Roma, nasce il bosco della memoria GRABtree: un nuovo polmone verde per la Capitale

389354_1

Il progetto trasforma in un polmone verde della città lo spazio abbandonato ai margini dell’A24 in un’area densamente popolata e fortemente degradata: 3.590 alberi, 60 ettari di foresta urbana, 7 colline commemorative negli stessi luoghi che ospitano la più estesa necropoli imperiale. Un cimitero per far risorgere un’area degradata. Non un camposanto tradizionale fatto di tombe, loculi ed edilizia funeraria, bensì una foresta della memoria, un parco urbano con piante e alberi che ricordano chi non c’è più e rendono vitale uno spazio dove passeggiare, pedalare, coltivare orti urbani e frutteti, mangiare o prendere un caffè, leggere, chiacchierare, fare sport o far giocare i bambini. E’ il progetto GRABtree ideato da LegambienteA3Paesaggio e GRAB+, la rete di cittadini a associazioni che ha disegnato e conquistato il finanziamento MIT/MIBACT per la realizzazione della ciclovia Grande Raccordo Anulare delle Bici di Roma.

GRABtree si estende per 60 ettari dove è prevista la piantagione di 3.590 alberi che garantiscono una ricca biodiversità, hanno un alto valore ornamentale e svolgono un apprezzabile ruolo ambientale catturando ad esempio smog e gas serra, riducendo il rumore, mitigando la temperatura estiva. Il parco – costeggiato dal tracciato del GRAB – ospita un lago e un ninfeo, orti urbani, vigneti e un giardino dei frutti dimenticati, un teatro e uno skatepark, una caffetteria e due velostazioni. E ancora 7 colline, 7 boschi sacri di piante commemorative.

L’area di intervento è l’enorme rettangolo incastrato tra il tronchetto di penetrazione urbana dell’autostrada A24 e la ferrovia Roma-Napoli e Roma-Sulmona con le stazioni Prenestina e Serenissima (che delimitano i due lati lunghi) nonché dal cimitero monumentale del Verano e Casal Bertone e da via Grotta di Gregna (la coppia di fianchi stretti). E’ una porzione di città densamente abitata e gravata da numerosi problemi ambientali (smog, rumore e discariche abusive soprattutto), ma a dispetto dell’immagine dismessa che mostra oggi, particolarmente ricca e suggestiva.

In questo territorio, infatti, esito degli scavi Tav realizzati a partire dal 1997, sono venute alla luce 2.200 tombe della più imponente necropoli di età imperiale nota al mondo che potrebbe così diventare fruibile (dopo il ritrovamento è stata rinterrata in attesa di tempi migliori) e costituire il cuore archeologico di GRABtree insieme ad altri resti monumentali ritrovati nelle vicinanze: un tratto in basolato di 160 metri dell’antica via Collatina in perfetto stato di conservazione e una estesa fullonica, sorta di grande lavanderia dell’epoca.

La dove c’era l’antica necropoli, quindi, potrebbe sorgere il sepolcreto del nuovo millennio. Questa connessione passato-futuro è indubbiamente uno degli elementi che ha stimolato il progetto di Legambiente, A3Paesaggio e GRAB+. Ma oltre al mantenimento di una linea di continuità con la vocazione storica del territorio, ci sono altre ragioni che spingono a intervenire proprio in questi luoghi. Intanto c’è un’altra linea di continuità. GRABtree, infatti, è legato a filo doppio con il GRAB, anzi è un prezioso upgrade del Grande Raccordo delle Bici che attraversa questo territorio e che tra i suoi obiettivi ha proprio quello di suggerire e facilitare azioni di rigenerazione urbana lungo il suo percorso. Opportunità offerta dall’incontro con I am a tree, idea progettuale di A3Paesaggio che trova nell’area della Serenissima la possibilità di declinare al meglio le sue potenzialità – un parco per commemorare i defunti vivibile per coloro che restano – ma che naturalmente può essere una soluzione replicabile anche in altre città italiane.

