Entroterra, il progetto di agricoltura sociale che si apre al disagio psichico

Si chiama “Entroterra” ed è un progetto agricolo avviato dalla Cooperativa Entropia con l’obiettivo di coinvolgere persone svantaggiate in un percorso di coltivazione biologica di ortaggi. Il progetto ha anche il sostegno di Banca Etica.

Entropia” è una Cooperativa Sociale attiva nel territorio dell’Alto Vicentino che da trent’anni si occupa di progetti a favore di persone con disagio psichiatrico e che da tre anni accoglie persone che richiedono protezione internazionale; l’ospitalità avviene in piccoli appartamenti nella logica dell’integrazione sociale.

Ed è proprio “Entropia” ad avere avviate il progetto chiamato “Entroterra”, con l’obiettivo di coinvolgere persone svantaggiate in un percorso di coltivazione biologica di ortaggi. «Vorremmo sviluppare nel tempo anche altre attività legate all’agricoltura sociale come la trasformazione degli alimenti, l’ allevamento e l’educazione ambientale  – spiegano i promotori – Vogliamo unire la produzione agricola con la garanzia di un lavoro dignitoso e di integrazione sociale, rafforzando i legami con la comunità. Valori fondanti sono: la cooperazione nel lavoro, il rapporto con la terra ed il cibo genuino, la centralità delle relazioni».

«La parola chiave del progetto è rigenerazione – aggiungono – abbiamo attivato progetti riabilitativi e lavorativi rivolti ad utenti con disagio mentale e tirocini per richiedenti protezione internazionale. Il tipo di coltivazione valorizza il potenziale umano; attraverso l’utilizzo di piccoli macchinari minimizza l’impatto ambientale e incentiva un modello di agricoltura su piccola scala. Destinatari dei nostri prodotti sono soprattutto persone che vivono nelle vicinanze del nostro terreno, che contiamo di raggiungere partecipando a mercati locali e attraverso la consegna a domicilio. Incoraggiando lo sviluppo di un modello di CSA (Agricoltura Supportata dalla Comunità) e coinvolgendo i GAS (Gruppi di Acquisto Solidale), vorremmo offrire al territorio i nostri ortaggi coltivati con passione. Vorremmo inoltre avviare esperienze formative legate all’agricoltura consapevole e progetti educativi».

«Quest’anno stiamo coltivando un terreno di 1,5 ettari inutilizzato da diverso tempo e ci approvvigioniamo di acqua direttamente da un torrente adiacente. La coltivazione segue i principi dell’agricoltura biologica. Coltiviamo più di 50 varietà diverse di ortaggi di stagione e un centinaio di alberi da frutto di varietà antiche, circondato da siepi ed alberi spontanei, creando un piccolo ecosistema ricco in biodiversità».

Entropia ha avviato una raccolta fondi (QUI per contribuire) che permetteranno di velocizzare alcune operazioni, formare e sviluppare le potenzialità manuali delle persone che lavorano nel progetto e sviluppare un modello di orticoltura su piccola scala. Dal basso e a piccoli passi, ma così si avanza!

fonte: http://www.ilcambiamento.it/articoli/entroterra-il-progetto-di-agricoltura-sociale-che-si-apre-al-disagio-psichico?idn=25&idx=29812&idlink=7

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Orti urbani, Torino approva il nuovo regolamento

Gli appezzamenti saranno assegnati con un bando circoscrizionale e prevalentemente avranno destinazione sociale (ISEE fino a 15mila Euro) mentre il 20% saranno riservati a fini pedagogici o terapeutici. Vietati concimi chimici e prodotti inquinanti. Canone annuo dai 50 ai 200 Euro. I primi bandi saranno attivati nel prossimo autunno

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Il nuovo regolamento comunale per l’assegnazione e la gestione degli orti urbani è stato approvato dal Consiglio comunale con 21 voti favorevoli, 5 contrari e 2 astenuti. Finora, la materia, era stata disciplinata dalla delibera del 1986, con provvedimenti effettuati, nel corso degli anni, dalle Circoscrizioni. Il Comune di Torino sottolinea come l’agricoltura urbana favorisca le relazioni sociali, l’utilizzo di suolo in aree degradate, il controllo e il senso di appartenenza del territorio. “Rappresenta uno strumento educativo per i ragazzi e terapeutico per le persone svantaggiate– si legge nella nota diffusa a termine della seduta – Sono spazi pubblici che attirano le persone a viverli, a uscire di casa per dedicare tempo a qualcosa che riempie e appaga la propria vita. Gli orti, inoltre, costituiscono il recupero della fascia periurbana, zona di contatto tra mondo rurale e mondo urbano, oltre che la difesa del suolo inteso come bene limitato e non riproducibile”. Gli appezzamenti di terreno saranno assegnati con un bando circoscrizionale, la superficie non dovrà essere inferiore a 50 mq né superiore a 100 mq. Prevalentemente gli orti assegnati avranno destinazione sociale (ISEE fino a 15mila Euro) mentre il 20% saranno riservati ad appezzamenti con fini educativi, pedagogici o terapeutici e di prossimità. I terreni dovranno essere coltivati biologicamente, con il divieto di concimi chimici e prodotti inquinanti. Il canone annuo va dai 50 Euro (scopo sociale) e 200 Euro (per la gestione collettiva). I primi bandi saranno attivati nel prossimo autunno.

Fonte: eco dalle città