È nata la Rete Nazionale delle Donne in Cammino

A Fa’ la cosa giusta, in occasione della Festa della Donna, è stata lanciata la Rete Nazionale delle Donne in Cammino, un progetto che punta alla valorizzazione delle donne nel settore dei cammini, degli itinerari culturali, della mobilità dolce e del turismo lento.

“Una rete che nasce per promuovere il genio femminile nel mondo dei cammini. Le donne anche in questo campo sono fonte di ispirazione e role model, esempi di resilienza, passione, intraprendenza e determinazione. Sono pioniere nell’approccio verso l’economia verde, il turismo emozionale e nell’unire in modo polifonico nuove armonie anche nella semplice ideazione di un nuovo sentiero e di una camminata”. Con queste parole Ilaria Canali ha descritto la motivazione che sta dietro la nascita della Rete Nazionale delle Donne in Cammino di cui è promotrice e che è stata presentata in occasione della Festa della Donna, l’8 marzo, nella cornice della fiera Fa’ la cosa Giusta, a Milano.

La Rete Nazionale Donne in Cammino è un progetto che punta alla valorizzazione delle donne attraverso la piena espressione della voce, talento, impegno, creatività e sensibilità femminili nel settore dei cammini, degli itinerari culturali, della mobilità dolce e del turismo lento. Per questo la Rete Donne in Cammino si propone di diventare una comunità e un forum per lo scambio, la condivisione e la promozione di buone pratiche, un sostegno concreto per aiutare chi intende mettersi in cammino e infine una alleanza per sostenere la piena partecipazione e rappresentanza delle donne nei contesti decisionali che direttamente o indirettamente si occupano dei cammini: enti, associazioni, federazioni, parchi, case editrici, stampa. La Rete Nazionale Donne in Cammino intende quindi diventare un punto di riferimento e un interlocutore autorevole per il mondo dei camminatori e per tutte le realtà che operano in questo ambito per offrire proposte, indicazioni, formazione e mentorship per una maggiore partecipazione delle donne. È un impegno in linea con l’obiettivo 5 della Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, nella convinzione che il settore dei cammini sia strategico per un cambio degli stili di vita a beneficio di una maggiore sostenibilità. L’incontro di Milano, organizzato da Ilaria Canali e Cristina Menghini, ha offerto un confronto ricco di spunti grazie alle testimonianze di numerose camminatrici e attiviste del mondo delle politiche ambientali che a diverso titolo, da diversi punti di vista e grazie a vari percorsi professionali si occupano di cammini, mobilità dolce, ambiente ed ecologia. Sono intervenute Daniela Bianchi, Francesca Pucci, Sara Zanni, Samantha Cesaretti, Rebecca Spitzmiller, Ilaria Canali, Cristina Menghini, Gaia Ferrara, Sarah Marder. Ha moderato l’incontro Alberto Pugnetti di Radio Francigena. La Rete Donne in Cammino sarà un “vivaio di positività” e di coraggio, ha detto Sara Zanni, ricercatrice in archeologia e Guida ambientale escursionistica, specializzata nello studio della viabilità antica. Le ha fatto eco Cristina Menghini, Guida ambientale escursionistica, specializzata in itinerari culturali italiani e promoter di cammini con più di 30 mila km di strada sotto i piedi. “Il cammino è un modo per ritrovare la fiducia negli esseri umani. Il cammino fa scoprire che esiste un mondo dove c’è molta solidarietà”, ha detto Cristina, sottolineando come questo approccio possa funzionare anche da prevenzione e antidoto contro la violenza. Daniela Bianchi, Portavoce di Comunità Solidali, già Consigliera Regionale del Lazio e proponente la Legge Regionale istitutiva della Rete dei Cammini del Lazio, nel suo intervento ha sottolineato che il paesaggio è una infrastruttura che esiste se viene fruita da chi lo vive, dai camminatori. In questo quadro la Rete delle Donne in Cammino può rappresentare una trama che connette i territori, le infrastrutture di accoglienza e i servizi che consentono agli itinerari culturali di essere percorsi.

