Pm10, vicini a rispettare le direttive? “Neanche per sogno” Intervista ad Anna Gerometta, Genitori Antismog

Genitori Antismog risponde alle domande di Eco dalle Città sulla riduzione dell’inquinamento festeggiata e sbandierata da tanti Comuni, e lancia un appello ai parlamentari italiani: “L’Italia ha davanti a sé la guida del semestre europeo in piena revisione delle direttive smog. Vogliamo impegnarci per abbassare questi limiti obsoleti, che non proteggono la salute di nessuno?”

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Seppur lentamente, la qualità dell’aria in Italia sembra progressivamente migliorare: negli ultimi tre anni almeno, nelle città più inquinate d’Italia, Torino e Milano in testa, il numero di sforamenti e medie annuali di tutti gli inquinanti monitorati sono sempre stati in leggero calo rispetto all’anno precedente, con medie annuali che si avvicinano sempre più ai 40 mcg/m3 previsti dalla normativa, e spesso scendono al di sotto. (Non i superamenti però, che restano sempre tre – quattro volte tanto il limite di legge). Siamo vicini a rispettare le direttive europee?
Siamo molto lontani, direi. I dati recenti sono l’effetto di un miglioramento che purtroppo ha molto a che fare con la contingenza di fattori metereologici particolarmente favorevoli e con una crisi potente che riduce i consumi. Si produce meno, si emettono meno emissioni inquinanti. Ma questi non sono risultati duraturi: la ripresa economica può facilmente portare con sé nuove ondate di smog, se non cambiamo modelli.

E’ stata molto sottolineata, dal Comune di Milano, l’importanza di Area C nell’impatto avuto sulla riduzione del traffico a Milano e sul miglioramento della qualità dell’aria. Con un po’ di confusione a dire il vero: il 30% di traffico e black carbon in meno riguardano la Cerchia dei Bastioni, non l’intera città, come alcuni comunicati lasciavano erroneamente intendere. E nel resto della città com’è la situazione?

Area C andrebbe estesa come hanno chiesto i cittadini, ma la situazione è in stallo. Rispondendo alla domanda inoltre, lo stesso dato del 30% in Area C ormai andrebbe ricontrollato. E’ noto che al primo periodo di sorpresa e grande efficacia di questo tipo di provvedimenti, segue solitamente una ricaduta verso il basso, che tende poi a stabilizzarsi. Ed empiricamente è proprio questo che ci sembra di percepire: in Area C il traffico è tornato.

A causa di cosa?

L’accordo con i garagisti sicuramente ha avuto un forte impatto, forse anche più forte di quanto non ci si aspettasse. E poi il prezzo della tariffa, che non è poi così alta.

Andrebbe aumentata?

Sì. Cinque euro non è un prezzo così inaccessibile, soprattutto per le famiglie che si spostano assieme ai bambini, e che in autobus tra tutti quanti, e magari con più spostamenti nella stessa giornata, finirebbero per spendere la stessa cifra se non di più. E’ vero che alcune agevolazioni sui mezzi pubblici ci sono, ma in troppi casi l’auto sembra ancora la maniera più conveniente per spostarsi.

Andrebbe abbassato il prezzo dei mezzi pubblici, allora?

In ogni caso no. Le tariffe di Milano sono assolutamente in linea con quelle europee. Il problema non è il costo, è l’efficienza. (NdR: sullo stesso argomento si veda anche l’intervista a Dario Balotta, “Rincaro abbonamenti a Milano, è questa la migliore offerta?).

E i trasporti di Milano non lo sono abbastanza?

Non ancora, e sicuramente non dappertutto. I mezzi di superficie in particolare sono un disastro per chi esce dagli uffici dopo le cinque e mezza. Troppe poche corse, e troppo lente. Dove sono le corsie preferenziali per i soli mezzi pubblici? Biciclette ed autobus dovrebbero averle, è giusto. E oltretutto così si renderebbero i trasporti davvero efficienti e competitivi rispetto all’automobile. Guadagneremmo in tutto: meno tempo sprecato, meno soldi buttati, meno inquinamento, meno malattie.

