Economia circolare: al via consultazione pubblica sugli indicatori

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Fino al 1° ottobre 2018 imprese, associazioni di categoria, consorzi e rappresentanti delle pubbliche amministrazioni sono invitati a inviare il proprio contributo compilando il questionario sul sito del Ministero dell’Ambiente.

Al via la consultazione pubblica sul documento “Economia circolare e uso efficiente delle risorse -Indicatori per la misurazione dell’economia circolare”, realizzato dai Ministeri dell’Ambiente (MATTM) e dello Sviluppo Economico (MISE) con il supporto tecnico-scientifico dell’ENEA e il contributo di esperti del settore.

Fino al 1° ottobre 2018 imprese, associazioni di categoria, consorzi e rappresentanti delle pubbliche amministrazioni sono invitati a inviare il proprio contributo compilando il questionario al link consultazione.minambiente.it

Il documento rappresenta una prima proposta operativa di schema di monitoraggio della “circolarità” dal livello “macro” del sistema paese al “micro” della singola impresa e amministrazione. “Gli indicatori contenuti nel documento non sono da considerarsi esaustivi ma rappresentano la base di partenza per arrivare all’individuazione delle soluzioni migliori per il nostro paese in termini di massimizzazione dei benefici economici e di salvaguardia delle risorse”, sottolinea la ricercatrice ENEA Laura Cutaia del dipartimento “Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali” che ha coordinato il contributo dell’Agenzia al documento.

 

Fonte: Enea

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TARES: un gruppo di tecnici studia la strada per una tariffa commisurata ai rifiuti prodotti

Nascita, sviluppo e prospettive del gruppo TARES: Comuni, Consorzi, aziende ed operatori per una tariffa commisurata ai rifiuti prodotti e ai servizi utilizzati. Mario Santi, rifiutologo, presenta, in esclusiva per Eco dalle Città, il “Gruppo TARES”: «Siamo un gruppo di tecnici che ha sempre pensato che la gestione del prelievo sui rifiuti fosse uno dei principali “strumenti” per guidarne la gestione verso prevenzione e riciclaggio»375679

Siamo un gruppo di tecnici che ha sempre pensato che la gestione del prelievo sui rifiuti fosse uno dei principali “strumenti” per guidarne la gestione verso prevenzione e riciclaggio. Già con la Tarsu, applicando gli Indici di produzione quantitativa e qualitativa previsti dalla circolari applicative del Dlgs 507/93, era possibile commisurare il pagamento ai rifiuti prodotti. Questa possibilità si è affermata pienamente con l’introduzione della tariffa (prevista dal Dlgs 22/97 – la cosiddetta Tia1) e confermata con la sua revisione operata dal Dlgs 152/06 (la cosiddetta Tia2). A fine 2011 il decreto “Salva Italia” (DL 201/11) introdusse all’art.14 il “pasticcio” della TARES. Il prelievo sui rifiuti veniva “confuso” assieme ad un tributo sui servizi indivisibili forniti dai Comuni. Lo scopo del governo era quello di portarne il finanziamento a carico della fiscalità comunale, per far fronte al taglio dei trasferimenti statali. A quel punto, a seguito del contatto fra aziende, istituzioni, società che lavoravano nell’ambito del ciclo integrato dei rifiuti si formò spontaneamente un gruppo lavoro. Il nostro obiettivo era dare il miglior servizio al cittadino, rispondendo al principio comunitario “chi inquina paga”. Volevamo perciò che la normativa fosse diretta a legare il corrispettivo per i servizi di gestione dei rifiuti alle quantità conferite e ai servizi resi. Siamo riusciti a rappresentare una rete forte e autorevole, grazie alla presenza di soggetti che vantano esperienza tecnica applicata formata sulla migliori pratiche gestionali1. Questa esperienza ci mette in grado di fornire e condividere quadri interpretativi e proporre soluzioni normative adeguate. Nel delicato passaggio da Tarsu/Tia a TARES, abbiamo promosso iniziative in grado di evidenziare le criticità presenti nella norma con proposte di modifica finalizzate a rendere più efficiente la gestione dell’intero ciclo dei rifiuti. Abbiamo creato un blog (http://www.tares.it/) e attivato tre sottogruppi, finalizzati a:

a) lavorare su “NORME, REGOLAMENTI E RISCOSSIONE” per analizzare la criticità e offrire proposte di riforma coerenti con questa impostazione;

b) produrre uno studio su “MISURAZIONE QUANTITA’ E METODOLOGIE DI RACCOLTA”, che ha dimostrato che i sistemi di misurazione puntuale hanno raggiunto una piena maturità tecnologica e processistica e una crescente convenienza economica;

c) lavorare al “CENSIMENTO DELLE ESPERIENZE”, dimostrando come dalle migliori pratiche applicative si potevano trarre tutti i dati regolamentari ed applicativi per consolidare e generalizzare il passaggio a tariffa.

Il 24 ottobre 2012 abbiamo presentato le nostre proposte – modifiche da introdurre all’art. 14 del DL 201/11 e riforma del decreto applicativo (Dpr 158/99) – in un affollato seminario al Senato. Erano presenti i Ministeri dell’Ambiente e delle Finanze e membri delle Commissioni ambiente di Camera e Senato e numerosissimi tecnici e operatori del settore. Ciò ci ha consentito di creare un clima di attenzione ed ascolto alle nostre proposte. Ma il precipitare della situazione con la fine anticipata della legislatura ha creato una scenario di grande incertezza e confusione applicativa. Vi è stato un disordinato e disorganico sovrapporsi di emendamenti “last minute”che andavano a toccare singoli aspetti della norma, in modo del tutto slegato da un ragionamento sugli effetti di insieme (v. DL 35/2013 e prime circolari applicative). Perciò oggi i Comuni si trovano a fare i conti con un quadro non solo disorganico ma critico su molti aspetti, quali:
– la natura del prelievo (che può essere tributo o corrispettivo a seconda che sia applicato in modo parametrico o puntuale);
– la necessità di aggiornamento del decreto applicativo (sarebbero utili chiarimenti sulle voci di spesa del Piano Finanziario, sull’attribuzione dei costi a quota fissa e variabile e a utenze domestiche e non domestiche);
– le incertezza sulla riscossione (che può avvenire attraverso bollettino postale o F24, ma sconta ritardi nella messa a disposizione di strumenti e procedure);

– le incertezze sul tributo per il servizi indivisibili, da riscuotere assieme alla tariffa ma da versare per il 2013 direttamente alla Stato (che ha ripristinato – solo per quest’anno!- i trasferimenti );

– la confusione ingenerata sulle differenza (introdotte dal DL 35/2013) tra situazione applicativa per il 2013 e per gli anni successivi.

In questa situazione il gruppo TARES (che sta dando vita ad una associazione per allargare le adesioni degli operatori e consolidare la sua visibilità e capacità di influenza) si sta muovendo verso il nuovo Parlamento e il nuovo Governo. Dall’analisi delle criticità che la situazioni applicativa stanno generando per Comuni e gestori. bisogna far ripartire in modo accelerato (prima che si arrivi alla situazione a regime che dovrebbe partire dal 2014) le modifiche necessarie a risolvere i problemi e a far ripartire quel “cammino della riforma” che a tutti gli operatori pare urgente e ineludibile. Eco dalle Città può essere uno strumento per allargare il dibattito e finalizzarlo. Il vostro portale ha diverse opportunità per farsi parte attiva della campagna “per una tariffa commisurata alla produzione dei rifiuti”:
-sostenere e diffondere l’analisi delle criticità della prima applicazione della norma;

– attivare un forum discussione sulle proposte di modifica della normativa (primaria -art.14 DL 201/11 – e secondaria -Dpr 158/99)
– seguire i momenti fondamentali dell’azione del gruppo (che saranno scanditi da un appuntamento parlamentare alla ripresa dei lavori Camera e Senato e da un seminario a Ravenna 2013).

