Igam Ussaro stilista di moda sostenibile con la collezione Eco Fast Dress

Igam Ussaro è un giovane stilista che lancia sul mercato la collezione Eco Fast Dress fatta di materiali recuperati e assemblati con la termosaldatura

La collezione di abbigliamento ecologico di Igam Ussaro per certi versi è sorprendete perché confezionata grazie alla termosaldatura. Insomma immaginate film plastici, articoli termoplastici post consumo, biopolimeri vergini biodegradabili al 100%, che diventano tulle, tessuto a rete, tessuto non tessuto lavorato e manipolato senza ago e filo fino a diventare abito. Igam Ussaro inizia il suo progetto nel 1995 e brevetta il sistema di trattamento termico dei materiali per la confezione di abbigliamento, indumenti e accessori. In sostanza usa la termoformatura per modellare gli abiti che così non richiedono neanche il taglio; procede poi con la termosaldatura che esclude l’ago e il filo. I vantaggi di questo nuovo sistema di lavoro sono molteplici: i modelli si sviluppano in maniera più fantasiosa; è più veloce fare un abito e i costi si riducono notevolmente lasciando più ampio spazio alla progettazione stilistica.

Igam Ussaro e la collezione eco fast dress 20001609942-10201890585442708-1083120290-n-620x350

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I materiali usati per lo sviluppo degli abiti e degli accessori sono di tipo termoplastico che derivano da beni post consumo, scarti per l’industria che consistono in films, reti, tulle, tessuto non tessuto: ci sono anche materiali vergini o bio plastiche. I materiali così ottenuti sono nobilitati, ossia subiscono una serie di processi come stampe, decorazioni vellutazioni o altro per renderli adeguati a un uso modaiolo. Un esempio circa l’economicità dei capi è dato dal costume da bagno due pezzi da donna, tascabile, in taglia unica ottenuto da un film polimero riciclato biodegradabile al 100% e saldato tra due strati igienici con certificazione alimentare che viene venduto a 10 euro da Mina Boutique.

Spiega Igam Ussaro:

Il metodo è pertanto particolarmente adatto per produrre abbigliamento ecologico ed economico su vasta scala e per un largo e generale consumo. Questi aspetti danno valore aggiunto al progetto nel suo insieme e conferiscono al prodotto finale un’identità eco amica e democratica, anticipando le tendenze emergenti di un mercato globale, sempre più sensibile alle tematiche ambientali.

Ed allora ecco che la collezione così progettata prende vita sotto forma di abiti da sera, abito da sposa, impermeabile o costume da bagno due pezzi. Gli accessori poi sono anche numerosi: cappelli, sciarpe, borse, cinture che declinano una moda etica e sostenibile. Gli articoli tecnico funzionali risultano essere antiventi e anti pioggia, resistenti anche agli agenti inquinanti e tossici e che dunque si prestano per essere usati anche in diversi ambiti.

Particolare attenzione è stata data da Ussaro al packaging:

Infine, ma non ultimo per importanza, anche il packaging del prodotto è coerente col progetto e aggiunge originalità allo stesso, perché prevede la confezione in formato tascabile, sotto vuoto degli articoli, per esaltarne le performance d’utilizzo da parte dei consumatori.

Fonte: ecoblog.it

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Abiti da sposa Equostyle, la collezione etica per la primavera estate 2014

Abiti da sposa equosolidali li presenta Equostyle collezione da sposa per la primavera estate 2014

L’abito da sposa deve certamente essere bellissimo ma può anche essere etico e provenire da un progetto che mette d’accordo il lusso con la solidarietà. Non sono sogni a vanvera ma concrete realtà per chi ha voglia di approfondire le offerte di un mercato che non è solo globale ma anche equo e solidale. Ecco nascere la linea Equostyle collezioni da sposa in quel di Brescia.

