Nelle aree inquinate si muore di cancro: SENTIERI pubblicato sotto silenzio

Lo studio a integrazione di SENTIERI è stato pubblicato nel silenzio totale dei media, ma i risultati sono sconcertanti: morti per cancro in aumento nelle aree densamente inquinate

L’integrazione allo studio SENTIERI a cura del ISS Istituto Superiore di Sanità è stato pubblicato da poche ore e senza i grandi titoli a cui il mainstream ci ha abituati nel caso di notizie a volte meno clamorose. Il perché probabilmente è intuibile dopo aver letto la prefazione:

Elemento di novità delle analisi qui presentate è l’utilizzo dell’incidenza oncologica e dei ricoverati, esiti informativi anche per patologie ad alta sopravvivenza come il tumore della tiroide, per il quale in alcuni SIN (Brescia-Caffaro, Laghi di Mantova, Milazzo, Sassuolo-Scandiano, Taranto) sono presenti incrementi in entrambi i generi in ambedue le basi di dati. Sempre grazie alle analisi dell’incidenza oncologica e dei ricoverati, a Brescia-Caffaro sono stati osservati eccessi per le sedi tumorali che la valutazione della IARC del 2013 associa certamente (melanoma) o probabilmente (tumore della mammella e per i linfomi non-Hodgkin) con i PCB (policlorobifenili), principale contaminante nel sito.ITALY-ENVIRONMENT-CRIME-WASTE-DEMO

Il Progetto SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) viene presentato con i primi risultati pubblicati nel 2010 e nel 2011 e analizza la correlazione tra qinquinamento ambientale e mortalità delle persone che abitano nei SIN, i Siti di interesse nazionale per le bonifiche, ovvero delle aree densamente inquinate. Il supplemento pubblicato ieri fornisce dati più completi in merito a 18 SIN su 44 (L’ex ministro Clini ne ha declassati alcuni NdR). I dati riguardano dunque quelle aree servite dalla rete AIRTUM dei Registri dei tumori attiva a macchie di leopardo, e prende in considerazione l’incidenza oncologia dal 1996 al 2007 per 17 SIN e una prima parziale analisi dei dati relitivi alle ospedalizzazioni dal 2005 al 2010. In sostanza nelle aree densamente inquinate l’incidenza dei tumori è più elevata rispetto alla media regionale:

per esempio, nel SIN Fidenza per il tumore dello stomaco (eccesso di incidenza in entrambi i generi) nel SIN Laguna di Grado e Marano per il tumore dello stomaco (eccessi di mortalità, incidenza e ricoverati tra le donne); nei SIN di Brescia-Caffaro, Milazzo, Terni Papigno con eccessi di ricoverati per le malattie respiratorie in entrambi i generi;; nel SIN di Brescia-Caffaro con eccessi di incidenza (uomini) e di ricoverati (uomini e donne) per linfomi non-Hodgkin, per melanoma (incidenza e ricoveri, entrambi i generi) e tumore della mammella (incidenza e ricoveri, donne).I risultati relativi a singole patologie con agente eziologico pressoché unico, per esempio le fibre asbestiformi, sono di agevole commento. Il mesotelioma della pleura e il tumore maligno della pleura, suo proxy, mostrano incrementi nei SIN di Biancavilla, dove è presente la fibra asbestiforme fluoro-edenite, e Priolo, dove l’asbesto è presente insieme ad altri contaminanti ambientali. Si osservano aumenti anche nei SIN con aree portuali (es: Trieste, Taranto, Venezia e Porto Torres) e con attività industriali a prevalente vocazione chimica (Cogoleto Stoppani, Laguna di Grado e Marano, Priolo, Venezia) e siderurgica (Taranto, Terni, Trieste).Altri risultati di interesse riguardano le patologie del sistema urinario (insufficienze renali nei SIN Basso bacino del fiume Chienti, Taranto, Milazzo, Priolo) e le malattie neurologiche (nei SIN di Trento Nord, Laguna di Grado e Marano, Basso bacino del fiume Chienti). I risultati sopra commentati, sulla base di tre esiti differenti sono, nel loro insieme, coerenti con le precedenti analisi della sola mortalità per il periodo 1995-2002.