Una rete che tesse insieme accoglienza e solidarietà dunque, come nel caso del progetto presentato da Francesca Pucci, “In Cammino per Camerino”, realizzato per aiutare le zone colpite dal sisma del 2016, tre giorni di cammino nell’alto maceratese per promuovere il territorio e aiutare la microeconomia locale. La comunità delle donne in cammino può aiutare concretamente le camminatrici nei loro percorsi con un sostegno a distanza, come è accaduto a Samantha Cesaretti che si occupa di accoglienza pellegrina sulla via Francigena e che ha raccontato come sia stato fondamentale, nella sua esperienza di cammino, non sentirsi mai sola, ma sempre connessa e sostenuta grazie al contatto con altre camminatrici. I cammini sono un modo di imparare sul campo cosa vuol dire pace, tutela del creato, delle aree interne, silenzio, riflessione e luoghi dell’anima, ha sottolineato Gaia Ferrara che si occupa di progetti di formazione di progettisti della mobilità lenta e che si augura che la Rete possa anche essere un modo per camminare insieme, uomini e donne, in una nuova cultura di genere. L’incontro di Milano è stato arricchito dagli interventi di Rebecca Spitzmiller, fondatrice Retake premiata dal Presidente della Repubblica con l’onorificenza “Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana” e di Sarah Marder, organizzatrice di Climate Strike Milano e fra i primi attivisti di Fridays For Future Italy. Due esempi di attivismo ambientale che indicano la via da seguire e che grazie alla creazione di una rete sono riuscite a concretizzare dei progetti di grande impatto sociale.

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2019/03/la-rete-nazionale-delle-donne-in-cammino/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Al lavoro camminando o in bicicletta: arriva Jojob Bici e Piedi per incentivare i dipendenti che lasciano a casa l’auto

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Anche in Italia i dipendenti delle aziende saranno incentivati ad andare al lavoro camminando o in bicicletta: Jojob lancia infatti la nuova funzione Jojob Bici e Piedi. Gli utenti potranno certificare i tragitti casa-lavoro e ricevere in cambio “Foglie Oro” da utilizzare per avere sconti e promozioni da parte della propria azienda.  Ogni viaggio percorso in bicicletta o a piedi genererà un risparmio in termini di CO2 pari a 130 g/km e un risparmio economico di 0,20€/km.

Anche in Italia le aziende potranno incentivare i dipendenti che percorrono il tragitto casa-lavoro camminando o in bicicletta: Jojob, il maggior player italiano di carpooling aziendale, lancia infatti Jojob Bici e Piedi, una nuova funzione integrativa dedicata alla mobilità 100% sostenibile. Per prima in Italia un’applicazione per smartphone permetterà di certificare sia le tratte casa-lavoro percorse in carpooling che quelle fatte a piedi e in bici.

Grazie alla funzione Jojob Bici e Piedi i dipendenti delle aziende aderenti potranno infatti certificare i propri tragitti casa-lavoro percorsi camminando o in bicicletta e calcolare il risparmio in termini ambientali ed economici: secondo le stime di Jojob, ogni viaggio percorso in bicicletta o a piedi genererà un risparmio in termini di CO2 pari a 130 g/km e contestualmente un risparmio economico per il dipendente pari a 0,20€* per ogni km percorso senza l’utilizzo dell’automobile.

Certificazione dei viaggi casa-lavoro e premi per i dipendenti

Scaricando la app su smartphone di Jojob e registrandosi, i dipendenti delle aziende aderenti troveranno nella sezione “certifica” dell’applicazione mobile due nuove modalità di viaggio, Bici e Piedi, che potranno attivare ogni qualvolta si troveranno a percorrere il tragitto casa-lavoro con queste modalità di spostamento, in modo da avviare il processo di certificazione. Durante tutto il viaggio, l’app traccerà  il percorso grazie al tracking GPS e il dipendente alla fine riceverà il proprio report di viaggio. I viaggi casa-lavoro percorsi in bici e a piedi consentiranno ai dipendenti di maturare dei punti, le cosiddette “Foglie Oro” di Jojob, per accedere a centinaia di promozioni: dagli sconti per gli impianti sciistici o i parchi divertimento, alle convenzioni con hotel e ristoranti, gli incentivi avranno lo scopo di diffondere la mobilità sostenibile a 360 gradi.

