Quartieri Ricicloni: cittadinanza attiva contro lo spreco. I vincitori del bando per micro-azioni locali di Milano

I tre vincitori: l’Associazione Kamba che propone “afro food and culture”; l’associazione Namasté (un film festival sul cibo e attività per i prodotti locali e biologici); “Orto Comune Niguarda”, che propone corsi per insegnare a raccogliere e conservare gli ortaggi

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Si è tenuta mercoledì 28 settembre la tavola rotonda: “Food Policy, buone pratiche locali e Commercio Equo Solidale: proposte e soluzioni per un sistema alimentare più equo e sostenibile”, con la premiazione del concorso “Microazioni per la creazione di un sistema alimentare locale più equo e sostenibile” . Si tratta di uno dei numerosi step del progetto Milano Food Policy, che negli ultimi due anni ha visto la costruzione di una ricerca sul territorio mirata a definire usi e costumi della città in campo di cibo e a delineare delle linee  di indirizzo per garantire cibo sano per tutti, promuovere la sostenibilità del sistema alimentare e lottare contro gli sprechi. Le linee di indirizzo milanesi, condivise da 129 capitali mondiali, sono recuperabili sul sito www.milanofoodpolicy.org. Dopo una serie di interventi a cura dell’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia, Mauro Parolini, a sostegno del Commercio Equo e Solidale, la presentazione della Milano Food Policy a cura dell’assessore alle Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse Umane del Comune di Milano, Cristina Tajani, e agli interventi di Giovanni Paganuzzi, presidente di Equo Garantito e Stefano Magnoni della Cooperativa Choc Mendes, antesignana nell’avvio del commercio equo e solidale, si è arrivati al momento clou, quando sono stati nominati i vincitori. “Tre idee che dimostrano come sia possibile, anche in una realtà complessa e variegata come quella del commercio, introdurre progetti imprenditoriali e buone pratiche capaci di fondere attenzione per gli altri, ricerca e etica”, ha dichiarato l’assessore Cristina Tajani, Una visione del commercio in cui imprenditori, consumatori e fruitori dei servizi tornano a dialogare secondo principi di responsabilità sociale e ambientale senza rinunciare alla creatività e all’innovazione. “Come Amministrazione siamo impegnati nel diffondere modelli e buone pratiche che possano contribuire a sensibilizzare tutti i cittadini alla lotta agli sprechi e ad un consumo più consapevole”.

I tre vincitori: su 3476 votanti è risultata in testa l’Associazione Kamba con 697 click (20,05%), che propone “afro food and culture” con attività di ristorazione e formazione di alta cucina angolana, coinvolgendo giovani migranti e profughi. Un progetto realizzato dall’associazione Kamba, in collaborazione con Biofficina cooperativa e Boston Group. Seconda classificata l’associazione Namasté con 557 click (pari al 16,02%), che propone un film festival sul cibo e numerose altre attività per incentivare il consumo di prodotti locali e biologici. Terza, con 495 click (14,24%), l’associazione Orto Comune Niguarda che intende, tra le altre cose, avviare corsi per insegnare a raccogliere e conservare gli ortaggi, riducendo gli sprechi. Ad ognuno dei progetti vincitori è andato un premio di 2.500 euro a sostegno dell’iniziativa. Noi di Giacimenti Urbani, che abbiamo partecipato nell’ambito di Quartieri Ricicloni: cittadinanza attiva contro lo spreco, siamo arrivati quarti con 432 click (12,43% ) con Recup, il bel progetto di recupero del cibo nei mercati portato avanti da Ilaria Piccardi e Federica Canaparo, assieme a Rebecca Zaccarini e ad un gruppo di aiutanti. Dobbiamo far presente che in molti ci hanno segnalato delle difficoltà (negli smartphone non compariva per intero la lista dei progetti) e delle anomalie (in molti dicono che era possibile votare più volte) durante le votazioni. Nel caso di una prossima occasione, sarebbe utile mettere a punto un sistema di votazione più equo (e garantito…).

