L’Oasi di Scacco e Hope: nuova vita per i cavalli

La storia di Coretta Spalla e Fabio Ronchetti e della loro Oasi di Scacco e Hope, un luogo in provincia di Biella che si pone l’obiettivo di recuperare e rispettare cavalli vittime di abbandono o di trattamenti violenti. In relazione con l’uomo.oasi-di-scacco-e-hope-nuova-vita-cavalli

Un’oasi di 40000 metri quadrati dove recuperare cavalli destinati al macello o vittime di maltrattamenti. In provincia di Biella, a Mongrando, ha sede l’Oasi di Scacco e Hope, un progetto di Coretta Spalla (Istruttrice internazionale di Centered Riding®) e Fabio Ronchetti, che a partire dal 2006 hanno dato vita al proprio sogno: quello di vivere a stretto contatto con i cavalli. L’Oasi di Scacco e Hope non è solamente una scuderia: tutto nasce dall’arrivo di Scacco, un cavallo donato a Coretta allo scopo di metterlo a riposo, dopo lunghi anni passati in maneggio.oasi-di-scacco-e-hope-nuova-vita-cavalli-1538643080

“Da allora è nata una sperimentazione che ha coinvolto molti altri cavalli, giunti qui nel corso degli anni” ci racconta Coretta “e recuperati da situazioni di abbandono, maltrattamento e macello. Non è stata una vera e propria scelta, siamo partiti quasi condizionati dal fato e ci siamo fatti assorbire da questa attività.”
L’obiettivo, oltre al recupero, è quello di provare a instaurare un rapporto diverso con il cavallo, considerando ogni esemplare per la propria specificità: “Il problema fondamentale è che noi uomini tendiamo ad antropomorfizzare l’animale, lo umanizziamo. I cavalli, in questa maniera, perdono la loro essenza e il nostro obiettivo è farli tornare ad essere cavalli. Abbiamo assistito all’arrivo di esemplari completamente chiusi, immobili, distaccati da loro stessi e dal circondario”.

Il primo passo è caratterizzato dunque da un periodo di transizione per l’animale, che impara
a scaricare la rabbia e a superare gli shock subiti, per poi tentare (se l’animale lo permette) un approccio e un percorso volto al contatto con l’essere umano. Per mettere in pratica questo desiderio, la scuola di equitazione all’interno dell’Oasi di Scacco e Hope si caratterizza per una modalità relazionale di rispetto reciproco tra l’essere umano e l’animale. Nata quattro anni fa come laboratorio (chiamato “I nostri amici cavalli”) con cadenza settimanale e riservato ai bambini dai cinque anni in sù, è per stessa ammissione di Coretta una scuola più impegnativa rispetto alle tradizionali scuole di equitazione, “perchè oltre ad imparare le andature e le tecniche per montare, si lavora con l’aspetto relazionale tra il bambino e il cavallo. Ogni singolo esemplare possiede una sua specificità e particolarità, e nel rapporto con l’uomo si differenzia rispetto ad un cavallo allo stato brado, così come l’essere umano esce trasformato dal rapporto con l’animale”. Questa sperimentazione è divenuta nel corso degli anni un modello di lavoro funzionante, e con l’istruttore F.I.S.E. Christian Grasso è nata una collaborazione, che ha dato vita ad una vera e propria Scuola di Equitazione: “Un percorso annuale che unisce la mia esperienza, fatta in questi anni di laboratorio, con l’equitazione classica”.oasi-di-scacco-e-hope-nuova-vita-cavalli-1538643035

L’area recuperata
La sede dell’Oasi di Scacco e Hope è un grande prato con un bosco. Nei dintorni si trova anche l’appartamento di Coretta e Fabio: “lo abbiamo lasciato volutamente piccolo, non volevano togliere spazi importanti ai nostri cavalli e alle persone che visitano l’Oasi”. In passato non c’era nulla e nel corso degli anni Fabio e Coretta hanno recuperato la casa e organizzato gli spazi dell’area: “tutti i lavori sono stati realizzati in autocostruzione, grazie a materiali di recupero di ogni tipo. Abbiamo allestito una biblioteca, dove le persone possono venire e consultare dei libri, e abbiamo ospitato laboratori di vario tipo, dalle costruzioni in terracotta alla pittura. È uno spazio nell’Oasi che è a disposizione della comunità”.
Per quanto riguarda la parte strutturale riservata ai cavalli, Fabio e Coretta stanno cercando di ultimare l’area con il completamento dell’infermeria e la costruzione di una zona lavaggio per i cavalli, della selleria e del fienile.” Se volete aiutarli, trovate tutte le informazioni necessarie qui.

Foto copertina
Didascalia: Oasi si Scacco e Hope
Autore: Oasi si Scacco e Hope

Fonte: http://piemonte.checambia.org/articolo/oasi-di-scacco-e-hope-nuova-vita-cavalli/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

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Cavalli a perdere: la terribile odissea degli equini destinati al macello

Il reportage di L214 mette a nudo le condizioni estreme alle quali vengono sottoposti i cavalli destinati alla macellazione

Cavalli emaciati, malati e feriti banditi all’asta nei mercati “low cost”, carri bestiame affollati che viaggiano migliaia di chilometri senza rifornimento di acqua o di cibo e centri di raccolta nei quali gli animali sono esposti alla neve e al freddo oppure al caldo soffocante. Questa è l’odissea da incubo affrontata dai cavalli che da Stati Uniti, Canada, Messico, Uruguay e Argentina raggiungono i supermercati francesi. L’associazione transalpina L214, specializzata nel benessere degli animali da allevamento, ha condotto una vastissima indagine insieme con altre associazioni: la Tierschutzbund Zürich (Svizzera), la Animal Angels (Usa), Gaia (Belgio) edEyes on Animals (Paesi Bassi). Il risultato di questo report è un documentario shock di circa mezz’ora che mostra immagini brutali di cavalli con ferite aperte, membra slogate, cavalli morti le cui carcasse vengono lasciate a marcire sotto il sole. Inoltre questi cavalli vengono trattati con un anti-infiammatorio, il fenilbutazone, sostanza pericolosa in caso di consumo umano. Salvo rarissime eccezioni, nelle Americhe i cavalli non sono considerati animali destinati all’alimentazione e gli stessi proprietari non sono informati del fatto che i loro animali – molto spesso vecchi cavalli utilizzati per sport, svago e lavoro – finiranno per essere mangiati.

Per le associazioni animaliste, la parte peggiore della vicenda non è tanto il pericolo per la salute, quanto le condizioni di trasporto dei cavalli: se in Europa il trasporto è normato in maniera piuttosto restrittiva, in America è un vero e proprio Far West. L214 chiede alle catene di Grande Distribuzione CarrefourSystème UCoraLeclerc ,AuchanIntermarket Casino di assumersi le proprie responsabilità e di fermare l’acquisto di carne dai Paesi che sottopongono gli animali a un trattamento crudele e illegale. Soltanto nel 2012 la Francia ha importato 16.900 tonnellate di carne di cavallo per un giro d’affari complessivo di 66 milioni di euro: il 60% proveniva da Sud e Nord America.1626776061-586x390

Fonte:  Le Monde