CO 2 fuori controllo, verso la catastrofe con ottimismo.

Mi ricordo anni fa un profetico Beppe Grillo che, proprio in riferimento ai cambiamenti climatici, parlava di un ironico avanzamento della civiltà verso la catastrofe con ottimismo. Sono passati dieci anni da allora…9550-10309

Poi, in questi dieci anni, si sono avvicendati governi, si sono fatte le famose conferenze internazionali sul clima, tanti dicono di salvaguardare l’ambiente, anche i peggiori inquinatori, e il risultato è che non solo non si è invertita la rotta, ma si è pigiato il piede sull’acceleratore.  Era difficile fare peggio, eppure ci siamo riusciti. Nonostante i dati inconfutabili, nonostante le costanti grida di allarme delle organizzazioni ambientaliste, nonostante una ormai compatta comunità scientifica che è d’accordo sul fatto che siamo i maggiori responsabili dei cambiamenti climatici, niente di tutto questo riesce a fermare il grill mondiale su cui allegramente ci stiamo infilzando. Non solo non si è fatto alcun progresso serio, ma il maggior paese inquinatore pro capite, cioè gli USA, ha eletto come Presidente il peggiore Attila che l’ambiente abbia mai potuto vedere all’orizzonte, che ha smantellato qualsiasi minima ipotesi di intervento contro i cambiamenti climatici  riportando in auge addirittura il carbone. Dicono che a breve andremo su Marte ma ci si alimenta ancora con il carbone dell’ottocento, strano progresso questo. Non che il predecessore di Trump avesse fatto granchè, va detto chiaramente.  I risultati di questo suicidio, al quale assistiamo senza fare nulla, sono un nuovo record delle emissioni di CO2 arrivate alla folle soglia di 412 parti per milione, dopo aver registrato il 2016 come anno più caldo da quando, cioè da fine Ottocento, si misurano le temperature a livello globale. Gli esperti di clima ci dicono che di questo passo rischiamo di avere uno stravolgimento climatico nei prossimi anni che mai si è registrato nella storia da qui a decine di milioni di anni addietro. Nell’ultima conferenza sul clima a Parigi si sono dati l’obiettivo di mitigazione a 1,5/2 gradi centigradi e anche raggiungendo questa stabilizzazione avremmo grossi problemi, ma attualmente stiamo andando dritti verso un aumento di 3 gradi e più, cioè otterremo la devastazione assicurata. Siamo tutti attenti e premurosi con i nostri figli e ci preoccupiamo di ogni loro minimo stranuto, ma il futuro che gli stiamo più o meno coscientemente regalando è un futuro da incubo e senza alcuna speranza. Ci si allarma per i profughi che arrivano oggi sulle nostre coste ma questo è niente di fronte ai milioni di rifugiati ambientali che ci aspettano se continuiamo a non fare nulla. Ma ci si chiede come mai, nonostante tanti a parole si dicano a favore dell’ambiente e si parli sempre più spesso di rinnovabili e di biologico, la situazione precipita? Facile risposta: fino a quando la crescita sarà la religione di nazioni e popoli, non avremo scampo. Alla faccia dell’ambiente si continuano a produrre montagne di prodotti superflui, con relativi rifiuti ed emissioni.  La pubblicità continua a bombardare la gente dicendo che se non hanno il vestitino alla moda, l’orologio e il profumo che fanno uomo, la macchina nuova, l’ennesimo cellulare e così via, sono poveri e sfigati. E se noi dobbiamo avere tre macchine a famiglia e venti cellulari a testa, non si capisce perché non debbano averceli anche il cinese, l’indiano, l’indonesiano, il sudafricano, il messicano, il russo, il brasiliano, ecc, ecc. Abbiamo voluto e creduto alla favoletta horror della crescita? E adesso arrostiamo e procediamo verso la catastrofe con ottimismo. Solo la crisi della crescita ci può salvare. E tutti possiamo fare la nostra parte.

