Agromafia, un business da 14 miliardi di euro

Le organizzazioni criminali controllano tutta la filiera, dalla produzione al consumo, distruggendo il mercato libero e l’economia legale159252467-586x390

Dai ristoranti all’autotrasporto, dalle mozzarelle ai terreni agricoli, in Italia il business dell’agromafia tocca ormai i 14 miliardi di euro. Nel tessuto economico indebolito dalla recessione le organizzazioni criminali trovano terreno fertile per ampliare il loro raggio d’azione. Agricoltura e alimentare sono considerati settori strategici negli investimenti della malavita, proprio perché, nelle fasi di crisi, il cibo è l’ultima voce di spesa a essere tagliata. In molti territori mafiacamorra e ‘ndrangheta controllano la distribuzione e, molto spesso, anche la distribuzione di latte, carne, mozzarella, caffè, zucchero, acqua minerale, farina, burro, frutta, verdure e persino del pane clandestino preparato in barba a qualsiasi norma igienica e venduto a 1 euro al chilo dentro i bagagliai delle automobili. Potendo contare su un’ampia disponibilità di capitale (frutto dell’economia illegale), le agromafie possono condizionare gli organismi di controllo e muoversi più agilmente rispetto all’imprenditoria legale. Secondo Coldiretti sarebbero circa 5000 i locali di ristorazione italiani in mano alla criminalità, nella maggior parte dei casi intestati a prestanome. Quasi un immobile su quattro, fra quelli estorti alle mafie, è un terreno agricolo, a dimostrazione dell’importanza data dalle mafie all’accaparramento delle campagne. Ma è tutta la filiera a essere contagiata: oltre ai 2919 terreni confiscati, ci sono 89 aziende confiscate operanti nei settori agricoltura, caccia e silvicoltura, 15 nella piscicoltura, 173 nella ristorazione e alloggio e 471 nel commercio. Tutta la filiera, dal produttore al consumatore, è in mano all’agromafia che in questo modo riesce a controllare i territori, imporre i prezzi e distruggere il mercato legale e l’imprenditoria onesta.

Fonte: Coldiretti

Protesta al Brennero: agricoltori e allevatori uniti in difesa del made in Italy

Alcune migliaia di allevatori e agricoltori si stanno radunando alla frontiera del Brennero per una mobilitazione a difesa della produzione alimentare italiana119868257-586x390

Hanno iniziato a radunarsi in migliaia, gli agricoltori e gli allevatori che dalle prime ore della mattina, sfidando il freddo intenso, hanno invaso la frontiera del Brennero fra Italia e Austria per la mobilitazione La battaglia di Natale: scegli l’Italia che è stata promossa da Coldiretti con lo scopo di “difendere l’economia e il lavoro delle campagne dalle importazioni di bassa qualità che varcano le frontiere per essere spacciate come italiane”. Quest’oggi autobotti, camion e container in ingresso verranno verificati da agricoltori e allevatori per smascherare il finto Made in Italy diretto verso i punti vendita della Penisola per le feste natalizie. Proprio attraverso il Brennero giungono in Italia miliardi di litri di latte, cagliate e polveri, ma anche conserve di pomodoro, succhi di frutta concentrati e insaccati che stanno causando la chiusura di stalle ed aziende agricole. Uno dei settori maggiormente colpiti è proprio quello dell’industria salumiera che, anche a causa della concorrenza estera, ha perso 615mila capi e ha visto ridursi del 10% il business dei salumi Dop.

Il presidio di quest’oggi è capitanato dal presidente della Coldiretti, Riccardo Moncalvo, ed è stato organizzato per dare visibilità a un problema che mina uno dei cardini sui quali dovrebbe essere ricostruita l’economia nazionale e mettere in risalto la mancanza di una normativa chiara sull’obbligo di indicazione dell’origine degli alimenti. Agricoltori e allevatori si sono allineati sul tracciato stradale e hanno iniziato a fermare i camion per sapere cosa arriva e dove questi prodotti vanno a finire. Sono stati esposti diversi cartelli, indirizzati agli automobilisti in transito, per chiedere il sostegno alla proposta di etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti alimentari: “615mila maiali in meno in Italia grazie alle importazioni alla diossina dalla Germania”“1 mozzarella su 4 è senza latte”“Italia Germania 3 a 1, undici politici con le palle cercasi” con la foto della squadra vincitrice dei mondiali 1982, e, ancora, “Il falso prosciutto italiano ha fatto perdere il 10% dei posti di lavoro”“Subito l’etichetta per succhi di frutta, salumi, formaggi e mozzarelle” e “Il falso Made in Italy uccide l’Italia”.

