Con Helbiz un assaggio della mobilità del futuro

Helbiz è un nuovo sistema di car sharing tra privati basato su blockchain, per garantire sicurezza e semplicità.

Il futuro dell’automobile sembra sempre più simile a quello di un servizio digitale, piuttosto che la proprietà di un bene fisico. Se da anni esistono servizi come EnJoy, DriveNow e Car2Go che permettono agli utenti di sfruttare la flotta auto di un fornitore privato (rispettivamente ENI, BMW e Mercedes, negli esempi), nuove opportunità tecnologiche stanno aprendo la porta a piattaforme innovative che potrebbero influenzare positivamente il mercato. Helbiz è una piattaforma di car sharing  peer-to-peer che consente il noleggio d’auto fra privati. La soluzione si basa su un sofisticato hardware che viene installato (gratuitamente) a bordo auto, permettendo così ai noleggiatori di localizzare la vettura, sbloccarla e utilizzarla con le dovute garanzie (assicurazione compresa) senza bisogno di prenotazioni, scambi chiave e ulteriori interazioni.

Automatizziamo l’intero processo di noleggio, compresa la verifica, i contratti, le condizioni e i termini di servizio, i pagamenti, l’assicurazione personalizzata e la consegna delle chiavi“. A parlare a Ecoblog.it è Salvatore Palella, imprenditore e fondatore di Helbiz.

Helbiz sfrutta la forza della blockchain come sistema di tracciabilità per assicurare un pagamento granulare del servizio e soprattutto la sicurezza sia per l’utente che per il fornitore di auto. Helbiz si divide tra i servizi di Car Sharing (noleggio auto fra privati), Transportation Platform (piattaforma inclusa delle varie forme di trasporto pubblico) e Pay, un sistema di pagamento con portafoglio digitale. I servizi Pay e Transportation Transportation Platform verranno lanciati negli Stati Uniti a partire dalla prossima estate. Non è stata annunciata una data per la piattaforma di Car Sharing.

Fonte: ecoblog.it

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A Torino autobus scontati e bike e car sharing agevolato per le aziende

Il progetto “Smart Mobility” prevede uno sconto sugli abbonamenti ai mezzi pubblici e facilitazioni per il car sharing. E’ dedicato alle aziende.http _media.ecoblog.it_a_abd_a-torino-autobus-scontati-e-bike-e-car-sharing-agevolato-per-le-aziende

La città di Torino fa un passo avanti verso un sistema di mobilità integrata, alternativo all’auto di proprietà: è stato infatti presentato il progetto “Smart Mobility“, che prevede una serie di agevolazioni per le aziende e i loro dipendenti che fanno uso di autobus pubblici, bike sharing e car sharing. Le aziende che aderiscono a Smart Mobility, in pratica, possono godere di uno sconto sul prezzo degli abbonamenti agli autobus urbani GTT o degli altri mezzi pubblici torinesi sottoscritti per i propri dipendenti. I dipendenti, invece, possono avere sconti e agevolazioni (come il pagamento rateale in busta paga) sull’uso del car sharing e del bike sharing. Smart Mobility è dedicato alle aziende sia pubbliche che private e, al momento, partecipano 50 aziende con oltre 9.500 abbonamenti agevolati. Tra le aziende che aderiscono, da citare nomi del calibro di Ikea, Rai, Allianz, Camera di Commercio di Torino e Università degli Studi di Torino.
E’ una richiesta che viene dai cittadini e risponde alla domanda di poter disporre di servizio di mobilità facile, integrato e conveniente: caratteristiche indispensabili – spiega l’assessore alla Viabilità e ai Trasporti, Maria Lapietra – per un’offerta di trasporto in città adeguata soprattutto alle esigenze di chi deve muoversi per studio e per lavoro. Permettere, a chi deve spostarsi, di organizzare il proprio viaggio unendo un tratto in treno, in metropolitana o in bus ad altri fatti a bordo di un auto del car sharing o pedalando in bicicletta, porta benefici a tutta la collettività“.