Fonte: ilcambiamento.it

Solo la Crisi ci può Salvare

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I nuovi muletti di Toyota viaggiano a idrogeno

Nella fabbrica Toyota di Motomachi debuttano due nuovi muletti a idrogeno. Saranno 180 entro il 2020.muletti-a-idrogeno-toyota

Arrivano i primi muletti a idrogeno nella fabbrica Motomachi di Toyota. Dopo il lancio della Mirai, il colosso giapponese ha comunicato l’entrata in servizio di due carrelli elevatori equipaggiati con celle a combustibile nell’impianto Motomachi a Toyota City, nella Prefettura di Aichi. I muletti a idrogeno, realizzati dalla Toyota Industries Corporation, sopportano un carico di 2,5 tonnellate e sfruttano l’idrogeno per generare energia elettrica con tempi di ricarica previsti intorno ai tre minuti. Data la capacità di produrre energia elettrica, possono essere sfruttati come generatori in caso di emergenza o di black-out. Toyota si pone l’obiettivo di sostituire l’intera gamma di muletti convenzionali: arriveranno infatti altri 20 esemplari di muletti a idrogeno nel 2018 per arrivare a quota 170/180 unità entro il 2020. L’operazione è il risultato di un’iniziativa in collaborazione con il Ministero del Territorio, delle Infrastrutture, dei Trasporti e del Turismo giapponese ma soprattutto rappresenta un nuovo passo del Toyota Environmental Challenge 2050, il piano della casa per raggiungere un impatto zero di CO2 nei suoi impianti di produzione. L’adozione di muletti a idrogeno a Motomachi è solo l’ultimo tassello della politica di Toyota verso una mobilità a idrogeno. Recentemente la casa di Nagoya ha comunicato che nei primi mesi del 2017 darà inizio alle vendite di autobus a idrogeno in modo da utilizzarne 100 a pieno regime durante i Giochi Olimpici del 2020.

Fonte: ecoblog.it

Rapporto Carpooling Aziendale 2016: risparmiati 647.000 km e 105 tonnellate di CO2

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Sono 646.900,82 i km risparmiati, 16.500 i viaggi effettuati e 105.670 i kg di CO2 non emessi in atmosfera nel corso del 2016, secondo il Rapporto Carpooling Aziendale 2016 elaborato da Jojob.
Il servizio, che permette di condividere l’auto tra colleghi e dipendenti di aziende limitrofe nel tragitto casa-lavoro, consente di ottenere un risparmio medio di 611 euro all’anno e coinvolge 90.000 dipendenti di oltre 100 grandi aziende che nel 60% dei casi si trovano nel Nord Italia.
Ad utilizzarlo sono soprattutto lavoratori maschi di 35 anni, per un tragitto quotidiano medio di 25 km.
Sono 646.900,82 i km risparmiati nei tragitti casa-lavoro*, 16.500 i viaggi realizzati*, 105.670 i Kg di CO2 non emessa, 90.000 gli utenti iscritti al servizio. Questi i dati emersi dal Rapporto Carpooling Aziendale relativi all’anno 2016 elaborato da Jojob, il maggior player italiano di carpooling aziendale che, primo al mondo, con la sua applicazione mobile rende possibile la “certificazione” dei viaggi e quindi del risparmio ambientale.

 

Secondo il Rapporto, nel 2016 sono stati 16.500 i viaggi certificati effettuati* in condivisione nel tragitto casa-lavoro, da colleghi o lavoratori di aziende limitrofe. Nel corso dell’anno, sono stati 20.000 i passeggeri che hanno lasciato la propria vettura a casa scegliendo di utilizzare ogni giorno il servizio di carpooling, il 227% in più rispetto al 2015.

A viaggiare a bordo della stessa auto, grazie al carpooling aziendale di Jojob, sono in media 2,56 persone a tratta. Una pratica che non solo rende più piacevole l’esperienza lavorativa, ma che ha consentito agli utenti di ottenere un risparmio economico medio di 611 euro** nel corso dell’anno.

 

Chi usa il carpooling aziendale di Jojob

Maschio, 35 anni, tragitto quotidiano in condivisione di 25 km: è questo l’identikit del Jojobber medio che, nel 60% dei casi, è fedele, giornaliero e costante nel certificare i propri tragitti.

Dei 90.000 utenti iscritti, il 59% è uomo e il 41% donna. Per quanto riguarda le età, il 50% ha tra i 35 e i 40 anni, mentre il 25% si colloca nella fascia di età 30-35 anni, il 15% ha 40-45 anni e infine il 10% tra i 25 e i 30 anni.

I percorsi certificati con Jojob sono nella maggior parte dei casi di 20-30 km (50%), seguiti da quelli di 10-15 km (35%) e di 6-10 km (5%). Per il restante 10%, si tratta di tragitti che vanno oltre i 50 km.