SENTIERI così è diventato l’oggetto del question time di ieri che i deputati pentastellati hanno rivolto a Beatrice Lorenzin ministro della Salute:

Ci risiamo. Il governo nasconde le carte nel cassetto per non parlare prima delle elezioni degli argomenti scottanti, anche se questi argomenti riguardano la salute di milioni di persone E i dati sulla mortalità di decine di Sin (SITI INTERESSE NAZIONALE) vengono ignorati. Tale volontà omissiva da parte del Governo è esemplificata dal Progetto Sentieri, studio sulla condizione di salute dei cittadini che vivono nelle aree più inquinate d’Italia, commissionato dal ministero della Salute e pronto da mesi, ma tenuto nascosto. Di fronte alla sordità del dicastero guidato da Lorenzin i tecnici che lo hanno realizzato hanno preso direttamente l’iniziativa, pubblicandolo sulla rivista di epidemiologia e prevenzione. Si tratta di un documento scottante che rileva eccessi anche del 90% della mortalità nelle aree Sin. Ma lo studio “dimentica” 39 Sin: dalla Valle del Sacco a Massa Carrara, da Pioltello a Napoli est sono siti studiato nella prima versione di Sentieri ma spariti da quest’ultimo documento. Altro macigno evidenziato dallo studio è quello che riguarda è quello relativo i bambini: un milione vive nei Sin, con una mortalità – si legge nel Sentieri – del 5% superiore rispetto a quella di altre zone d’Italia. Di fronte a questa emergenza sarebbe stato necessario avviare uno studio, come richiesto dagli epidemiologi, dal costo di poche decine di migliaia di euro. la risposta del ministero è stata una porta sbattuta in faccia. Noi vogliamo sapere – hanno detto al ministro i deputati pentastellati – se il ministero intenda davvero continuare a indagare in queste zone dimenticate dai decreti, con particolare riferimento alla popolazione pediatrica e, soprattutto se il governo intenda, una volta preso atto dell’ecatombe in corso, accelerare le bonifiche dei Sin, anche per non aumentare l’esborso per la spesa sanitaria che già ammonta a oltre 110 miliardi di euro l’anno.

Il ministro Lorenzin ha risposto che erano in atto ulteriori ricerche in relazione al progetto SENTIERI KIDS che studia la mortalità per cancro nei bambini che vivono ai aree inquinate.  Ma i pentastellati fanno sapere:

Il ministro della Salute rispondendo al question time in aula del M5S ha detto che è in corso un monitoraggio dello stato di salute dei bambini che vivono nei Sin. “Non crediamo che le cose stiano così e lo diciamo perchè noi ci atteniamo a quanto gli stessi medici dell’Iss hanno scritto nel rapporto epidemiologico: «Il progetto SENTIERI KIDS non ha finora ricevuto finanziamenti ad hoc e le diverse attività descritte sono in fase di realizzazione». Uno studio che arranca senza fondi e senza disponibilità del Ministero, quindi. Che d’altro canto non ha neppure pubblicizzato lo stesso Sentieri. Un quadro ben diverso da quello descritto in Aula dal ministro Lorenzin».

Fonte: ecoblog.it

© Foto Getty Images

 

Morto di cancro Roberto Mancini, il poliziotto che per primo denunciò la Terra dei Fuochi

Aveva scoperto la Terra dei Fuochi e stava lottando duramente contro il cancro. Roberto Mancini è stato l’investigatore della Polizia di Stato che per primo ha denunciato quanto stava avvenendo nella Terra dei Fuochi: un lavoro preciso, puntuale tanto che la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti (a cavallo della fine degli anni ‘90 e i primi del 2000) ha utilizzato le sue doti di investigatore per condurre un’intensa indagine diretta da Massimo Scalia proprio sullo scempio in atto in quel territorio campano a nord di Napoli. Un poliziotto integerrimo, preciso e dedito al suo lavoro di investigatore, che per anni è stato un vero e proprio Don Quijote della Terra dei Fuochi, unico a lottare contro i mulini a vento dei veleni che hanno massacrato quel territorio: un poliziotto ammalatosi di cancro proprio per il suo servizio allo Stato, un servizio che a maggio 2012 l’allora ministro dell’Interno Cancellieri ha riconosciuto, concedendo a Roberto mancini un indennizzo di 5.000 euro da parte del Viminale. Roberto Mancini è morto a 53 anni dopo una battaglia lunga 12 anni contro la leucemia. Lascia una moglie e una figlia. Si legge sul blog di Beppe Grillo, che due giorni fa postava un articolo proprio sulla vicenda di Mancini:

“[…] più volte sollecitato dai legali della famiglia mancini, l’ufficio di Presidenza della camera dei Deputati si è sempre scrollato di dosso qualsiasi responsabilità risarcitoria in merito.

