Aumentare l’efficienza energetica, ridurre i costi e abbattere gli sprechi energetici. Torino vara il progetto ‘Energy management e sistema gestione energia Iso 50001’

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A regime si avrà un miglioramento dell’efficienza energetica del 30% e una riduzione della spesa a circa 50 milioni di Euro.

Aumentare l’efficienza energetica, ridurre i costi e abbattere gli sprechi energetici nel Comune di Torino in maniera strategica: sono gli obiettivi che si pone il Consiglio Comunale approvati lunedì 12 febbraio all’unanimità (21 voti su 21 consiglieri presenti) una mozione che impegna l’Amministrazione a introdurre il progetto speciale “Energy Management e Sistema Gestione Energia ISO 50001”.

Secondo il documento votato dalla Sala Rossa, un miglioramento dell’efficienza energetica del 30% – ottenibile con la sola implementazione del Sistema Gestione Energia – per il Comune di Torino – che ha una spesa energetica annuale di 70 milioni di Euro – potrebbe comportare una riduzione delle spese correnti annuali pari a 21 milioni di Euro. La mozione impegna anche l’Amministrazione a modificare tutte le procedure di acquisto di prodotti e servizi da fornitori interni ed esterni, in modo che – una volta che la Città di Torino abbia acquisito la certificazione UNI CEI EN ISO 50001 – tali acquisti vengano effettuati solo da fornitori certificati da parte terza secondo la UNI CEI EN ISO 50001.
Si chiede anche l’avvio di interlocuzioni con altri Enti (Città Metropolitana, Regione Piemonte, Governo, ANCI, ENEA, GSE e altri) per istituire un tavolo tecnico permanente per concordare politiche regionali e nazionali in relazione a possibili incentivi e bandi per l’efficientamento energetico.

 

Fonte: Comune di Torino

 

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Il Comune di Torino annuncia le misure anti smog previste da ottobre 2017

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“La Città di Torino intende tenere in considerazione le misure strutturali previste dal Piano per la qualità dell’aria della Regione Piemonte attualmente in iter di approvazione, che tengono conto delle decisioni concordate a Bologna e che confermano quanto già attuato durante lo scorso inverno”. On line la nota di Palazzo Civico. A partire dal prossimo mese di ottobre una serie di azioni di controllo del traffico regoleranno la libera circolazione in città, alcune già sperimentate nell’autunno e nell’inverno scorso, altre di nuova istituzione, con un piano pluriennale e graduale che si ispira all’Accordo per il risanamento della qualità dell’aria nel bacino padano siglato il 9 giugno 2017 a Bologna dalle Regioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte, insieme al Ministro dell’Ambiente.
La Città di Torino intende tenere in considerazione le misure strutturali previste dal Piano per la qualità dell’aria della Regione Piemonte attualmente in iter di approvazione, che tengono conto delle decisioni concordate a Bologna e che confermano quanto già attuato durante lo scorso inverno dalla Città di Torino. I tecnici e gli amministratori del Comune hanno già incontrato la Regione Piemonte, le associazioni di categoria dei commercianti e la Città Metropolitana per condividere e concertare una strategia comune. L’applicazione del Piano regionale, una volta approvato, sarà obbligatoria per tutti i Comuni piemontesi con popolazione superiore ai 20mila abitanti. Per il prossimo autunno, la Città di Torino adotterà, in caso di emergenza, le misure introdotte durante l’ultima stagione invernale, con il blocco diurno dei veicoli diesel fino all’Euro 4 al manifestarsi del primo livello d’emergenza, a cui si aggiungeranno i motori Euro 5 al raggiungimento del secondo livello; in entrambi i casi verrà mantenuta la finestra pomeridiana per i veicoli commerciali.

Le limitazioni diurne applicate ai veicoli diesel Euro 0, 1 e 2 si estenderanno dai soli giorni feriali a tutti i giorni della settimana.