Nella zona della protesta si contano diversi trattori, una quarantina di camper e numerosi furgoni che hanno portato prodotti tipici dalle diverse regioni di provenienza.

Fonte: AdnKronos

 

Coldiretti: nel 2013 aumento record di importazioni di legna per stufe e camini

Il caro carburanti spinge a usare di più stufe e camini per riscaldarsi.A Kosovo Albanian men waits for customer

Da un’analisi che Coldiretti ha condotto sulla base dei dati Istat relativi ai primi sette mesi del 2013 emerge che per quest’anno si registra un aumento record del 15% nell’importazione della legna in Italia e questo avviene a causa del caro carburanti. All’inizio dell’anno vi avevamo fatto notare come l’Italia sia il primo importatore mondiale di legna da ardere e che nel nostro Paese durante l’inverno vengono accesi oltre sei milioni di stufe e camini, per i quali la legna prodotta sul territorio nazionale non basta a causa dello stato di abbandono in cui versa la nostra gestione dei boschi. In tutta Italia ci sono 10 milioni e 400mila ettari di superficie forestale, aumentata del 20% in 20 anni, con solo il 15% della crescita annuale che viene utilizzato (mentre in Germania, per esempio, questa percentuale è del 65%). Oltre 3,5 miliardi di legna importata saranno bruciati per tenere a caldo gli italiani che, a causa dei prezzi troppi alti dei carburanti, ripiegano verso forme di energia più competitive dal punto di vista economico, ma anche più sostenibili dal punto di vista ambientale. Si abbandona dunque il riscaldamento a gas e si riaprono i camini che non sono più un semplicemente l’angolo della casa a cui appendere le calze della Befana, ma uno strumento utile per produrre calore per un’intera stanza o addirittura per tutta la casa, mentre si fanno sempre più strada le stufe a legna e a pellets, settore nel quale l’Italia copre il 90% del mercato interno e destina un terzo della produzione all’esportazione. Coldiretti fa anche notare che con l’aumento dell’importanza del legname come combustibile si è verificato anche un incremento dei tagli abusivi e dei furti di legname, tanto che l’anno scorso ci sono stati 823 illeciti penali di questo tipo, 384 persone sono state denunciate, 4.014 illeciti amministrativi per un importo di 3 milioni e 300mila euro su un totale di 40mila e 179 controlli.

Fonte: ecoblog

Vacanze 2013, il cibo diventa un souvenir

Il 26% degli italiani, prima di tornare a casa dalle vacanze, ha messo in valigia vini e prodotti tipici locali

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Il 26% degli italiani, prima di tornare a casa dalle vacanze, ha messo in valigia vini e prodotti tipici locali. Con la crisi la spesa degli italiani si contrae e cambiano le abitudini. Invece dei souvenir che prendono soltanto polvere e danno un tono kitsch all’ambiente, meglio un più consistente souvenir alimentare che pur essendo effimero rinfranca corpo e anima. Anche in vacanza cambiano le abitudini: un italiano su quattro (per la precisione il 26%) al rientro dalle vacanze sceglie di portare con sé i prodotti agroalimentari tipici del territorio, anche se il 45% ammette di non avere acquistato nulla per risparmiare. Coldiretti ha analizzato i dati provenienti da Ipr marketing e relativi all’estate 2013, statistiche nelle quali si scopre che l’11% acquista oggetti artigianali (ceramiche, tessuti e lavorazioni in legno), mentre gadget, magliette e cartoline rappresentano una parte minoritaria del mercato, appena il 7%. Le pin, le medagliette benedette, i portachiavi, le calamite per il frigorifero, le t-shirt, i cappellini e l’oggettistica da portare ad amici e parenti al ritorno dalle vacanze rappresenta un business per ben 21 mila attività (elaborazione camera di Commercio di Milano), ma sono i prodotti tipici come vini, formaggi, salumi, olio, conserve e dolci a imporsi su tutte le altre offerte. Un discorso che una volta valeva solo per gli stranieri e oggi vede un import/export extraregionale in crescita sul mercato interno. La scelta del souvenir gastronomico ha, fra l’altro, anche una sua valenza psicologica poiché perpetua e rievoca abitudini alimentari tipiche delle vacanze rendendo più morbido il rientro. L’Italia è l’unico Paese al mondo a poter contare su 4.698 specialità tradizionali alimentari ottenute seguendo regole tramandate nel tempo e realizzate con metodiche praticate omogeneamente sul territorio. A queste specialità (una media di oltre 230 a regione!) si aggiungono 252 prodotti Dop e Igp e ben 331 vini a denominazione di origine controllata, 59 Docg e 118 Igt (indicazione geografica tipica). La tendenza è stata favorita da eventi, manifestazioni, percorsi enogastronomici, città del gusto e sagre che – con una media di 250 appuntamenti al giorno (18 mila all’anno) – hanno moltiplicato le occasioni di incontro fra produttore e consumatore.