Ecco: proprio il legame tra lo smog e patologie di varia natura – respiratorie,cardiovascolaritumoraliinfantili…- accertato ormai da decine e decine di studi epidemiologici ha portato l’Organizzazione Mondiale della Sanità a chiedere a gran voce un ulteriore restringimento dei limiti delle direttive internazionali. Tuttavia, la proposta di revisione delle direttive sulla qualità dell’aria presentata a dicembre dalla Direzione Ambiente della Commissione Europea non contempla un abbassamento di queste soglie massime di concentrazione, che permangono quelle note…

Ma la discussione è appena cominciata. La Commissione ha fatto una sua proposta, che non prevede la revisione dei limiti, è vero, ma la partita è ancora tutta da giocare. Anzi, ne approfitto per lanciare un appello da queste pagine: invito i parlamentari italiani che hanno a cuore il problema dello smog a unirsi in un forte movimento di opinione interno. L’Italia ha davanti a sé la guida del semestre europeo, e può spingere affinché questi limiti vengano rivisti come richiesto dall’OMS.
C’è da dire che fino ad ora l’Italia ha remato in direzione opposta: attraverso l’Air Quality Initiative of Regions ha chiesto se mai che venisse tenuto conto delle particolari condizioni geografiche del Nord Italia per allentare la presa su possibili sanzioni. Pensa che con il cambio di governo cambierà qualcosa?

Lo speriamo davvero. Lo spazio in sede europea c’è. D’altronde, la stessa Commissione per sua natura deve mediare, ma ciò non significa che l’inserimento di nuovi limiti non possa avvenire nell’ Europarlamento. Insomma, l’Environment Protection Agency americana ha appena abbassato il limite del Pm2.5 a 12,5 microgrammi al metro cubo… E noi che facciamo, ce lo teniamo doppio?

Fonte: ecodallecittà.it

Condomini Efficienti: Comune, Legambiente e aziende insieme per il risparmio in bolletta

A Palazzo Marino l’assessore Maran, Poggio e Meggetto di Legambiente e i rappresentanti di HabitaMi, AssIRen e Condominio Classe A hanno lanciato “Patti chiari per l’efficienza energetica”, l’alleanza per la riqualificazione energetica e ambientale dei condomini. Sportelli informativi presso i CdZ per informare i cittadini378563

In questi giorni in cui l’area di Milano sta affrontando un’emergenza inquinamento, con valori del Pm10 che sono tornati a salire, in città parte l’importante campagna ‘Condomini Efficienti’. L’iniziativa, promossa da Legambiente e patrocinata dal Comune di Milano, ha l’obiettivo di promuovere la riqualificazione energetica degli edifici e diffondere buone pratiche per il risparmio energetico. Una famiglia milanese spende mediamente 1.500 euro all’anno per riscaldare la propria abitazione: con interventi importanti sull’edificio e cambiando l’impianto di riscaldamento è possibile, in molti edifici,risparmiare dal 30 al 60% sulla bolletta energetica (fino a 500/1000 euro all’anno). È possibile inoltre, fino alla fine dell’anno, detrarre dalle tasse il 65% in 10 anni dell’investimento per rendere più efficiente la propria abitazione. Con ‘Condomini Efficienti’, nei prossimi mesi, migliaia di condomini milanesi saranno informati sulle possibilità di risparmio energetico e, se decideranno di riqualificare le proprie case, potranno scegliere sulla base di preventivi chiari e tagli sui costi garantiti da aziende e professionisti che accettano di lavorare in base alle nuove norme (europee e nazionali) e all’accordo volontario ‘Patti chiari per l’efficienza energetica’, promosso dal Comune di Milano e sottoscritto da tutte le parti sociali e dall’associazione Legambiente.  La campagna muoverà i primi passi già durante la fiera “Fa’ la cosa giusta” in programma dal 28 al 30 marzo in Fiera Milano City, per poi attraversare concretamente tutti i quartieri di Milano, incontrando, condominio per condominio, tutte le famiglie interessate. “Questi giorni di emergenza ambientale devono essere colti come un’occasione importante per portare all’attenzione di tutti il tema della lotta all’inquinamento. Con‘Condomini Efficienti’ vogliamo offrire l’occasione a tutte le famiglie milanesi di risparmiare sui costi dell’abitare e ridurre inquinamento e consumi energetici”, ha dichiarato Barbara Meggetto, direttrice Legambiente Lombardia.  “L’investimento in risparmio di energia è tra i più promettenti e interessanti oggi in tutta Europa e la necessità di rendere più efficienti le abitazioni è ormai legge, in Europa come in Italia. Nell’arco dei prossimi trent’anni sarà obbligatorio metter mano a circa 40 mila condomini di Milano: quasi 1300 edifici all’anno. Si apriranno quindi cantieri da centinaia di migliaia di euro, dei veri e propri ‘cantieri verdi’ per risparmiare sull’energia, diminuire l’inquinamento e vivere meglio. Tutti cantieri in regola, con fattura detraibile: questa è vera green economy”. La campagna ‘Condomini Efficienti’ verrà attuata in collaborazione con gli Sportelli Energia che il Comune di Milano ha aperto in tutte le zone di Milano. Legambiente ha incontrato inoltre l’interesse e l’alleanza di tante società e professionisti: quelle coordinate nella grande campagna di HabitaMi, una importante rete d’impresa (Rete Irene) e il network Condomini Classe A. Grazie a loro si moltiplicheranno le forze, i banchetti, i gazebo e le occasioni di incontro con Legambiente e con gli Sportelli Energia del Comune di Milano. Sono previsti, inoltre, una ventina di incontri e spettacoli in tutta la città e una decina di iniziative di piazza in tutta Milano. Poi manifestazioni, eventi, seminari di approfondimento e studio.

