Sharemine: nuove soluzioni di mobilità condivisa

Sharemine offre nuove soluzioni di mobilità condivisa grazie a community di ride sharing utilizzabili sia da proprietari di flotte che da privati.http _media.ecoblog.it_e_e29_sharemine

Si chiama Sharemine e punta ad offrire nuove soluzioni di mobilità condivisa. Il car o ride sharing sono fenomeni ormai consolidati ma la domanda di questi servizi cresce. Lo dimostrano i recenti dati sul carpooling aziendale ma anche lo studio di Frost & Sullivan secondo cui, a livello globale, i ricavi generati dal car sharing e dal ride sharing dovrebbero registrare un tasso di crescita annuale intorno al 20%. Solo in Europa oltre 3,9 milioni di persone hanno già scelto la condivisione dei veicoli, quasi 60.000 in 26 paesi. Per questo Omoove, società controllata da Octo Telematics, ha deciso di lanciare Sharemine, piattaforma di shared mobility che consente di creare community di car sharing o ride sharing utilizzabili sia da proprietari di flotte che da privati. Il funzionamento è semplice. Chi gestisce una piccola attività con una flotta di veicoli si iscrive a Sharemine e crea la sua pagina inserendo i veicoli, indicando il modello e fissandone il prezzo di utilizzo. Un privato visualizza le offerte e, se disponibile, noleggia il veicolo più adatto alla sua esigenza. In questo modo l’imprenditore diventa “fornitore” di un servizio di car sharing, ottimizzando l’utilizzo dei propri veicoli e ottenendo un ricavo mentre il privato paga l’effettivo uso del mezzo come avviene già per i vari Car2go, Enjoy, DriveNow e Share’ngo. Sharemine ha anche un secondo utilizzo, dove sono gli stessi privati a gestirlo: si crea così una community di ride sharing, in cui tutti utilizzano il servizio per andare verso la stessa destinazione o una tappa intermedia, sulla scia del più noto Blablacar ma con una cerchia di persone conosciuta e decisamente più ristretta. Chi sono i diretti interessati? Praticamente tutti. Famiglie e studenti durante i percorsi casa-scuola, colleghi nel tragitto casa-lavoro, adolescenti e giovani in occasione di eventi sportivi, gruppi di amici in viaggio o in vacanza. Tra le caratteristiche del servizio, Sharemine consente di usufruire delle soluzioni di telematica assicurativa basate sulla tecnologia Octo, leader europeo nella fornitura di servizi di mobilità condivisa: obiettivo incoraggiare una guida più sicura facendo sì che i conducenti vedano riconosciuti i benefici derivanti dal loro corretto stile di guida. Un modello già in vigore in molte compagnie assicurative grazie alla “scatola nera” di Octo: “Ogni mezzo in condivisione è in grado di eliminare dalle 10 alle 15 vetture di proprietà fino ad arrivare ad un potenziale di 5,3 milioni di auto della flotta circolante – ha spiegato Edwin Colella, Chief Sales and Marketing Officer di Omoove – . Attraverso Sharemine, vogliamo contribuire alla trasformazione delle abitudini di mobilità, con uno strumento semplice e immediato, capace di influenzare un settore in rapida diffusione in tutto il mondo che sta assumendo la forma di un movimento sociale”. Sharemine sarà disponibile per il pubblico a partire da agosto 2017.

Fonte: ecoblog.it

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Rapporto Carpooling Aziendale 2016: risparmiati 647.000 km e 105 tonnellate di CO2

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Sono 646.900,82 i km risparmiati, 16.500 i viaggi effettuati e 105.670 i kg di CO2 non emessi in atmosfera nel corso del 2016, secondo il Rapporto Carpooling Aziendale 2016 elaborato da Jojob.
Il servizio, che permette di condividere l’auto tra colleghi e dipendenti di aziende limitrofe nel tragitto casa-lavoro, consente di ottenere un risparmio medio di 611 euro all’anno e coinvolge 90.000 dipendenti di oltre 100 grandi aziende che nel 60% dei casi si trovano nel Nord Italia.
Ad utilizzarlo sono soprattutto lavoratori maschi di 35 anni, per un tragitto quotidiano medio di 25 km.
Sono 646.900,82 i km risparmiati nei tragitti casa-lavoro*, 16.500 i viaggi realizzati*, 105.670 i Kg di CO2 non emessa, 90.000 gli utenti iscritti al servizio. Questi i dati emersi dal Rapporto Carpooling Aziendale relativi all’anno 2016 elaborato da Jojob, il maggior player italiano di carpooling aziendale che, primo al mondo, con la sua applicazione mobile rende possibile la “certificazione” dei viaggi e quindi del risparmio ambientale.

 

Secondo il Rapporto, nel 2016 sono stati 16.500 i viaggi certificati effettuati* in condivisione nel tragitto casa-lavoro, da colleghi o lavoratori di aziende limitrofe. Nel corso dell’anno, sono stati 20.000 i passeggeri che hanno lasciato la propria vettura a casa scegliendo di utilizzare ogni giorno il servizio di carpooling, il 227% in più rispetto al 2015.

A viaggiare a bordo della stessa auto, grazie al carpooling aziendale di Jojob, sono in media 2,56 persone a tratta. Una pratica che non solo rende più piacevole l’esperienza lavorativa, ma che ha consentito agli utenti di ottenere un risparmio economico medio di 611 euro** nel corso dell’anno.

 

Chi usa il carpooling aziendale di Jojob

Maschio, 35 anni, tragitto quotidiano in condivisione di 25 km: è questo l’identikit del Jojobber medio che, nel 60% dei casi, è fedele, giornaliero e costante nel certificare i propri tragitti.