Fonte:  Coldiretti

 

Vacanze in campeggio per 3,5 milioni di italiani

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Tre milioni e mezzo di italiani hanno deciso quest’estate di trascorrere la vacanza in tenda, roulotte o camper, per conciliare le esigenze di indipendenza e di flessibilità con quelle del risparmio. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dell’indagine Ipr Marketing dalla quale si evidenzia che questo tipo di turismo è apprezzato da ben il 9 per cento degli italiani che trascorreranno una notte fuori casa nell’estate 2013. Se i più giovani – sottolinea la Coldiretti – preferiscono la tenda, le persone di età più matura e con maggiori disponibilità finanziarie privilegiano la roulotte e soprattutto il camper sul quale viaggeranno ben 1,5 milioni di italiani. L’offerta turistica Made in Italy ha colto – sostiene la Coldiretti – questa opportunità e lungo tutta la penisola sono disponibili servizi, aree di sosta e campeggi al mare, nelle città d’arte, in montagna ed anche in campagna. Si stima che in Italia – sottolinea la Coldiretti – siano presenti almeno mille agricampeggi che rendono disponibili quasi 8mila piazzole di sosta particolarmente apprezzate dagli amanti della vacanza all’aria aperta come i camperisti. Molte aziende agrituristiche di Terranostra – continua la Coldiretti – si sono attrezzate con l’offerta di colazioni al sacco o con la semplice messa a disposizione spazi per picnic, tende, roulotte e camper per rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia ricorrendo eventualmente solo all’acquisto dei prodotti aziendali di campagna amica. Le sole aree di sosta camper presenti in Italia al di fuori dei campeggi sono circa 2000, di cui il 69% aree attrezzate, il 18% camper service e il 13% punti di sosta non attrezzati. È il Nord Italia ad ospitare il maggior numero di aree di sosta, con il 45,1% delle aree totali, di cui 21% al Nord Ovest e 24,1% al Nord Est, seguito dal Centro e dal Sud, rispettivamente con il 26,5% e il 28,4%, secondo il Rapporto nazionale sul turismo ‘en plein air’ in camper e in caravan 2013 dell’Associazione Produttori Caravan e Camper.

Fonte: Coldiretti

Hamburger artificiale: 3 italiani su 4 non lo mangerebbero

Prodotto da cellule staminali prelevate da un muscolo bovino verrà cucinato a Londra la prossima settimana. Il 73% degli italiani non lo mangerebbe 89936127-586x406

Il primo hamburger di manzo creato artificialmente sarà cotto e mangiato la prossima settimana, a Londra. Chi sarà il “fortunato” assaggiatore? Scherzi a parte, se l’esperimento andrà a buon fine si potrebbe avviare una rivoluzione dell’industria alimentare che fino a poco tempo fa era relegata alla fantascienza. L’hamburger verrà realizzato con carne coltivata in laboratorio con cellule staminali prelevate dal muscolo di un bovino. Il costo sarà un po’ più elevato degli omologhi tradizionali che si possono trovare nei fast food: circa 250mila sterline (290mila euro), le risorse economiche impiegate da Mark Post, scienziato dell’Università olandese di Maastricht. Il progetto è stato sovvenzionato dal governo di Amsterdam e da un anonimo milionario. Secondo i futurologi fra una decina d’anni la produzione da staminali verrà praticata in massa per supportare la crescente richiesta di carne che nel 2050 dovrebbe addirittura raddoppiare. Alla notizia del tecno-hamburger è arrivata puntuale un’indagine di Eurobarometro rilanciata da Coldiretti: tre italiani su quattro (il 73%) l’hamburger “coltivato” invece che allevato non lo mangerebbero nemmeno se cucinato da uno chef di fama. Come sempre molto ferma la posizione di Coldiretti:

La possibilità di degustare il prodotto ottenuto in laboratorio non contribuisce certamente ad aumentare l’attrattività del piatto. La realtà è che nonostante il rincorrersi di notizie miracolistiche sugli effetti benefici delle nuove modificazioni genetiche effettuate su animali e vegetali in laboratorio (dal supersalmone ad accrescimento rapido al riso ipervitaminico fino al latte materno da mucche transgeniche) rimane elevato il livello di scetticismo dei cittadini. Per questo, come hanno dimostrato le esperienze del passato a partire dalla mucca pazza (Bse), le innovazioni in un settore come quello alimentare, particolarmente esposto ai rischi per la salute, devono percorrere la strada della naturalità e della sicurezza.

Fonte: Coldiretti

 

Allarme botulino: in Italia oltre 500 casi all’anno

Dopo le intossicazioni legate al consumo di un pesto alla genovese, torna alta l’attenzione sul botulino di cui, in Italia, sono già stati segnalati 268 casi nei primi sei mesi del 20131628990682-586x389

Il caso del pesto alla genovese nel quale sarebbero state trovate tracce di botulino ha nuovamente alzato l’attenzione sul tema della sicurezza alimentare. L’allarme lanciato sabato scorso per una partita di ben 14.872 confezioni di salsa al basilico distribuite in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Valle d’Aosta , purtroppo, non è riuscito a evitare che alcuni consumatori condissero la loro pasta con il pesto e in tutto il Nord Italia oltre cento persone si sono fatte visitare dopo avere accusato problemi o a scopo puramente cautelativo, dopo aver mangiato il pesto prodotto dalla fabbrica Bruzzone e Ferrari. I problemi connessi al botulino sono fra i più sottovalutati nella variegata casistica delle intossicazioni alimentari. Eppure in Italia, nel primo semestre del 2013, ne sono stati segnalati ben 268, un numero che contraddistingue un trend in aumento visto che durante tutto il 2013 furono ben 517 i casi rilevati nel nostro Paese. In Italia il sistema di allerta alimentare funziona, tanto che il nostro paese è il primo per quanto riguarda il numero delle segnalazioni di rischi alimentari alle autorità comunitarie nel primo semestre 2013. Da notare che circa l’80% delle segnalazioni riguardavano prodotti alimentari di provenienza straniera. L’estate è una stagione critica poiché, con le alte temperature, i rischi di contaminazioni microbiologiche aumentano in maniera sensibile. Alcuni batteri crescono anche nei frigoriferi a temperatura di refrigerazione e d’estate è meglio spostare il termostato su una temperatura più fredda rispetto all’inverno. È inoltre opportuno assicurarsi che la porta del frigo sia ben chiusa e che gli alimenti crudi siano separati da quelli cotti.

Fonte:  Coldiretti

 

Infelici a lavoro 3 giovani su 4. È fuga in campagna

“Oggi si registra un profondo cambiamento rispetto al passato, quando la vita in campagna era considerata spesso sinonimo di arretratezza e ritardo culturale nei confronti di quella in città”. Un’indagine della Coldiretti rivela che il 38 per cento dei giovani italiani oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (28 per cento) o fare l’impiegato in banca (26 per cento).agricoltura_mani_cielo