Fonte: ecodallecitta.it

 

 

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Un bagno nella seta liquida per conservare la frutta più a lungo

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Si può conservare la frutta deperibile fuori frigo per più di una settimana? Sì, si può e a scoprirlo sono stati l’italiano Fiorenzo Omenetto, docente di ingegneria biomedica alla Tufts University di Medford, negli Stati Uniti, e il suo team di ricerca che da anni studia le potenziali applicazioni della seta come biomateriali per il futuro. Il team di Omenetto ha scoperto che la frutta fresca immersa nella seta liquida si conserva sette giorni fuori frigo, ma non solo: la pellicola protettiva che la preserva è trasparente, inodore e biocompatibile. Nella seta è presente la fibroina, una proteina insolubile, biocompatibile e biodegradabile capace di stabilizzare e proteggere i materiali con in quali entra in contatto, quindi Omenetto e i suoi compagni hanno pensato di utilizzarla come una sorta di “scudo” protettivo per conservare la frutta senza che sia necessaria la refrigerazione. La frutta è stata “bagnata” fino a quattro volte in una soluzione contenente fibroina e successivamente trattata con vapore d’acqua sotto vuoto, in modo da rinforzare il rivestimento protettivo spesso fra i 27 e i 35 millesimi di millimetro. Successivamente la frutta è stata lasciata a temperatura ambiente e ci si accorti che le fragole trattate erano ancora turgide e succose come appena staccate dalla loro pianta. Anche l’esperimento condotto sulle banane ha dato esito soddisfacente, con una maturazione notevolmente rallentata.

Fonte:  Ansa

Conservare bene i cibi e evitare lo spreco alimentare con i 6 consigli di Comieco

Per conservare bene i cibi è importante rispettare le regole di conservazione anche in base all’imballaggio in cui sono acquistati. Ecco cosa consiglia Comieco in propositoimballaggi-594x350

L’imballaggio dei cibi che acquistiamo serve non solo a presentarli bene ma anche a proteggerli. Infatti la confezione o il packaging aiuta a trasportare i cibi ma anche a tenerli nelle giuste condizioni affinché si conservino al meglio. Il ruolo dell’imballaggio viene spesso o interpretato male o sottovalutato e dunque poi i cibi si conservano male e si è costretti a gettarli via alimentando così la catena dello spreco alimentare. L’imballaggio è dunque un elemento protettivo e può essere sostenibile e riciclabile come il cartone, la carta, l’alluminio o il vetro e anche in taluni casi in plastica riciclabile. Ma come dobbiamo comportarci con il packaging (ovviamente non deve essere overpackaging) per evitare di rovinare il cibo? Comieco il Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica ci propone la lista dei consigli per sfruttare al meglio le confezioni con il fine di conservare meglio gli alimenti che contengono. Vediamo come fare:

  1. Frutta e verdura non deperiscono più rapidamente nel loro imballaggio originale: conservare il prodotto come lo si è comperato, ricordandosi di riporlo in frigo se quando lo si ha acquistato era in fresco.
  2. Leggere attentamente sull’etichetta delle confezioni:
  3. – la data di scadenza riportata sulla confezione (sia all’acquisto che dei prodotti immagazzinati in dispensa);
    – le istruzioni per la conservazione e l’uso, non solo sui prodotti che si acquistano per la prima volta ma anche su quelli abituali.
  4. Non fare tagli o buchi alla confezione originale: il prodotto non deve respirare!
  5. Non avere fretta di togliere i prodotti dalla loro confezione: il prodotto si conserva meglio nella sua confezione originale, che non serve solo per trasportare il cibo a casa.
  6. Se un prodotto va conservato in frigorifero controllare sull’etichetta l’indicazione in quale scomparto metterlo (il ripiano più in basso è il più freddo).
  7. Utilizzare i supporti indicati o forniti per richiudere l’imballo una volta aperto.

Dunque gli imballaggi giocano un ruolo importante nella corretta conservazione dei cibi, ma anche l’informazione è altrettanto importante. Infatti, la guida Il Nostro Spreco Quotidiano di Slow Food in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali spiega la filiera dello spreco e dove il consumatore attento può intervenire a evitare di gettare via il cibo rispettando anche le confezioni degli alimenti.