Bici e Piedi si integrano al carpooling aziendale

La funzione Jojob Bici e Piedi andrà ad integrarsi con quella del carpooling aziendale di Jojob, che certifica i viaggi condivisi tra colleghi e dipendenti di aziende limitrofe per raggiungere la sede aziendale in auto e che nel solo 2017 ha permesso di risparmiare 1.714.120 km e non emettere in atmosfera 222.835 Kg di CO2. Le aziende quindi, in un’ottica di smart working e welfare aziendale, potranno offrire al personale dipendente sempre più alternative di trasporto innovative ed ecologicamente sostenibili per raggiungere il posto di lavoro senza stress.

“Dalla Francia all’Olanda, dal Belgio alla Nuova Zelanda: in Europa e nel resto del mondo sono sempre di più le realtà aziendali che si attivano per incentivare i propri dipendenti a muoversi senza l’utilizzo dell’auto privata, per ridurre traffico ed emissioni di CO2 e allo stesso tempo per promuovere il Welfare Aziendale dal punto di vista della mobilità”, spiega Gerard Albertengo, founder e CEO di Jojob. “Per questo motivo, dopo aver promosso l’utilizzo del carpooling aziendale in tutta Italia e aver coinvolto oltre 140.000 utenti e più di 1.700 aziende italiane, abbiamo scelto di fare un passo ulteriore e dare la possibilità alle aziende di promuovere modalità di trasporto sempre più ecologiche, orientate anche al miglioramento della salute e del benessere dei dipendenti. La promozione di strumenti come Jojob Bici e Piedi – conclude Albertengo – ci auguriamo spinga le stesse aziende a dotarsi di strutture e servizi, come parcheggi per biciclette e spogliatoi, elementi  di welfare aziendale già messi in campo in altri paesi e che aiutano ad incrementare esponenzialmente il ‘bike to work’ e la qualità della vita dei dipendenti”.

* I dati del risparmio sono stati calcolati a partire dal costo medio per ogni km percorso senza carpooling che è pari a 0,20€ (costo scelto come standard, ricavato da tabelle ACI, che tiene conto del carburante e dell’usura del veicolo).unnamed1

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Chi è Jojob

Il servizio JOJOB di Bringme è un innovativo servizio di car pooling aziendale, nato con l’obiettivo di agevolare gli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti di aziende limitrofe. JOJOB è costituito da una piattaforma web e da un’applicazione mobile. Ogni utente, dopo essersi registrato su www.jojob.it, potrà visualizzare su una mappa la posizione di partenza dei propri colleghi e dei dipendenti di aziende limitrofe alla propria, mettersi in contatto e condividere l’auto nel tragitto casa-lavoro. Con l’applicazione mobile, l’unica in grado di quantificare la reale CO2 risparmiata dopo ogni tragitto percorso in car pooling, ogni passeggero potrà certificare il tragitto effettuato, ottenendo punti trasformabili in sconti da utilizzare in locali, ristoranti, bar e palestre convenzionate, sia a livello nazionale che locale.

Fonte: agenziapressplay.it

A scuola si cammina “un miglio al giorno” per contrastare obesità e sedentarietà

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Benessere e movimento all’aria aperta. “Un miglio al giorno” è il progetto che la Asl TO4 ha importato dalla Scozia per promuovere il movimento e l’attività all’aria aperta come parte integrante della giornata a scuola e diffondere nella comunità scolastica informazioni e conoscenze sui benefici dell’attività motoria. 1Km e 600 metri di camminata a passo svelto per ossigenare la mente e offrire un esempio di buona pratica quotidiana.

Dailymile” (un miglio al giorno), è una pratica che, nata da un’iniziativa di una scuola scozzese, si sta rapidamente diffondendo oltre che nel Regno Unito, anche in molti paesi europei (Olanda, Belgio, Francia, Spagna) e negli USA.
Le scuole scozzesi hanno fatto da apri pista di questa esperienza dimostrando i vantaggi che questa pratica porta non solo a livello di benessere fisico ma anche sulla capacità di concentrazione, umore e sullo stato generale di benessere un-miglio-al-giorno-a-scuola-1519639569

1km e 600 metri da percorrere durante l’orario scolastico, abbandonando le aule per una pausa rigenerante all’aria aperta, un momento di socialità e relazione diversa per i bambini che non si ferma di fronte alle intemperie. Infondo come diceva l’educatore e scrittore anglossassone Robert Baden-Powell: “Non esiste buono o cattivo tempo, ma solo buono o cattivo equipaggiamento”.