Non c’è solo il problema della disoccupazione, più di tre giovani sotto i 40 anni su quattro (77 per cento) una volta trovato il lavoro pensano di cambiarlo perché sono scontenti. È quanto emerge da una analisi Coldiretti/Swg presentata all’Assemblea nazionale della principale organizzazione agricola dove è stato aperto il primo Open Space “Mollo tutto, nuova vita in campagna” con le storie, il lavoro ed i curiosi prodotti di chi ha cambiato radicalmente vita per andare a fare l’agricoltore in campagna, realizzando il sogno di tanti italiani. Secondo l’indagine Coldiretti/Swg, infatti, il 38 per cento dei giovani italiani oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (28 per cento) o fare l’impiegato in banca (26 per cento). “Oggi si registra dunque un profondo cambiamento rispetto al passato, quando la vita in campagna era considerata spesso sinonimo di arretratezza e ritardo culturale nei confronti di quella in città”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “si tratta di una vera rivoluzione culturale con il contatto con la natura ed i suoi prodotti che è diventato premiante rispetto all’impegno negli strumenti finanziari di un istituto di credito o nei prodotti fortemente pubblicizzati di una grande multinazionale”. Dalla maestra che rinuncia al posto fisso per diventare “agriartista” all’operatore di borsa che molla la finanza per dedicarsi alle agricolonie, da chi abbandona lo studio dentistico per dedicarsi al soccorso antifrane a chi dice addio alla promettente carriera da grafica editoriale per produrre “agricosmetici”, fino all’informatico che dimentica i computer per allevare capre ed aprire un agriturismo e all’avvocato che appende al chiodo la toga e va in campagna a produrre manna. Sono solo alcune delle fortunate storie di tanti giovani che hanno deciso con coraggio ed un pizzico di ottimismo di mollare i precedenti lavori e dedicarsi con entusiasmo all’agricoltura, raccontate attraverso le brillanti e innovative idee imprenditoriali durante l’Assemblea nazionale della Coldiretti. La creatività giovanile spazia dall’imprenditrice toscana, Valentina Rappelli, che ha mollato il suo precedente lavoro da assistente di uno studio dentistico per dedicarsi – afferma la Coldiretti –  con passione alla produzione di Vetiver, una pianta erbacea che viene utilizzata in ingegneria verde per  sostituire il cemento e consolidare le zone franose, al giovane bergamasco Paolo Rotoli, che ha fatto un percorso inverso rispetto a molti suoi coetanei passando dall’informatica all’agricoltura. Da titolare di un negozio di informatica ben avviato nel centro di Clusone  – sottolinea la Coldiretti -, Paolo ha deciso, nonostante il diploma di perito informatico, di abbassare la serranda e dedicarsi alla sua grande passione: la campagna e le capre dalle quali oggi ricava squisiti formaggi che fa assaggiare a tutti gli ospiti del suo agriturismo. Tra le novità del cambio lavoro – afferma la Coldiretti – non può mancare l’affascinante storia marchigiana di Paolo Guglielmi che da broker è diventato agricoltore “sociale” avviando le prime agricolonie, cioè veri e propri campi scuola in campagna per far trascorrere ai bambini del buon tempo a contatto con la natura e far scoprire loro i tempi e i sapori del mondo contadino, seguendo il ciclo delle piante dal seme fino alla raccolta del frutto, ma anche costruendo giocattoli di campagna con legno riciclato, giocando alla “zappa al tesoro”, realizzando stampe tramite l’utilizzo delle foglie. Ma tra le moltissime storie di ingegno imprenditoriale c’è anche quella di Annamaria Musotto che, dopo essersi laureata in giurisprudenza a Milano ed aver intrapreso gli studi per diventare notaio, ha deciso di tornare in Sicilia per produrre manna, non è quella che cade dal cielo ma uno straordinario dolcificante a basso contenuto di glucosio e fruttosio che si ottiene attraverso una particolare e tradizionale lavorazione del frassino. E ancora – continua la Coldiretti –  c’è anche la nuova esperienza emiliana di Silvia Bendanti che ha rinunciato al posto fisso da maestra per produrre dell’ottimo vino emiliano Igt di cui disegna personalmente e con molta cura le esclusive etichette, trasformandosi così in agriartista, e poi la brillante idea di Chiara De Miccolis che ha detto addio alla carriera da grafica editoriale per dedicarsi totalmente alla sua masseria dove produce ottimo olio extravergine di oliva Dop e cosmetici naturali in una vastissima gamma che va dalla crema corpo al doposole fino al sapone interamente realizzati con olio extravergine di oliva ed olii essenziali.