Secondo l’analisi di Jojob, nella maggior parte dei casi i carpooler si muovono dai paesi limitrofi alla sede lavorativa, segnalando spesso problemi legati alla raggiungibilità dell’azienda stessa, magari localizzata in aree poco servite dal trasporto pubblico. Non mancano i casi in cui, essendo la sede aziendale in un’area adeguatamente servita dai mezzi, il servizio di Jojob si affianca al trasporto pubblico favorendo l’intermodalità: il carpooling aziendale viene infatti scelto per una parte di tragitto, come un tratto di autostrada o di statale, fino ad un parcheggio di interscambio da cui l’equipaggio è in grado di prendere autobus o metropolitana.

 

Oltre 100 grandi aziende coinvolte: il 60% è al Nord Italia

I numeri del 2016 parlano chiaro e mostrano il successo delle politiche di sharing economy applicate alla mobilità aziendale: Jojob ha coinvolto più di 100 aziende di grandi dimensioni – come Findomestic, Amazon, Ducati, YOOX NET-A-PORTER GROUP, BNL Gruppo BNP Paribas, Unicoop Firenze, Luxottica, Salvatore Ferragamo, Reale Group e OVS, tra le altre. A queste si aggiunge il Carnia Industrial Park che, con le sue oltre 200 aziende di piccole, medie e grandi dimensioni, è il primo consorzio industriale che a livello nazionale promuove il servizio di carpooling. Non mancano altre 1.000 piccole e medie imprese che contribuiscono a rafforzare i cluster interaziendali.

 

Dal rapporto risulta che sono soprattutto le aziende del Nord Italia (60%) a rispondere alla richiesta di carpooling aziendale da parte dei dipendenti, con le province di Milano e Bergamo tra le più attive in Lombardia e di Torino e Biella in Piemonte. In Veneto le province più virtuose sono quelle di Verona, Vicenza, Padova e Venezia.

Le aziende del Centro Italia attive sulla piattaforma sono in media il 30% e localizzate principalmente nelle regioni di Toscana (con le province di Lucca e Firenze in testa) ed Emilia Romagna (prime tra tutte le province di Modena, Bologna, Parma).

Fanalino di coda il Sud Italia, con una media del 10% delle aziende, localizzate per la maggior parte nel Lazio (Roma e Latina), in Campania (provincia di Napoli), Puglia (provincia di Bari) e Sardegna (provincia di Cagliari).

 

“I risultati ottenuti dalle aziende che nel corso del 2016 hanno attivato il servizio di carpooling, promuovendolo tra i dipendenti, sono stati ottimi, sia in termini di welfare aziendale che di abbattimento delle emissioni di CO2”, afferma Gerard Albertengo, founder di Jojob. “Si tratta di numeri reali, certificati tramite app, che l’azienda può inserire nel proprio bilancio di sostenibilità, intraprendendo un percorso rivolto alla sostenibilità e allo smart working”.

Tra le aziende che utilizzano Jojob, nel 2016 il primato per il maggior numero di viaggi effettuati lo conquista Amazon (3.993 viaggi), mentre Bioindustry Park si distingue per essere l’azienda con più CO2 risparmiata (14.328 kg) e con più km risparmiati (91.184,54 km).

 

Novembre il mese con più viaggi condivisi nel 2016

“L’ultimo trimestre del 2016 è stato particolarmente positivo per Jojob, con una media di quasi 200 passeggeri trasportati ogni giorno”, spiega Gerard Albertengo. In particolare, ottobre 2016 è stato il mese con maggiori iscrizioni, pari a 1.500, complice il rientro al lavoro dopo la pausa estiva, mentre il maggior numero di richieste inviate sul sito per la creazione degli equipaggi è avvenuta a cavallo fra novembre e dicembre. Novembre, inoltre, è stato il mese con più viaggi in assoluto nel 2016: sono stati 2.502 (52% in più rispetto al mese precedente).

 

 

* il dato è riferito ai soli tragitti casa-lavoro, escluse trasferte e altri utilizzi.

** il risparmio medio è calcolato su una distanza casa-lavoro media di 25 km, con a bordo 3 persone, per 220 giorni lavorativi l’anno ed un costo carburante medio di 1,5 euro/litro.unnamedd

 

 

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Chi è Jojob

Il servizio JOJOB di Bringme è un innovativo servizio di car pooling aziendale, nato con l’obiettivo di agevolare gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti di aziende limitrofe.