L’iniziativa Smart Mobility è stata ideata e realizzata in sinergia da GTT (Gruppo Trasporti Torinese, Che a Torino gestisce gli autobus urbani, i collegamenti con l’aeroporto e il sistema ferroviario metropolitano), To Bike e Car2Go.

Fonte: ecoblog.it

Car Sharing, in Italia è in crescita: 1,8 milioni le auto condivise in 6 mesi

Sono ottime le notizie che arrivano dal mondo italiano del car sharing, grazie ai dati diffusi al convegno “Smart Mobility in Smart Cities” che si è svolto presso l’Università degli Studi di Milano (qui trovi qualche dettaglio in più): URBI, l’app che aggrega i principali sistemi di mobilità urbana e condivisa in Italia, ha scattato una fotografia piuttosto ottimistica della realtà italiana della condivisione dell’auto. 5.030 veicoli, 4.265.000 di prenotazioni, 1.800.000 ore di noleggio, circa 30.000.000 di km percorsi e una crescita del 35% negli ultimi sei mesi, un trend positivo costante per le città di Milano, Torino, Firenze e Roma: in tutti e quattro i capoluoghi infatti il numero di viaggi in car sharing ha avuto un tasso di crescita regolare giungendo, nel caso di Torino, a guadagnare addirittura 54 punti percentuali. Seguono Milano, con un aumento del 41%, Roma con il 20% e Firenze con il 10%. Nel complesso si può parlare di un aumento medio del 35%. I servizi posti sotto la lente di ingrandimento dello studio di URBI sono car2go, enjoy, Share‘n go, DriveNow e ZigZag (contano un totale in Italia 5.030 veicoli di cui 2.386 a Milano, 1.570 a Roma, 610 a Torino e 464 a Firenze), tutti in ascesa e in fase di implementazione delle flotte. I trend di crescita invece, sottolinea proprio URBI, sono diversi da città a città: se infatti nel caso di Milano (+49% di veicoli) e Roma (+23%), l’ingrandimento delle flotte degli ultimi mesi è stato senz’altro di incentivo per raggiungere un’utenza più ampia e garantire un servizio più capillare, le città di Torino e Firenze raccontano una storia differente.

“A Torino e Firenze, il numero di veicoli, invece di aumentare, è diminuito negli ultimi 6 mesi rispettivamente dell’8% e del 12%. Eppure questo non ha fermato i cittadini che sempre di più scelgono di usare i servizi di mobilità condivisa. […] Il fatto che Torino abbia avuto il maggior incremento di viaggi in car sharing in Italia dimostra che questi sistemi, anche in mancanza di grandi flotte, sono sempre più importanti nella vita quotidiana delle persone e che, anche grazie a URBI, sono sempre più alla portata di tutti”

ha dichiarato Emiliano Saurin, founder di URBI.unnamed-7

Secondo i dati diffusi da URBI l’utilizzatore medio dei sistemi di sharing mobility è maschio, ha tra i 25 e i 34 anni e il 75% degli utenti è uomo. Per quanto riguarda le età, il 34% ha tra i 24 e i 35 anni, mentre il 25% si colloca nella fascia di età 35-44 anni; il 15,5% ha 18-24 anni, il 15% tra i 45 e i 54 anni. Chiudono il 14% degli utenti di età compresa tra i 55 e i 64 anni e un 7% degli over 65. In media i noleggi durano circa 25 minuti in Italia e a Milano si registrano ogni giorno complessivamente 5.415 ore di noleggio, con una media di 2,7 ore di noleggio per ciascun veicolo. Seguono Roma, Torino e Firenze. I picchi di utilizzo si registrano sopratutto nelle giornate di venerdì e sabato mentre analizzando la media settimanale dell’uso del car sharing nella città di Milano, risulta che la fascia oraria in cui girano più vetture condivise è quella compresa tra le 18 e le 20, un trend piuttosto comune a tutte le città citate. Il car sharing insomma piace sempre di più e, in effetti, è sempre più difficile farne a meno: l’offerta sempre più ampia scoraggia anche chi, come molti, preferisce sempre e comunque usare il mezzo privato e promuove comportamenti più responsabili in materia di mobilità, spesso anche inconsapevolmente. Il che non è un male, e ci mancherebbe.

