Fracking a Londra? Per il sindaco Johnson si può fare

Il British Geological Survey ha trovato ingenti quantità di gas nel sottosuolo della capitale britannica 170792848-586x411

Boris Johnson, il più eccentrico sindaco londinese che la storia ricordi, ne ha inventata un’altra della sua. Lui, appassionato ciclista, lui che ha sostenuto tante battaglie green come quella per la spillatura dell’acqua del rubinetto, lui che ha fatto installare numerose stazioni per la ricarica delle auto elettriche e che ha fatto ridisegnare il traffico londinese includendo le Cycle Superhighways per far scorrazzare in tutta sicurezza i ciclisti urbani, ora sarebbe sul punto di dare il via al fracking all’interno del territorio di sua competenza. Una boutade? Sembrerebbe proprio di no. Probabilmente Johnson si è consultato con l’amico Barack Obama, altro grande sostenitore del gas scisto. Il British Geological Survey avrebbe rivelato come nel sottosuolo britannico vi sia molto più gas scisto del previsto e ora il sindaco londinese starebbe pensando addirittura a delle perforazioni nella capitale.

Se ci sono riserve da sfruttare a Londra, si deve girare ogni pietra,

ha dichiarato Johnson sottolineando la “fame” di energia della capitale britannica. Un bel paradosso per il sindaco che qualcuno vorrebbe addirittura come prossimo uomo dei conservatori nella corsa a Downing Street: nella corsa alla rielezione a primo cittadino le sue politiche “green” erano sicuramente una carta vincente, ma quest’inattesa apertura al fracking cittadino potrebbe rimettere tutto in gioco. Se, probabilmente, le perforazioni a Londra potrebbero essere soltanto una battuta a effetto, lo stesso non si può certo dire di regioni come il Lancashire, lo Yorkshire e il West Sussex (la zona fra Brighton e Londra) nelle quali ci sarebbe gas utilissimo per alimentare una delle metropoli più energivore del mondo. Per ora sono gli inglesi a tremare, l’importante è che poi non cominci anche la terra sotto i loro piedi.

Fonte: The Guardian

 

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