L’ultima risposta da parte della presidente Laura Boldrini è giunta lo scorso luglio, quando è intervenuta per escludere che tra Mancini e l’Istituzione da lei presieduta sia mai intercorso alcun rapporto di lavoro. […]”

L’indennizzo da parte dell’Ufficio di Presidenza della Camera doveva essere discusso, ironia della sorte, proprio ieri pomeriggio: Roberto Mancini non ha fatto in tempo a ricevere la risposta che attendeva da anni. Lo scorso 7 aprile una delegazione dell’organizzazione Change.org (che si occupa di petizioni online), guidata dalla moglie di Roberto, si è recata dalla Presidente della Camera Laura Boldrini per consegnare una petizione firmata da migliaia di cittadini indignati per l’atteggiamento delle nostre istituzioni. Ma è stato tutto troppo tardi: il destino di Roberto Mancini, ancora una volta, si è legato con quello della Terra dei Fuochi.Bmc6oMQIAAA5Q5I

“Spero che le sofferenze che Roberto ha dovuto sopportare per aver servito lo Stato contro le ecomafie in Campania non cadano nell’indifferenza delle istituzioni e dell’opinione pubblica e mi auguro che il suo ricordo possa servire da esempio per tutti coloro che non vogliono arrendersi a chi vuole avvelenare le nostre terre, le nostre vite […]”

ha dichiarato ieri la moglie a Mediterraneo News, prima che Roberto se ne andasse.

Fonte: ecoblog.it

Smog, ufficialmente cancerogeno: Per lo IARC “ci sono sufficienti evidenze scientifiche”

L’International Agency for Research on Cancer, agenzia specializzata dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità, ha annunciato che l’inquinamento atmosferico è stato appena classificato fra gli agenti definiti sicuramente cancerogeni per gli esseri umani. E’ la prima volta che accade dopo anni di studi376669

L’International Agency for Research on Cancer, agenzia specializzata dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità, ha annunciato che l’inquinamento atmosferico è stato appena classificato fra gli agenti definiti sicuramente cancerogeni per gli esseri umani. E’ la prima volta che accade dopo anni di studi

Ilva e salute, a Taranto 9mila malati di cancro

Sono 8.916 i tarantini che hanno l’esenzione dal ticket per malattie tumorali. È quanto riferisce l’associazione ambientalista PeaceLink. Nel distretto sanitario 3, che comprende i quartieri più vicini all’Ilva, secondo l’associazione l’incidenza dei malati di tumore si attesta su un cittadino ogni 18.2taranto__ilva

Sono 8.916 i tarantini che hanno l’esenzione dal ticket per malattie tumorali

Torniamo a parlare di Ilva. L’associazione ambientalista PeaceLink ha infatti diramato un dato molto importante (diffuso già dalla Asl) sui cittadini di Taranto: sono 8.916 i tarantini che hanno l’esenzione dal ticket per malattie tumorali. Nel distretto sanitario 3, che comprende i quartieri più vicini all’Ilva (Tamburi, Paolo VI, Città vecchia e parte del Borgo), secondo PeaceLink l’incidenza dei malati di tumore si attesta su un cittadino ogni 18. Alessandro Marescotti, presidente dell’associazione, precisa in una nota: “sono 4.328 malati su 78mila abitanti. Questo significa che se venti persone si riuniscono in una stanza nel quartiere Tamburi almeno una ha un tumore”. Nel resto della città, c’è “un malato di cancro ogni 26. Infatti nel distretto sanitario 4 che comprende il resto della città, vi sono 4.588 malati di tumore su 120mila abitanti. Questa è la situazione attuale”.  “In questo dato”, aggiunge Marescotti, “non si possono calcolare tutti coloro che potrebbero avere un tumore latente o non diagnosticato. Il sindaco di Taranto, che è un medico avrebbe potuto compiere questa ricerca. Perché non lo ha fatto?”. Peacelink si rivolge infine, con un appello, all’Ordine dei medici: “perché venga compiuto un opportuno approfondimento su questi dati in modo da individuare le categorie di persone più esposte. È venuto il momento di avere dati istantanei su tutte le malattie gravi, le diagnosi e i ricoveri. Disporre di un dato istantaneo e conoscerne la sua evoluzione temporale è un primo passo per compiere ulteriori indagini più affinate da un punto di vista epidemiologico”. Intervistato su questo dal Corriere.it, Carlo La Vecchia responsabile del dipartimento di epidemiologia dell’Istituto Mario Negri e docente dell’Università degli Studi di Milano, ha affermato: “Dipende tutto da come viene effettuato il calcolo. Che in Italia una persona su 20 abbia, o abbia avuto un tumore, mi sembra un dato abbastanza ragionevole. I tumori nuovi in Italia sono nell’ordine di 350-400 mila ogni anno, e la sopravvivenza ormai è superiore al 50%. La prima variabile di cui tener conto è quella dell’età, dove la popolazione è più anziana, come per esempio in Liguria, si ha un tasso di prevalenza maggiore”. “Quella di Taranto”, continua La Vecchia, “è una prevalenza (dato relativo a chi ha o ha avuto un tumore, ndr.) intorno al 25%, e probabilmente è analoga anche altrove: in Italia sarebbe intorno ai 3 milioni di persone. Il problema dell’Ilva resta comunque quello che i tumori attuali non possono essere attribuiti alle esposizioni attuali. Sia che siano associati alle esposizioni ambientali sia che non lo siano, quei valori vanno riferiti al passato. Sempre con due cautele da far presente: l’età e l’eventuale indice di deprivazione”.