Foto | Google

Fonte: ecoblog.it

Car pooling: l’Italia pazza per i servizi di trasporto condivisi

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Il car pooling è sempre più diffuso in Italia, tra coloro che vogliono viaggiare in modo economico, in compagnia e nel rispetto dell’ambiente.

Tutti pazzi in Italia per il car pooling. Sai cos’è? In pratica, è un modo per risparmiare sul carburante dell’auto e ridurre l’inquinamento ambientale. Più persone che devono compiere la stessa tratta mettono in condivisione la vettura di uno di loro e dividono le spese. Dove si incontrano? Sul web, dove sono nati diversi servizi che favoriscono gli incontri. Ecco quali sono i servizi attivi nel nostro Paese e quali benefici puoi trarne usandoli.

Car pooling: risparmi 1.300 euro l’anno

In Italia sono attivi diversi servizi di car pooling. Il più importante è made in France. Si chiama Blablacar e può contare su una community di più di 25 milioni di persone in 22 Paese. L’Italia è il terzo Paese per numero di utenti di Blablacar in Europa. Nel 2015 (sono gli ultimi dati disponibili) la community ha percorso viaggi in media di 320 km, soprattutto nel Nord Italia: sei carpooler su 10 vivono nel Nord Italia.carpooling1-300x230-1

Car pooling: non c’è solo Blablacar

Blablacar non è l’unica community attiva nel nostro Paese. Ci sono tanti startupper che hanno capito le grandi opportunità del settore del car pooling. Tra le più attive c’è JobJob che ha la peculiarità di essere diretto ai lavoratori delle aziende: sono più di 70 i gruppi che hanno scelto di offrire il servizio ai propri dipendenti: Amazon, Ferragamo, Findomestic,. Yoox. In totale più di 57mila dipendenti usufruiscono dei vantaggi. C’è poi chi ha provato a distinguersi rispetto alla massa. D’altronde, è una necessità vista la concorrenza di Blablacar. Zego, per esempio, si è inventato il car pooling istantaneo. L’utente apre un’app, chiede un passaggio istantaneo e paga un rimborso spese con carta o PayPal: 20mila utenti sono registrati al servizio.

Car pooling: i vantaggi per l’ambiente

Chi usufruisce dei servizi di carpooling fa bene alle sue tasche e all’ambiente. Solo negli ultimi 12 mesi del servizio, Blablacar è riuscito a risparmiare oltre 1.000.000 tonnellate di CO2 e  500.000 tonnellate di carburante, a livello globale, pari all’illuminazione che occorre per un anno a Los Angeles. Tra gli altri vantaggi devi considerare le spese minori in carburante, oli, pneumatici, pedaggi, l’ottimizzazione delle risorse (con automobili con più persone a bordo, ci sono meno investimenti in nuove infrastrutture). E infine il miglioramento dei rapporti sociali: su Blablacar sono nate tante storie di amicizia e anche d’amore.

Fonte: ambientebio.it

Nel 2030 nelle metropoli due auto su tre saranno elettriche

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Mentre la Germania sembra avere imboccato con grande impegno la strada di una progressiva riconversione all’elettrico, una ricerca congiunta di McKinsey e Bloomberg New Energy Finance pubblicata di recente ci dice che nel 2030, nelle metropoli dei Paesi più ricchi del mondo, due terzi delle auto potrebbero essere elettriche e il 40% a guida autonoma. Diversi gli scenari nei paesi emergenti dove la mobilità potrebbe puntare su un mix di mezzi pubblici elettrici e car sharing.  Lo studio focalizza l’attenzione su alcune città con un’alta densità di popolazione un alto reddito come Chicago, Hong Kong, Londra e Singapore e qui prevede che la mobilità abbandonerà le auto private e utilizzerà i mezzi pubblici elettrici, il car sharing e i veicoli a guida autonoma.  Nei paesi emergenti – e quindi in metropoli quali New Delhi, Mexico City e Mumbai – il rapporto prevede che l’inquinamento venga ridotto attraverso una elettrificazione generalizzata del trasporto pubblico e con lo sviluppo del car sharing.