Per ulteriori informazioni: www.viviconstile.org

Fonte: ecodallecittà.it

 

Scuole in legno, presto una realtà. Firmato l’accordo tra FederlegnoArredo e Comune di Milano

FederlegnoArredo e Comune di Milano sottoscrivono accordo per incrementare la diffusione di edifici a struttura in legno a uso terziario

Quando Matteo Renzi, nel suo discorso programmatico per ottenere la fiducia al Senato, ha parlato di edilizia scolastica e di un nuovo programma straordinario (perchè in Italia tutto è straordinario) di investimenti in questo settore certamente era consapevole di come il Comune di Milano fosse già quasi un passo avanti agli altri. Il 27 febbraio scorso infatti il Comune di Milano ha siglato, con FederlegnoArredo, un accordo di collaborazione per incrementare la diffusione di edifici a struttura in legno a uso terziario: una realtà già diffusa oltralpe (in particolare nei paesi dell’Europa del Nord) e che, grazie al supporto tecnico della federazione che rappresenta il settore in tutte le sue componenti, dalla materia prima al prodotto finito, in Italia e nel mondo, potrebbe divenire presto una realtà in Italia.

Inseriti già nel bilancio provvisionale 2014, i progetti sulle scuole in legno prevedono edifici fino a tre piani comprensivi di mensa e palestre:

“È con piacere che sottoscriviamo un accordo con l’amministrazione comunale per incrementare la diffusione di edifici a struttura in legno a uso scolastico, per dare servizi alla città risparmiando risorse e creando spazi sicuri. Anche alla luce del piano scuole annunciato dal premier incaricato Matteo Renzi: un programma straordinario per l’edilizia scolastica. Grazie alla lungimiranza del Comune, a Milano istituzioni e tessuto imprenditoriale giocano d’anticipo. Con l’impegno dell’ufficio tecnico dell’Area Legno della federazione, che affianca quotidianamente le imprese per risolvere le criticità che possono emergere sia con la committenza privata che pubblica.”

ha dichiarato il Direttore Generale di FederlegnoArredo, Giovanni De Ponti. I vantaggi, spiegano a FederlegnoArredo, sono innumerevoli e non solo sotto il profilo del design: ogni metro cubo di legno utilizzato in sostituzione di un altro materiale da costruzione sarà capace di immagazzinare 0,9 tonnellate di CO2, un risultato che si ottiene anche quando è impiegato per costruire un edificio. Il legno è un materiale isolante al punto da garantire, nell’edilizia scolastica, un risparmio sul piano energetico di circa il 40% rispetto alle strutture tradizionali: una spending review reale che permette un rapidissimo rientro dei costi per enti ed amministrazioni pubbliche. La visione finale arriva fino all’imminente ExPo2015, nella speranza di poter portare know-how e progettualità e rinnovare completamente il patrimonio dell’edilizia scolastica milanese (chi ha figli o ha da poco terminato le scuole ha ben presente il problema, per gli altri basti sapere che la situazione è peggiorata). Più economiche, duttili e facilmente sostituibili, le strutture edilizie in legno rappresentano il futuro dell’edilizia scolastica (e non solo): una realtà che prende sempre più piede e che permette anche un riuso ed un riciclo dei materiali. Scuole sicure, efficienti, economiche e formative: quando è il Comune a spingere verso la sostenibilità, dimostrando ed integrando la popolazione (in età scolare, in questo caso) nelle sue scelte, il risultato non può che essere positivo.