L’unità di misura di riferimento per le eventuali azioni che si renderanno necessarie è il superamento della soglia di 50 microgrammi al metro cubo, come concordato nel protocollo di bacino padano; da quest’anno, infatti, le azioni di contenimento del traffico saranno inasprite in base ai giorni continui di superamento di tale soglia, allo scopo di evitare impennate dei valori massimi di inquinamento e contenere il protrarsi dei superamenti giorno dopo giorno.
Per il futuro, Torino intende accogliere le misure strutturali previste dall’Accordo di bacino padano: dall’1 ottobre del 2018 sarà limitata la circolazione dei veicoli diesel fino a Euro 3 nella fascia diurna dei giorni feriali. La data dell’1 ottobre del 2020 segnerà l’estensione del divieto di circolazione nella fascia diurna dei giorni feriali ai veicoli diesel Euro 4. Tornando al prossimo ottobre 2017, l’informazione ai cittadini sarà continua e tempestiva. L’eventuale inasprimento o sospensione dei provvedimenti sarà annunciato il giorno prima, in base ai superamenti rilevati dalle stazioni automatiche sul territorio di Torino. Tutti i canali di informazione della città saranno impiegati per raggiungere rapidamente il maggior numero di persone; molto importante sarà l’apporto dei mezzi di informazione per il raggiungimento dell’obiettivo principale di questa complessa macchina: il mantenimento della qualità dell’aria e la salvaguardia della salute dei cittadini.

Fonte: ecodallecitta.it

Riqualificazione energetica nelle scuole di Torino. Lavolta: “obiettivo è il miglioramento del comfort nelle scuole rispettando l’ambiente”

 

A Torino la Giunta comunale ha approvato su proposta dell’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta alcuni interventi di riqualificazione energetica nelle centrali termiche di alcuni edifici scolastici381372

Nell’ultima seduta della Giunta comunale, su proposta dell’Assessore all’Ambiente Enzo Lavolta, sono stati alcuni interventi di riqualificazione energetica nelle centrali termiche di alcuni edifici scolastici di proprietà del Comune di Torino.
L’intervento iniziale per questa razionalizzazione ha interessato la riqualificazione energetica di 6 edifici scolastici di proprietà della Città di Torino, (oltre al Conservatorio Musicale di Torino) attraverso l’adozione di soluzioni tecnologiche di eccellenza relative sia all’impiantistica, sia agli involucri edilizi (riduzione dei carichi termici di riscaldamento prevista con percentuali variabili tra il 60 ed il 70%).  Il Comune di Torino ha presentato alla Regione un ulteriore progetto per la realizzazione di interventi di “Revamping” delle centrali termiche in una quarantina di edifici scolastici della Città, dove è prevista la sostituzione dei generatori di calore esistenti con caldaie ad alta efficienza a condensazione. Questo intervento ha un valore complessivo di euro 3.750.000. I lavori, che inizieranno, presumibilmente, nella primavera 2015 saranno realizzati da Iren Servizi e Innovazione Spa in virtù del contratto di servizio vigente che definisce l’attività relativa alla gestione degli impianti elettrici e termici sia per interventi di manutenzione ordinaria che straordinaria, degli edifici di proprietà della Città. “Migliorare il comfort delle scuole della Città di Torino, rispettando l’ambiente, – ha ribadito l’Assessore Enzo Lavolta – consumando meno energia è un obiettivo di Torino Smart City. Con questo importante provvedimento nel corso del 2015 miglioreremo gli impianti termici di 40 scuole, in particolare verranno sostituiti con caldaie meno energivore e con minor impatto ambientale; un intervento utile a migliorare la qualità dell’aria e a consolidare la strategia in campo energetico della nostra Città”.

