Aviaria 128 mila galline abbattute a Ferrara

E’ stato disposto l’abbattimento di oltre 128 mila galline ovaiole di un allevamento di Ostellato in provincia di Ferrara positive al virus dell’aviaria ceppo H7170118241-594x350

Le analisi effettuate dal Centro nazionale di referenza di Padova hanno confermato che 128 mila galline ovaiole di un allevamento di Ostellato in provincia di Ferrara nel Mezzano hanno contratto il virus dell’aviaria H7; è stato dunque disposto dal sindaco Andrea Marchi l’abbattimento da oggi. Le analisi sono giunte a seguito dell’ordinanza per attuare misure straordinarie per in contenimento dell’infezione da aviaria. La normativa di riferimento è nazionale e europea e contempla anche zone di protezione e sorveglianza, nonché il censimento di aziende e animali e tutti i test e analisi ritenuti idonei. Nel merito ha precisato il sindaco Marchi:

Stiamo monitorando insieme all’azienda Usl, alla Regione Emilia Romagna e alle competenti autorità sanitarie la situazione che, tengo a precisare, è assolutamente sotto la costante valutazione delle autorità veterinari. Da quanto le autorità veterinarie riferiscono, la trasmissione da animale a uomo dell’infezione è assolutamente remota. Trattandosi però di salute, abbiamo scelto la strada della massima precauzione, quindi misure importanti per eliminare il focolaio

Fonte: Estense

 

Quercia Elegante di Carpignano esemplare unico scoperto in Salento

La Quercia elegante di Carpignano è un esemplare unico al mondo scoperto in Salentoquercus-caroppoi-14-sett-2012

La Quercia elegante di Carpignano è stata scoperta in Salento dallo studioso Ettore Caroppo alle prime ore dell’alba del del 13 settembre 2012. E infatti in onore del suo scopritore il nome ufficiale di questa nuova pianta è Quercus caroppoi. La presentazione ufficiale avverrà domani proprio a nella sede del Comune, evento a cui prenderanno parte tutte le istituzioni locali.

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Scrive le caratteristiche Piero Medagli ricercatore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali (Di.S.Te.B.A.) dell’Università del Salento nella lettera di presentazione all’amministrazione comunale:

è stata accertata la presenza in agro di Carpignano Salentino di un esemplare arboreo bicormico (con due tronchi separati partenti da un ceppo comune) di una quercia di origine ibridogena derivante dall’incrocio tra quercia di Palestina o quercia spinosa (Quercus calliprinos Webb) e cerro (Quercus cerris L.). Benché gli ibridi nel genere Quercus siano abbastanza diffusi in natura, l’ibrido in questione risulta costituito da una combinazione nuova e del tutto inedita alla scienza e si tratta dell’unico esemplare vivente fino ad ora conosciuto di questa rara entità alla quale è stato ufficialmente dato il nome di Quercia di Carpignano, sulla base della sua collocazione geografica (nome scientifico Quercus x caroppoi in onore di colui che per primo ha posto attenzione su questa nuova entità ibrida). I due tronchi risultano avere un’età di circa 20 anni ciascuno e sembrano scaturire alla base da un ceppo di circa 300 anni di età attualmente ricoperto e nascosto da un muretto a secco. Forse si tratta di un esemplare residuo di un’antica formazione forestale oggi scomparsa. La assoluta rarità di questo esemplare unico al mondo, sulla base delle conoscenze attuali e la sua collocazione lungo un bordo strada, impone rigorose misure di salvaguardia dell’esemplare ed iniziative volte alla conservazione e adeguata diffusione del nuovo ibrido con la creazione di nuovi individui prodotti da autoimpollinazione naturale e collocazione in aree idonee da individuare, al fine di scongiurarne l’estinzione. Ovviamente gli studi scientifici su questa entità sono ancora in corso presso l’Orto Botanico dell’Università del Salento e mirano a ricostruire le caratteristiche e le modalità di formazione del nuovo ibrido la cui origine, come accennato risale a circa tre secoli fa, in un contesto ambientale assai diverso dall’attuale.

Questo esemplare rappresenta probabilmente la testimonianza del lussureggiante Bosco dei Greci e ancor prima dei Messapi che gli anziani della zona ancora ricordano. Il bosco si estendeva in origine da Calimera fino alle porte di Martano inclusi i borghi di Carpignano Salentino e Serrano, fino alla foresta delle Cesine e di Rauccio, la Foresta di Lecce arrivando fino a Otranto e alla Foresta di Cutrofiano e Bosco Belvedere.

Fonte:ecoblog

Per l’Oms l’ H7N9 virus dell’aviaria è il ceppo più mortale tra le influenze

Dopo il caso di influenza aviaria a Taiwan, l’Oms rende noto che il virus H7N9 è il più mortale tra le influenze conosciute.influenza-594x350

Un primo caso di contagio da influenza aviaria è stato ufficialmente dichiarato a Taiwan e così il virus H7N9 lascia i confini della Cina. Per l’Oms si è di fronte a uno dei virus influenzali più mortali. E’ stato dunque confermato a Taiwan il primo caso di influenza aviaria del ceppo H7N9 che ha contagiato un uomo di 53 anni che lavorava nella città su Suzhou che dista a circa 1h e 30 da Shanghai. I sintomi si sono presentati mentre era a Taipei 3 giorni dopo la sua partenza da Shanghai, lo scorso 9 aprile, così come riferito dal Centro di controllo epidemiologico di Taiwan, precisando che si trovava già in uno stato critico. Che il virus potesse lasciare i confini della Cina era apparso immediatamente possibile alle autorità sanitarie a causa dei frequentissimi spostamenti con Taiwan dove tuttavia si cercherà di contenere la sua diffusione nell’isola. Precisa l’Oms però che la sua possibile trasmissione da uomo a uomo non è stata ancora accertata. Keiji Fukuda, direttore generale per la sicurezza sanitaria e uno degli esperti che sta studiando il caso aviaria in Cina, ha però detto: Anche se il ceppo H7N9 nel focolaio corrente ha un tasso di mortalità inferiore fino ad oggi, è sicuramente uno dei virus influenzali più letali che abbiamo visto finora. Secondo l’ultimo bilancio presentato oggi a Pechino dall’Oms, sono state contagiate 108 persone di cui decedute 22. Sono dunque in corso le indagini sulle possibili fonti di infezione e serbatoi del virus. Fino a quando non sarà stata identificata la fonte di infezione, si prevede che ci saranno ulteriori casi di contagio umano in Cina. Finora, non ci sono prove di trasmissione in corso da uomo a uomo. Su invito del Servizio Sanitario Nazionale e della Commissione di pianificazione familiare della Cina è stato convocato un team di esperti che visiteranno le zone colpite da influenza aviaria A (H7N9) in Cina, al fine di fornire raccomandazioni sulla prevenzione e il controllo della malattia.

Fonte: Les Echos, WHO