L’anno scorso “Dailymile” è arrivato ufficialmente anche in Italia e più precisamente in Piemonte con l’adesione di due scuole inserite anche nella mappa del sito scozzese: nell’istituto comprensivo statale Buttigliera Alta Rosta e alla scuola primaria “Elsa Malferrati” di Roddi (Cn). Partendo da queste due sperimentazioni la Asl Piemonte ha deciso di proporre il progetto “Un miglio al giorno” che ha preso il via a settembre dell’anno scorso con un percorso di formazione rivolto agli insegnanti delle scuole aderenti (a cura dei Servizi Asl TO4 Medicina dello Sport, Promozione della Salute, Sorveglianza e Prevenzione Nutrizionale). Nelle scuole aderenti tutti i giorni, durante l’orario scolastico, le classi a rotazione, accompagnate dagli insegnanti, escono dall’edificio scolastico per coprire la distanza di un miglio a passo svelto lungo un percorso sicuro individuato dagli insegnanti. Un allenamento fisico leggero, circa 15 minuti, passi importanti per promuovere uno stile di vita sano sin da piccoli, vista anche l’alta incidenza di bambini in sovrappeso o che non praticano attività sportiva fuori dalla scuola che lo staff promozione e salute della Asl ha individuato.un-miglio-al-giorno-a-scuola-1519639622

Infatti, parallelamente, il progetto invita gli insegnanti a lavorare sul miglioramento dello stile di vita in tema di alimentazione, “perché ad un’auspicabile attività di movimento quotidiana occorre abbinare fin dall’infanzia una corretta alimentazione”.
L’attività viene svolta dalle classi aderenti almeno due giorni a settimana, chi lo propone con più frequenza, anche ogni giorno, oltre al monitoraggio di base supportato dal Servizio di Medicina dello Sport, ha anche un monitoraggio del peso dei partecipanti. La normale didattica così si interrompe e continua al di fuori dell’aula, gli insegnanti infatti spesso propongono in questo modo didattica all’aria aperta: dall’osservazione dell’ambiente, del cambio delle stagioni, a laboratori artistici. Al progetto hanno aderito decine di scuole primarie e alcune scuole secondarie di primo grado.

Fonte: http://piemonte.checambia.org/articolo/un-miglio-al-giorno-a-scuola/

 

La Costiera Amalfitana a piedi: un viaggio sul Sentiero degli Dei

Il Sentiero degli Dei. Basta il nome per far intuire la spettacolarità di questo sentiero da percorrere a piedi: una passeggiata sul paradiso della Costiera Amalfitana, uno tra gli itinerari più suggestivi del Mediterraneo. Basta il nome per far intuire la spettacolarità del sentiero: percorretelo nella direzione che va da Agerola a Nocelle in modo da camminare in leggera discesa e avere davanti il panorama della Costiera Amalfitana e di Capri.sentiero-dei

Dimenticate l’automobile e indossate scarpe comode, percorrendo il “Sentiero degli dei”  si va alla scoperta di un angolo di paradiso. Il nome infatti non è solo un appellativo ma una promessa: saranno 7,8 chilometri – un percorso che collega Agerola a Nocelle (frazione di Positano), nello scenario della splendida costiera Amalfitana – immersi in un panorama mozzafiato, a passeggio lungo la macchia mediterranea in bilico tra cielo e mare. Il percorso non è soltanto un sentiero turistico ma anche una via di collegamento tra le frazioni che si susseguono, può capitare infatti di incontrare contadini che trasportano il raccolto sul dorso del mulo. Oltre alla bellezza mozzafiato, il Sentiero degli dei è anche testimone di millenni di storia e rappresenta una delle tante mulattiere che in questo territorio venivano utilizzate prima che fosse costruita la Statale 163.sentiero-dei-2


