Regno Unito: 1600 morti all’anno e 70000 giornate di ricovero per colpa del carbone

Secondo l’Health and Environment Alliance, la combustione del carbone nel Regno Unito causa 1600 morti all’anno, 70000 giornate di ricovero e oltre 1 milione di disturbi respiratori minori. I costi sanitari sono tra 1,3 e 3,7 miliardi di euro.Come-il-carbone-uccide-nel-Regno-Unito

Il carbone nuoce gravemente al clima, ma anche alla nostra salute. Uno studio di Health and Environment Alliance appena pubblicato stima che nel Regno Unito ogni anno ci siano 1600 morti imputabili all’inquinamento da carbone, oltre a 70000 giornate di ricovero, 360000giornate di lavoro perse per malattia e un milione di disturbi respiratori minori. Le centrali elettriche a carbone emettono moltissimi inquinanti nocivi alla salute, ossidi di azoto, idrocarburi policiclici aromati, metalli pesanti, diossine, e particolato. L’inquinamento colpisce soprattutto il sistema respiratorio(asma, ostruzioni polmonari, riduzioni della funzionalità) e cardio-circolatorio (alterazioni della funzionalità cardiaca, ipertensione, arteriosclerosi). I costi stimati per il sistema sanitario oscillano tra 1,3 e 3,7 miliardi di €; questo significa un costo aggiuntivo compreso tra 0,7 e 2 centesimi per kWh prodotto (1). Il costo del kWh prodotto dal carbone è intorno ai 3,3 centesimi al kWh. Se si avesse il coraggio di fare pagare al carbone i danni per la salute, il costo salirebbe a 4-5 centesimi al kWh, spingendo questo sporco combustibile fuori mercato, prima ancora di imputargli i danni per i cambiamenti climatici. (1) Nel Regno Unito il consumo di carbone nel 2012 è stato pari a 39,1 Mtoe, cioè circa 172 miliardi di kWh. I costi variano quindi da 1,32/172=0,007 €/kWh  a 3,71/172=0,02 €/kWh

fonte:  ecoblog

Gassificazione sotterranea del carbone, rischi di contaminazione delle acque

Gassificando il carbone in situ, si riducono i rischi per i lavoratori, ma aumenta la possibilità di contaminazione delle falde, senza garanzie sulla riduzione delle emissioni di CO2Underground-coal-gasification-586x417

UCG sta per underground coal gasification, cioè gassificazione sotterranea del carbone. La tecnologia non è nuova vista che è stata proposta da Siemens nel 19° secolo e sperimentata in Unione Sovietica nella prima metà del 20°, prima dell’ampio  sfruttamento dei giacimenti di gas naturale. L’idea è effettuare una parziale combustione del carbone direttamente sottoterra, con iniezione di ossidanti (aria, ossigeno o vapore) da un pozzo e raccolta del syngas da un pozzo adiacente. Il syngas è formato da 27% di idrogeno, 6-7% metano, 27% CO2, 6% Co e il resto è vapore.  e Grazie alle alte pressioni presenti sotterra, la reazione si innesca spontaneamente e procede a temperature tra i 700 e i 1500 °C. In questo modo non è necessario estrarre il carbone fino alla superficie, riducendo tutti i rischi del lavoro di miniera (negli USA nel 20° secolo ci sono stati oltre 100000 morti per incidenti legati alle miniere di carbone), ma introducendo nuovi rischi di carattere ambientale. Il primo è la subsidenza del terreno che potrebbe generare attività sismica nella zona. Il secondo è la contaminazione delle falde acquifere. Un esperimento condotto di UCG dai laboratori Livermore a Hoe Creek nel Wyoming produsse una significativa contaminazione da benzene, potente carcinogeno e altri tentativi hanno prodotto problemi analoghi. Proprio in Wyoming la compagnia australiana Linc, vorrebbe avviare progetti di UCG, ma si sta scontrando con l’opposizione dei residenti e degli agricoltori. Le preoccupazioni non sono solo di tipo NIMBY, visto che questa tecnologia genera una notevole quantità di emissioni di CO2 e la cattura di queste emissioni non è possibile con le attuali tecnologie.

Fonte: ecoblog