Fonte:  ecodallecitta.it

Torino, la circoscrizione 10 promuove il bando per l’assegnazione di 82 orti urbani

La circoscrizione 10 Mirafiori Sud promuove il l’assegnazione di 82 orti urbani collocati in strada Castello di Mirafiori – Parco Sangone. Le domande dovranno pervenire presso lo sportelloPIù dal 29 settembre al 20 ottobre 2014380373

Via libera al bando promosso dalla circoscrizione 10 di Mirafiori per l’assegnazione di 82 orti urbani ai cittadini di Torino.  Valorizzare gli spazi sottraendoli al degrado e riconvertirle in aree a “destinazione agricola”, sostenere la socialità e avvicinare i più giovani ad attività agricole, tutelare l’ambiente e migliorare la qualità urbanistiche dei luoghi: questi alcuni degli obiettivi che il comune di Torino si pone con il progetto “Torino città da coltivare”.
Per partecipare al bando puoi consultare il sito del comune di Torino

Ecco i requisiti per l’ammissione al bando:

– Residenza nel Comune di Torino

– Maggiore età alla data di scadenza del bando

– Non essere stati revocati dall’assegnazione del precedente bando

criteri sulla base dei quali verranno assegnati gli orti sociali sono:

– Reddito familiare (certificazione rilasciata da CAF abilitati che darà un punteggio massimo 40)

– Età (per un punteggio massimo di 25 punti)

– Essere ex assegnatari a cui è stato sottratto l’orto per motivi di pubblica utilità (per un punteggio di massimo 15 punti)
– Aver partecipato alla graduatoria precedente ed essere stati diffidati (per un punteggio massimo di 10 punti)

Ai fini della graduatoria, in caso di parità di punteggio fra i richiedenti, si utilizzeranno le seguenti regole di preferenza:

– Maggiore vicinanza come residenza o come luogo di lavoro all’orto

– Partecipanti non assegnatari  al precedente bando benché provvisti di requisiti

– Anzianità di residenza nella Circoscrizione

– Anzianità di residenza nella Città di Torino

Nel caso del permanere di ex aequo, si procederà a sorteggio.

Il bando e i moduli per la compilazione delle domande di assegnazione degli orti sono disponibili presso lo SportelloPIU’ di Strada Comunale di Mirafiori 7, i Servizi Sociali di via Farinelli 40/1, il Centro di incontro di Via Negarville 8/3, il Centro di incontro di Via Plava 66 e la Biblioteca Cesare Pavese di Via Candiolo 79 oppure al sito internet della Circoscrizione 10. Le domande dovranno pervenire presso lo SportelloPIU’ della Circoscrizione 10 di strada Comunale di Mirafiori 7 dal 29 settembre 2014 al 20 ottobre 2014, con orario nelle giornate dal lunedì al giovedì dalle ore 09.30 alle ore 16.00 e nella giornata di venerdì dalle 09.30 alle 12.30

 

Bando di partecipazione [0,02 MB]

 

Modulo di domanda per orti urbani [0,10 MB]

 

Fonte: ecodallecitta.it

Torino, con il nuovo progetto per i Giardini Reali verrà pedonalizzato il collegamento con piazza Castello

La proprietà dei Giardini Reali Inferiori di Torino è passata dall’Agenzia del Demanio alla Città. In progetto la pedonalizzazione di viale I maggio e viale dei Partigiani e la costruzione di un parcheggio sotterraneo380141