Fonte: ecoblog

PM10 2013: per la prima volta a Milano la media sotto i 40 mcg/m3

Qualità dell’aria e dati ARPA. L’assessore Maran conferma che nel 2013 per la prima volta Milano ha rispettato uno dei parametri dell’Unione Europea: 37 mcg/m3, la media annuale delle PM10, che per l’85% dipende ancora dal traffico. Controlli sui riscaldamenti aumentati del 25%. Positivo il progetto di riduzione del Black Carbon in AreaC377892

Una buona notizia sul fronte dello smog e confermata dal Comune, che avevamo già anticipato con i dati di inizio anno di ARPA Lombardia.  Nel 2013 la media annuale delle concentrazioni diPM10 è stata di 37 mcg/m3, inferiore quindi al valore limite UE di 40 mcg/m3: si tratta del valore più basso mai registrato a Milano dal 2002, come si vede dalla tabella allegata, grazie anche all’alta piovosità, ma non solo. “Per la prima volta la nostra città rispetta uno dei parametri richiesti dall’Unione Europea in materia di qualità dell’aria per la tutela della salute”, ha dichiarato l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran. “Un risultato raggiunto non solo grazie alle condizioni meteo, che sarebbero state addirittura più favorevoli in anni come il 2010, ma anche attraverso un’insieme di politiche per ridurre la congestione del traffico e di interventi per l’efficienza e il risparmio energetico”. I dati ARPA ed AMAT presentati il 22 gennaio in Commissione Ambiente mostrano anche come il 2013 sia stato l’anno con il minor numero di sforamenti (81) dal 2002. Pur trattandosi di un anno particolarmente piovoso, però, i giorni e l’accumulo di pioggia non sono stati tanti da giustificare da soli il calo record di concentrazioni che si è verificato: gli anni più piovosi, infatti sono stati il 2002 (che allo stesso tempo ha presentato, però, il livello di concentrazioni più alto del decennio, 166 mcg/m3) e il 2010 (quando i giorni di sforamento furono 85). A favorire questo importante calo, secondo il Comune, sono state anche le tante iniziative messe in campo: da AreaC al potenziamento dei mezzi, dall’estensione del BikeMi alla liberalizzazione del car sharing, infatti, le politiche di mobilità hanno portato Milano in pochi anni a scendere di ben 13 posizioni nella classifica sulla congestione del TomTom Traffic Index. Passando dall’11° posto del 2010 al 24° del 2013, Milano è stata, secondo questo indice di rilevamento, la migliore in Europa dal punto di vista della riduzione del traffico.
Riguardo le fonti responsabili dell’inquinamento da PM10, si conferma che a Milano per l’85% esso deriva dal traffico stradale e solo per il 15% dalle fonti fisse, come il riscaldamento. Diverso naturalmente il discorso per l’altro inquinante maggiore – gli ossidi di azoto (NOx) – e l’anidride carbonica (CO2), responsabile del riscaldamento climatico: qui i dati sono solo del primo semestre 2013, ma sul totale delle emissioni atmosferiche (traffico+riscaldamenti) sale il contributo delle fonti fisse, rispetto al traffico: il 50% viene dalle fonti fisse per gli NOx e per la CO2 il 70%.
Con riferimento alla zona di AreaC, sono stati forniti anche i dati di riduzione del Black Carbon, ritenuto dalla comunità scientifica un importante indicatore dell’inquinamento ‘di prossimità‘ che consente di valutare l’efficacia delle
politiche di regolamentazione del traffico, in termini di rischio sanitario locale e specifico: come si vede dal documento allegato, nelle zone (AreaC e Maciacchini) e nei periodi in cui il Black Carbon è stato monitorato, la riduzione in AreaC è del 30-40% rispetto alle aree più trafficate.  Anche sul fronte del risparmio e dell’efficientamento energetico, il Comune ha elencato le azioni avviate: la trasformazione graduale a gas naturale degli impianti più vecchi ancora in funzione in parte dei 600 edifici comunali e l’allacciamento al teleriscaldamento A2A di ulteriori 700.000 m3. Inoltre, una consistente campagna per i controlli sui riscaldamenti, che prevede il 25% in più di ispezioni rispetto alla media degli anni precedenti (con anche un risparmio di circa il 18%): al 31 dicembre 2013 erano già stati effettuati 7.200 interventi sui 12.645 previsti (57%). I controlli hanno permesso di portare alla luce circa un 40% di impianti non conformi alla normativa vigente, principalmente per questioni di manutenzione e gestione (indici di fumosità e condizioni di aereazione dei locali) e di intervenire d’urgenza con il sequestro dell’impianto, in collaborazione con la Polizia locale, in una ventina di casi che presentavano condizioni di imminente pericolo per la sicurezza domestica.
Infine, per accompagnare e informare i cittadini sui temi dell’efficienza, del risparmio energetico e della riqualificazione dell’edilizia, a fine ottobre 2013 il Comune di Milano ha aperto 9 Sportelli Energia, uno per ogni Consiglio di Zona, che hanno portato fino a 200 contatti in due mesi (nelle Zone 4, 7 e 8).