Equostyle la posa etica collezione primavera estate 2014

 

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Spiegano le ideatrici della linea Equostyle:

La ricerca di un progetto serio e condivisibile ha portato a trovare in Bangladesh, nel gruppo di produttori Aarong, un partner ideale data la loro notevole capacità nel lavoro al telaio e nella produzione di sete di alto livello. Dal Bangladesh, tramite la Cooperativa Solidarietà che si è occupata dell’importazione, approdiamo al lavoro della sartoria della Cooperativa sociale AESSE Ambiente e Solidarietà.Il risultato di questa collaborazione è una collezione fatta di pezzi unici, accomunati dalla preziosità della stoffa, una seta tessuta manualmente che da sola riesce a comunicarci il grande progetto a cui appartiene e che vuole salvaguardare un metodo di lavoro artigianale che, se non supportato da ordinativi, potrebbe facilmente scomparire.

Il Bangladesh, vale la pena ricordarlo, è un Paese che fonda la sua economia sulla moltitudini di mani che lavorano il tessile per le grandi catene mondiali della moda sia low cost sia di lusso e che ha visto recentemente proteste soffocate dal Governo per ottenere il riconoscimento di salari dignitosi. Veniamo alla collezione di abiti che sono in linea con una sposa protagonista del suo tempo seppur romantica e a tratti sbarazzina. Molte spose hanno preferito la versione corta dell’abito che meno formale rende il matrimonio più divertente; altre spose si sono concentrate sulla scelta dell’abito lungo che mai però risulta pesante o pomposo sebbene rifinito egregiamente. Alcuni abiti presentano una nota di colore che rende la sposa contemporanea e divertente mentre in altri abiti si innestano stoffe che provengono da paesi lontani a ricordare che una sposa con la sua bellezza porta amore e lo diffonde. L’atelier si trova Brescia in Via San Faustino, 22 e la collezione viene presentata anche on line sul sito della bottega. Il progetto però è molto più ampio, anche se trova espressione immediata e diretta proprio nell’abito da sposa, e riguarda tutti gli aspetti organizzativi del matrimonio, dal catering, al viaggio di nozze, alle acconciature e finanche ai fotografi che si approvvigionano presso una filiera equo solidale. Per chi desidera vedere in anteprima la collezione primavera estate 2014 l’Atelier si trasferisce dal 28 al 30 marzo a Fa la cosa giusta ai padiglioni di Fiera Milano City.

Fonte: ecoblog

La collezione di Kenzo 2014 contro la pesca eccessiva

Kenzo presenta la collezione 2014 dedicata al mare e alla pesca sostenibile e a sostegno della Blue Marine Foundationkenzo1-620x350

L’ecosistema marino è al collasso tanto che molte specie ittiche rischiano l’estinzione. Lo scorso aprile l’Italia aveva già esaurito le proprie scorte ittiche e se salta l’ecosistema marino salta tutta la catena alimentare. In virtù di questa emergenza planetaria scende in campo Kenzo, stilista internazionale, che per la sua ultima sfilata della collezione 2014 presentata qualche ora fa a Parigi, ha scelto di intervenire con un messaggio choc messo però in bella mostra su una delle sue tshirt: senza pesce non c’è niente. Kenzo però non si limita alla tshirt vetrina ma ha stretto un accordo con Blue Marine Foundation a cui devolverà il ricavato della vendita di una linea di maglioni e T-shirt uomo/donna. Questi capi saranno disponibili da gennaio sia nelle boutique sia sullo shop online. E lo stilista ci ricorda quali sono le specie di pesce che sono da proteggere: tonno rosso, halibut Atlantico, trota “testa d’acciaio”, Marlin, cernia gigante, merluzzo dell’Atlantico, PikeMinnow, pesce sega pettinato, storione dell’Atlantico, pesce sega, squalo argento, carpa comune, pesce spada dell’Atlantico, pesce vela, merluzzo nero, lutiano rosso, pesce specchio atlantico. L’iniziativa è indubbiamente molto interessante e lo sarebbe anche di più se Kenzo e la sua maison convertissero la produzione delle collezioni moda in moda sostenibile, ossia rispettosa dell’intera catena produttiva. Ci auguriamo che la capsule collection dedicata alla pesca sostenibile, quindi, non sia che un primo passo verso l’ecologia della moda di Kenzo.

 

Fonte: ecoblog