Frutta venduta sul marciapiede e “inquinata”, intervista al Carabiniere che ha effettuato il sequestro

Eco dalle Città ha raggiunto al telefono il comandante dei Carabinieri che hanno sequestrato la frutta al commerciante di Pomigliano d’Arco, condannato dalla Cassazione per aver esposto la sua merce allo smog. Il maresciallo riferisce di ulteriori sequestri ad altri generi alimentari378169

«Siamo stati noi a sequestrare le cassette di frutta esposte sul marciapiede dal commerciante di Pomigliano condannato dalla Cassazione». Lo racconta, al telefono di Eco dalle Città, il maresciallo Michele Mendrino, comandante dei Carabinieri di Pomigliano d’Arco, precisando che «il sequestro è avvenuto sia per l’occupazione indebita di suolo pubblico che per l’esposizione agli agenti atmosferici della frutta in vendita».
La norma cui fa riferimento il maresciallo è la legge numero 283 del 30 aprile 1962, che, in realtà, non vieta espressamente la vendita di merce esposta agli “agenti atmosferici”, ma parla più genericamente dimerce “in cattivo stato di conservazione” o “insudiciata” (articolo 5, commi b e d). Nell’interpretazione del supremo giudice, contestata da Coldiretti, la scelta del commerciante di esporre la frutta sul marciapiede violava proprio queste disposizioni. Eppure, secondo i ricercatori dell’Università Tecnica di Berlino, un lavaggio accurato è in grado di eliminare la gran parte degli inquinanti venuti a contatto con la frutta attraverso l’aria.

«La Cassazione ci ha dato ragione, perché la presenza di polveri e altri inquinanti prodotti dal traffico veicolare costituisce per il giudice una violazione dell’articolo 5 della legge 283/1962 – commenta Mendrino – Anche se si tratta di una norma vecchia, è ancora in vigore, e noi l’abbiamo fatta rispettare».

Il comandante dei Carabinieri di Pomigliano, dunque, non ha dubbi. Esporre generi alimentari sul marciapiede costituisce una violazione della normativa in materia di igiene alimentare. Tanto che ha disposto ulteriori sequestri più di recente. «Pochi giorni fa abbiamo sequestrato del pane da venditori che lo esponevano per strada – ci racconta – servirebbe un intervento più radicale, ma non è affatto semplice». Commercianti avvisati.

Fonte: ecodallecittà

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