Tornando al rettangolo tra autostrada e binari va detto che è uno spazio di scarto di due grandi infrastrutture di trasporto in quartieri densamente abitati e con scarsissimo verde di qualità. E’ uno spazio che ha certamente bisogno di essere recuperato dall’abbandono e dalla marginalità, ma c’è anche l’obbligo di pensare a un luogo che una volta rigenerato, grazie a nuove e peculiari funzioni, sia in grado di offrire quegli elementi capaci di assicurare nel tempo non solo accessibilità e fruibilità per i cittadini, ma anche risorse per la cura e la manutenzione del parco.

Un ulteriore motivo che rende ineludibile l’intervento – se non il bosco della memoria, quantomeno la riqualificazione di questo territorio – è che si tratta di un parco che doveva essere già nato da almeno un decennio. Nel 2004 Comune di Roma e TAV avevano trovato un accordo: per risarcire gli abitanti dei quartieri del disagio e dell’impatto socio-ambientale prodotto dai cantieri per l’alta velocità il Campidoglio avrebbe ricevuto 62 milioni di euro da destinare a opere di compensazione. Un elenco di 82 interventi da mettere in cantiere tra cui spicca proprio il Parco Archeologico Serenissima. All’epoca, enfaticamente, s’era detto che sarebbe diventato il Central Park della Capitale, forse per la forma rettangolare dell’area incastrata in un territorio fortemente edificato. Ma da allora a oggi è successo poco o nulla.

Tuttavia i fondi per realizzare il parco sono ancora lì, a disposizione del Comune di Roma. Più di 6,3 milioni di euro (6.336.400 per la precisione) che RFI-Rete Ferroviaria Italiana (subentrata a Tav) potrebbe rendere disponibili qualora il parco diventasse finalmente concreto. Inoltre Legambiente ha già incontrato la disponibilità di alcune imprese a regalare alla città di Roma le alberature, la loro messa a dimora e anche la manutenzione del bosco.

GRABtree è un progetto dal forte valore sociale, ambientale, paesaggistico ed è anche un acceleratore di processi culturali già in atto in altri Paesi dove i tradizionali luoghi della memoria sono sempre più green e vitali – sottolinea Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente e ideatore del progetto GRAB –

GRABtree è uno straordinario upgrade del GRAB, il nostro progetto del Grande Raccordo Anulare delle Bici della Capitale, ed è un modo per cominciare a cambiare profondamente Roma, per restituire spazio pubblico ai cittadini e dare una nuova identità e nuove funzioni, sostenibili, ad aree marginali e degradate. Speriamo di poter ragionare presto di GRABtree col Comune di Roma e coi cittadini delle aree interessate dal progetto”.

“E’ un onore poter prendere parte, insieme a Legambiente e GRAB+, a questo importante programma di rigenerazione della nostra città, una sfida verso una nuova visione del sistema urbano che ridisegna il concetto di mobilità e apre un nuovo fronte sul modo di vivere e fruire degli spazi esterni – afferma Consuelo Fabriani, architetto paesaggista e titolare dello studio A3Paesaggio che ha ideato il progetto I AM A TREE – I AM A TREE è un progetto di forestazione urbana che chiama in gioco lo spazio dedicato al culto dei morti immaginando, in un futuro non troppo lontano, che ognuno di noi possa andare a trovare chi ci ha lasciato, in un parco invece che in un cimitero.  E’ un progetto per ogni grande città dove la carenza di spazio, la qualità dell’aria, la salute dei cittadini, insieme al diffondersi della cremazione, impongo di ripensare ai luoghi della tradizione attraverso un nuovo linguaggio architettonico e paesaggistico: a Roma siamo riusciti a unire il GRAB, che si candida a essere la più bella ciclovia al mondo, a un’area di 60 ettari dove convivono orti urbani, frutteti e vigneti insieme ad un parco archeologico e a sette “boschi sacri”.

Fonte: ecodallecitta.it

 

 

Annunci

Kenya, la crescita urbana minaccia il Parco Nazionale di Nairobi

Il parco nazionale della capitale del Kenya è l’unico al mondo all’interno del territorio di una capitale

Il Parco Nazionale di Nairobi, alla periferia della capitale del Kenya, è l’unica riserva nazionale al mondo a essere attualmente attiva sul territorio di una capitale. Quest’anomalia che non presentava alcun problema al momento della fondazione, nel 1946, sta presentando il conto ora, con uno sviluppo urbano incontrollato che si sta allargando alle terre che una volta erano proprietà dei contadini Masai. Il parco di Nairobi, fondato quasi settant’anni fa dai coloni britannici, accoglie circa 120mila visitatori all’anno e ospita 80 specie di mammiferi fra cui leopardi, leoni, mammiferi, rinoceronti, giraffe, zebre e antilopi in un territorio di 117 kmq al cui orizzonte si stagliano i grattacieli della capitale kenyana. Sono molte le associazioni ambientaliste che tentano di difendere questo territorio che, per colpa dell’urbanizzazione selvaggia, della maleducazione dei turisti e del vento che porta i rifiuti dalla vicina città, deve fare i conti con sacchi di plastica, bottiglie e imballaggi vari.