Dei 90.000 utenti iscritti, il 59% è uomo e il 41% donna. Per quanto riguarda le età, il 50% ha tra i 35 e i 40 anni, mentre il 25% si colloca nella fascia di età 30-35 anni, il 15% ha 40-45 anni e infine il 10% tra i 25 e i 30 anni.

I percorsi certificati con Jojob sono nella maggior parte dei casi di 20-30 km (50%), seguiti da quelli di 10-15 km (35%) e di 6-10 km (5%). Per il restante 10%, si tratta di tragitti che vanno oltre i 50 km.

Secondo l’analisi di Jojob, nella maggior parte dei casi i carpooler si muovono dai paesi limitrofi alla sede lavorativa, segnalando spesso problemi legati alla raggiungibilità dell’azienda stessa, magari localizzata in aree poco servite dal trasporto pubblico. Non mancano i casi in cui, essendo la sede aziendale in un’area adeguatamente servita dai mezzi, il servizio di Jojob si affianca al trasporto pubblico favorendo l’intermodalità: il carpooling aziendale viene infatti scelto per una parte di tragitto, come un tratto di autostrada o di statale, fino ad un parcheggio di interscambio da cui l’equipaggio è in grado di prendere autobus o metropolitana.

 

Oltre 100 grandi aziende coinvolte: il 60% è al Nord Italia

I numeri del 2016 parlano chiaro e mostrano il successo delle politiche di sharing economy applicate alla mobilità aziendale: Jojob ha coinvolto più di 100 aziende di grandi dimensioni – come Findomestic, Amazon, Ducati, YOOX NET-A-PORTER GROUP, BNL Gruppo BNP Paribas, Unicoop Firenze, Luxottica, Salvatore Ferragamo, Reale Group e OVS, tra le altre. A queste si aggiunge il Carnia Industrial Park che, con le sue oltre 200 aziende di piccole, medie e grandi dimensioni, è il primo consorzio industriale che a livello nazionale promuove il servizio di carpooling. Non mancano altre 1.000 piccole e medie imprese che contribuiscono a rafforzare i cluster interaziendali.

 

Dal rapporto risulta che sono soprattutto le aziende del Nord Italia (60%) a rispondere alla richiesta di carpooling aziendale da parte dei dipendenti, con le province di Milano e Bergamo tra le più attive in Lombardia e di Torino e Biella in Piemonte. In Veneto le province più virtuose sono quelle di Verona, Vicenza, Padova e Venezia.

Le aziende del Centro Italia attive sulla piattaforma sono in media il 30% e localizzate principalmente nelle regioni di Toscana (con le province di Lucca e Firenze in testa) ed Emilia Romagna (prime tra tutte le province di Modena, Bologna, Parma).

Fanalino di coda il Sud Italia, con una media del 10% delle aziende, localizzate per la maggior parte nel Lazio (Roma e Latina), in Campania (provincia di Napoli), Puglia (provincia di Bari) e Sardegna (provincia di Cagliari).

 

“I risultati ottenuti dalle aziende che nel corso del 2016 hanno attivato il servizio di carpooling, promuovendolo tra i dipendenti, sono stati ottimi, sia in termini di welfare aziendale che di abbattimento delle emissioni di CO2”, afferma Gerard Albertengo, founder di Jojob. “Si tratta di numeri reali, certificati tramite app, che l’azienda può inserire nel proprio bilancio di sostenibilità, intraprendendo un percorso rivolto alla sostenibilità e allo smart working”.

Tra le aziende che utilizzano Jojob, nel 2016 il primato per il maggior numero di viaggi effettuati lo conquista Amazon (3.993 viaggi), mentre Bioindustry Park si distingue per essere l’azienda con più CO2 risparmiata (14.328 kg) e con più km risparmiati (91.184,54 km).

 

Novembre il mese con più viaggi condivisi nel 2016

“L’ultimo trimestre del 2016 è stato particolarmente positivo per Jojob, con una media di quasi 200 passeggeri trasportati ogni giorno”, spiega Gerard Albertengo. In particolare, ottobre 2016 è stato il mese con maggiori iscrizioni, pari a 1.500, complice il rientro al lavoro dopo la pausa estiva, mentre il maggior numero di richieste inviate sul sito per la creazione degli equipaggi è avvenuta a cavallo fra novembre e dicembre. Novembre, inoltre, è stato il mese con più viaggi in assoluto nel 2016: sono stati 2.502 (52% in più rispetto al mese precedente).

 

 

* il dato è riferito ai soli tragitti casa-lavoro, escluse trasferte e altri utilizzi.

** il risparmio medio è calcolato su una distanza casa-lavoro media di 25 km, con a bordo 3 persone, per 220 giorni lavorativi l’anno ed un costo carburante medio di 1,5 euro/litro.unnamedd

 

 

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Chi è Jojob

Il servizio JOJOB di Bringme è un innovativo servizio di car pooling aziendale, nato con l’obiettivo di agevolare gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti di aziende limitrofe.

JOJOB è costituito da una piattaforma web e da un’applicazione mobile. Ogni utente, dopo essersi registrato su www.jojob.it, potrà visualizzare su una mappa la posizione di partenza dei propri colleghi e dei dipendenti di aziende limitrofe alla propria, mettersi in contatto e condividere l’auto nel tragitto casa-lavoro.

Con l’applicazione mobile, l’unica in grado di quantificare la reale CO2 risparmiata dopo ogni tragitto percorso in car pooling, ogni passeggero potrà certificare il tragitto effettuato, ottenendo punti trasformabili in sconti da utilizzare in locali, ristoranti, bar e palestre convenzionate, sia a livello nazionale che locale.

 

 

Fonte: agenziapressplay.it