I dati della Commissione Ambiente del Comune [0,97 MB]

Fonte: ecodallecittà

Diritto al cibo sicuro: Milano sarà centro del dibattito mondiale

Al convegno “Innovazione nell’agro-alimentare. Ricerca e imprese verso Expo” del Comitato Scientifico Universitario del Comune, il sindaco Pisapia ricorda come Milano si prepari ad essere centro del dibattito globale sul diritto al cibo sicuro, con grande attenzione a problemi socioeconomici e giuridici come l’accaparramento di terre da parte dei Paesi più ricchi377910

“Innovazione, ricerca e imprese del settore agroalimentare saranno protagoniste a Expo 2015. Il convegno organizzato dal Comitato scientifico del Comune di Milano è quindi un importante contributo al dibattito sui temi strategici dell’Esposizione universale di cui Milano diventerà centro mondiale. Grande eredità di Expo saranno proprio le proposte concrete che emergeranno dall’azione di analisi e di confronto delle migliori pratiche mondiali per affrontare le emergenze della sicurezza alimentare e dello sviluppo sostenibile. Con un’attenzione anche ai problemi, socioeconomici e giuridici, derivanti dall’accaparramento di terre da parte dei Paesi più ricchi a scapito di quelli più poveri. Un fenomeno che riguarda già decide di milioni di ettari solo in Africa”. Lo ha dichiarato il Sindaco Giuliano Pisapia, aprendo il 23 gennaio a Palazzo Reale i lavori del Convegno organizzato dal Comitato Scientifico Internazionale del Comune “Innovazione nell’agro-alimentare. Ricerca e imprese verso Expo 2015”.
“Per Milano l’Esposizione sarà una spinta ulteriore per il ripensamento di tutta la filiera alimentare urbana, un passaggio significativo nella costruzione della Smart City cui stiamo lavorando. La città intelligente e sostenibile che dovrà garantire una qualità di vita migliore ai suoi cittadini ed essere competitiva nel mondo globale. Per Milano,seconda città agricola d’Italia, con i suoi 2.910 ettari di superficie agricola utilizzata su una superficie comunale totale di 18.175 ettari (180 km2) e con le 117 aziende agricole attive sul suo territorio, si tratta di una sfida importante. Una sfida che non è fatta solo di alimenti a km zero e di agricoltura periurbana. Ma è soprattutto la creazione di un rapporto nuovo e positivo tra chi produce, chi distribuisce e chi regola i rapporti con il consumatore. A questo stiamo lavorando. In collaborazione con le eccellenze della ricerca, le imprese e le associazioni attive in questo campo”, ha concluso il Sindaco Pisapia. Il Comitato Scientifico Internazionale per EXPO del Comune di Milano, è stato istituito sulla base di un accordo con i rettori delle sette Università milanesi, e sta realizzando un vasto programma scientifico e culturale, in preparazione dell’Esposizione Universale del 2015.

Per ulteriori informazioni:

Comitato Scientifico Internazionale per EXPO del Comune di Milano


Via San Tomaso, 3 – 20121 Milano
 Tel. +39 02 884 53166-56207
comitatoscientifico.expo@comune.milano.it

 

Fonte: ecodellacittà

Oltre 800 scolari partecipano a #BICIttadini: imparare ad andare a scuola in bici

Il progetto del Comune di Milano, seguito da AMAt e finanziato dalla Fondazione Cariplo, entra nel vivo. L’obiettivo a lungo termine è quello di rendere sempre più frequente l’utilizzo della bicicletta nel tragitto casa/scuola. Maciachini-Parco Nord e Lodi-Chiaravalle i due primi itinerari ciclabili proposti377863

Sono oltre 800 gli studenti di 10 scuole milanesi, per oltre 30 classi, che partecipano a #BICIttadini, il progetto del Comune finanziato da Cariplo, che ha l’obiettivo di avvicinare anche bambini e ragazzi all’uso della bicicletta nel tragitto casa/scuola, valorizzando la presenza e la riqualificazione di itinerari ciclabili prevalentemente già realizzati che uniscono, in 4/5 chilometri, la periferia al centro: Maciachini-Parco Nord e Lodi-Chiaravalle. L’obiettivo a lungo termine del progetto #BICIttadini, curato da AMAT e finanziato da Fondazione Cariplo, è quello di rendere sempre più comune l’utilizzo della bicicletta, che a Milano è già in costante aumento. Se, infatti, a livello nazionale la media degli spostamenti effettuati con le due ruote è solamente del 3,8% (la media europea è del 9,45%), a Milano questa percentuale si è già assestata sul 6,6% (Roma 0,5%, Ferrara 28%). Inoltre, l’ultima edizione dell’indagine Audimob sulla domanda di mobilità quotidiana (Isfort 2012) ha evidenziato come la bicicletta è, insieme ai motorini, il mezzo che crea maggior soddisfazione in chi la utilizza (punteggio dell’8,19 su 10). Il progetto #BICIttadini, partito in questi giorni con i primi incontri con i genitori, si rivolge sia alle scuole primarie sia alle secondarie di primo grado. Nello specifico, le classi quarte e quinte delle scuole primarie parteciperanno a un programma di incontri, attraverso i quali i bambini prenderanno il “Patentino del BICIttadino”: dalle lezioni in classe alle prove pratiche di abilità, passando per laboratori creativi, uscite a piedi e in bici sull’itinerario e incontri con i genitori. Il modello è quello già messo a punto e sperimentato da FIAB a Milano e provincia: 