Leggi il vademecum della Coldiretti per diventare agricoltori

Fonte: il cambiamento

Ritorno alla Terra
€ 18.5

Vacanze in agriturismo: per 3,5 milioni di italiani le ferie sono green

Sono 3,5 milioni gli italiani che hanno scelto di trascorrere le vacanze nelle strutture agrituristiche. Un boom trainato dalla voglia di natura e di cibi sani e a km zeroP6235432-586x330

Tre milioni e mezzo di italiani trascorreranno le vacanze nelle ventimila strutture agrituristiche del nostro Paese. Un dato che conferma i trend espressi nelle ultime “sessioni” vacanziere, quelle delle festività natalizi, pasquali e dei ponti di primavera. Il dato emerge da un’analisi di Coldiretti sulla base di un sondaggio IPR Marketing che mette in luce come, dopo una primavera bersagliata dal maltempo, le prospettive per l’estate siano buone più grazie all’arrivo degli stranieri che agli italiani che faranno più mordi e fuggi o rinunceranno del tutto alle vacanze a causa delle crisi. Sarà un’estate all’insegna delle novità con le agri-ludoteche, i baby-orti, le lezioni di inglese sul prato, il teatro contadino, le agri-colonie, le letture nel bosco e la tree therapy, la tecnica antistress consistente nell’abbracciare gli alberi. Se l’attività preferita dai turisti che frequentano le strutture ricettive agricole è la passeggiata alla scoperta del territorio, il cibo segue a ruota: la possibilità di assaporare la produzione di frutta, ortaggi, mieli, marmellate, dolci e vini prodotti a km zero diventa, sempre di più, una potente attrazione. Per il 94% degli ospiti è importante che il cibo sia veramente prodotto nei luoghi in cui viene lavorato, cucinato e consumato. Il 44% degli italiani è stato in un agriturismo negli ultimi 5 anni, spinto dall’ottimo rapporto qualità/prezzo (30%), dalla tranquillità che questi luoghi garantiscono (23%) e dal contatto con la natura (21%). Quasi la metà degli italiani (46%) sceglie su internet in quale agriturismo soggiornare (i siti di riferimento sono quelli di Terra Nostra e Campagna Amica), mentre il 32% si affida ai consigli di parenti e amici e soltanto il 9% arrivando sul posto.

Fonte: Coldiretti

 

Park(ing) day, sabato 9 giugno: come sarebbe Torino se i parcheggi fossero prati…

Grande adesione fra i commercianti del Centro Storico di Torino, del Quadrilatero Romano e di Vanchiglia e molte Associazioni in Piazza Bodoni, che trasformeranno i parcheggi destinati alle auto, in tappeti di prato vero su cui proporre le proprie attività375208

L’Associazione Commercianti Centro Storico di Torino è lieta di invitare tutti i residenti, i cittadini della città di Torino e i turisti a passeggiare lungo le sue vie ricoperte di prati. Grazie alla collaborazione dei commercianti delle vie interessate, dell’associazione Purple Middle Way Onlus, dell’associazione di donne Secretaires’ Voice, del Circolo Amici della Magia di via Santa Chiara, della Coldiretti e di molte altre realtà, sarà possibile vivere le vie di questo quartiere in modo diverso: gli esercenti allestiranno davanti alla loro attività un piccolo spazio verde, a seconda della loro fantasia, ove accogliere le persone e i passanti in modo inedito e sottrarre così, per un giorno, una parte della città al dominio dei veicoli per restituirlo ai cittadini di Torino. “Abbiamo aderito con grande entusiasmo a questa iniziativa”, ha dichiarato Antonietta Altamore, Presidente dell’Associazione Centro Storico di Torino. “Oltre alla bellezza dell’evento, che permette di vivere una parte importante della città in modo diverso, ci è parsa una buona occasione per invitare i cittadini e i turisti nelle zone di Torino che sono ai margini dei circuiti turistici classici, ma altrettanto ricche di interesse culturale e commerciale. Come ci teniamo a sottolineare, crediamo che la promozione delle aree urbane debba essere omogenea per tutte le zone della città perché possa essere efficace e raggiungere l’obiettivo di diffondere la cultura cittadina a beneficio di tutti. Con questa iniziativa intendiamo dimostrarlo”. Grazie a Torino Smart City Days ed a Green Up, ai commercianti e ristoratori che fanno capo all’associazione: Bed & Breakfast la Buona Stella, Casalinghi da Tina, Al Corner Giocattoli, De Reviziis Tappeti, Antica Drogheria Sandrin, Container Concept Store, Piccoli Animali, Caffetteria Abate Daga, Intimo 77, Le Volte dei Quartieri Ristorante Pizzeria, Pasticceria Caffetteria I Dolci Pensieri , Panificio Prudente, Le Fanfaron Bistrot Trattoria, Mister Food Pizzeria Kebab, Focacceria Tipica Ligure La Bricicca, I Sapori del Piemonte di via Bligny, Gorgeousarreda Torino di via della Consolata. Un grazie per la collaborazione e presenza al Circolo Amici della Magia di via Santa Chiara, a Giovanni Carlo Rocca di Purple Middle Way Onlus, alle Donne di Secretaries’ Voice, ad Elena Abrate per conto di Bimby Vorwerk. Grazie per la collaborazione e la presenza di Coldiretti con i produttori di Campagna Amica. Il 9 giugno sarà una domenica speciale!! Partecipate numerosi!