Si trovano sempre più rifiuti, portati dal vento dalle abitazioni dei dintorni o gettate dai turisti. Da poco ho visto un serpente morire infilato dentro una lattina di soda e incapace di uscirne,

spiega Patricia Heather-Hayes, avvocato in prima fila nella lotta per la preservazione del parco dell’associazione Fonnap. Nel parco sono presenti 39 leoni e 90 rinoceronti, 450 specie di uccelli, 40 di anfibi e 500 di alberi, una biodiversità che si è preservata anche grazie all’osmosi con l’area semi-desertica di Athi-Kapthi, una vasta area semi-desertica di 2200 kmq. Le migrazioni da questo bacino sono ora minacciate dalla crescita urbana e dal progetto di una nuova arteria stradale – la Southern Bypass – e da una linea ferroviaria che potrebbe passare all’interno del Parco. La ferrovia dovrebbe garantire la connessione fra il porto di Mombasa e Nairobi. Fonapp e altre associazioni cercano di contrastare questa ondata sviluppista che rischia di minacciare il parco più vecchio del Kenya, custode delle specie più rappresentative della fauna africana, ad eccezione degli elefanti.Political Stand Off Affects Kenyan Tourism

Fonte: Le Monde

© Foto Getty Images

Bike Pride 2014: “Torino capitale della bicicletta”

Grande soddisfazione degli organizzatori e del pubblico all’indomani del Bike Pride 2014. Alla V edizione della pedata per le vie di Torino, che si conferma la più grande manifestazione di ciclisti in Italia, il bilancio non può essere che positivo380371

“Abbiamo superato i numeri dell’anno scorso, portando nelle strade di Torino sicuramente oltre 30.000 persone”, commenta con entusiasmo il presidente Giuseppe Piras, “ma al di là dei numeri, la maggiore soddisfazione è vedere tante persone, bambini in testa, felici e libere di pedalare in sicurezza”. Sicurezza garantita anche da un cospicuo spiegamento della Polizia Municipale, che, coadiuvata dall’Associazione Carabinieri in congedo, ha gestito lo svolgimento del percorso con professionalità e cortesia. Importante anche la partecipazione di molte figure politiche che hanno testimoniato l’importanza dei temi della mobilità nuova e il rilievo della manifestazione (in prima fila gli Assessori Enzo Lavolta e Claudio Lubatti, immancabile Marco Grimaldi e alla sua prima edizione Stefano Esposito).
Ma Bike Pride 2014 non è stato solo un momento di festa, l’Associazione ha infatti voluto dedicare questa edizione al tema della Bikenomics, l’economia che gira attorno alla bicicletta. Nella giornata di sabato, in un convegno seguitissimo – non solo fisicamente, ma anche grazie alla diretta streaming – presso la Casa nel Parco di Mirafiori, Bike Pride 2014 ha raccontato numeri ed esperienze dell’economia generata dalla bicicletta (le presentazioni e il video del convegno). Nella mattina gli interventi dell’ambasciatore internazionale della bicicletta Marc van Woundenberg, di Amsterdamize, direttamente dall’Olanda, di Barbara Barazza, Responsabile del settore Studi e Statistica della Camera di Commercio di Torino, di Francesca Racioppi, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (in collegamento da Copenaghen), di Pedro Kanof, ingegnere e inventore del Bike Sharing e di Enzo Lavolta, Presidente Fondazione Torino Smart City, hanno illustrato la fondamentale dimensione di un fenomeno che non si può più ignorare. Nel pomeriggio 20 IMPRENDITORI hanno dimostrato che, con creatività e prodotti alla mano, di bikenomics si può vivere e crescere.
“La bicicletta muove l’economia”, quindi, e non solo per chi ci lavora direttamente, nella produzione di bici e accessori, ma anche indirettamente per la società, perché gli investimenti in mobilità ciclabile producono ricadute economiche positive, in termini di riduzione degli incidenti, di benefici per la salute e per l’ambiente. Basti pensare che ad un aumento dell’1% degli spostamenti in bicicletta in Europa corrisponde una ricaduta economica sulla collettività di 2 miliardi di euro e una diminuzione del 3% degli incidenti globali. Un dato di punta, che il Bike Pride 2014 vuole ribadire alla Città e ai cittadini. Ma il lavoro dell’Associazione Bike Pride continua e L’impegnativo mandato delle migliaia di persone presenti alla manifestazione sarà tradotto in proposte verso l’amministrazione affinché tutti i cittadini possano continuare ad usare la bici tutto l’anno in sicurezza.