JOJOB è costituito da una piattaforma web e da un’applicazione mobile. Ogni utente, dopo essersi registrato su www.jojob.it, potrà visualizzare su una mappa la posizione di partenza dei propri colleghi e dei dipendenti di aziende limitrofe alla propria, mettersi in contatto e condividere l’auto nel tragitto casa-lavoro.

Con l’applicazione mobile, l’unica in grado di quantificare la reale CO2 risparmiata dopo ogni tragitto percorso in car pooling, ogni passeggero potrà certificare il tragitto effettuato, ottenendo punti trasformabili in sconti da utilizzare in locali, ristoranti, bar e palestre convenzionate, sia a livello nazionale che locale.

 

 

Fonte: agenziapressplay.it

 

Clima: nell’era della CO2 senza ritorno

img_0842È l’inizio di una nuova era climatica e c’è chi dice che è l’inizio, atteso, della fine. Per la prima volta a livello globale, nel 2015 la concentrazione media di anidride carbonica in atmosfera ha raggiunto le 400 parti per milione e nel 2016 ha registrato nuovi record. L’Organizzazione meteorologica mondiale: «I livelli non scenderanno per molte generazioni a venire».
Si I livelli di CO2 avevano già raggiunto in precedenza la soglia delle 400 parti per milione (ppm), ma solo per alcuni mesi dell’anno e in certi luoghi; mai prima d’ora su una base media globale per l’intero anno, spiega l’Omm in un comunicato che segna realmente uno spartiacque nella necessità di prendere piena coscienza di quanto sta accadendo.
Stando alle previsioni della stazione di sorveglianza dei gas ad effetto serra, le concentrazioni di CO2 resteranno al di sopra di 400 ppm per l’intero 2016 e non scenderanno sotto tale livello per molte generazioni.img_0843

La crescita sostenuta di CO2 è stata alimentata dall’evento El Nino, sottolinea l’Omm. Ma mentre “l’evento di El Nino è scomparso, i cambiamenti climatici restano”, ha affermato il segretario generale dell’Omm Petteri Taalas. Il 2015 – ha aggiunto – resterà nella storia nella misura in cui le concentrazioni record di gas a effetto serra “annunciano una nuova realtà climatica”.

Taalas si è felicitato del recente accordo raggiunto a Kigali per modificare il Protocollo di Montreal ed eliminare gradualmente gli idrofluorocarburi, potenti gas serra, “ma il vero elefante nella stanza è l’anidride carbonica, che rimane nell’atmosfera per migliaia di anni e negli oceani ancora più a lungo. Se non si affrontano le emission di CO2, non saremo in grado di affrontare i cambiamenti climatici e di mantenere l’aumento della temperatura al di sotto dei 2 grandi centigradi rispetto al livello dell’era pre-industriale”, ha aggiunto, esortando a un’accelerazione dell’applicazione dell’Accordo di Parigi sul clima del dicembre 2015.
Ma c’è dell’altro.
I livelli attuali di concentrazione di CO2 in atmosfera condannano il Pianeta a infrangere la soglia del +1,5°C di riscaldamento globale rispetto ai livelli pre-industriali sbandierata nell’accordo di Parigi. Lo afferma una nuova ricerca condotta dal Centre for Ecology & Hydrology inglese insieme all’università di Exeter, e appena pubblicata sulla rivista Scientific Reports.
È più che evidente che la svolta deve essere radicale e pressoché immediata, sempre che non ci si voglia abbandonare all’ineluttabilità… come chi dice, per disincentivare ogni cambiamento, che “tanto non c’è più niente da fare”. Non cadiamo nella trappola!
Fonte: http://www.ilcambiamento.it/articoli/clima_co2

Carburante dall’inquinamento atmosferico? In Canada ci provano

La canadese Carbon Engineering ha inaugurato un impianto che ha come obiettivo di trasformare il CO2 inquinante e dannoso per la salute e per l’ambiente in un combustibile