Ritengo, in conclusione, che la valorizzazione dei “saperi applicativi” emersi dalle buone pratiche che hanno continuato a svilupparsi a dispetto di un quadro normativo a dir poco “incerto e contraddittorio”, offra al nuovo Parlamento una grande opportunità. Essa va colta in tempo per dare risposte certe ai Comuni che stentano a “tenere la barra dritta” in questo periodo “di confusione”. Oggi si può andare ad una tariffa di tipo europeo, svincolata da altri tributi locali e strumento per orientare la gestione dei rifiuti verso la prevenzione e la “società del riciclaggio”. Buoni segnali han cominciato a venire dal nuovo parlamento (ad es. con la prima prese di posizione della nuove commissioni ambiente) e dalla società civile (ad es. la raccolta di firme promossa da Legambiente sulla petizione popolare “Chi inquina paga, chi produce meno rifiuti deve risparmiare”). I prossimi mesi saranno decisivi per individuare e definire il percorso normativo adeguato. Nella road map per la riforma la Tariffa rifiuti non può essere deve dispersa nel calderone della fiscalità legati ai servizi locali, ma deve mantenere la sua specificità e il suo ruolo strumentale alla gestione sostenibile dei rifiuti. Per questo la sua applicazione sulla base di indici parametrici non può che essere un fatto momentaneo e provvisorio e deve arrivare a quella misurazione dei rifiuto prodotto da ogni utenza. Questo principio già ispirava il Decreto Ronchi e il Dpr 158/99, ma oggi quindici anni dopo, ha raggiunto la piena maturità economica a gestionale.

Mario Santi

1. Il “gruppo fondatore” era costituito da: Aemme Linea Ambiente S.r.l. (Legnano MI), Amaga S.p.A. (Abbiategrasso, MI), Amga Legnano S.p.A. (Legnano, MI), Area S.p.A. (Copparo, FE), ARS Ambiente S.r.l. (Gallarate, VA), Consorzio Chierese per i Servizi (Chieri, TO), Consorzio dei Comuni dei Navigli (Albairate, MI), Consorzio Priula – Consorzio Treviso Tre – Contarina S.p.a. (Villorba, TV). CoopErica (Alba, CN), Nord Milano Ambiente (Cinisello Balsamo, MI), Navigli Ambiente (Abbiategrasso, MI), dott. Mario Santi – studi e progetti sul ciclo dei rifiuti (Venezia, VE). Scuola Agraria del Parco di Monza (Monza, MB), Serveco S.r.l. (Montemesola, TA), SCS Società Canavesana Servizi (Ivrea, TO). Softline S.r.l. (Milano, MI).

Fonte: eco dalle città

CONAI: “Nel 2012 riciclo e recupero in linea con l’anno precedente”

Il 23 aprile 2013 ha avuto luogo a Milano l’Assemblea Ordinaria CONAI. Comunicati i dati 2012: il recupero complessivo di imballaggi d’acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro si è mantenuto su livelli analoghi a quelli dell’anno precedente attestandosi a 73,8%. Il riciclo complessivo è stato invece del 63,9% dell’immesso al consumo (64,6% nel 2011). On line il comunicato stampa CONAI del 23.04.2013374709