Fonte: ecodallecitta.it

A Helsinki stop alle auto di proprietà, dal 2025 mobilità on demand

La Capitale della Finlandia ha annunciato che dal 2025 la mobilità cittadina sarà on demand e dunque l’auto di proprietà sarà destinata a essere sostituita da servizi pubblici

L’amministrazione di Helsinki ha annunciato che dal 2025 la mobilità della Capitale sarà basata su un nuovo sviluppo volto a eliminate l’auto di proprietà. In pratica Helsinki mira a consentire alle persone di acquistare la mobilità in tempo reale, direttamente dal proprio smartphone. La speranza è quella di fornire autisti con una serie di opzioni a buon mercato, flessibili e ben coordinati, tali da diventare competitivi con le auto di proprietà privata non solo sui costi, ma proprio per convenienza e facilità d’uso. Gli abbonati dunque richiedono una destinazione e attraverso un’applicazione su smarthphone viene pianificato il viaggio ,con pagamento incluso, di tutti i mezzi che sono a disposizione: dalle auto, agli autobus, alle biciclette in bike sharing, ai traghetti. L’ambizione è rendere servizi come Citymapper fuso con il noleggio di biciclette o con i taxi, come Hailo o Uber, effettuando un solo pagamento cumulativo, il tutto però sotto la forma di servizio pubblico: ecco che risulta più chiaro il tipo di rivoluzione che stanno progettando a Helsinki. La Capitale finlandese però non parte da zero e ha già al suo attivo, attraverso l’Autorità Regionale dei Trasporti di Helsinki, il servizio Kutsuplus con minibus che raccolgono passeggeri organizzati in percorsi di viaggio simili e aggregati da una app su smartphone. La risposta al servizio sembra già eccellente poiché rivolta a una generazione che già si muove in rete e ben consapevole dell’ impronta ecologica del trasporto tradizionale con le auto. Peraltro sondaggi sembrano confermare che proprio questi utenti non siano particolarmente interessati alle gioie della proprietà dell’auto privata. Kutsuplus piace perché offre la libertà del point-to-point pari a quella di una vettura privata ma senza i costi ambientali e finanziari onerosi che la proprietà richiede.456042401-620x350

Veniamo ai prezzi del servizio, dettaglio da non sottovalutare: Kutsuplus costa più di un viaggio tradizionale in autobus ma meno di un taxi sulla stessa distanza. I fornitori di trasporto pubblico, però, hanno l’obbligo inerente a servire tutta la cittadinanza, non solo il segmento che possono permettersi uno smartphone e sono abituati al suo utilizzo. Resta da vedere, anche se il sistema può funzionare in modo efficace non solo il centro urbano ma anche per i comuni a bassa densità abitativa tanto da alleggerire autostrade e tangenziali del traffico di autovetture. A Helsinki non si propone di muoversi completamente senza auto, ma certamente la mobilità urbana necessita di essere rivista sopratutto nell’era dei pensolari e Helsinki ha il merito di progettare un nuovo futuro per le automobili e il trasporto pubblico.

