Roma, la rivoluzione del porta a porta: rifiuti tracciati col chip per la tariffazione puntuale

Si parte dal X municipio dove i contenitori saranno dotati di tecnologia RFID, basata su tag e chip che consentono di tracciare i conferimenti di ogni singola utenza offrendo una conoscenza precisa di ciò che viene buttato. Novità per la raccolta rifiuti a Roma. La sindaca Virginia Raggi ha presentato il nuovo modello di raccolta differenziata “porta a porta”  che garantisce porterà un “miglioramento dei servizi, maggiore efficienza ed economicità e più alte percentuali di raccolta”. Quello che è sicuro per adesso è che Roma sarà la prima capitale europea ad utilizzare quasi esclusivamente contenitori e mezzi intelligenti dotati di tecnologia RFID, basata su tag e chip che consentono di tracciare i conferimenti di ogni singola utenza offrendo una conoscenza puntuale di quello che viene buttato e quindi la possibilità di applicare la tariffazione puntuale. Fino ad ora infatti questo sistema è stato adottato solo da comuni ben più piccoli di Roma o solo per alcune fasi della raccolta, come a Milano.

Come funziona la tecnolgia RFID

In base al tipo di raccolta esistono differenti contenitori per rifiuti: sacchetti, mastelli, bidoncini, bidoni e carrellabile in generale, con capacità variabile. Il sistema RFID può prevedere l’apposizione dei tag/transponder, il cui microchip è associato al Codice Utente di ogni cittadino, sui sacchetti (tag a perdere), oppure sui bidoncini/mastelli di plastica (tag a recupero). La rilevazione e l’identificazione dei sacchi e/o dei contenitori avviene al momento del prelievo in diverse modalità: identificazione volontaria, ossia tramite un operatore, oppure automatica; identificazione fissa oppure mobile ed identificazione massiva degli item, quando più sacchetti sono contemporaneamente tracciati. I dati raccolti sono poi trasmessi automaticamente al sistema informatico del comune o dell’ente preposto all’emissione delle bollette, che registra il codice utente, la data e l’ora del ritiro, il veicolo e l’operatore che hanno effettuato il servizio, attribuendo così la precisa tassazione al relativo utente.Scenario-Gestione-Raccolta-Rifiuti-RFID-Oberon-350

Si parte nel X Municipio, dove il nuovo modello porta a porta sarà applicato a tutti i 230.000 abitanti, superando l’attuale doppio sistema in cui la raccolta domiciliare convive con quella stradale. Un sistema inefficace che ha provocato anche il fenomeno della migrazione dei rifiuti: chi non ha voglia di fare la differenziata porta a porta, va a pesare con i suoi rifiuti sui contenitori stradali più vicini, creando disagi e degrado. Parallelamente al X Municipio, anche il VI Municipio parte con il nuovo modello per superare le criticità del sistema attuale. Sono altri 260mila abitanti e 4mila utenze non domestiche. Si arriverà quindi a circa 490mila abitanti e 8000 utenze non domestiche: l’equivalente di una grande città italiana. Nel corso del 2018 toccherà ai Municipi IX, VIII, I e II. Dal 2019, lo stesso modello sarà esteso al resto della città. Un numero sempre crescente di città italiane gestisce i rifiuti mediante l’identificazione a radiofrequenza (RFID) ottenendo un importate beneficio per l’ambiente e un vantaggio diretto per le tasche dei cittadini. In Piemonte il Consorzio Chierese per i Servizi, una struttura che associa 19 comuni della provincia torinese, utilizza da tempo la tracciabilità dei rifiuti. In Lombardia l’Amsa società che gestisce la raccolta rifiuti e la pulizia stradale nelle città di Milano e nei comuni limitrofi, ha adottato, già nel 2008, la tecnologia RFID per velocizzare il riconoscimento di un parco che conta oltre mille automezzi. Tra gli obiettivi del progetto, l’identificazione della tipologia di rifiuti trasportati durante la fase di pesatura. In Emilia-Romagna, a San Vito di Spilamberto, provincia di Modena, si usa una card RFID per aprire i cassonetti della raccolta differenziata ogni volta che si deve gettare la spazzatura. I camion che li svuotano sono dotati di appositi sensori in grado di pesare automaticamente il carico di immondizia. Le altre regioni in cui viene utilizzata con successo la tecnologia RFID sono la Toscana, il Veneto, le Marche, l’Abruzzo e la Puglia.

“Per noi ‘rifiuti zero’ è un obiettivo concreto da perseguire con impegno e determinazione – ha dichiarato Virginia Raggi – Il nuovo modello di raccolta è il primo passo operativo per raggiungere due importanti obiettivi della nostra pianificazione per Roma: 70% di raccolta differenziata per fine mandato e applicazione della tariffa puntuale”.

Fonte: ecodallecitta.it