CO2, Confindustria contro l’obiettivo di riduzione 40%: “L’Italia non è pronta”

Confindustria: “Nuovi ambiziosi obiettivi europei in materia di riduzione delle emissioni, sviluppo delle fonti rinnovabili ed efficienza energetica rischiano di penalizzare ulteriormente le imprese italiane”377819

“I traguardi stabiliti nel campo della riduzione di emissioni di CO2 devono essere realistici e raggiungibili al minore costo per le imprese, in modo da salvaguardarne la competitività ed evitare impatti negativi sull’economia e su tutta la società”. E’ quanto scrive il presidente di ConfindustriaGiorgio Squinzi, in una lettera al premier Enrico Letta, in cui esprime “forte preoccupazione per le delibere che la Commissione Europa si appresta ad adottare il prossimo 22 gennaio in merito agli obiettivi climatici e energetici europei al 2030 e che saranno poi sottoposte all’esame dei governi e del Parlamento europeo“. Per Squinzi si tratta di una misura “catastrofica” per la competitività del sistema manifatturiero italiano. In particolare, Confindustria ritiene che “la presa di posizione contenuta nella lettera congiunta inviata da alcuni ministri europei dell’Ambiente, tra i quali quello italiano, alla Commissione europea a sostegno di un ambizioso obiettivo vincolante di riduzione di emissioni di gas serra del 40% a livello domestico, non possa rappresentare la posizione del Governo Italiano“. Secondo Squinzi, infatti, “nuovi ambiziosi obiettivi europei in materia di riduzione delle emissioni, sviluppo delle fonti rinnovabili ed efficienza energetica rischiano di penalizzare ulteriormente le imprese italiane” e per questo auspica che “le decisioni che saranno assunte in sede europea in merito, diano un segnale di sostegno alla competitività dell’industria e non penalizzino il sistema produttivo italiano”. Confindustria non si aspetta comunque una convocazione dal governo su questo tema anche se Squinzi ha detto di essere “sempre pronto a parlarne”.

Fonte: ecodallecittà

Clima: ancora in dubbio i contenuti del nuovo piano UE su emissioni ed energia

Alla stretta finale il nuovo testo UE in materia di impegni al 2030 su emissioni, rinnovabili ed efficienza energetica. Tra i paesi membri (e tra i commissari) non c’è accordo, intanto su Aavaz si raccolgono firme per chiedere un target ambizioso377880

È attesa per le prossime ore, la decisione della Commissione Europea sui nuovi obiettivi al 2030 in materia di clima, emissioni e rinnovabili. In pratica, i Commissari sono chiamati ad indicare gli impegni che l’Unione dovrà assumere in tema di riduzione delle emissioni di gas serra, crescita della produzione di energia rinnovabile e incremento dell’efficienza energetica. Sui contenuti del nuovo documento non c’è intesa tra i vari Paesi UE e i loro rappresentanti in Commissione. La Commissaria per il Clima Connie Hedeegard, sostenuta dal presidente Barroso, dalla maggioranza dei membri dell’esecutivo e da molti stati membri (Italia inclusa), vorrebbe fissare al 40% la quota di emissioni di CO2 da tagliare entro il 2030. Ma altri governo nazionali, e un gruppo di Commissari costituito da Tajani, Oettinger, Ciolos, Sefcovic, Lewandowski, sono contrari a questa ipotesi. Il fronte del no, in cui rientra anche la Confindustria, convinto che un taglio ambizioso delle emissioni potrebbe danneggiare l’industria europea, sembra disposto ad accettare al massimo un target del 35%. Ancora più controversa la questione delle rinnovabili: le ipotesi vanno da una quota, sempre al 2030, che tra il 27 e il 30% (gli impegni attuali prevedono il 20% entro il 2020, sia per quanto riguarda il taglio dei gas serra che la percentuale di fonti rinnovabili). Quello che pare ormai certo, invece, è che, contrariamente ai precedenti accordi previsti dal cosiddetto “Pacchetto clima 2020”, non ci saranno impegni vincolanti per i singoli paesi membri, ma solo nuovi obiettivi generali dell’Unione nel suo insieme. Per convincere Tajani e gli altri Commissari reticenti ad accettare la proposta di un impegno più stringente, su Avaaz è stata lanciata una petizione che chiede un «ambizioso obiettivo di riduzione del 50% dell’inquinamento causato dal carbone come parte degli piano per il 2030», ritenuto fondamentale «per dare una spinta agli investimenti in energia pulita e tecnologie a basso inquinamento».

Fonte: ecodallecittà

L’efficienza energetica vale 15,4 miliardi per Confindustria

L’efficienza energetica vale tantissimo: circa 15,4 miliardi di euro e lo dice Confindustriarisparmio-620x350

Confindustria fa i conti e annuncia che l’efficienza energetica se applicata in Italia porterebbe nelle casse 15,4miliardi di euro. Una cifra enorme che si ricava, come si legge nel completo studio Proposte per il Piano Nazionale di Efficienza Energetica attraverso una serie di azioni da mettere in pratica sia per il settore industriale sia domestico. In sostanza serve un piano nazionale di politica energetica che innanzitutto riconosca che il risparmio energetico è una finte pulita di energia e che poi defiscalizzi e incentivi attraverso misure idonee privati e industria a collaborare sul risparmio.