Fonte: ecoblog.it

Farmaci, venti consigli per l’estate

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L’estate è arrivata, e per l’occasione l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha diramato una serie di semplici regole da osservare per conservare, trasportare e assumere in tutta sicurezza i farmaci durante la stagione calda. Eccoli riassunti nel “ventalogo” diffuso dall’Agenzia (mentre per gli approfondimenti è possibile consultare il dossier su Farmaci & Estate sul sito dell’Aifa).

1. Qualora l’aspetto del medicinale che si utilizza abitualmente appaia diverso dal solito o presenti dei difetti (presenza di particelle solide in sospensione o sul fondo, cambio di colore o odore, modifica di consistenza), consulta il medico o il farmacista prima di assumerlo. Tieni presente che non sempre l’aspetto, l’odore o il colore del medicinale rivelano se si è verificata un’alterazione. Pertanto non assumerlo se hai dubbi sull’integrità del prodotto. Segnala al medico qualsiasi malessere, anche lieve, in concomitanza con una terapia farmacologica, perché non tutti i farmaci possono avere effetti facilmente correlabili al caldo.

2. Nel caso di un farmaco presente in diverse forme farmaceutiche e in assenza di specifiche controindicazioni (ad esempio la difficoltà di deglutizione), sono preferibili le formulazioni solide rispetto a quelle liquide che, contenendo acqua, sono in genere maggiormente sensibili alle alte temperature (termolabili).

3. Per essere certo di conservare il medicinale nel modo corretto, leggi attentamente le modalità di conservazione indicate nelle informazioni del prodotto. Qualora queste non siano specificate, conserva il medicinale in luogo fresco e asciutto a una temperatura inferiore ai 25°.

4. Nel caso non sia possibile conservarlo in frigo e, in caso di viaggi o soggiorni fuori casa, trasportalo in un contenitore termico. Agenti atmosferici come eccessiva luce e/o sbalzi di temperatura possono infatti deteriorare i medicinali. Evita sempre, comunque, di esporli a fonti di calore e a irradiazione solare diretta.

5. Se esponi i medicinali per un tempo esiguo (una o due giornate) a temperature superiori a 25° non ne pregiudichi la qualità, ma, per un tempo più lungo, ne riduci considerevolmente la data di scadenza. Se invece la temperatura di conservazione è specificatamente indicata, non rispettarla potrebbe addirittura renderli dannosi per la salute.

6. Evita l’uso di contenitori (portapillole) non esplicitamente destinati al trasporto di farmaci, in quanto potrebbero facilmente surriscaldarsi o rilasciare sostanze nocive ed alterare così le caratteristiche del medicinale. Estrai dal contenitore originale (flacone, blister, etc) solo la dose destinata alla somministrazione quotidiana

7. Se acquisti farmaci, non tenerli per ore in auto al caldo e portali a casa appena puoi. Se hai bisogno di conservare i medicinali di emergenza in auto, chiedi al tuo farmacista di consigliarti un contenitore sicuro che ti consentirà di mantenere il farmaco alla corretta temperatura. Anche farmaci comuni possono produrre effetti potenzialmente dannosi se esposti a temperature troppo elevate.

8. Se soffri di una patologia cronica come il diabete o di una malattia cardiaca, un’alterazione di una dose di un farmaco fondamentale, come l’insulina o la nitroglicerina, può essere rischiosa. Ricorda che i farmaci a base di insulina vanno conservati in frigorifero. In caso di lunghi viaggi o se hai necessità di tenerli in auto per emergenza, conservali in un contenitore sicuro che li mantenga alla giusta temperatura. Presta particolare attenzione anche con gli antiepilettici e gli anticoagulanti. Piccole modificazioni in farmaci come questi possono fare una grande differenza per la tua salute. Alcune alterazioni che potrebbero verificarsi in antibiotici e/o aspirina potrebbero causare danni ai reni o allo stomaco. Ma non è tutto: una crema a base di idrocortisone, ad esempio, per effetto del calore potrebbe separarsi nei suoi componenti e perdere di efficacia.