Trasformare le sostanze e i materiali inquinanti in risorse potrebbe non essere più soltanto una prerogativa dei materiali solidi come alluminio, vetro e plastica. La canadese Carbon Engineering, infatti, propone di trasformare l’inquinamento atmosferico in combustibile. Il cofondatore della società si chiama David Keith ed è un fisico dell’Università di Harvard, mentre fra i finanziatori vi sono addirittura personalità come Bill Gates. Recentemente la Carbon Engineering ha inaugurato una fabbrica a Squamish, nella British Columbia che è stata realizzata proprio con l’obiettivo di trasformare il CO2 inquinante e dannoso per la salute e per l’ambiente in un combustibile. Un sistema di ventilatori presenti dentro la fabbrica convoglia l’aria in una soluzione liquida con un’alta percentuale di anidride carbonica in modo da ottenere anidride carbonica purificata. L’aria pulita viene rilasciata, mentre il liquido viene riutilizzato per il ciclo successivo con un processo “ispirato” da quello svolto dagli alberi. L’aspetto più interessante della tecnologia inventata dalla Carbon Engineering è quello di riuscire a captare un inquinamento già diffuso e disperso nell’aria. Finora, infatti, tutte le soluzioni contro l’inquinamento atmosferico riguardavano la parte precedente al rilascio, mentre questo prototipo interviene a posteriori. L’impianto pilota di Squamish imprigiona una tonnellata di anidride carbonica al giorno. Naturalmente bisognerà rendere il più economico e agevole possibile l’ultima fase del processo, quella in cui l’idrogeno (separato dall’ossigeno) verrà associato al biossido di carbonio creando così il combustibile idrocarburico.

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L’impianto di Squamish e l’idea della Carbon Engineering non sono un caso isolato visto che in Svizzera la Climeworks prevede di vendere l’anidride carbonica catturata per venderla a una vicina serra in modo da potenziare lo sviluppo dei vegetali lì coltivati.

Fonte:  Repubblica | Carbon Engineering

 

Con il carpooling aziendale risparmiate in 3 mesi 30 tonnellate di CO2

In occasione della chiusura della Settimana Europea della MobilitàJojob, l’innovativo servizio di carpooling aziendale che agevola gli spostamenti casa-lavoro, fa il punto sui km condivisi e sulle tonnellate di CO2 risparmiate nell’ultimo trimestre dalle aziende che hanno attivato il servizio. Ottimi i risultati di FindomesticUnicoop FirenzeYOOX GroupIstituto Italiano di Tecnologia e Amazon.unnamed