– La bicicletta: un mezzo di trasporto

– Muoversi in sicurezza 1: educazione stradale

– Laboratorio manutenzione della bicicletta

– Muoversi in sicurezza 2: uscita a piedi sull’itinerario

– Prova pratica 1: percorso abilità in palestra/cortile (opzionale)

– Prova pratica 2: uscita in bici sull’itinerario (opzionale)

– Gita in bici sull’itinerario con genitori (opzionale, in giorno festivo)

Alla fine del programma, le scuole che vorranno potranno sperimentare e poi attivare il Bicibus, per dare continuità al progetto. Sempre con l’obiettivo di guadagnarsi il “Patentino del BICIttadino”, i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado seguiranno un programma fatto di incontri in classe e di pratica con alcune varianti. Insieme a loro, infatti, si studieranno gli itinerari nel dettaglio per individuare le migliori connessioni ‘casa-itinerario-scuola’, sulla carta e nella pratica. Anche in questo caso il programma di incontri e iniziative segue il modelloFIAB: 

– La bicicletta: un mezzo di trasporto

– Muoversi in sicurezza 1: educazione stradale

– Progettazione condivisa: proposte di connessioni

– La manutenzione della bicicletta

– Muoversi in sicurezza 2: uscita a piedi sull’itinerario (opzionale)

– Uscita in bici sull’itinerario (opzionale)

– Gita in bici sull’itinerario con genitori (opzionale)

L’attività a scuola verrà monitorata da un gruppo dell’istituto di sociologia dell’Università di Milano che, attraverso questionari e incontri, valuterà l’effettiva presa dei temi trattati sui ragazzi.  Dal punto di vista degli interventi strutturali da portare a termine, il progetto#BICIttadini appoggiato dalla Fondazione Cariplo prevede il completamento degli itinerari, la posa di segnaletica sia di direzione sia di informazione, fornitura di materiale didattico e informativo a insegnanti e studenti, di kit sicurezza (caschetti e luci), di rastrelliere modello Verona nelle scuole (con una fase di progettazione partecipata per il punto in cui installarle).

I due itinerari ciclabili di #BICIttadini e le scuole aderenti [0,04 MB]

 

Fonte: ecodallecittà

Parco Media Valle Lambro: 11 km di verde nella Milano est

Con l’inclusione nel progetto del Comune di Milano, il parco sovracomunale che già comprende aree di Monza, Brugherio, Cologno e Sesto San Giovanni, potrà arrivare ad estendersi lungo 11 km di fiume, con una superficie di 660 ettari. L’incontro pubblico in Consiglio di Zona 3, mercoledì 22 gennaiolambro

Il Parco Media Valle Lambro (PMVL) è un Parco locale di interesse sovracomunale (PLIS), compreso tra i Comuni di Brugherio, Cologno Monzese e Sesto San Giovanni. Il nuovo PGT del Comune di Milanoprevede un ampliamento del Parco Media Valle Lambro estendendo gli attuali confini a Nord fino a Monza e a Sud fino al Parco Agricolo Sud.

A questo scopo il Comune di Milano ha espresso, nel gennaio 2013 la volontà di aderire al PMVL, lungo il corso del fiume Lambro, come già fatto dal Comune di Monza nel dicembre 2012. Il 9 ottobre 2013 il Comune di Milano e gli altri comuni interessati hanno firmato il protocollo di intesa per l’ampliamento del parco Media Valle Lambro. Il tema coinvolge soprattutto il territorio est della città di Milano in cui è inserita la porzione della Zona 3 che partendo dal Parco Lambro arriva ai confini del Parco Forlanini, passando per il Parco del Pru Rubattino. Ecco perché il Consiglio di Zona 3, mercoledì 22 gennaio 2014, alle ore 20.30, presso l’Auditorium di via Valvassori Peroni 56, promuove un incontro pubblico dal titolo“Parco Media Valle Lambro 2.0 – viaggio verso un parco metropolitano”, con la partecipazione di rappresentanti del PMVL, e degli Assessorati all’Urbanistica, al Verde e all’Ambiente.
L’intento è quello di illustrare i lavori di progettazione e di concreta realizzazione compiuti sinora e quelli futuri che possono portare alla realizzazione di un nuovo Parco Metropolitano lungo 11 km e con una superficie di 660 ettari.

