Alluvioni in aumento in Europa a causa di global warming e cementificazione

L’EEA ritiene che l’aumento delle alluvioni in Europa sia in parte riconducibile ai cambiamenti climatici ed in parte al grave fenomeno del consumo e impermeabilizzazione del suolo fertile, che aumenta il deflusso idrico superficiale.Danubio-e-Inn-a-Passau-586x336

Le alluvioni che hanno colpito l’Europa Centrale nei giorni scorsi (nella foto l’esondazione del Danubio e dell’Inn a Passau in Germania, al confine austriaco) non sono casuali, ma sono dovute principalmente a due fattori: i cambiamenti climatici e la cementificazione del suolo. Secondo un recente rapporto della European Environment Agency, esiste una chiara evidenza del legame tra inondazioni e global warming per quanto riguarda il Regno Unito, la regione delle Alpi e la Scandinavia. Per quanto riguarda la regione Danubiana non sono ancora state trovate delle prove decisive, ma gli indizi ci sono tutti: in due giorni è caduta la pioggia di due mesi, e la piena del Danubio è la più alta degli ultimi 500 anni. Secondo l’EEA dal 1980 ad oggi sono avvenute 325 maggiori inondazioni, di cui 200 dopo il 2000. L’aumento è anche dovuto ad un migliore sistema di monitoraggio, oltre che alla impermeabilizzazione del suolo. Ogni giorno in Europa 265 ettari di terreno fertile vengono distrutti per diventare case, capannoni, strade e parcheggi. Nei suoli naturali il deflusso superficiale della pioggia è pari solo al 10%,mentre sale al 55%  nei suoli fortemente antropizzati e impermeabilizzati per più del 75% del territorio. In pratica la cementificazione moltiplica per cinque i danni delle alluvioni. Un ultimo fattore che incide sui danni e sulle vittime delle alluvioni è la tendenza a costruire case ovunque, anche in luoghi in cui le inondazioni sono più probabili. Cosa fare per mitigare l’impatto delle alluvioni? Oltre a fermare il consumo di suolo (più facile a dirsi che a farsi), è fondamentale ripiantare gli alberi e ripristinare alcune zone umide lungo il corso dei fiumi che possano assorbire in parte l’eccesso di flusso idrico. Questo tipo di difese morbide sono assai più efficaci delle difese rigide come dighe o barriere, che conducono a catastrofi quando vengono distrutte o sorpassate. Gli inglesi stanno investendo molto per proteggersi dalle maree in aumento nel Tamigi, pensando non ai prossimi anni, ma ai prossimi decenni. Cosa si vuole fare nel Bel Paese? Continuare a regalare soldi alle banche o investire in opere di prevenzione ad alto tasso di occupazione?a1-deflusso-superficiale-e-impermeabilizzazione

Fonte: ecoblog

Case dell’acqua pubblica, i milanesi sono proprio dei “gasati”

71.385 litri di acqua gasata contro i 42.082 di “naturale”, nei primi 2 mesi di prelievi di acqua pubblica gratuita ai nuovi distributori del Comune ed MM. Stillati 110mila litri in totale. Il Comune calcola un risparmio di circa 3.000 kg di plastica e di 40mila euro rispetto all’acquisto di acqua in bottiglia. 6 litri il prelievo massimo. Dove sono i distributori a Milano374944

Le “Case dell’acqua” milanesi sono state accolte con successo dai cittadini che hanno prelevato 113.467 litri di acqua pubblica e gratuita nei primi 52 giorni(2 marzo-22 aprile) dalla loro installazione. Una media di quasi 2.200 litri ogni giorno e, calcolando il tetto di 6 litri a prelievo, di quasi 19.000 utilizzi. Si conferma la preferenza dei milanesi per l’acqua gasata, di cui sono stati prelevati 71.385 litri, rispetto a quella naturale (42.082 litri). Grazie alle case dell’acqua gestite da MM – Metropolitana Milanese – il Comune ha stimato inoltre 3.500 i chilogrammi di CO2 non immessi in atmosfera e in più di 3.000 i chilogrammi risparmiati di Pet (la plastica con cui sono fabbricati bottiglie e bicchieri). Le cinque Case dell’acqua milanesi sono al Parco Formentano, in largo Marinai d’Italia, al parco Chiesa Rossa, in via San Domenico Savio (Metro 2, Abbiategrasso), presso il Parco Bassi, in via Livigno, al Giardino Cassina de’ Pomm, in via Zuretti (ang. Cassoni) e ai giardinetti di via Morgagni. Il Comune ha stimato anche il risparmio sui costi, che può portare l’utilizzo dell’acqua dell’acquedotto pubblico al posto di quella minerale che si compra in bottiglia: è di oltre 40mila euro. Per calcolarlo si è tenuto conto del costo medio dell’acqua in bottiglia nei supermercati, circa 0,36 centesimi di euro al litro (media tra naturale e gasata), e lo si è confrontato con il costo dell’acqua pubblica, che a Milano è di 0,60 centesimi di euro per 1.000 litri.

Le informazioni sulla qualità dell’acqua di Milano consultabili sul sito www.milanoblu.com

Fonte: eco dalle città