La Contrada dei Guardinfanti trasformerà in un grande tappeto erboso via Barbaroux, via dei Mercanti e via San Tommaso. “La Contrada dei Guardinfanti ha accolto con grande entusiasmo e partecipazione l’idea di essere parte del progetto Park(ing) Day. Il primo motivo che ci ha spinto ad aderire, è quello di fornire un punto di aggregazione e di accoglienza, soprattutto nei confronti dei residenti, che abitualmente passano la loro domenica in centro; in secondo luogo, il piacere di godere delle strette e tipiche vie della Contrada a piedi ed in maniera esclusiva ben si fonde con il progetto che stiamo portando avanti di “riappropriazione della pedonalizzazione”. La Contrada è già zona pedonale da un trentennio, questo privilegio è però sovente dimenticato a causa di non aventi diritto al passaggio, che circolano ugualmente per mancanza di dissuasori: crediamo che l’effettiva pedonalizzazione possa permettere a turisti, cittadini e residenti, di fruire quotidianamente della bellezza del proprio quartiere come in occasione di questa bella manifestazione, in cui, grazie alla fortissima adesione dei negozianti si potrà godere per un giorno, di un parco verde in pieno centro, con mostre e attività a disposizione di tutti. Ci auguriamo che tali progetti siano sempre più numerosi e vi aspettiamo domenica 9!” (Maura D’Este – Presidente Contrada dei Guardinfanti)

L’Associazione di commercianti Via San Francesco d’Assisi, porterà il prato nella via omonima da cui prende il nome, via San Francesco d’Assisi, in via Monte di Pietà e in via Bertola. “Noi commercianti dell’Associazione via San Francesco d’Assisi abbiamo aderito con entusiasmo e creatività al Park(ing) Day e speriamo con questa iniziativa di dimostrare all’Amministrazione Comunale che anche queste Vie della città possono ben ospitare eventi importanti. Spesso capita di vivere come spettatori gli eventi di forte impatto sui cittadini e sui turisti. Il Park(ing) Day è un’occasione per far conoscere tutte le piccole attività vive e operative presenti sul nostro territorio. Ringrazio personalmente tutti gli Associati che hanno accolto l’invito a partecipare alla manifestazione e tutti coloro che hanno lavorato per darci questa preziosissima opportunità”. (Monica Martinelli – Presidente Associazione Via San Francesco d’Assisi)
Prosegue per tutta la giornata di domenica 9 giugno la festa per il quartiere Vanchiglia, a cura del Comitato Lov Vanchiglia Open Lab, nell’area compresa tra Via Napione, Corso Regina Margherita, Corso San Maurizio e Largo Montebello, lanciata con l’iniziativa Lov Night 5 nel pomeriggio di sabato 8 giugno, fino a notte inoltrata, in cui numerose attività commerciali, studi e laboratori aprono le porte tra insolite oasi di verde.

Le Associazioni presenti in Piazza Bodoni, organizzeranno laboratori e brevi workshop per adulti e bambini, creando un’occasione per parlare di ambiente, di spazi condivisi, di agricoltura e di biodiversità. Queste le associazioni aderenti, coordinate da Maria Teresa della Beffa: Istituto Agrario Vaglio Rubens di Biella, Associazione AIAB in Piemonte, A.DI.P.A. Piemonte (Associazione per la Diffusione di Piante fra Amatori), Arte e Natura Studio ArteNa, ASPROMIELE (Associazione Produttori Miele Piemonte), Fattoria Propolis, EDFA Torino (Ente Decorazione Floreale per Amatori), Gruppo Amici delle Erbe, Oasi WWF Giardino Botanico di Oropa, Fattoria didattica “Il Cerello”, Associazione Culturale Tékhné, Laboratorio Controverso – Cooperativa Sociale Frassati.

 

Fonte.ecodallecittà