescia, Como, Varese, Padova, Verona, Bovolone, Vicenza, Treviso, Bolzano, Bologna, Modena, Parma, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Catania. Si tratta di un sistema capillare che offre ai clienti Nespresso la possibilità di partecipare ad un grande progetto di tutela ambientale in grado di garantire il recupero di risorse importanti, altrimenti destinate allo smaltimento in discarica:

  • da un lato l’alluminio, materiale con cui le capsule sono fatte le capsule, che può essere riciclato al 100% e infinite volte, consentendo un enorme risparmio di energia e materia: fino al 95%.
  • dall’altro il caffè residuo che viene avviato a compostaggio per le coltivazioni di riso, poi riacquistato e donato da Nespressoalla onlus Banco Alimentare.

 

Nei primi tre anni di operatività di EcolaborationTM in Italia (novembre 2011 – novembre 2014) sono state raccolte 775 tonnellate di capsule usate, conferite dai cittadini e avviate a riciclo.

In ognuna delle 23 città coinvolte, in base all’ accordo siglato fra Nespresso, CIAL, Federambiente e il CIC, il progetto prevede che il servizio di ritiro delle capsule conferite dai cittadini sia a cura dell’amministrazione e/o della società che sul territorio gestisce i rifiuti urbani. Successivamente il Consorzio CIAL garantisce l’avvio al riciclo in fonderia dell’alluminio, mentre l’avvio a compostaggio del caffè residuo è gestito con il supporto del Consorzio CIC. Per il prossimo triennio, periodo interessato dal rinnovo dell’accordo siglato quest’oggi a Rimini, si prevede una crescita esponenziale delle quantità raccolte, grazie alla presenza sempre più capillare diNespresso sul territorio italiano, e a nuovi accordi stipulati con le amministrazioni locali.

Di seguito le dichiarazioni rilasciate dai soggetti coinvolti nel rinnovo del Protocollo di Intesa.

Barbara Degani – Sottosegretario di Stato all’Ambiente: “Responsabilità del produttore, flessibilità ed efficienza del sistema associativo e consortile nazionale per il recupero di materia ed energia, sono gli elementi chiave alla base del protocollo d’intesa tra Nespresso, CIAL, Federambiente e CIC, siglato oggi a Ecomondo. Si tratta di un accordo molto importante che individua soluzioni efficaci e innovative per la gestione dedicata di un rifiuto particolare come quello delle capsule, favorendo la raccolta, il trattamento e il riciclo di alluminio e caffè e coniugando al meglio lo sviluppo di nuovi mercati e nuove forme di consumo con quelle di un’economia sostenibile”.

Fabio Degli Esposti – Direttore Generale di Nespresso Italia: “Ecolaboration rappresenta oggi un modello di cooperazione unico nel suo genere in Italia, grazie al quale Nespresso si impegna a limitare l’impatto ambientale del consumo di caffè in capsule in ogni fase del processo. Per i prossimi anni ci siamo posti obiettivi ambiziosi, nell’ottica di estendere in maniera ancor più efficace e capillare la possibilità per i consumatori italiani di aderire all’iniziativa; per questo siamo entusiasti di proseguire l’importante lavoro svolto ad oggi con il supporto di CIAL, Federambiente e CIC, certi che questo progetto contribuirà in maniera sempre più rilevante al riciclo di alluminio nel nostro Paese”.

 

Gino Schiona – Direttore Generale del Consorzio CIAL: “Siamo particolarmente lieti di fare parte del progetto Ecolaboration in Italia e contribuire al suo successo. Grazie a questo programma e al rinnovo dell’accordo per il recupero delle capsule di caffè, avviato tre anni fa con ottimi risultati, si amplia la collaborazione alla raccolta differenziata e al riciclo dell’alluminio, un grande impegno di responsabilità, in grado di generare crescenti e importanti benefici ambientali, sociali ed economici”.

Filippo Brandolini, presidente di Federambiente: “Il rinnovo del protocollo d’intesa per la raccolta, il recupero e l’avvio al riciclo delle capsule di caffè in alluminio è innanzitutto una buona notizia per la tutela dell’ambiente. Questo accordo, che già ha dato buoni frutti nel suo primo triennio, rappresenta un passo sulla strada di un sempre più forte coinvolgimento dei produttori sul fronte della riduzione dei rifiuti, rafforzando l’accordo e la collaborazione fra tutte le parti coinvolte, dai produttori stessi ai distributori, dai cittadini alle imprese di gestione del ciclo dei rifiuti. Federambiente e le imprese associate sostengono con convinzione questa iniziativa, augurandosi che possa trovare sempre più vasta applicazione anche in altri settori merceologici”.

Massimo Centemero – Direttore Generale Consorzio Italiano Compostatori: “I risultati finora ottenuti, da questo che potremmo definire un progetto innovativo e sperimentale, sono incoraggianti. Il caffè rappresenta un materiale pulito, senza contaminazioni, e soprattutto abbondante, visto l’alto consumo che se ne fa nel nostro Paese. Per questo è importante che possa essere compostato e ritornare nel ciclo virtuoso della nostra economia”.

Il CIC (Consorzio Italiano Compostatori) è l’associazione italiana per la produzione di compost e biogas. Il Consorzio, che conta più di 130 soci, riunisce imprese e enti pubblici e privati produttori di fertilizzanti organici e altre organizzazioni che, pur non essendo produttori di compost, sono comunque interessate alle attività di compostaggio (produttori di macchine e attrezzature, di fertilizzanti, enti di ricerca, ecc.). Il CIC promuove la produzione di materiali compostati, tutelando e controllando le corrette metodologie e procedure. Promuove le iniziative per la commercializzazione e la corretta destinazione dei prodotti ottenuti dal compostaggio e svolge attività di ricerca, studio e divulgazione relative a metodologie e tecniche per la produzione e utilizzazione dei prodotti compostati.

Maggiori informazioni sul sito istituzionale: http://compost.it/

Fonte: agenziapressplay.it