 

Fonte: ecodallecittà

Amianto, a Milano 41 milioni di euro per la bonifica delle scuole

Oltre 100 scuole fanno parte del programma di smaltimento dell’amianto avviato dal capoluogo lombardo: entro dicembre, l’amianto sarà rimosso in 16 istituti scolastici55803120-586x390

Le scuole di Milano saranno “asbestos free”, libere dall’amianto. È questa l’ambizione del programma che verrà finanziato dal comune di Milano, dopo le rilevazioni effettuate da una società specializzata in 350 istituti scolastici del capoluogo lombardo.

La rimozione dell’amianto nelle scuole elementari e medie avrà un costo stimato di 41 milioni di euro. In 16 istituti, nei quali è stata accertata la necessità di interventi urgenti, le opere di bonifica sono già partite, negli altri 18, l’amministrazione ha presentato in Regione Lombardia i progetti finalizzati all’ottenimento dei finanziamenti previsti dal Decreto del fare. Ci sono poi altre 70 scuole nelle quali la presenza di amianto è marginale e che verranno prese in esame nel 2014. L’assessore milanese ai Lavori pubblici, Carmela Rozza, ha spiegato che il comune, di concerto con la Regione Lombardia conta di “affrontare in modo definivo la presenza dell’amianto nelle scuole della città”. Per  l’amministrazione comunale è evidente che siano necessarie risorse atte a realizzare una bonifica organica o, nei casi limite, l’abbattimento e la ricostruzione delle scuole chiuse della città.

Siamo impegnati su tutti i fronti per garantire il benessere e la sicurezza degli alunni. Siamo intervenuti con tempestività e attenzione sulle situazioni di difficoltà per assicurare la partenza regolare dell’anno scolastico: ogni alunno dunque ha il suo banco, ogni classe la sua aula, ogni scuola la sua sede,

ha spiegato a Repubblica Francesco Cappelli, assessore all’Educazione e Istruzione.

Già entro dicembre dovrebbero concludersi i lavori di bonifica delle prime 16 scuole, si tratterà prevalentemente di interventi di rimozione dell’amianto nella coibentazione e nelle canne fumarie. In una seconda fase si interverrà sugli impianti di scarico e in alcune parti dei pavimenti.

Fonte:  Repubblica

 

Nuovo Regolamento edilizio, bici nei cortili: “almeno un posto per unità abitativa

“O un posto ogni 100 mq di superficie”: la misura maggiore tra le due. Lo propone la bozza del nuovo Regolamento Edilizio del Comune di Milano, che inizia il suo iter di approvazione. “Nuove norme per tutelare il territorio, ma anche migliorare la qualità della vita”, ha dichiarato la Vicesindaco con delega all’Urbanistica De Cesaris. Il Regolamento edilizio ancora in vigore è del 1999375664

Premio di edificabilità per stabili riqualificati energeticamente e beni storici, norme per il recupero degli immobili abbandonati da più di 5 anni, sale gioco lontane da scuole, chiese, parchi e ospedali, snellimento e semplificazione delle procedure edilizie, aggiornamento delle metrature per alloggi, camere da letto e bagni, revisione obbligatoria per stabili con almeno 30 anni di vita, biciclette e giochi dei bambini nei cortili, norme per la legalità e la sicurezza nei cantieri. Sono tante le novità del nuovo Regolamento edilizio, “per tutelare il territorio, ma anche migliorare la qualità della vita”, che la Vicesindaco con delega all’Urbanistica e Edilizia privata Ada Lucia De Cesaris ha illustrato l’11 luglio, in Triennale, a Milano. Naturalmente si sta ancora parlando di linee guida e di bozze di Regolamento, che però contengono in modo dettagliato tutte le principali novità. Si è avviata poi la fase di confronto e ascolto sulle proposte del nuovo Regolamento Edilizio, con il Consiglio comunale e gli operatori del settore, alla cui conclusione il procedimento potrà essere adottato e approvato. L’ultimo testo del RE fu approvato dal Consiglio comunale il 20 luglio 1999 ed entrò in vigore tre mesi dopo. Interessanti due linee guida che riguardano la ciclabilità milanese e la qualità della vita per le famiglie con bambini. Il diritto di parcheggiare la bicicletta nei cortili dove si abita o lavora era già previsto dal Regolamento del 1999 ancora in vigore, ma nella proposta del nuovo Regolamento ne esce rafforzato e più preciso: i posti bici in cortile devono essere garantiti almeno nella misura “di uno spazio per unità abitativa dello stabile o di un posto ogni 100 mq di superficie del cortile”: la misura maggiore tra le due. Il gioco dei bambini “dev’essere favorito nei cortili, così come nei giardini e nelle aree scoperte della abitazioni private”, fatte salve le fasce orarie di quiete e riposo stabilite dai regolamenti condominiali. Alleghiamo la pagina della bozza di nuovo Regolamento edilizio, attinente corti e cortili milanesi.