9. Se utilizzi farmaci in forma pressurizzata (spray), evitane l’esposizione al sole o a temperature elevate e utilizza contenitori termici per il trasporto.

10. Qualsiasi tipo di striscia per test diagnostici, come ad esempio quelle utilizzate per verificare i livelli di zucchero nel sangue, la gravidanza o l’ovulazione, è estremamente sensibile all’umidità, che potrebbe causarne l’alterazione e dare una lettura non corretta. Evita di conservarle in luoghi umidi o eccessivamente caldi.

11. I farmaci per la tiroide, i contraccettivi e altri medicinali che contengono ormoni sono particolarmente sensibili alle variazioni termiche. Questi sono a volte a base di proteine, che per effetto del calore cambiano proprietà. Anche in questo caso conservali in ambienti freschi e a temperatura costante.

12. Sebbene sia difficile immaginare temperature di congelamento in piena estate, tieni presente che anche il freddo eccessivo può causare alterazioni dei farmaci. L’insulina, ad esempio così come i farmaci in sospensione, possono perdere la loro efficacia se congelati. Non conservali a temperature inferiori ai 2° C.

13. Non inserire farmaci diversi in una sola confezione e non mescolarli in uno stesso contenitore per risparmiare spazio in valigia: potresti avere poi delle difficoltà a riconoscere la data di scadenza, la tipologia del medicinale e il dosaggio.

14. Se devi affrontare un lungo viaggio in auto, trasporta i farmaci nell’abitacolo condizionato e/o in un contenitore termico. Evita invece il bagagliaio che potrebbe surriscaldarsi eccessivamente.

15. Durante il viaggio in aereo, colloca i farmaci nel bagaglio a mano. In caso di flaconi liquidi di medicinali già aperti, mantienili in posizione verticale. Se sei in terapia con farmaci salvavita porta in cabina tali medicinali con le relative ricette di prescrizione, poiché potrebbe essere necessario esibirle nelle fasi di controllo.

16. Se devi necessariamente spedire dei medicinali scegli sempre le compresse o comunque forme solide.

17. Alcuni farmaci possono causare reazioni da fotosensibilizzazione (reazioni fototossiche o fotoallergiche che solitamente sono costituite da manifestazioni cutanee come dermatiti, eczemi, ecc.) a seguito dell’esposizione al sole. Controlla attentamente le istruzioni in caso di assunzione di: antibiotici (tetracicline, chinolonici), sulfamidici, contraccettivi orali (pillola), antinfiammatori non steroidei (Fans), prometazina(antistaminico).

18. Evita l’esposizione al sole dopo l’applicazione di gel/cerotti a base di ketoprofene (fino a due settimane dopo il trattamento) o creme a base di prometazina, queste ultime spesso utilizzate per le punture di insetti o allergie cutanee; in caso lava accuratamente la zona interessata, in modo da evitare la comparsa di macchie o, peggio, vere e proprie ustioni. Per tutti gli altri medicinali in forma di gel/crema verificane la compatibilità con l’esposizione al sole.

19. Il caldo può provocare l’abbassamento della pressione anche in soggetti ipertesi, pertanto la terapia dell’ipertensione arteriosa(ACE inibitori in associazione o meno con diuretici, sartani, calcio antagonisti, diuretici, beta bloccanti, bloccanti dei recettori alfa adrenergici) e di altre malattie cardiovascolari potrebbe richiedere un riadattamento da parte del medico/specialista nel periodo estivo. Tieni presente che le terapie in corso non vanno mai sospese autonomamente; una sospensione anche temporanea della terapia senza il controllo del medico può aggravare severamente uno stato patologico. È opportuno, inoltre, effettuare un controllo più assiduo della pressione arteriosa.

20. Intorno agli occhi, nel periodo estivo, non utilizzare prodotti che con il calore potrebbero entrare a contatto con la superficie oculare (creme o pomate non idonee all’uso oftalmico).

Fonte:  Aifa