Nuovi obiettivi UE su CO2, efficienza e rinnovabili: battaglia a Bruxelles

Le varie direzioni generali della Commissione UE sono ancora in disaccordo sulla linea da seguire nel definire il target europeo al 20130 in tema di emissioni, efficienza energetica e fonti rinnovabili. Ma in pochi giorni si dovrebbe arrivare alle nuove misure

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Sarà ”battaglia sino all’ultimo minuto” su cifre e vincoli tra i commissari Ue che mercoledì prossimo dovranno adottare l’atteso pacchetto di misure sui target climatici, energetici, ambientali e industriali, ”tutti strettamente collegati gli uni agli altri”. La partita, infatti, riferiscono fonti Ue, vede da una parte ”la tutela della competitività dell’industria e la sostenibilità dei prezzi per i consumatori”, e dall’altra ”la capacità di attirare investimenti in Europa” sulle tecnologie verdi. L’esito preciso delle discussioni, che fervono tra le diverse direzioni generali della Commissione Ue in vista della decisiva riunione del Collegio del 22, non è scontato. Anche se sembra andare verso un 40% vincolante di taglio delle emissioni di CO2, come sostenuto dalla commissaria al clima Connie Hedegaard, dal presidente Barroso e anche dai ministri dell’ambiente di alcuni paesi tra cui l’Italia, mentre gli obiettivi sulle rinnovabili resterebbero non obbligatori. La ‘linea del Piave’, su cui concordano diversi commissari tra cui Tajani, Rehn e Oettinger, è di evitare di affossare del tutto la competitività dell’industria europea, già messa a dura prova dalla crisi. Nessuno a Bruxelles è contrario a ridurre in linea di principio le emissioni di CO2, ma si vuole anche evitare un ‘carbon leakage’ a favore degli impianti industriali ad alto impatto ambientale dei paesi emergenti come la Cina, e la chiusura ulteriore di quelli europei per deficit di competitività. I dati in possesso di Bruxelles mostrano infatti una situazione differenziata a seconda del comparto, dove quelli più penalizzati da target climatici ambiziosi sarebbero quelli dell’industria pesante. Un ulteriore tassello della strategia Ue dovrebbe arrivare per Pasqua, quando il commissario alla concorrenza Almunia dovrà presentare le nuove norme sugli aiuti di stato valide sino al 2020, che riguardano in particolare le industrie energivore.

 

Fonte. ecodallecittà

INQUINAMENTO: la Commissione Europea al lavoro per ridurre lo smog negli aereoporti

aereoporti

 

Bisogna spiegare ai cittadini le ragioni per le quali è necessario investire in questo settore, convincerli che i deficit, oltre che nel campo economico, si hanno in materia ambientale e climatica

ha spiegato negli scorsi giorni il commissario per il Clima Connie Hedegaard alla conferenza sull’inquinamento atmosferico tenutasi al Parlamento Europeo di Bruxelles e organizzata con il supporto del Gruppo della GUE – Sinistra unitaria europea e della Commissione Europea.

Il 2013 è l’anno dell’aria e l’UE – chiarisce Hedegaard – deve andare oltre le semplici celebrazioni programmatiche e intervenire con strategie a medio-lungo termine per abbassare il numero di vittime (420mila nel 2010) di malattie connesse all’inquinamento atmosferico. Gli aeroporti devono essere inseriti in cima alla lista delle priorità visto che il loro contributo all’inquinamento atmosferico viene spesso sottovalutato. Uno dei primi passi è abbassare il livello di zolfo contenuto nei combustibili ma le politiche di riduzione dell’inquinamento non devono occuparsi soltanto di ciò che avviene a terra.

La Commissione Europea sta collaborando con il World Health Organisation regional office for Europe per studiare il livello di salute dello strato di ozono stratosferico e del biossido di azoto. Inoltre la Commissione Europea ha avviato una consultazione online(aperta fino al 4 marzo 2013) tramite la quale i cittadini, le organizzazioni e le imprese dell’UE possono dire la loro in materia di qualità dell’aria.

L’OMS in un rapporto pubblicato lo scorso 31 gennaio ha specificato come l’esposizione alle particelle PM2,5 possa provocare aterosclerosi e malattie respiratorie soprattutto sui bambini.

Fra gli aeroporti l’esempio virtuoso viene da Copenaghen che dopo l’allarme lanciato tempo fa dall’Ufficio nazionale degli incidenti sul lavoro ha lanciato un programma in difesa della qualità dell’aria articolato in ben 25 progetti e circa mille controlli a campione. Oltre a campagne di sensibilizzazione rivolte alle compagnie aeree e agli studi sui casi di malattie professionali in aeroporto, sono state prese misure pratiche come la sostituzione delle scale mosse da motori a combustione con quelle con motori elettrici ricaricabili.

Fonte: ecoblog