Fonte: il cambiamento

Cancro, i rischi ambientali sono sottostimati in Francia: e in Italia?

Jean-Paul Vernant professore di ematologia all’università ha consegnato al ministro per la Salute francese il terzo Plan cancer, ossia lo studio, ricerche e raccomandazioni per prevenire il cancro dal 2014 al 2018159978713-594x350

Si legge nel rapporto Plan cancer 3:

I dati epidemiologici recenti e le stime di rischio attribuiscono alle esposizioni ambientali un numero importante di decessi per cancro. In effetti le esposizioni sono multiple e soggette a numerosi fattori che causano confusione. Solo il radon è divenuto oggetto di una legge per la tutela per la salute pubblica nel 2004, deplora il documento. Se la diagnostica è stata organizzata non lo sono state le misure di protezione, mai recensite. Il secondo Plan cancer ha esteso il controllo circa la salubrità dell’habitat e fornito informazione alle persone ma è ancora insufficiente.

Il documento ricorda che i campi elettromagnetici possono essere cancerogeni come anche il particolato emesso dai motori diesel e dunque gli autori raccomandano di diminuire le soglie tollerabili per l’esposizione e di limitare le fonti di inquinamento industriale e urbano inclusa anche una limitazione della contaminazione delle acque per elementi tossici come i pesticidi. Altro punto in discussione è la richiesta di aumento del numero di gruppi di ricerca che lavorino sui legami cancro/ambiente:

Il numero riconosciuto di cancro di origine professionale è ancora incerto, particolarmente per il cancro non legato all’amianto. Sui 1773 casi di cancro riconosciuti nel 2010 (-3,1% rispetto al 2009), 1473 risultano per esposizione all’amianto ma solamente 74 risultano causati da esposizione a polvere di legno, 63 a oli e catrame e 41 al benzene. Ciò è dovuto evidentemente a una documentazione insufficiente per cui viene proposta la dichiarazione dell’esistenza del cancro come malattia professionale.

Purtroppo nota il professore Vernant:

La messa in atto di una politica di trattamento dei siti inquinati da cancerogeni riconosciuti, ossia le bonifiche, è ancora minima.

Lo studio inoltre sottolinea i rischi più estesi di contrarre cancro come malattia professionale per i lavoratori delle classi svantaggiate, ossia più povere.

Fonte:  Actu-Environment

L’inquinamento all’interno del corpo

L’inquinamento non è solo nell’acqua, nella terra e nell’aria, ma anche all’interno dei nostri corpi. Una rilevazione dei CDC di Atlanta mostra che la popolazione USA mantiene livelli significativi e stabili di metalli pesanti e pesticidi nelle proprie cellule.