Fonte:  The Guardian

#romapedaladipiù: la capitale verso la European Cycling Challenge

Due ruote, un gps e tanta forza nelle gambe: ecco quello che serve per partecipare alla tappa italiana della gara che coinvolgerà mezza Europa dal primo al 31 maggio. A partecipare non saranno solo gli atleti o i ciclisti professionisti, ma tutti gli abitanti delle grandi città che credono in una mobilità diversa378271

“Vogliamo iscriverci, vogliamo pedalare, vogliamo sfidare le altre città europee e dimostrare che Roma è finalmente pronta a dimostrare che la mobilità nuova è una realtà, non un sogno, non più un’utopia!”.
E con una frase alcuni ciclisti di Roma dal blog#romapedaladipiù lanciano il guanto di sfida al resto d’Europa. La Capitale è una città difficile per le biciclette: piste ciclabili quasi assenti, buche, macchina in doppia fila ecc. Eppure il numero dei ciclisti cresce ogni giorno di più sia perché la benzina costa troppo, sia perché ridurre l’utilizzo delle automobili sta diventando un’ urgenza per la mobilità e la salute di ognuno di noi ed i cittadini, un po’ meno (almeno per ora) le istituzioni, questo lo sanno. Ecco quindi il boom delle Critical Mass, delle ciclofficine, dei raduni e delle iniziative. I ciclisti di Roma sono pronti, non hanno paura dei 7 colli e vogliono dimostrarlo a tutti.
Ecco allora che la European Cycling Challenge, che si svolgerà per tutto il mese di maggio, diventa per i ciclisti della capitale un’occasione, non solo di dimostrare qualcosa al resto d’Europa, ma soprattutto di dimostrarla agli stessi romani che continuano a ripetere: “Roma non è una città adatta alle bici”. La gara consiste nel dotare alcuni ciclisti di tracciabilità GPS per calcolare i km percorsi durante il mese di Maggio grazie all’app Endomondo.  Al termine della sfida ogni città ha organizzato un evento pubblico per premiare i propri ciclisti. È davvero un’occasione d’oro per ricordare anche alle istituzioni che Roma ha bisogno di seri investimenti per migliorare la viabilità ciclistica che, per ora, può contare solo sul coraggio di chi sceglie la forza delle gambe al posto della benzina. Istituzioni che, per giunta, sembrano aver totalmente ignorato l’invito da parte della European Cycling Challenge a partecipare. Ai ragazzi di #romapedaladipiù che sono andati a richiedere l’iscrizione è stato infatti risposto che “La città di Roma è stata invitata ad iscriversi ad European Cycling Challenge nel mese di novembre 2013 ma ancora non abbiamo ricevuto nessuna risposta e a fine Febbraio 2014 chiuderemo le iscrizioni”.  Sono arrivati appena in tempo, ma l’ultima parola resta al sindaco Marino che dovrà scegliere se firmare, o meno, il form di adesione per far partecipare la sua città.

Per contattare gli organizzatori della gara a Roma:

Email: ecc2014.roma@gmail.com

Tel1: +39 339 3293526

Tel2: +39 329 3807928

 

Il Form di Adesione [0,38 MB]

 

 

 

Fonte: ecodallecittà

BICIROMA: Roma merita più attenzione, verniciare un marciapiede non è fare una ciclabile.

Quali sono, in tema di mobilità, le aspettative dei cittadini e di chi porta avanti campagne ed attività di sensibilizzazione per una vita più eco-sostenibile? Abbiamo sentito l’opinione di Fausto Bonafaccia, Presidente di BICIROMA, movimento autonomo e indipendente che nasce spontaneamente dalla volontà di chi va in bicicletta per rendere Roma una città a misura di ciclista.374978

