La rete di comuni che combatte lo spreco istituendo un nuovo Centro del Riuso

Allungare il ciclo di vita dei beni con vantaggi per l’economia e per l’ambiente: nel cuneese è nato il Centro del Riuso, un servizio pubblico gratuito e accessibile a tutti che coinvolge una cinquantina di Comuni attraverso una rete diffusa. In questo modo chi possiede oggetti inutilizzati dona e chi ha bisogno preleva, rendendo il recupero una cultura sempre più condivisa. Pensiamo alle decine di oggetti che popolano le nostre case e che finiamo per buttare nonostante siano ancora utilizzabili e in buono stato. In molti casi li sostituiamo con prodotti nuovi, liberandocene con soddisfazione e facendo terminare la loro vita in una discarica, senza pensare al reale utilizzo che potrebbero continuare ad avere. Questi oggetti “vecchi” però non hanno nulla da invidiare ai loro nuovi sostituti e rappresenterebbero invece un’occasione (e di certo una soluzione) per persone e famiglie che ne hanno bisogno e nelle cui mani potrebbero rinascere. Da questa riflessione a Cuneo è nato il Centro del Riuso, un nuovo servizio per i cittadini di tutti i paesi che fanno parte del Consorzio Ecologico Cuneese: una cinquantina di Comuni che hanno preso parte a un progetto collettivo per contribuire insieme a una nuova cultura che vede nel riutilizzo di un oggetto, un processo da lineare a circolare.

Foto di Anastase Maragos tratta da Unsplash

Qui possono ritirare uno o più beni tutti i cittadini, a prescindere dal Comune in cui risiedono: così il centro diventa un luogo dove si possono consegnare e ritirare gratuitamente tutti quei beni usati che sono in buone condizioni di conservazione e che, scartati da alcuni, possono essere ancora utili per altri. «Si tratta di un progetto che coniuga la solidarietà sociale e il rispetto per l’ambiente. Promuovendo la cultura del riuso e rendendo più semplici e regolamentate le occasioni di scambio di oggetti usati fra i cittadini si allunga il ciclo di vita dei beni durevoli evitando che, ancora funzionanti ma magari inutilizzati, diventino rifiuti».

Al centro si accettano piccoli elettrodomestici, stoviglie, elementi di arredo, attrezzature sportive, giochi e oggetti per lo svago, apparecchi elettrici e da ufficio, accessori per l’infanzia e tanto altro ancora. La raccolta prevede il ritiro di massimo di 5 pezzi alla volta, con una frequenza non superiore a 4 prelievi al mese.

Foto di Kevin Andre tratta da Unsplash

Ma come funziona? Coloro che hanno in casa un bene usato, ma che è ancora in buono stato e riutilizzabile, possono consegnarlo agli operatori del Centro, che ne verificheranno le condizioni e lo destineranno al riuso. I beni consegnati verranno poi messi a disposizione di altri cittadini che potranno visionarli anche consultando la vetrina virtuale disponibile sul sito del CEC. Le finalità del Centro del Riuso sono anche la creazione di una struttura di sostegno per fasce sensibili della popolazione e di nuove opportunità di lavoro per persone disoccupate, disabili o svantaggiate. La sua istituzione è pensata, inoltre, per promuovere sul territorio una maggior sinergia tra i centri del riuso e i centri di raccolta dei rifiuti urbani, integrando e rafforzando la dimensione di circular economy. Il progetto mostra così il suo forte impatto grazie alla costruzione di una rete che propone una soluzione economica alternativa e che, a livello di sistema, può concretamente diffondere una sensibilità ambientale. Così il Centro del Riuso di Cuneo diventa un esempio tangibile di economia non soltanto circolare, ma bensì solidale, innescando una strategia win-win dove, tra riuso e solidarietà, vinco io e vinci tu.

Fonte: https://www.italiachecambia.org/2021/06/rete-comuni-centro-del-riuso/?utm_source=newsletter&utm_medium=email