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Si misura, si parla e si discute di inquinamento dell’aria, dell’acqua e del terreno, ma spesso si trascura di parlare di quello che ci dovrebbe preoccupare di più: l’inquinamento  all’interno dei nostri corpi. L’organismo ha delle difese naturali contro le sostanze tossiche: se ne occupano quotidianamente l’apparato digerente, il fegato e i reni. Tuttavia la rivoluzione industriale e la chimica in pochi decenni hanno introdotto nella biosfera elementi e composti contro cui gli organismi non hanno difesa, perché non sono mai stati presenti duranti  milioni di anni di evoluzione (1). Il ritmo di esposizione a questi inquinanti è in genere  più elevato della velocità con cui l’organismo se ne disfa. Di conseguenza, le sostanze tossiche si accumulano nell’organismo. Il report pubblicato di recente dal CDC di Atlanta non lascia adito a dubbi: nel sangue della popolazione USA sono presenti livelli significativi di almeno 8 metalli pesanti ed altrettanti residui di pesticidi, oltre alla nicotina, al benzene e al fluorene. Il grafico in alto mostra i livelli ematici mediani di Arsenico, Cesio e Piombo, mentre il fondo al post sono riportati Cadmio, Bario, Cobalto e Mercurio. (2) La maggior parte degli inquinanti è inoltre stabile nel tempo, con l’unica eccezione della nicotina, che si è dimezzata e del piombo che è in lieve calo. Questi livelli di contaminazione  indicano che i nostri corpi sono diventati delle vere e proprie discariche. E’ difficile valutare l’impatto sulla salute di centinaia di sostanze tossiche interagenti tra loro, anche se in piccola quantità: cancro, problemi circolatori, stress, perdita di attenzione, demenza senile?

Una recente ricerca californiana mostra ad esempio che donne nate tra il 1959 e il 1967, prima della messa al bando del DDT (non monitorato nelle tabelle CDC), mostrano problemi di ipertensione poiché sono state esposte all’insetticida durante la loro fase prenatale.

Come disintossicarsi? Mangiando cibi sani (leggi biologici, cioè senza pesticidi) ed evitando il più possibile il contatto con sostanze chimiche di sintesi sia in casa che al lavoro.

Attenzione inoltre alle diete rapide. Perdere peso in fretta può avere l’effetto indesiderato di spostare le sostanze tossiche dai tessuti adiposi al sangue, per poi  depositarsi nei muscoli o nel cervello dove potrebbero fare più danni.

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(1) Ad esempio metalli come Piombo, Mercurio, Uranio, Cadmio Cromo e Cesio che non si trovano naturalmente nell’ecosistema, oltre ai milioni di composti chimici di sintesi, dal DDT in giù.

(2) Il valore mediano è quello che divide in due la popolazione: ad esempio nel caso dell’Arsenico, metà degli americani ha meno di 8 µg/litro e l’altra metà ne ha di più. Il CDC usa la mediana e non la media perchè quest’ultima verrebbe notevolmente alzata dai valori molto elevati presenti in una piccola percentuale della popolazione. In molti casi, il 5% della popolazione più esposta presenta livelli  di inquinanti anche oltre 10 volte più alti del valore mediano.

 

Fonte: ecoblog

Cellulari e tumori, una nuova ricerca prova le connessioni

Cellulari e rischi per la salute, argomento delicato e ancora non del tutto chiarito dalla scienza ufficiale che non ha ancora preso una posizione univoca. Intanto, arriva una nuova conferma a sostegno della pericolosità dell’inquinamento elettromagnetico per la salute umana. Una ricerca condotta dalla Sackler Faculty of Medicine dell’Università di Tel Aviv ha riscontrato infatti una connessione tra l’utilizzo dei telefonini e l’aumento del rischio di ammalarsi di cancro.cellulare_pericoloso

