Sunrisebikeride 2016: tappe e date delle pedalate per tutti

Una manifestazione ciclistica per scoprire le città all’alba. Tutte le informazioni per parteciparesunrise01

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Si chiama Sunrisebikeride la manifestazione ciclistica inventata da Davide Mazzocco* e dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Ciclista Urbano che nel 2016 si svolgerà in otto città, da aprile a settembre. La filosofia della manifestazione è molto semplice e non ha niente a che vedere con l’agonismo. Ci si ritrova all’alba e si scopre, pedalando, la città sede di tappa mentre il sole sorge. Le città all’alba si guardano con occhi diversi, se ne possono cogliere le sfumature e la Sunrisebikeride dà a tutti la possibilità di (ri)assaporare il piacere di una mobilità alternativa, a costo ed emissioni zero. Per partecipare basta una bicicletta, qualsiasi tipologia di bicicletta, come potete vedere dalle immagini della fotogallery di apertura relativa alle tappe dell’edizione 2015. Come detto la Sunrisebikeride non è una gara, ma solamente un raduno aperto a tutti e destinato a chi ama pedalare in compagnia e sicurezza. L’orario della manifestazione è strettamente correlato al sorgere del sole nella città di svolgimento.

La lunghezza della pedalata varia dai 10 ai 12 chilometri e la durata è di circa un’ora. Non sono previste salite e la velocità è ideale per gustarsi, di volta in volta, le città sedi di tappa. Anche se non obbligatorio, l’utilizzo del casco viene consigliato dagli organizzatori. Partecipare alla Sunrisebikeride costa 10 euro per gli adulti e 2 euro per i bambini fino a 12 anni. La quota d’iscrizione comprende la maglia ufficiale della manifestazione, il materiale promozionale con eventuali sconti dei partner della manifestazione e l’assicurazione obbligatoria per questo tipo di eventi. Di seguito tutte le tappe dell’edizione 2016

Sunrisebikeride 2016: il calendario

Firenze: sabato 16 aprile, partenza 6.30
Bologna: sabato 28 maggio, partenza ore 5.35
Valencia: sabato 4 giugno, partenza ore 6.34
Modena: sabato 18 giugno, partenza ore 5.30
Milano: domenica 26 giugno, partenza ore 5.35
Cesenatico: domenica 24 luglio, partenza ore 6.00
Mantova: sabato 17 settembre, partenza ore 6.30
Palermo: domenica 25 settembre, ore 5.35

Per ulteriori informazioni su date, orari, luoghi di ritrovo e modalità d’iscrizione potete consultare il sito di Sunrisebikeride.

*N.B. Non è un caso di autopromozione del redattore di Ecoblog, ma solamente un caso di omonimia.

Fonte:  Sunrisebikeride

Foto | Sunrisebikeride

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Biciclette, un milione di occupati in Europa entro il 2020. Lo studio “Ciclismo per la crescita”

L’industria delle due ruote e tutte le attività ad essa connesse, cicloturismo in primis, rappresentano uno dei settori più vivaci dell’economia europea. Secondo lo studio della Federazione Europea dei Ciclisti,ad oggi nel vecchio continente sono più di 650 mila i lavoratori del settore e nel 2020 saranno un milione. Investire nella bici fornisce il migliore ritorno economico nel settore dei trasposti381392

L’ultimo studio della Federazione Europea dei Ciclisti(ECF) dal nome “Ciclismo per la crescita” sviscera i dati di uno dei settori economicamente più vivaci del vecchio continente. In Europa l’indotto dell’industria della bicicletta occupa più di 650mila lavoratori, più di quelli impiegati nel settore estrattivo minerario (615 mila addetti) e più del doppio di quello siderurgico (31 mila lavoratori). La parte del leone la fa il settore del cicloturismo, che vede impegnati più di mezzo milione di addetti, a seguire quello della vendita e riparazione (80587 lavoratori), poi quello della costruzione delle infrastrutture (23417 addetti), vendita e riparazione (22629 lavoratori) e infine quello dei servizi (4224 addetti).
Durante la presentazione dello studio a Bruxelles, Kevin Mayne (direttore del settore sviluppo dell’ECF) ha lanciato un messaggio ai governi europei e al nuovo presidente Juncker: “Investire sul ciclismo su due ruote è la scelta più giusta e i benefici a lungo termine si vedranno sui bilanci della spesa sanitaria, in quello dei trasporti e nel cambiamento climatico. Adesso siamo in grado di dimostrare che ogni nuova pista ciclabile costruita crea nuovi ciclisti e questo contribuisce alla crescita dei posti di lavoro. Investire nella bicicletta fornisce il migliore ritorno economico di qualsiasi altro investimento fatto nel settore dei trasposti”.  Nel rapporto è incluso anche un piano di azione e i relativi benefici che potrebbe apportare all’economia europea. Il piano d’intervento si spinge fino al 2020 dove, a fronte di un raddoppio degli investimenti da parte della Comunità Europea e di piani nazionali per incentivare l’uso delle due ruote (per esempio sgravi fiscali per i ciclisti), il numero dei lavoratori sale fino a quota un milione. Inoltre, a parità di investimenti, il tempo di permanenza nella aziende di un lavoratore dell’industria delle due ruote è tre volte superiore a quello dei lavoratori dell’industria automobilistica. Lo studio si chiude ricordando che il settore del ciclismo non richiede un alto livello di qualificazione per potervi accedere e questo gli permette di offrire una oggettiva opportunità per l’ inclusione europea sopratutto in questi anni di crisi economica.

Fonte: ecodallecitta.it