Più di 150.000 chilometri certificati4.700 viaggi condivisi30 tonnellate di CO2 risparmiate. Questi i numeri ottenuti nell’ultimo trimestre da Jojob, l’innovativo servizio di carpooling aziendale che agevola gli spostamenti casa-lavoro, diffusi in occasione della chiusura della Settimana Europea della Mobilità.
In un anno di attività, il portale di carpooling tra pendolari è riuscita a coinvolgere oltre50 aziende, tra cui Unicoop Firenze, Heineken, Findomestic e Auchan: complessivamente Jojob ha offerto un’alternativa di trasporto nei tragitti tra la propria abitazione e il luogo di lavoro ad oltre 50.000 dipendenti in Italia. Con Jojob infatti i dipendenti della stessa azienda o di aziende limitrofe possono condividere l’auto per gli spostamenti casa-lavoro attraverso un innovativo servizio che certifica i viaggi e i risparmi ambientali ottenuti. I lavoratori possono beneficiare di un concreto risparmio economico, di un’effettiva riduzione dei tempi e dello stress, di un’alternativa ai mezzi pubblici in caso di scioperi, ritardi o imprevisti, e di possibili benefit aziendali a fronte dell’impegno ecologico. Contemporaneamente, le aziende adottano una soluzione di mobilità equa e sostenibile che gli consente di ottenere certificazioni ambientali, energetiche e di Social Responsibility. Tra le aziende più attive e attente agli spostamenti sostenibili sulla propria piattaforma, Jojob segnala Findomestic che a Firenze nell’ultimo trimestre ha coinvolto oltre 1.000 dipendenti, ottenendo l’adesione al carpooling di 361 persone. YOOX Group invece ha attivato il servizio per le sedi di Bologna e Milano e si conferma come l’azienda di grandi dimensioni con il più alto tasso di adesioni degli ultimi tre mesi, con ben il 41% di dipendenti che utilizza il servizio. Il record di CO2 risparmiata va a Unicoop Firenze con quasi 3 tonnellate in 3 mesi, mentre Amazon guida la classifica dei percorsi certificati con oltre 1.400 viaggi completati. All’Istituto Italiano di Tecnologia spetta invece il primato in termini di chilometri percorsi: più di 32.000. I premi più golosi sono stati invece quelli di Gnammo, il portale di Social Eating che offre agli utenti della rete l’opportunità di organizzare eventi culinari di Home Restaurant, che ha premiato i carpooler più virtuosi con cene speciali all’insegna della sharing economy. “L’impegno profuso da queste aziende è stato eccezionale indice di sensibilità verso la mobilità sostenibile in rapida diffusione in Italia”, commenta Gerard Albertengo, CEO di Bringme, azienda ideatrice di Jojob. “La soddisfazione più grande è vedere come queste modalità di condivisione, risparmio e rispetto dell’ambiente vadano ad estendersi in maniera sempre più capillare e concreta”. Saranno tante infatti le aziende che nei prossimi mesi sceglieranno la mobilità sostenibile e si affideranno a Jojob per promuovere il carpooling aziendale: Brembo, dimostrando grande impegno e sensibilità, ha ufficializzato l’avvio del servizio per la totalità della sue sedi, coinvolgendo gli stabilimenti di Stezzano, Mapello e Curno con oltre 3.000 dipendenti. Nella Capitale, Bnp Paribas con la sede BNL sta progettando l’attivazione del servizio, mentre su Milano è in valutazione l’avvio del servizio presso la sede di Zurich. Il sistema COOP rafforza la sua presenza con l’adesione di COOP Consorzio Nord Ovest, che sta attivando il servizio su tutte le sue sedi presenti in Liguria, Lombardia e Piemonte. Si aggiunge infine il Comune di Abbiategrasso, che ha confermato l’attivazione del servizio per i dipendenti comunali e garantito la convenzione a commercianti e aziende del territorio comunale. Roberto Cingolani, Direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, afferma: “Per noi che siamo attivamente coinvolti nelle tematiche relative alla sostenibilità e all’utilizzo delle tecnologie per migliorare la qualità della vita, non può che essere una soddisfazione vedere come internamente l’utilizzo di Jojob sia stato accolto con entusiasmo, migliorando la vita di chi lavora nel nostro Istituto e aiutando l’ambiente”. Lorenza Ciacci, Direttore Marca Comunicazione e Pubblicità di Findomestic, dice: “Findomestic ha consolidato negli ultimi anni una cultura ambientale nell’assoluta convinzione che il rispetto dell’ambiente sia un valore fondamentale per indirizzare lo stile di vita di ciascuno verso un futuro ecologicamente più sostenibile. Il fatto che i dipendenti di Findomestic abbiano aderito con entusiasmo all’iniziativa Jojob testimonia come il tema della sostenibilità aziendale sia ormai diffuso nella cultura aziendale”. Emanuele Granziero, Assessore alla Viabilità del Comune di Abbiategrasso (MI), dichiara: “Il Comune di Abbiategrasso nell’ambito delle politiche di mobilità sostenibile che sta attuando negli ultimi due anni ha deciso di aderire a questo innovativo servizio di carpooling (già molto sviluppato in Europa) per gli spostamenti casa-lavoro sia per i propri dipendenti comunali che per tutte le aziende del territorio ed i cittadini che vorranno aderire all’iniziativa. Un ulteriore passo per la tutela dell’ambiente, che guarda alla nuova mobilità, il benessere del cittadino-lavoratore ed anche di risparmio economico. Un progetto all’avanguardia in continuità con le nostre politica di mobilità sostenibile che si riassumono nel motto pensare globalmente ed agire localmente”.
Chi è Jojob

Il servizio JOJOB di Bringme è un innovativo servizio di carpooling aziendale, nato con l’obiettivo di agevolare gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti di aziende limitrofe. JOJOB è costituito da una piattaforma web e da un’applicazione mobile. Ogni utente, dopo essersi registrato su www.jojob.it, potrà visualizzare su una mappa la posizione di partenza dei propri colleghi e dei dipendenti di aziende limitrofe alla propria, mettersi in contatto e condividere l’auto nel tragitto casa-lavoro. Con l’applicazione mobile, l’unica in grado di quantificare la reale Co2 risparmiata dopo ogni tragitto percorso in car pooling, ogni passeggero potrà certificare il tragitto effettuato, ottenendo punti trasformabili in sconti da utilizzare in locali, ristoranti, bar e palestre convenzionate, sia a livello nazionale che locale.