“Quando un mio amico, un giorno, mi ha segnalato come sul libretto d’istruzioni del mio cellulare c’era scritto di tenerlo a un centimetro e mezzo dal corpo, non ci volevo credere. Sono andato a controllare ed ho visto che era effettivamente così. Da lì la curiosità ha preso il sopravvento ed ho cominciato a verificare se era una precauzione che riguardava esclusivamente il mio cellulare o se era un problema diffuso. Ho scoperto che, per esempio, modelli di smartphone appetibili e presenti sul mercato, avevano stampato sul libretto di istruzioni di tenerli addirittura a due centimetri e mezzo dal corpo. Per avere un’idea di quanti siano due centimetri e mezzo, vi dico che corrispondono alla costola del mio libro che è di 350 pagine. Chiaramente nessuno sano di mente terrebbe il proprio cellulare a questa distanza e il problema è proprio che nessuno lo fa e che – cosa più importante – nessuno lo SA!” Queste le parole di Riccardo Staglianò, giornalista di Repubblica e autore di Toglietevelo dalla testa, quando venne intervistato da Il Cambiamento su questo libro inchiesta riguardante gli effetti nocivi dei telefonini. Oggi abbiamo una nuova conferma: i telefonini rischiano di aumentare l’incidenza del cancro. Questo risultato è frutto di una ricerca sviluppata dalla Sackler Faculty of Medicine dell’Università di Tel Aviv e condotta da Yaniv Hamzany. Le analisi sono state finalizzate a cercare nella saliva degli utenti indizi che collegassero l’uso frequente dei telefonini allo sviluppo maggiore di tumori. Il ragionamento che è stato fatto è: dal momento che quando parliamo al cellulare, posizioniamo l’apparecchio vicino all’orecchio (e quindi vicino alla ghiandola salivare) è possibile che la saliva “registri” un aumento dell’insorgenza del cancro. Dalle rilevazioni effettuate, si è potuto verificare come la saliva dei soggetti che utilizzano spesso il telefonino, mostra segnali di maggiore stress ossidativo rispetto alla saliva dei soggetti che lo utilizzano molto di meno. Lo stress ossidativo è un processo che danneggia tutti gli aspetti di una cellula umana – DNA compreso – mediante lo sviluppo di tossici radicali perossidi ed è considerato uno dei maggiori fattori di rischio per il cancro. I risultati della ricerca sono stati diffusi su Antioxidants and Redox Signaling.

Fonte : il cambiamento

Fukushima, duemila lavoratori rischiano il cancro

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Quasi duemila operai che lavorarono nella centrale nucleare di Fukushima nei giorni e nelle settimane seguite dal disastro nucleare, sono stati esposti a livelli tali di radiazioni che adesso rischiano il cancro alla tiroide. In seguito all’incidente nell’impianto, avvenuto nel marzo 2011, la Tepco ha condotto controlli su 19.592 lavoratori. Gli esami hanno stabilito che 1.973 operai lavorarono in un ambiente con indici di radiazioni superiori ai 100 millisievert annui (la Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni raccomanda livelli inferiori ai 20-100 millisievert). Il dato è superiore di 10 volte alla stima precedente della società che gestisce l’impianto sul numero di possibili vittime da cancro e arriva dopo che l’azienda era stata pesantemente criticata per aver fornito dati troppo ottimistici. Soltanto qualche giorno fa l’ex capo della centrale nucleare di Fukushima, Masao Yoshida, colui che autonomamente decise di raffreddare i reattori danneggiati dal sisma/tsunami del 2011 con acqua di mare violando gli ordini dei superiori, è deceduto in un ospedale di Tokyo per un cancro all’esofago. Yoshida, 58 anni, si era dimesso dal suo incarico nel dicembre 2011 a causa della malattia, ma soltanto dopo aver avviato gli sforzi per portare sotto controllo la struttura. La Tepco, annunciando la morte, ha escluso legami tra cancro ed esposizione radioattiva. Di recente ha destato nuovi timori il balzo della radioattività alla centrale nucleare di Fukushima, registrato nei campioni di acqua prelevati da un pozzo di osservazione vicino all’impianto. Le conseguenze del peggior disastro nucleare dai tempi di Chernobyl sembrano dunque ancora lontane dall’essere contenute.

Fonte: il cambiamento

Pesticidi, per la Francia fanno venire il cancro

L’Alto Commissariato francese per le Patologie Professionali in Agricoltura riconosce il legame tra alcuni tumori maligni del sangue e l’uso di pesticidi: al vaglio l’inserimento di queste patologie tra le malattie professionali147885311-586x335

 