Come testimonia la relazione sulla gestione e bilancio di CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi – nel 2012 il Sistema si è riconfermato, in presenza di un forte rallentamento dell’economia, un attore decisivo non solo nella salvaguardia dell’ambiente ma anche di una intera filiera industriale che va dalla raccolta al trattamento e alla valorizzazione dei rifiuti di imballaggio. A fronte di una situazione di crisi dell’economica nazionale che ha inciso sull’immesso al consumo riducendolo a 11,2 milioni di tonnellate (-3,4% rispetto al 2011), il recupero complessivo di imballaggi d’ acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro si è mantenuto su livelli analoghi a quelli dell’anno precedente attestandosi a 73,8%, equivalente a 8,27 milioni di tonnellate di imballaggi recuperate. Da sottolineare che il calo dell’immesso al consumo riguarda prevalentemente gli imballaggi commerciali e industriali che risentono maggiormente della perdurante contrazione degli scambi. Il riciclo complessivo, per circa la metà dovuto alla gestione diretta del Sistema Consortile, è stato invece del 63,9% dell’immesso al consumo, anch’esso in linea con il 2011 (64,6% nel 2011). Questo dato è prevalentemente legato al calo del riciclo degli imballaggi industriali e commerciali; a conferma sono tutti in leggero miglioramento i dati relativi ai diversi materiali ad esclusione del dato relativo al legno che determina il leggero calo complessivo. “Complessivamente il riciclo dei rifiuti di imballaggio urbani e assimilati, soprattutto gestito da parte del Sistema Consortile – commenta il Presidente Roberto De Santis – rispetto all’immesso al consumo cresce ulteriormente mentre il riciclo degli operatori indipendenti, soprattutto legato agli imballaggi industriali e commerciali, cala per effetti della crisi. I quantitativi di imballaggi da raccolta differenziata urbana conferiti ai Consorzi crescono per tutti i materiali ad esclusione della carta per effetto della scelta di alcuni Comuni di fuoriuscire dalle convenzioni ANCI-CONAI per gestire autonomamente i propri rifiuti, a conferma del ruolo di seconda istanza svolto dal sistema CONAI”.
Nel corso del 2012 CONAI ha deliberato, in linea con quanto già deciso nel 2011 per alluminio, carta e plastica, una nuova diminuzione del Contributo Ambientale carta e plastica ed aggiunto l’acciaio. A regime, le riduzioni del Contributo Ambientale deliberate porteranno a circa 130 milioni di euro il risparmio per le aziende produttrici ed utilizzatrici di imballaggio. Secondo Althesys, sono continuati a crescere i benefici economici netti derivanti dal riciclo dei materiali garantito da CONAI: 1.6 miliardi di euro che, sommati a quelli ottenuti dal 1998 al 2011, grazie alla progressiva diffusione della raccolta differenziata e alla crescita del riciclo, hanno raggiunto quota 12,7 miliardi di euro. Nel complesso, infine, si stima che il sistema di raccolta e riciclo abbia creato circa 16.000 occupati incrementali diretti in 15 anni. Allargando il computo agli addetti dell’industria del riciclo a valle delle attività del Sistema CONAI, la stima è di ulteriori 20.700 unità con un totale quindi di 36.700 posti di lavoro. In termini ambientali, in 15 anni, Il Sistema Conai ha permesso di evitare emissioni di CO2 per complessivi 82 milioni di tonnellate e di evitare la costruzione di 500 discariche. Secondo i dati relativi al periodo 1998 – 2012, si è infatti registrata una crescita notevole dei rifiuti avviati a recupero (da 33,2% a 73,8%), con una conseguente riduzione del 60% dei quantitativi di rifiuti di imballaggio destinati a smaltimento. Al 31 dicembre 2102 il numero di consorziati a CONAI è pari a 1.261.099. Sono 7.370 i Comuni serviti dai Consorzi di filiera a fronte dell’Accordo ANCI/CONAI, con un coinvolgimento di oltre 58 milioni di cittadini.

Fonte. Eco dalle città

Imprese agricole: sconti alle bollette per le aziende più energivore

Sconti per le aziende che spendono oltre il 3% del fatturato in energia e oltre il 2% in energia elettrica

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Nel Decreto firmato lo scorso 5 aprile dai ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico si aprono interessanti prospettive per le cooperative, le imprese e i consorzi agricoli particolarmente energivori: chi ha elevati consumi energetici connessi alle attività produttive potrebbe rientrare in un apposito registro e beneficiare di sconti e agevolazioni sulle bollette. Con il rincaro dei prezzi di luce, gas e acqua per molte imprese le bollette sono diventate una pesante voce di spesa. Le agevolazioni interesseranno soprattutto le imprese di dimensione medio-piccola. A cambiare sarà il criterio base della redistribuzione degli oneri fiscali e parafiscali che rappresentano una componente significativa e crescente dei costi energetici. Per la definizione di azienda energivora verrà identificata l’incidenza del costo dell’energia sul volume complessivo degli affari e non solo il valore assoluto di consumo d’affari, come prevedevano le norme europee varate 10 anni fa. Le aziende registrate come energivore usufruiranno di sconti sulle accise e sugli oneri di sistema sull’energia acquistata. Le aziende con costi energetici superiori al 3% del fatturato avranno diritto a uno sconto sull’accise, mentre le imprese che supereranno il 2% del fatturato in spesa per la sola energia elettrica godranno di oneri di sistema ridotti. Le riduzioni verranno applicate solamente se verrà superata la soglia minimo di consumo di 2,4 GWh annui. Perché l’impegno formulato con l’articolo 39 del Decreto Sviluppo dello scorso giugno diventi operativo manca solo la stesura del regolamento attuativo. Da quel momento le imprese agricole interessate potranno usufruire degli sconti.

Fonte: Il Punto Coldiretti