1) Dopo aver sentito le opinioni di Magnalonga, chiediamo a Fausto Bonafaccia, Presidente di BICIROMA, cosa di aspetta dal futuro Sindaco di Roma sul piano della mobilità.
Auguriamo per la città e per i cittadini un piano della mobilità che dia notevoli benefici rispetto alla situazione attuale ormai insostenibile, visto che inquinamento e congestione sono a livelli altissimi. Spostarsi a Roma quasi in ogni orario sta diventando impossibile e spesso pericoloso, con ogni mezzo.
2)Quali sono gli interventi che l’amministrazione potrebbe fare per migliorare la mobilità sostenibile a Roma?
Realizzare il piano quadro della ciclabilità, incentivare i veicoli ecologici, a cominciare dai mezzi pubblici comunali e dai taxi, creare nuove infrastrutture per migliorare la mobilità. Serve il rilancio del bike sharing e l’integrazione tra i sistemi di trasporto puntando adun’intermodalità completamente sostenibile.
3)Oltre che le infrastrutture, come si può cambiare la mentalità delle persone che ancora non vedono di buon occhio i ciclisti in giro per la città?
Fortunatamente le cose stanno cambiando rapidamente, il numero di ciclisti aumenta di giorno in giorno e le nuove bici a pedalata assistita secondo noi porteranno molte persone ad utilizzare questo mezzo. Servirebbe però garantire a tutti gli utenti delle due ruote la sicurezza. Il fatto che ci sia un po’ d’astio tra ciclisti e automobilisti-pedoni è dovuto proprio al fatto che i primi non hanno gli spazi adeguati per utilizzare il loro mezzo di trasporto e si ritrovano erroneamente a condividere il marciapiede o la strada.
4)Con una mobilità incentrata sulla bicicletta e i trasporti pubblici, quali vantaggi avrebbero la comunità e i singoli utenti?
I vantaggi sono diretti per gli utenti delle due ruote ed indiretti per tutti i cittadini: si diminuirebbe la congestione del traffico e l’inquinamento, ma in primis dovremo ottenere e pretendere la qualità dei servizi, sia di piste ciclabili ben mantenute sia di mezzi pubblici che non siano dei carri bestiame.
5)Come devono attrezzarsi, a livello tecnico, coloro che intendono affrontare Roma in bicicletta?
Sicuramente caschetto e gilet alta visibilità sono fortemente consigliati, soprattutto nel traffico romano che non può certo considerarsi tranquillo.

6)Negli ultimi anni è aumentato il numero di biciclette in giro per la città. Avete visto dei miglioramenti dal punto di vista delle istituzioni nell’attenzione a questo tema?
Oggi il tema fa parte della campagna politica di tutti i candidati sindaco, probabilmente per il semplice fatto che “va di moda”, ma c’e’ bisogno che chiunque vinca trasformi davvero in realtà le buone intenzioni e promesse elettorali; è ovvio che per fare questo servono soldi e strutture adeguate e inoltre Roma merita azioni serie che rispettino il binomio di sicurezza e qualità. Verniciare un marciapiede e dire di aver fatto una ciclabile non è più accettabile nella capitale.

Fonte: eco dalle città

BICIROMA, 3 giorni di pedali nella Capitale

Dal 10 al 12 maggio il centro di Roma sarà invaso dalle bici per la festa della bicicletta. Tanti eventi e pedalate per grandi e piccini.374832

Piazza del popolo per 3 giorni si riempie di biciclette con la nona edizione dell’evento annuale BICIROMA: dal 10 al 12 maggio infatti la piazza sarà dedicata alla mobilità sostenibile e ciclistica ospitando stand, bici, ciclisti, gadget,esibizioni e pedalate. Nella giornata di Venerdì 10 maggio alle ore 13.00 ci sarà l’apertura dell’area accoglienza e a seguire nel pomeriggio lo spettacolo di bici acrobatica. Per sabato 11 è prevista a Villa Pamphili la gara di MTB di 25 km per la quale è necessario registrarsi, mentre domenica la grande pedalata annuale BICIROMA di 38 km è aperta a tutti, grandi e piccini, e sarà scortata dalla Polizia Locale Roma Capitale. La festa ha anche l’intento di sensibilizzare un uso attento e responsabile della bicicletta, oltre che quello di lanciare un messaggio alle istituzioni e agli
automobilisti da parte di tutti quei cittadini che ogni giorno prendono o vorrebbero prendere la bici per andare a lavoro, ma che mettono a rischio la propria sicurezza a causa della mancanza di piste ciclabili e di un’intermodalità ancora inadeguata. Inoltre, a Roma manca un servizio di bike sharing in grado di competere con quello delle altre capitali europee. Nel pomeriggio di domenica partiranno le ciclo turistiche in giro per Roma con guide dotate di patentino provinciale anche per turisti stranieri: per partecipare bisogna essere iscritti all’associazione. Il costo della tessera in promozione per l’evento è di 10€, comprensiva di maglietta e biglietto della lotteria BICIROMA la cui estrazione avverrà nel pomeriggio di domenica.

Info e iscrizioni sul sito www.biciroma.it

Fonte: eco dalle città