Che i pesticidi non fossero proprio l’ideale per gli usi agricoli è uno dei segreti di Pulcinella del quale il mondo continua a fregiarsi ma che, forse, comincia a volgere verso un suo completo svelamento: l’Alto Commissariato francese per le Patologie Professionali in Agricoltura (Cosmap) ha proposto di includere nella lista di patologie professionali nel settore agricolo anche le varie forme di tumore maligno del sangue. Insomma, il tentativo che si sta attuando in Francia è certificare il danno che i pesticidi causano all’essere umano: una proposta che ha, come prevedibile, scatenato un certo fermento tra operatori del settore e parti in causa, ma che in realtà non è contestata da nessuno. Il legame causa-effetto tra pesticidi ad uso agricolo e tumori maligni del sangue è dunque oramai acclamato: nemmeno la Federazione Nazionale francese dei Sindacati degli Agricoltori (Fnsea) nega più la correlazione, pur manifestando la contrarietà al provvedimento, adducendo come motivazione la necessità di condivisione delle responsabilità fra tutte le parti, Stato e aziende produttrici dei pesticidi incluse. Il problema, come rilevato dalla Fnsea, e gli oneri di eventuali risarcimenti, nella bozza in preparazione sarebbe totalmente a carico del datore di lavoro. In Francia la battaglia contro i pesticidi agricoli è oramai ad una chiave di volta: solo lo scorso anno il governo francese aveva riconosciuto una correlazione tra malattia di Parkinson e prodotti chimici ma anche, nel recente passato, con la leucemia e il cancro alla vescica, alla prostata e al cervello. Per tutta risposta, le aziende produttrici di pesticidi sostengono l’importanza dell’uso che si fa di questi prodotti, sottolineando anche il “come” questi vengono utilizzati: insomma, è la cattiva gestione e la sovraesposizione ai prodotti a renderli dannosi (un discorso che, senza girarci attorno, scarica la responsabilità agli stessi agricoltori).

 

Fonte: ecoblog

 

Sconfigge un cancro incurabile cambiando la dieta

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E se per curare il cancro fosse sufficiente modificare la dieta? Una recentissima testimonianza supporta questa teoria. La storia ha dell’incredibile: Allan Taylor, un uomo di 78 anni di Middlesbrough, Gran Bretagna, sarebbe guarito del tutto da un cancro ritenuto incurabile semplicemente sostituendo la carne rossa e i derivati del latte con 10 frutti e verdure al giorno. I dottori avevano comunicato al nonnino che purtroppo non c’era più niente da fare per curare il tumore al colon per cui aveva già subito un’operazione e diverse cure, e che ormai si era espanso fino a raggiungere l’intestino. L’infausta notizia gli era stata comunicata per mezzo di una lettera che lo informava che non c’era più motivo di proseguire la chemioterapia e che nemmeno un’operazione avrebbe potuto aiutarlo. “Mi hanno detto che se avessero asportato il cancro, si sarebbe sicuramente sviluppato di nuovo da qualche altra parte”, ha dichiarato Taylor al Sunday Mirror, “ma ero determinato a rimanere ottimista e trovare la mia cura da solo”. Così il signor Taylor non si è dato per vinto e ha iniziato a cercare su internet una cura alternativa per sconfiggere il male per cui i dottori ritenevano non ci fosse più nulla da fare. Dopo un’attenta ricerca, il 78enne ha deciso di cambiare radicalmente la propria dieta – e migliorare così drasticamente la propria condizione clinica. Mr Taylor ha così sostituito la carne rossa e i derivati del latte con 10 porzioni di frutta e verdura tutti i giorni. La sua dieta includeva erbe in polvere, curry, semi di albicocca e pastiglie di selenio. “Il 6 agosto ho ricevuto una lettera dall’ospedale che diceva che dagli esami risultava che il mio cancro fosse completamente sparito. Ero guarito”. Il fortunato ultrasettantenne è convinto che il cucchiaino di orzo in polvere sciolto in acqua calda che beveva tutte le mattine e tutte le sere abbia avuto un ruolo particolarmente cruciale nella sua guarigione. “Non ho nessun dubbio riguardo al fatto che la mia dieta mi abbia salvato la vita” ha dichiarato. “E tutto con un costo di 40€ a settimana!” In conclusione, la notizia è frutto di una testimonianza, riportata fedelmente, ma non ci sono prove scientifiche che sia stata effettivamente la dieta il motivo della guarigione del Signor Taylor – anche se questo è quanto lui afferma. Ciò non toglie che alcune delle sostanze citate dal fortunato 78enne possano sicuramente portare dei benefici alla salute e in particolare:

  • l’orzo in polvere abbatte l’acidità gastrica
  • il curry ha proprietà antinfiammatorie per stomaco e intestino
  • il selenio ha proprietà antiossidanti che proteggono le cellule dai radicali liberi
  • i semi di albicocca contengono la vitamina B17, che sembra reagisca solo in presenza di un enzima contenuto in grandi quantità nelle cellule colpite dal cancro.

Un insieme di fattori da non sottovalutare, anche se solo gli esperti potranno fornirci un verdetto definitivo sulla guarigione di Allan Taylor.

Fonte: http://pianetablunews.wordpress.com/