Mancava solo l’ufficialità e adesso è arrivata. Giovedì 4 settembre è stato firmato l’accordo per quella che il comune di Torino definisce “la valorizzazione dei Giardini Reali Inferiori“, che formalizza il passaggio della proprietà dal Demanio alla Città e che impegna Palazzo Civico ad attuare opere di riqualificazione e di tutela dell’area compresa tra corso san Maurizio, Viale Primo Maggio, via Rossini e le mura dei Giardini Reali Superiori con le tre palazzine.
Stando al patto firmato ieri dal sindaco Piero Fassino con il direttore dell’Agenzia del Demanio del Piemonte e della Valle d’Aosta, Ernesto Alemanno, e il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del Piemonte , Mario Turetta, la viabilità subirà cambiamenti importanti. Sotto le arcate del portico dei Giardini Reali, che collegano a Piazza Castello a corso san Maurizio, non circoleranno più le auto lasciando spazio ad un’area pedonale. Rimane il progetto del parcheggio sotterraneo su tre piani.  Nel dettaglio, sono tre i momenti attraverso cui si attueranno le variazioni in progetto. In primo luogo si costruirà il parcheggio sotterraneo a conformazione mista nell’area antistante l’Auditorium Rai, verrà poi chiuso il traffico di Viale I maggio e Viale dei Partigiani, e infine, le due palazzine situate nei Giardini Reali superiori diventeranno un punto ristoro e un punto d’accoglienza per i turisti.  “Con l’accordo firmato questa mattina si compie una nuova operazione di federalismo demaniale che porta in dote al Comune di Torino un’area di grande valore ambientale e architettonico: un parco urbano nel cuore storico della città che abbiamo l’obbligo di preservare e, al tempo stesso, di garantirne la sua piena fruizione ai torinesi e alle migliaia di turisti che ogni anno visitano il capoluogo piemontese” ha commentato l’assessore GianGuido Passoni.

(foto da La Stampa)

 

Fonte: ecodallecitta.it

Dal 20 luglio a Torino si sale in bici sulla metro, l’annuncio dell’assessore Lubatti

Si tratta di un’anticipazione che l’assessore ai Trasporti del comune di Torino, Claudio Lubatti, ha fatto tramite twitter. La sperimentazione partirà a fine luglio e durerà sino al 30 novembre ma sarà possibile trasportare le bici in metropolitana solo la domenica mattina379811

“Dal 20 luglio 2014 le biciclette entrano in metropolitana! Parte la sperimentazione, a breve i dettagli!” L’assessore ai trasporti del comune di Torino, Claudio Lubatti, affida a twitter l’annuncio che a breve si potrà salire in metropolitana con la propria bicicletta. Poche parole che non forniscono elementi concreti sulla novità all’orizzonte, se non due piccole informazioni: la prima è la data, il 20 luglio, una domenica, la seconda è che si tratterà di una “sperimentazione”. In realtà qualche indiscrezione è filtrata. La fase di sperimentazione dovrebbe durare fino al 30 novembre e dovrebbe essere molto vincolante: si potrà viaggiare con la bicicletta solo la domenica mattina dalle 8 alle 14. Si potranno portare fino a quattro biciclette su ogni treno in una carrozza deputata ed il costo aggiuntivo rispetto al biglietto sarà di 50 centesimi. Dalle parti di Palazzo Civico si parlava della novità in arrivo dall’assessorato ai trasporti già da qualche giorno e alcuni ben informati riferiscono che Lubatti avesse messo le mani avanti. Avrebbe infatti chiesto alle associazioni dei ciclisti urbani della città di collaborare per gestire la novità in arrivo, probabilmente per paura che alcuni cittadini e cittadine possano essere in qualche modo intimoriti dall’idea di dover condividere gli spazi con le due ruote. Cosa che comunque nella altre città italiane dotate di metropolitana accade da tempo. Oltre a Milano, come detto, anche a Roma si può salire in metro con la bici. Per adesso è possibile farlo sulla linea A e B solo dopo le 20.00, ma secondo quanto anticipato dal sindaco della Capitale, Ignazio Marino, lo scorso giugno, da agosto dovrebbe essere consentita anche una seconda finestra temporale dalle 10.00 alle 12.00.
A Napoli la situazione è simile, ovvero è possibile caricare le bici sulla metro solo nella fascia oraria mattutina fino alle 7.00 ed in quella serale dopo le 20.00.