Fonte: Ansa

E’ Bologna la città più eco-mobile d’Italia

Nell’ottavo rapporto di Euromobility sulla mobilità sostenibile nelle principali 50 città italiane emerge un Paese diviso tra nord e sud. Ai primi 10 posti della classifica solo città del centro nord. La Capitale chiude al 24esimo posto.euromobility

Bologna conquista la prima posizione e si aggiudica il titolo di città più “eco-mobile” d’Italia. Vince non solo per una buona dotazione di parcheggi a pagamento e di scambio, per il basso indice di incidentalità sulle strade e la dotazione di corsie ciclabili, ma anche per una elevata domanda soddisfatta dal trasporto pubblico e per il servizio di car sharing, nonché per le attività del mobility manager di Area. Sul podio anche quest’anno tutte città del nord, con il secondo posto a Parma e il terzo a Milano; poco sotto, a seguire nelle prime dieci posizioni,Venezia, Brescia, Bergamo, Firenze, Padova,Torino e Genova. Roma chiude al ventiquattresimo posto, mentre chiudono la classifica Siracusa, Reggio Calabria e Potenza. La graduatoria delle città alla ricerca di una mobilità più sostenibile è contenuta nell’ottavo Rapporto “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città”, elaborato da Euromobility, con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare. Sempre ricca di indicatori questa ottava edizione che tiene conto delle innovazioni introdotte (car sharing, bike sharing, mobility manager), della presenza di auto di nuova generazione o alimentate a combustibili a più basso impatto (gpl, metano, ibride, elettriche), dell’offerta e dell’uso del trasporto pubblico, delle corsie ciclabili, delle zone a traffico limitato e di quelle pedonali. Ma anche dei dati sui parcheggi di scambio e a pagamento, di quelli sulla sicurezza e sulle flotte di veicoli comunali, nonché delle iniziative di promozione e comunicazione a favore della mobilità sostenibile. Quest’anno per elaborare la classifica si è anche tenuto conto, oltre che dei valori assoluti degli indicatori, anche dei miglioramenti registrati nell’ultimo anno. Le 50 città monitorate sono tutti i capoluoghi di Regione, i due capoluoghi delle Province autonome e le città con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti. «Questo ottavo Rapporto – dichiara Lorenzo Bertuccio, Direttore scientifico di Euromobility – segnala la progressiva positiva riduzione del tasso di motorizzazione, complice anche la perdurante crisi economica, il continuo aumento dei veicoli a basso impatto come quelli a metano e gpl, ma anche a trazione ibrida ed elettrica,che complessivamente raggiungono l’8.0% del parco nazionale circolante. Ma occorre spingere di più sul pedale dei servizi innovativi: se il bike sharing vede crescere sia il numero di utenti (di circa il 37%) sia il numero di biciclette (+27% circa), come lo scorso anno, invece, ad un incremento del numero di iscritti al car sharing tradizionale (+7,8%) non corrisponde una analoga crescita delle automobili a disposizione dei cittadini, che invece diminuiscono del 4,5%». Nel dettaglio, analizzando voce per voce, sono sempre di più gli utenti del bike sharing in Italia, il servizio delle biciclette condivise: 16 in tutto le città dell’osservatorio nelle quali è presente il servizio, con passi da gigante fatti da Milano, Brescia e Torino. Difficoltà invece si riscontrano nel car sharing (ad un aumento degli utenti corrisponde una diminuzione di auto in flotta), nelle politiche infrastrutturali e negli spazi pedonali. Milano e Cagliari si confermano le città con la maggiore offerta di trasporto pubblico, anche se complessivamente si è registrata una riduzione su tutto il territorio nazionale. Le note positive sono da un lato la riduzione di quasi tre punti percentuali dell’indice di motorizzazione, l’indicatore che misura la consistenza del numero dei veicoli in rapporto alla popolazione residente; e dall’altro l’aumento delle auto a basso impatto. «Dopo 8 anni di studi, intreccio di dati e confronti – sottolinea Roberto Maldacea, neopresidente di Euromobility – si evidenzia sempre più la frattura tra nord e sud Italia, con le prime 10 città virtuose tutte al nord e una fotografia triste e impietosa del nostro stivale. Sappiamo bene che questa situazione è in maniera più ampia lo specchio dell’economia, del trasporto ferroviario, autostradale etc., ma l’inquinamento e la salute dei nostri figli non conoscono confini e la concentrazione di tali fenomeni negativi è anche il risultato della riduzione dei servizi di trasporto pubblico. Colpa la crisi, infatti, quasi ovunque in Italia si è registrato un taglio ai servizi di trasporto pubblico offerti ai cittadini. Il 2015 è un anno topico per l’eco mobilità in Italia: anzitutto per riuscire ad invertire la tendenza negativa del sud Italia, ma anche per iniziare a misurare l’indice di sostenibilità di alcune iniziative come il car & bike sharing, per le quali l’Italia in poco tempo si è aggiudicata una pole position addirittura europea (Milano migliore città europea per il car sharing free floating nel 2014).Come raccomandato dalla Comunità Europea, qualsiasi iniziativa sostenibile, quindi anche l’eco mobilità, deve essere oramai orientata e misurata in funzione dei reali benefici che riesce a generare. EUROMOBILITY, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, vuole introdurre innovativi strumenti e piattaforme utili a misurare, con il supporto delle tecnologie digitali, il cambiamento di mobilità dei privati e delle aziende, associandolo soprattutto alle nuove iniziative (car & bike sharing, mobilità intermodale, uso dei mezzi pubblici etc) per poter definire l’indice di sostenibilità dell’eco mobilità in Italia e delle singole iniziative ad essa associate».