Ci sono due percorsi che dividono il Sentiero in “alto” e “basso”. Il primo parte da Bomerano e finisce a Santa Maria del Castello, è leggermente più difficile perché più inerpicato tra le rocce ma il paesaggio è lo stesso; il “basso”, più battuto dai turisti, è quello che attraversa Nocelle prima di avventurarsi lungo i famosi 1300 scalini che portano a Positano. All’ingresso, nella piazzetta di Agerola, c’è un infopoint dove è possibile prenotare una guida – se si desidera fare un’escursione guidata – o prendere una mappa dell’itinerario, anche se tutto il percorso è contrassegnato dalla segnaletica bianca rossa. La fatica si farà sentire, ma alla fine si è ricompensati da un bagno nelle acque cristalline di questo mare, esperienza magnifica già di per sé ma che dopo l’”impresa” regala ancora più soddisfazione. Il Sentiero degli dei è un percorso di trekking classificato come media difficoltà, ma non bisogna sottovalutare la lunga camminata (si impiegano circa 3-4 ore). Come in tutti i percorsi e le escursioni, è importante attenersi alle regole, indossare scarpe e indumenti adeguati e non abbandonare il percorso segnalato. Fatte le necessarie raccomandazioni non resta che immergersi nelle bellezze di questo itinerario spettacolare, considerato tra i più suggestivi del Mediterraneo.

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2017/07/costiera-amalfitana-piedi-viaggio-sentiero-degli-dei/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

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Camminare a piedi: benefici per la salute e per l’ambiente

Muoversi a piedi fa bene alla salute e all’ambiente. Ma quanto si deve camminare per avere dei benefici?camminare-a-piedi-benefici

Dalle grandi e trafficate metropoli ai piccoli paesi di provincia la mobilità, oggi, sta cambiando faccia. Sempre più persone, per scelta o per necessità rinunciano ai mezzi di locomozione privati e pubblici per i propri spostamenti quotidiani. E scelgono di camminare a piedi. Ancora più persone, però, fanno questa scelta in modo parziale. Cioè rinunciando ai mezzi solo per brevi tratti di strada, ma più volte al giorno. In entrambi i casi i vantaggi si vedono in breve tempo e chi fa questa scelta difficilmente torna indietro.

Camminare a piedi: i benefici per la salute

Camminare a piedi fa bene, molto bene. Il primo beneficio che noterete sarà una diversa percezione delle distanze: se siete sedentari due chilometri di strada, nella vostra mente, saranno una discreta distanza ma se siete dei camminatori due chilometri saranno più o meno una ventina di minuti di passeggiata di buon passo. Camminare a piedi aiuta poi il cuore e il sistema cardio-circolatorio a restare in forma, specialmente se parliamo di camminata veloce. Per muovere le gambe deve cuore pompare più sangue, i polmoni devono fornire più ossigeno, i muscoli devono attivarsi. Sembra la cosa più banale del mondo ma, altrettanto banalmente, molte persone fanno finta di non capire questi benefici della camminata sulla salute. Camminare a piedi fa dimagrire, a parità di calorie mangiate ogni giorno. Quante calorie si consumano camminando? Onestamente poche: un uomo adulto che sceglie di camminare un’ora al giorno consuma tra le 300 e le 400 calorie in più rispetto a un sedentario, in base al proprio peso corporeo. Ma questo basta per riattivare il metabolismo e iniziare a dimagrire.

Camminare dopo mangiato, poi, aiuta molto a digerire e ad evitare la sonnolenza post pranzo dovuta all’afflusso dei nutrienti nel sangue dopo il pasto.

Camminare a piedi: i benefici per l’ambiente

Anche i benefici per l’ambiente del camminare a piedi sono ampiamente sottovalutati, sebbene siano del tutto scontati. Ogni metro fatto a piedi (o in bicicletta o altro mezzo a “propulsione umana”) è un metro non percorso con un mezzo che consuma carburante o elettricità (in caso si utilizzi la metro o il tram). Con conseguente riduzione di emissioni di CO2.

Se la vostra distanza casa-lavoro è uguale o superiore ai quattro o cinque chilometri, siamo onesti, andare a piedi è dura. Non solo per la distanza, ma anche per i tempi di percorrenza. Non possiamo camminare quattro ore al giorno per andare e tornare da lavoro. Ma se abitiamo ad un paio di chilometri dall’ufficio, dal negozio, dalla fabbrica allora si può fare. E spesso i tempi di percorrenza si equivalgono: pensate a quanto tempo perdete a cercare parcheggio o ad aspettare autobus, metro, tram. E se quei due o tre chilometri sono molto trafficati potete star certi che, per percorrerli in auto, consumerete un bel po’ di carburante rilasciando in atmosfera anidride carbonica, particolato, polveri fini e una infinità di altre sostanze dannose per l’ambiente. Camminare a piedi, poi, è una scelta di civiltà ed un esempio per gli altri che, vedendo voi che andate a piedi, capiranno una cosa: si può fare.