Fonte: ecodallecittà.it

Smart City Weeks, la presentazione degli eventi di Torino

Sono state presentate venerdì 16 maggio presso l’Urban Center Metropolitano le Smart City Weeks, che nascono dalla cooperazione di tre città, Torino, Milano, Genova. A Torino gli appuntamenti (in allegato al fondo) si svolgeranno dal 30 maggio al 9 giugno379185

Workshop, mostre, festival, fiere e iniziative sportive, che coinvolgono associazioni, enti culturali, fondazioni e i due atenei cittadini. È questo il programma torinese di Smart City Weeks, la manifestazione dedicata al concetto di città intelligente, ovvero una città, per dirla con la parole del comune di Torino, in cui “la tecnologia, le reti energetiche, la comunicazione sono poste al servizio dell’ambiente urbano, della sostenibilità, del benessere dei cittadini”.
Smart City Weeks non è altro che l’evoluzione degli Smart City Days del 2013, e nasce dalla cooperazione di tre città, Torino, Milano, Genova, con il sostegno di Iren Spa. “Tre città che stanno affrontando la sfida della diffusione delle reti, delle nuove tecnologie ICT e della sostenibilità, – scrive Palazzo Civico – con l’obiettivo di realizzare un cambiamento culturale che renda i cittadini smart citizens”. Aprirà la strada Milano, con un programma di eventi nella settimana tra il 22 e il 30 maggio, mentre Genova chiuderà tra il 17 e il 20 giugno con l’evento TRANSFORMation Dialogue. In mezzo si colloca Torino, con una serie di iniziative in programma dal 30 maggio al 9 giugno.
Alla presentazione degli eventi torinesi, svoltasi giovedì 16 maggio nelle stanze dell’Urban Center Metropolitano in piazza Palazzo di Città, hanno preso parte l’assessore all’Ambiente del comune di Torino Enzo Lavolta, il direttore artistico della manifestazione Gaetano Capizzi e il presidente di Iren Energia Tom Dealessandri, che hanno illustrato le varie iniziative insieme ai promotori.

fonte: ecodallecittà.it

 

Programma smart city weeks torino [2,14 MB]

 

A Torino la ciclabilità si paga con le multe

Due milioni di euro di finanziamento all’anno, fino al 2020, arriveranno dagli incassi delle multe per infrazioni al codice della stradaP5265235-586x330

Il Comune di Torino devolverà parte delle multe agli automobilisti ai progetti per incentivare la ciclabilità urbana. La scorsa settimana il capoluogo piemontese ha approvato uno stanziamento di due milioni di euro all’anno, fino al 2020 per rendere Torino, sempre di più, una città a misura di ciclista. L’emendamento, firmato dai presidenti delle commissioni ambiente e viabilità, Marco Grimaldi e Mimmo Carretta, ha ottenuto parere favorevole da parte dei rispettivi assessori Enzo Lavolta e Claudio Lubatti. La richiesta accolta la scorsa settimana era stata presentata durante il Bike Pride dello scorso 26 maggio: destinare alla sicurezza ciclistica il 15% degli incassi delle multe per infrazioni al codice della strada. Grazie a questo finanziamento dovrebbero essere completate le direttrici che taglieranno Torino e rivisti i collegamenti e gli attraversamenti degli incroci. Le due commissioni hanno inoltre ricordato come sulle piste ciclabili non debbano essere piazzati pali, alberi, transenne e dehors, elementi di arredo urbano che, invece, troppo spesso spuntano in mezzo alle arterie riservate ai ciclisti. E nei piani che riguardano la ciclabilità torinese vi è, naturalmente, l’allargamento della rete del servizio di bike sharing che conta attualmente più di 110 stazioni distribuite nel centro cittadino e nella parte sud della città. L’ampliamento della rete dovrebbe avvenire soprattutto sull’asse ovest di corso Francia permettendo così di completare l’intermodalità con la linea della metropolitana e sull’asse settentrionale del capoluogo piemontese attualmente sprovvisto di stalli e biciclette.