Fonte: agenziapressplay.it

Austria verde: stop al nucleare e largo alle rinnovabili

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Stop al nucleare e sì alle energie rinnovabili: le politiche ambientali austriache sono note da anni, come nota da tempo è la direzione intrapresa dal paese europeo in materia energetica.

“Pensiamo che questo sia un esempio di come si possa smantellare un impianto nucleare e poi riconvertirlo. Bisogna attendere un anno perché si perda il pericolo di radioattività, poi un passo alla volta si può recuperare il sito” dice Stephan Zach, portavoce del gruppo EVN, ad Askanews in merito alla centrale di “Zwentendorf” alle porte di Vienna. Costruita negli anni ’70 la centrale non è mai stata operativa perché poco prima che si mettesse in funzione gli austriaci votarono contro il nucleare con un referendum nel ’78. Da quel momento il governo austriaco cominciò ad investire molto in fonti energetiche alternative: di recente Vienna ha annunciato di aver depositato una denuncia alla giustizia europea, contro le sovvenzioni pubbliche concesse dal governo inglese per la costruzione di un reattore nucleare a Hinkley Point, in Gran Bretagna, che potrebbe essere pericoloso.

Fonte: ecoblog.it

Inquinamento: un anno di emissioni di CO2 nel timelapse della Nasa

Il video si riferisce al 2006 ed evidenza il divario abissale fra le emissioni nell’emisfero boreale e quello australe.

Il video in timelapse della Nasa sulle emissioni di CO2 nel mondo sintetizza in 190 secondi la concentrazione di anidride carbonica dal 1° gennaio al 31 dicembre 2006: le turbolenze blu si riferiscono a una bassa concentrazione (- 375ppm), quelle gialle (376-382 ppm) (383-385 ppm) e rosso scuro (più di 395 ppm) a concentrazioni più elevate. Il video rende visibile l’elemento (invisibile e inodore) che è la principale cartina di tornasole dell’inquinamento atmosferico e la principale causa dei cambiamenti climatici. L’elemento più evidente è la differenza abissale fra gli emisferi boreale e australe: i maggiori responsabili delle emissioni del mondo sono Stati Uniti, Europa e Cina, mentre Australia, Nuova Zelanda, Sud America e la parte meridionale del continente africano restano costantemente su tonalità azzurrine. Un ruolo determinante nella riduzione della concentrazione di CO2 viene svolto dalle foreste e dalle aree verdi che nella stagione calda, da maggio a novembre, catturano la CO2 per la fotosintesi. Nel video si nota come siano proprio i mesi invernali e la prima metà della primavera quelli in cui l’emisfero boreale deve far fronte alle maggiori ondate (rappresentate dai turbinii rossi) di emissioni di anidride carbonica. Dal 2006 le emissioni hanno subito un’ulteriore aumento, ma il video della Nasa è un efficace rappresentazione della situazione della nostra atmosfera e di come le emissioni di CO2 siano un indicatore delle storture del progresso.co2-586x439

Fonte:  Nasa

© Foto Getty Images

Auto a metano, spopolano sempre più in Pakistan, Iran e Cina

La domanda di veicoli e stazioni di rifornimento a metano sta crescendo costantemente in questi Paesi, e in particolare in Cina, dove il problema delle emissioni di CO2 è sempre più grave. Ma le auto a metano sono sempre più ecologiche? Occhio alla categoria…381139

La Cina potrebbe presto diventare la nazione con il maggior parco circolante di veicoli a metano al mondo. Oggi, rende noto l’Osservatorio Federmetano – la Cina, con 3,3 milioni di autovettureautobus autocarri a metano, è terza nella graduatoria mondiale dei paesi con il parco circolante di vetture a metano, dietro Pakistan Iran. Nel Paese della Grande Muraglia il grave problema relativo alle emissioni di CO2 sta incentivando la diffusione di veicoli a metano per ridurre lo smog. Per accelerare lo sviluppo del parco circolante di veicoli a metano, poi, è previsto un ulteriore incremento della rete di rifornimento, che già oggi può contare su circa 3.700 stazioni di rifornimento di metano gassoso e su circa 1.600 stazioni di rifornimento di metano liquido. “La rapida crescita prevista in Cina per il parco circolante di veicoli a metano e per il numero delle stazioni di rifornimento – dichiara Dante Natali, presidente dell’Osservatorio Federmetano – rappresenta una opportunità commerciale che l’Italia non può perdere, dal momento che il nostro Paese è leader mondiale nella tecnologie del comparto del metano per autotrazione ed esporta i suoi prodotti in tutto il mondo. Il comparto industriale del metano per autotrazione è una delle eccellenze italiane di maggior successo al mondo, ed una sua ulteriore crescita può contribuire ad accelerare la ripresa economica italiana“.
Metano: la categoria conta