Fonte: ilcambiamento.it

Car sharing di Torino, 20 nuove auto elettriche e rinnovo delle tariffe

Si amplia l’offerta del servizio di auto in condivisione, con l’introduzione di 20 auto elettriche e nuove modalità di accesso al servizio tra cui l’iscrizione a 19 euro. Gli assessori Lubatti e lavolta alla presentazione parlano di “Torino come modello di smart city a livello europeo”ecodallecitta

Il car sharing di Torino si dota di importanti novità. Da una parte vengono proposte nuove modalità di accesso al servizio, con tariffe più convenienti e diversificate a seconda dell’utilizzo;
dall’altra si amplia il parco veicoli, con l’introduzione di una flotta di auto elettriche ricaricabili presso apposite colonnine.
“Sono innovazioni importanti – commenta l’assessore ai Trasporti di Palazzo Civico, Claudio Lubatti, intervenuto alla presentazione mercoledì 9 luglio presso l’Urban Center metropolitano- che aumentando l’offerta ai cittadini amplificano le possibilità di integrazione con il trasporto pubblico in un’ottica di mobilità organizzata, sostenibile e che punta a far diventare Torino un modello di smart city a livello europeo“.

Accanto alla versione “classica” di auto in condivisione, sarà dunque possibile usufruire di 20 auto elettriche, nello specifico delle fiat 500e, ricaricabili presso le prime sette colonnine presenti in città, che “poi, se il servizio piacerà – dice l’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta – saranno implementate. In questo modo forniamo un altro contributo al disincentivo dell’auto privata e di conseguenza all’abbattimento delle emissioni. Io stesso – aggiunge Lavolta – non possiedo più un’auto da qualche tempo. Con un po’ di organizzazione si può fare”.
La società che gestisce il servizio è “Io Guido”, che fornisce già gli altri 126 veicoli del car sharing torinese. La spesa per i nuovi veicoli è stata di quasi 600 mila euro, di cui la metà è arrivata dal Ministero per l’Ambiente. Per quanto concerne invece le offerte tariffarie ecco le novità: con 19 euro è possibile iscriversi a Car sharing Torino e avere accesso a tariffe standard convenienti, per gli utilizzatori più frequenti è possibile un abbonamento annuale da 59 euro mentre per le aziende è disponibile un abbonamento annuale con tessera impersonale utilizzabile singolarmente da dipendenti diversi. “Lo sforzo organizzativo sostenuto è stato notevole – aggiunge Marco Cordeddu, consigliere delegato di CarCityClub la società di gestione del servizio – ma siamo convinti che grazie a queste innovazioni Car sharing Torino riuscirà ad essere una vera alternativa di mobilità per la cittadinanza in termini di convenienza economica e di sostenibilità ambientale”. A Torino i parcheggi di car sharing sono 75 e altri 16 nella prima cintura, 126 le auto a disposizione di 11 modelli diversi, il servizio è attivo 24 ore su 24 e le auto hanno libero accesso alla Ztl, non pagano la sosta nelle zone blu e possono percorrere corsie e vie riservate.ecodallecitta (1)