Fonte: Repubblica

Trasporti e rincaro delle tariffe: le città italiane a confronto

Bologna ha appena ritoccato le tariffe degli autobus; a Milano si discute di un nuovo aumento del 13% e la Regione Piemonte prospetta nuovi rincari del 15% su tutti i trasporti, ferro e gomma, anche se il Comune di Torino non ne vuol sentir parlare. Ma quanto costa oggi prendere il bus nelle città italiane?375752

L’ultima ondata di rincari era arrivata a cavallo tra 2011 e 2012, quando tutte le più grandi città italiane avevano ritoccato le tariffe, con aumenti sul biglietto singolo fino al 50% del valore. All’annuncio erano seguite immancabili le proteste, ma anche la consapevolezza che le tariffe italiane restavano tra le più economiche d’Europa: l’idea avrebbe dovuto essere questa: il servizio costa di più, ma la qualità migliora. La storia è andata da un’altra parte: i rincari non sono serviti a coprire nemmeno il debito accumulato dalle aziende e dai comuni, e presto sono arrivati i tagli: meno linee, meno autobus in circolazione. Accorpamenti, “razionalizzazioni” ed “efficientamenti”: di miglioramenti del servizio nessuna traccia, l’obiettivo era piuttosto cercare di restare in piedi. Una cosa tutt’altro che scontata: emblematico lo stop degli autobus di Napoli, rimasti a secco perché non c’erano più soldi per il carburante. Un anno e mezzo dopo, la situazione è tutt’altro che migliorata, e già si parla di nuovi aumenti (di prezzo) o nuovi tagli (del servizio).
I nuovi rincari 

Milano le Commissioni sono al lavoro su un rincaro delle tariffe a partire dal 2014: il biglietto singolo dovrebbe passare da 1,5 a 1,7 euro, quindi +13,3%. Ma a salire di più sarebbe il prezzo dell’abbonamento mensile: da 30 a 36 euro (+20%). Una differenza importante, che sembrerebbe colpire di più i pendolari che i “passeggeri per un giorno”. Secondo la ricostruzione del Corriere l’insolita proposta partirebbe da una considerazione apparentemente banale ma che fa riflettere: l’ultima ondata di aumenti del 2011 ha fatto sì che sempre più cittadini scegliessero l’abbonamento rispetto al ticket singolo. E se da un lato è proprio questo l’obiettivo a cui dovrebbe aspirare ogni comune, dall’altra il cambiamento ha portato a una perdita economica di 937.000 euro per le casse di Palazzo Città. (Leggi l’articolo del Corriere) Che ora cerca di correre ai ripari con i nuovi aumenti. Non tutti però sono d’accordo. “No all’aumento degli abbonamenti mensili e annuali per il trasporto pubblico – scrive Edoardo Croci, ex assessore ai trasporti di Milano e promotore dei 5 referendum ambientali – sarebbe paradossale, dopo aver deliberato abbonamenti agevolati per la sosta, che aumentasse il costo degli abbonamenti per il trasporto pubblico. Si tratta infatti di misure che tendono a favorire l’uso dell’auto rispetto al trasporto pubblico, in contrasto con quanto chiesto dai milanesi con l’approvazione a larga maggioranza dei cinque referendum per l’ambiente e la qualità della vita a Milano due anni fa. Prima di aumentare il costo del trasporto pubblico si dovrebbero rivedere una serie di agevolazioni, di cui non sono stati ben stimati gli effetti. Inoltre si dovrebbero rendicontare gli utilizzi dei proventi di Area C, destinati in primo luogo al miglioramento del servizio di trasporto pubblico”. Scelta già fatta invece a Bologna, dove il biglietto orario passa da 1,20 a 1,30 euro, il giornaliero da 4 a 5 euro e l’abbonamento mensile da 36 a 38 euro. Per limitare l’effetto, il Comune ha garantito che non ci sarà nessun aumento sull’abbonamento annuale e che le tariffe resteranno bloccate così come sono ora almeno per i prossimi tre anni. A Torino la situazione è più complicata: la Regione Piemonte ha – per ora ufficiosamente – annunciato nuovi aumenti del 15% su tutto il trasporto locale, sia autobus che ferrovie, ma Provincia e capoluogo si oppongono alla decisione. I rincari sul territorio sono già stati pesanti e il servizio è stato oggetto di tagli importanti: difficile spiegare un nuovo aumento ai cittadini. In particolare, l’assessore alla Mobilità del Comune di Torino Claudio Lubatti ha escluso categoricamente la possibilità: “Abbiamo già analizzato il piano tariffario cittadino con il rapporto costi-ricavi previsto dalla Regione. Siamo in linea, non intendiamo applicare nuovi aumenti in un periodo così difficile per le famiglie torinesi. Il servizio della città raggiunge già il rapporto ricavi costi del 35% e l’amministrazione non intende ritoccare al rialzo nessuna tariffa di propria competenza”.