Fonte: eco dalle città

Milano: raccolta differenziata record, giugno al 42,1%

L’AMSA dirama gli ultimi dati. La media del primo semestre del 2013 è stata del 41,4%, 20% in più rispetto al primo semestre 2012. A giugno è salita al 42,1%, un record per Milano. L’ottimo risultato dovuto soprattutto all’avviato recupero dell’umido in circa mezza città: nella sola area sud-ovest la percentuale totale della differenziata al 48%375668

Continua a crescere la raccolta differenziata nel Comune di Milano. AMSA ha registrato nel mese di giugno la miglior prestazione di sempre: il 42,1% dei rifiuti prodotti in città è stato raccolto in maniera differenziata. La media del primo semestre del 2013 è stata del41,4%, circa il 20% in più rispetto allo stesso periodo del 2012, quando la percentuale di raccolta differenziata si attestava al 35,6%. L’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran ha ringraziato i cittadini per l’ottenimento di questo risultato e ha informato che anche una delegazione del Comune di Parigi è venuta ad informarsi sul nostro sistema di raccolta dell’umido. Aumenta la quantità di molte tipologie di rifiuti raccolte in maniera differenziata, ma il primato spetta alla frazione organica (l’umido): sono state raccolte complessivamente 31.724 tonnellate, 12.300 in più rispetto ai primi sei mesi del 2012, con un incremento percentuale del 63,5%. Grazie all’introduzione della raccolta dell’umido presso le utenze domestiche, nella sola area sud ovest della città – dove la raccolta è attiva da novembre 2012 e la differenziata ha raggiunto quota 48% – nel primo semestre del 2013 le utenze domestiche e le grandi utenze, già attive da tempo, hanno avviato a recupero 14.550 tonnellate di rifiuto umido. Una quota rilevante (si stima pari al 55% di quanto raccolto), corrispondente a circa 8.000 tonnellate di umido, è stata prodotta dalle famiglie e senza il nuovo servizio di raccolta sarebbe stata smaltita come rifiuto indifferenziato. “La cittadinanza ha risposto positivamente alla sfida dell’umido – afferma il Direttore di Amsa Paola Petrone – Con l’estensione alla zona sud est di Milano, dallo scorso 24 giugno, la raccolta dell’umido interessa ad oggi il 50% del territorio cittadino. I primi risultati della raccolta nel secondo quarto di città sembrano confermare l’ottima risposta dei milanesi al nuovo servizio di raccolta”. L’aumento della raccolta differenziata è stato ottenuto anche grazie all’introduzione del sacco trasparente per la raccolta dei rifiuti indifferenziati, divenuto obbligatorio da maggio 2012. Il potenziamento della raccolta differenziata ha contribuito alla diminuzione, nella misura del 14%, pari a circa 30.000 tonnellate, dei rifiuti indifferenziati rispetto ai primi sei mesi del 2012. La sensibilità e l’attenzione dimostrata dai cittadini hanno permesso di recuperare maggiori quantità di quasi tutte le principali tipologie di rifiuti riciclabili. In particolare è cresciuta, nel primo semestre 2013, la quantità degli imballaggi in plastica e metalli raccolti (19.963 tonnellate, +15,9%), della carta (33.864, +1,6%), del cartone (9.183, +0,6%), degli indumenti (1.521, +12,9%). Diminuisce in termini assoluti, rispetto al primo semestre 2012, il vetro raccolto (da 33.435 a 32.635 tonnellate), ma aumenta in percentuale sul totale dei rifiuti raccolti (da 9,6% del 2012 al 9,7% del 2013) in virtù della sensibile riduzione dei rifiuti indifferenziati. Diminuiscono del 12,9% i RAEE, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, presumibilmente a causa della contrazione dei consumi provocata dalla crisi.

 

Fonte: eco dalle città