Gli assi su cui ruota l’efficienza energetica sono:

riscaldamento e raffreddamento; isolamento e ventilazione; acqua calda; illuminazione; cottura e refrigerazione; generazione domestica di fonti di energia rinnovabile; processi di fabbricazione di prodotti; motori e sistemi di trasmissione; ventole, variatori di velocità e ventilazione; cogenerazione ad alto rendimento. Fondamentalmente viene richiesto per attuare un piano di efficienza energetica, così come avanzato dalla direttive europee in materia, un sistema di detrazioni fiscali per l’industria e incentivi per i consumatori che porterebbe, appunto alla somma di oltre 15 miliardi di euro all’anno. Nella pratica Confindustria propone che dalle auto, agli elettrodomestici, alla produzione di energia tutto sia costruito e migliorato per il risparmio energetico. Molte soluzioni le abbiamo già ma sono o poco usate o mal utilizzate. Uno dei settori che necessiterebbe maggiormente di interventi di efficienza energetica è quello dei trasporti, peraltro anche sostanzialmente inquinante. Ci riferisce lo studio di Confindustria:

Il settore costituisce una delle destinazioni principali dell’energia, assorbendo circa il 22.72% del fabbisogno totale del Paese (anno 2004). I prodotti petroliferi rappresentano attualmente la fonte energetica predominante (96.8% del totale), essendo le altre fonti ancora di scarsa incidenza (biodiesel 0.45%, gas 0.90%, energia elettrica 1.84%).

Le soluzioni individuate vanno dal limite di velocità a 120 Km/h, al miglioramento delle strade, a corsi di ecoguida, a pubblicità per responsabilizzare gli automobilisti, all’uso del biodiesel. Insomma, i negajoule o negawatt, ossia l’energia risparmiata, sono di fatto la più importante risorsa energetica individuale.

Fonte: e-gazzette

 

8.L’industria e i servizi per l’efficienza e il risparmio energetico

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8.1 L’indagine ENEA-Confindustria sulla filiera per l’efficienza energetica

8.1.1. Introduzione

ENEA e Confindustria, nel quadro di una collaborazione formalizzata con protocollo d’intesa nel luglio 2010, hanno congiuntamente avviato un’attività finalizzata all’analisi dei comparti industriali che offrono prodotti e servizi per l’efficienza energetica. Tale iniziativa si basa, tra l’altro, anche su alcuni importanti riferimenti normativi ed attuativi:

i. l’art. 5, lett. d) del D.lgs n. 115/2008 (attuazione della Direttiva 2006/32/CE relativa all’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici) e l’art. 40, comma 7, del D.lgs n. 28/2011 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili) che, in particolare, attribuisce all’ENEA il compito di elaborare per il MiSE un rapporto concernente lo stato e le prospettive delle tecnologie rilevanti in materia di efficienza energetica, con riguardo particolare a disponibilità, costi commerciali, sistemi innovativi non ancora commerciali e potenziale nazionale residuo di fonti rinnovabili e di efficienza energetica;

ii. il comma 3 dell’articolo 13 del Decreto MiSE 28 dicembre2012, noto come Decreto Conto termico, relativo all’incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni, ha precisato che entro la fine del 2013 e successivamente ogni due anni l’ENEA sottopone all’approvazione del Ministero dello sviluppo economico uno specifico programma biennale di monitoraggio concernente lo stato e le prospettive delle tecnologie, in attuazione del citato art. 40, comma 7, del decreto legislativo n. 28 del 2011.

 

Al fine di dare progressiva attuazione all’indirizzo del legislatore e del MiSE, l’Unità Tecnica Efficienza Energetica dell’ENEA ha elaborato un questionario, rivolto alle imprese del Sistema Confindustria, volto appunto a compiere un’analisi del settore industriale dedicato all’offerta di prodotti (sistemi, componenti e tecnologie) per l’efficienza ed il risparmio energetico. L’elaborazione e l’analisi dei dati sono effettuate da ENEA ed i primi risultati vengono inclusi nel presente Rapporto Annuale per l’Efficienza Energetica 2011. Tale iniziativa è stata giudicata da Confindustria utile per ottenere ulteriori informazioni sulla struttura e la specializzazione imprenditoriale italiana, così da poter meglio indirizzare le scelte di politica industriale per l’efficienza energetica, in una dimensione competitiva che punti allo sviluppo economico sostenibile. Sul sito http://www.confindustria.it , nella sezione Energia ed Ambiente, in particolare nella pagina dedicata a INFO ENERGIA, è dunque stato apposto un banner che introduceva gli associati Confindustria, sensibilizzati dalle diverse organizzazioni verticali ed orizzontali del Sistema confederale, alla compilazione del questionario sull’efficienza energetica38.

 

Fig. 8.1: Banner dedicato alla collaborazione tra ENEA e Confindustria

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38 ENEA-UTEE rivolge un particolare ringraziamento al prof. Massimo Beccarello, vice Direttore delle Politiche per lo Sviluppo. Energia e Ambiente di Confindustria, per il contributo di conoscenza ed esperienza messo a disposizione del gruppo di lavoro ENEA, anche attraverso la cortese ed efficiente struttura organizzativa di Confindustria che lavora sui temi dell’energia.

 

Fig. 8.2: Banner del questionario ENEA-Confindustria sull’efficienza energetica

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In queste brevi note si presentano alcune sintetiche considerazioni fondate su un primo campione di 99 imprese, che hanno compilato il questionario sull’industria che offre prodotti e servizi per l’efficienza energetica, rinviando ad un successivo appuntamento (previsto sempre nel corso del 2013) per rendere disponibile agli operatori ed ai decisori politici un rapporto organico sulla rilevazione che è stata svolta.

Fonte: ENEA