Quanto costa oggi prendere il bus nelle città italiane

Il biglietto singolo oggi costa 1,5 euro a Torino, Milano, Roma e Perugia, dove però il biglietto singolo dura 70 minuti e non 90. 1,3 euro a Bologna1,2 a Napoli, Firenze, Cagliari e Ancona1 euro a Bari. Se a Milano sarà approvato l’aumento, come sembra intenzionata a fare la Giunta, passerà ad 1,70 euro. Potrebbe superarla Torino, se la Regione la spunterà, perché un aumento del 15% si tradurrebbe in un biglietto singolo da 1,75 euro. Un’ipotesi che – ricordiamo – è comunque fuori discussione secondo il Comune.

Fonte: eco dalle città

ZTL Torino, 24 milioni di euro l’anno dalle multe. La stessa cifra che portano in cassa i ticket di Area C

Dopo la notizia delle quattro telecamere fuori uso nella Ztl di Torino, e dei mancati introiti – sulla cui entità non c’è ancora certezza – una riflessione sugli incassi: la Ztl di Torino fa guadagnare 24 milioni di euro all’anno in multe: i ticket di Area C a Milano 25 milioni. (A cui si sommano i 50 milioni di multe)…374611

 

Che 5T, la società che gestisce il monitoraggio del traffico a Torino, non navigasse in buone acque non è una novità: che per questa ragione 4 telecamere della ztl fuori uso abbiano causato una perdita di 14 milioni di euro, come suggerito da alcune testate e riportato da altre, lascia basiti: ma è proprio così? Facciamo un passo indietro: nel 2011 il Comune di Torino aveva accertato sanzioni per 87,39 milioni di euro complessivi (ingressi illeciti in ZTL, sosta vietata, eccesso di velocità, etc…); nel 2012 la cifra è scesa a73,15 milioni. Tutta colpa delle quattro telecamere guaste (4 su 37)? Difficile, anche perché il calo delle multe è stato registrato anche per autovelox e sosta. Secondo l’ufficio stampa del Comune la perdita dovuta alle telecamere guaste ammonterebbe al massimo a qualche decina di migliaia di euro. Tra la stima dell’ufficio stampa e i 14 milioni dell’accusa, i numeri sembrerebbero suggerire una terza via. E’ vero che i varchi non sono tutti uguali, ma facendo “il conto del pollo”, 4 varchi non funzionanti su 37 significa perdere circa l’11% degli incassi, quindi almeno 2,6 milioni di euro). Qualunque sia l’entità della cifra – e fatto salvo che in tempi di conti in rosso qualunque cifra persa è importante – proviamo a riflettere sul totale degli incassi delle multe che porta in cassa la Ztl: 23.384.000 euro nel 2012. Praticamente la stessa cifra che i ticket di Area C hanno fatto guadagnare al Comune di Milano (25 milioni di euro nello stesso anno). Le multe di una ztl possono far guadagnare tanto come una congestion charge? Evidentemente sì, e anche di più: ai 25 milioni di euro degli ingressi regolari in Area C infatti bisogna sommarne altri 50 milioni, guadagnati grazie alle multe comminate agli evasori. Insomma, in entrambi i casi si guadagna con le multe.
Fonte. Eco dalle città