Un’automobile GPL Euro0 emette 28 mg di PM10 a km percorso: relativamente poco, e praticamente la stessa quantità di un Euro4 benzina (27 mg/km). Ma vediamo gli ossidi di azoto: un Euro0 metano o gpl ne emette 2103 mg a km: più del doppio di un diesel Euro0, il nemico pubblico numero 1 di tutti i blocchi del traffico! Tutto cambia invece già a partire dagli Euro 1: un veicolo alimentato a gpl o a metano produce meno della metà delle emissioni di NOx di un diesel (360 mg/km contro 715), e il divario cresce in maniera esponenziale man mano che si sale di categoria: un Euro3 gpl produce 84 mg/km di NOx. Un Euro3 diesel 803…

Fonte: ecodallecitta.it

Agenzia Europea per l’Ambiente: CO2 nei limiti per la maggior parte delle auto. Ma lo smog?

Un nuovo rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente sottolinea come le emissioni di CO2 delle più grandi case produttrici di automobili siano ormai ampiamente al di sotto dei limiti di legge, raggiunti anche con un certo anticipo sul piano di marcia. Ma si può dire lo stesso delle emissioni di biossido d’azoto e particolato?380845

Auto europee sempre meno inquinanti per quanto riguarda le emissioni di CO2. A sostenerlo è l’ultimo rapporto pubblicato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente Monitoring CO2 emissions from passenger cars and vans in 2013“, che evidenzia come tutte le grandi case produttrici di automobili regolari per l’uso quotidiano – niente auto da corsa, insomma – siano ormai ampiamente al di sotto dei limiti massimi previsti dalle direttive dell’Unione Europea per quanto riguarda le emissioni di anidride carbonica. Non solo: i traguardi sono stati raggiunti con largo anticipo sulle date previste per l’adeguamento. In media, le auto private per il trasporto persone emettono ad oggi – anzi, emettevano nel 2013, dunque ad oggi il dato sarà più basso – 126.7 grammi di CO2 al km. La Commissione Europea aveva previsto come termine ultimo per l’adeguamento il 2015, e il livello da raggiungere era 130 g CO2/km. Stesso discorso per van e furgoncini, il cui traguardo da raggiungere (175 g CO2/km) era fissato per il 2017, ma che già oggi producono in media 173.3 g Co2/km. Insomma, buone notizie sul fronte CO2. Dove invece di notizie buone ne arrivano poche è il versante smog. Nonostante l’enorme divario esistente tra le vecchie auto Euro0,1,2 e 3 e i modelli più recenti (qui), la crescita dei diesel, che produce meno CO2, non aiuta sul piano biossido d’azotol’inquinante più invasivo in Europa accanto al particolato sottile. In Italia come altrove i dati sulle concentrazioni di NO2 in atmosfera migliorano, seppur lentamente, ma nelle grandi città trafficate parliamo di livelli ancora molto lontani da quelli attualmente in vigore, e comunque in procinto di revisione. Nella classifica dell’ultimo Rapporto di Ecosistema Urbano (XXI) di Legambiente si legge che ben 15 città capoluogo italiane mantengono la media annuale di NO2 oltre la soglia accettabile per la salute (40 mcg/m3). Fra queste RomaTorinoTriesteMilanoMessina,PalermoGenova… insomma, quasi tutte le più popolate d’Italia e soprattutto le più dense di automobili.  Un altro elemento preoccupante per il quadro italiano è l’età del parco auto. Come recentemente evidenziato da ACI, (articolo completo qui) “In Italia è aumentata ancora l’età media del parco auto circolante più obsoleto d’Europa: l’età media delle quattro ruote è ormai di 9,5 anni; il rischio di morire in un incidente a bordo di un veicolo di 10 anni è più che doppio rispetto a una vettura di nuova immatricolazione; un Euro1 a benzina del 1993 fa registrare emissioni di monossido di carbonio superiori del 172% rispetto a un Euro4; un diesel Euro1 rilascia 27 volte il quantitativo di polveri sottili di un moderno Euro5”.

Fonte: ecodallecitta.it