Fonte: ecodallecittà.it

A Parigi inquinamento da smog oltre soglia: biciclette e car sharing gratis per tutti

A Parigi i livelli i PM10 sono oltre la soglia massima e l’amministrazione ha deciso come misura di urgenza di rendere gratuiti i servizi di car sharing e bike sharing in città ai residenti

Dopo alcuni giorni in cui i livelli di PM10 nella capitale francese sono stati registrati oltre la soglia di sicurezza l’amministrazione parigina ha deciso di intervenire drasticamente e piuttosto che ricorrere al provvedimenti quali le targhe alterne ha deciso per una soluzione innovativa. Infatti i residenti potranno usufruire gratuitamente per tutto il periodo necessario dell’uso delle biciclette del bike sharing e delle vetture del car sharing ovvero del Vélib e Autolib a iniziare da giovedì 13 marzo.

FRANCE-FEATURE

L’inquinamento da PM10 o polveri sottili è temuto dalle amministrazioni locali poiché è dimostrato essere la causa di malattie respiratorie e cardiovascolari ed è stato classificato come cancerogeno dall’OMS. La formula gratuita prevede che per le biciclette sia effettivamente senza spesa il ticket da 1 giorno; le autovetture saranno gratuite per la prima ora per tutti gli abbonati. L’amministrazione invita a non usare le auto se non per motivi strettamente necessari tranne che per le vetture elettriche. Nel frattempo saranno diffusi messaggi che invitano all’autodisciplina e applicati maggiori e più stringenti controlli sulle vetture in circolazione. Per tutto il periodo dell’inquinamento si invitano bambini e persone anziane a restare a casa quando non è necessario uscire.

Fonte: Bio Addict

Car2go, come trovare le macchinette del nuovo car sharing milanese

Basta collegarsi al sito di car2go e inserire la propria posizione in città. Le 150 Smart del secondo servizio di car sharing a Milano, partito l’8 agosto, sembrano ben distribuite sul territorio. Si prelevano accostando la tessera (ottenuta con l’iscrizione) e si riparcheggiano (gratis) ovunque (strisce gialle e blu). Il sistema satellitare ti dice sempre dove sono

 

 

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Le Smart bianche e azzurre del secondo car sharing milanese – dopo GuidaMI, quello gestito da ATM – iniziano a vedersi in giro a Milano. Sarà anche per l’aspetto ancora estivo della città, con poco traffico e tanto spazio a disposizione lungo i marciapiedi, ma non è difficile, facendo un giro per Milano, incrociare le mini utilitarie di car2go, il secondo servizio di car sharing che il Comune ha voluto promuovere – anche per creare più concorrenza – e che ha visto il colosso Daimler-Crysler vincere il bando. Naturalmente stiamo parlando di un servizio più “basico” rispetto a GuidaMi, perché car2go mette a disposizione un solo tipo di veicolo, la Smart, ma al momento i punti più attrattivi del servizio sembrano essere l’estrema facilità di individuazione e prelievo delle 154 “auto condivise” a disposizione e soprattutto la trasparenza ed economicità del servizio: 0,29 cent al minuto, 14,9 euro all’ora, davvero tutto incluso. Fino al 30 settembre, anche i 19 euro per l’iscrizione al servizio e l’ottenimento della tessera, non si pagheranno grazie alla promozione e lancio del servizio. L’obiettivo del Comune di Milano è quello di allargare sempre più le alternative all’utilizzo dell’auto privata, soprattutto per ridurre l’altissimo numero di auto/abitanti che Milano, come tutte le grandi città italiane, con i costi conseguenti in termini di traffico e soprattutto inquinamento atmosferico.
L’altra fondamentale novità con cui car2go si presenta ai milanesi e che le ha permesso di vincere il bando promosso dal Comune per un nuovo operatore in città, consiste nel non dover riportare l’auto nel punto in cui è stata prelevata, ma di poterla lasciare parcheggiata regolarmente ovunque su tutte le strisce gialle e blu della città, gratuite per i cittadini che scelgono questa forma di mobilità alternativa.

Fonte: eco dalle città

Raddoppia il car-sharing a Milano, arrivano 154 Smart di Daimler-Mercedes

Con l’entrata di Car2go raddoppia il potenziale car-sharing a Milano. In pista 154 Smart di Daimler-Mercedes, l’unico operatore che ha risposto all’avviso pubblico del Comune per sollecitare concorrenza al GuidaMI di ATM. “A Vienna abbiamo 30mila abbonati l’anno”, dichiara il gruppo automobilistico. Tariffa utilizzo: 29 cent/minuto, compresi Iva e benzina – da Repubblica del 08.08.2013375913

Le auto saranno su strada da domani (9 agosto, NdR), ma la registrazione online può essere fatta a partire da oggi. Parte Car2go, il car sharing privato del gruppo tedesco Daimler-Mercedes, che ha risposto all’avviso pubblico lanciato dal Comune per liberalizzare il mercato delle auto in affitto, portando un po’ di concorrenza in casa Atm. Che, con i 135 veicoli GuidaMi e i suoi 5.400 abbonati, finora ha avuto il monopolio del settore. Nelle prossime 24 ore saranno disponibili le prime. 154 Smart condivise, a cui entro settembre se ne aggiungeranno 296: in tutto, saranno 450 i veicoli Car2go in giro per la città. L’idea è di arrivare a 30mila abbonati in un anno, «come accaduto a Vienna — spiega Gianni Martino, manager operations del gruppo tedesco — Secondo le nostre stime, in città per ogni Smart in affitto ci saranno 12 veicoli di proprietà in meno in circolazione, 5mila in 12 mesi». Un obiettivo ambizioso, che si accompagna al tentativo di Palazzo Marino di liberalizzare il più possibile il mercato del car sharing: proprio per questo, l’avviso pubblico a cui i tedeschi hanno risposto è ancora aperto, in attesa di nuove domande. Ma come funziona Car2go? Dopo la registrazione online e il pagamento dell’iscrizione (19 euro con carta di credito, da usare anche per pagare di volta in volta la tariffa d’affitto) si ritira la card in uno dei vari punti presenti in città: per il momento, si tratta della concessionaria Smart di piazza XXIV Maggio, della sede di Legambiente e di un punto ad hoc in zona Colonne. Da settembre, a questi si aggiungeranno gli uffici Europcar e Mercedes. Dopo aver preso la tessera, si può prelevare l’auto: a differenza dei veicoli GuidaMi — che si trovano in punti ben precisi e lì devono essere riconsegnati — le Smart saranno sparse in tutta Milano. Per individuare la più vicina bisogna scaricare sul cellulare l’app gratuita, che individua la macchina, ne dà la posizione e la “blocca” per mezz’ora,dando al cliente il tempo di raggiungerla. Le auto si aprono usando la tessera: la chiave per la messa in moto è all’interno. Per riconsegnare il veicolo — in qualsiasi punto di Milano, anche diverso da quello da cui è stato prelevato — basta parcheggiarlo e “chiuderlo” con la card: il sistema registra la fine del noleggio e addebita al cliente la cifra dovuta. Prezzo: 29 centesimi al minuto, compresi Iva, benzina (le Smart vengono rifornite dai team di Car2go: se si trova il veicolo a secco, il rifornimento è a carico dell’azienda), Area C e parcheggio su strisce blu e gialle. Il gruppo tedesco pagherà infatti a Palazzo Marino, ogni anno, un forfait di oltre mille euro per ciascun veicolo, per garantire ai clienti la sosta (ovunque) gratuita.

Fonte: eco dalle città