Quanti passi al giorno

La prima domanda da farsi, prima di scegliere di camminare a piedi, è quella relativa alle distanze da percorrere sulle proprie gambe quotidianamente. C’è chi dice che bastano 5.000 passi al giorno per avere grandi benefici, c’è chi dice che servono 10.000 passi al giorno. Chi ha ragione?

Entrambi: se non siete abituati a muovervi a piedi, infatti, cinquemila passi al giorno sono già un bel traguardo. Una volta raggiunto stabilmente tale traguardo non tarderà molto prima che vediate sul vostro fisico, sul vostro umore e sul vostro modo di affrontare la giornata notevoli cambiamenti. Quando i cinquemila passi saranno per voi la norma passare a diecimila non sarà facilissimo, ma sarà il vostro traguardo successivo che vi porterà ad ulteriori vantaggi.

Come misurare i passi

Per contare i propri passi ci sono principalmente due metodi: o vi affidate all’elettronica o ve li calcolate da soli in base alle distanze percorse. Entrambi i metodi, va precisato, hanno margini di errore anche grandi da accettare. Se scegliete la “soluzione smart” le opzioni più diffuse sono due: le app contapassi per smartphone e gli smartwatch con funzioni per lo sport. Di app per contare i passi ce ne sono ormai decine e, sempre più spesso, i cellulari di gamma media e alta ne integrano già una preinstallata. Il consiglio, in questo caso, è di usare quella: una app di terze parti va ben tarata e non offre sempre la stessa affidabilità sugli smartphone di tutte le marche. Dovete trovare quella adatta al vostro, facendo più tentativi. Con gli smartwatch, invece, tutto è più semplice perché il contapassi è una delle funzioni base di questi apparecchi. Il consiglio, se è questa la vostra scelta, è di fare riferimento alla guida ai migliori smartwatch per lo sport del 2017 su Gadgetblog. Se invece volete calcolare da soli i vostri passi non vi resta altro che misurare la distanza percorsa con ogni vostro passo. Il consiglio è di prendere una misura fissa e sicura, come cinque o dieci metri, e contare quanti passi fate per percorrerla a piedi. A questo punto dividete la distanza che siete certi di aver percorso a piedi in un giorno (ad esempio casa-lavoro e ritorno) per la distanza percorsa con ogni singolo passo.

Credit foto: Flickr

Fonte: ecoblog.it

La Via degli Dei: un viaggio a piedi per ritrovare noi stessi

Elisabetta, giovane veterinaria bolognese, ci racconta la sua esperienza lungo la Via degli Dei, il cammino che attraversando l’Appennino collega Bologna e Firenze, che ha percorso insieme al gruppo di Destinazione Umana. Un momento di stacco, di comunità, di immersione nella natura che ha cambiato la sua vita.

«In un periodo di lavoro intenso e di continui impegni avevo la voglia e il bisogno di allontanarmi da tutto e da tutti e immergermi nella natura per rilassarmi mentalmente e ritrovare un me stessa». Così è iniziata la piccola, grande avventura di Elisabetta lungo la Via degli Dei.dei1

La Via degli Dei collega Bologna a Firenze ed è uno dei cammini più suggestivi di tutta Italia, anche se ancora poco noto. Elisabetta è una giovane bolognese che ha risposto alla chiamata di Destinazione Umana, che lo scorso settembre ha organizzato un viaggio di cinque giorni aperto a tutti, anche ai meno allenati, che ha fatto tappa nelle località meno note, per scoprire anche gli angoli più nascosti di questo affascinante percorso. L’obiettivo? Non tanto quello di proporre un trekking professionale, quanto piuttosto la volontà di mettere insieme un gruppo di persone con un sentire comune, creare una piccola comunità per un’immersione nella natura. «L’unica esperienza simile – dice Elisabetta spiegando perché ha deciso di partecipare – l’avevo vissuta durante un viaggio in solitaria compiuto dieci anni fa a Lampedusa, un’isola meravigliosa e molto selvaggia. Mi ero voluta prendere qualche mese di riflessione per capire cosa volevo fare della mia vita: al mio ritorno, decisi di rischiare tutto e seguire i miei sogni e oggi faccio il lavoro più bello del mondo, la veterinaria!». Un’altra delle particolarità della proposta di Destinazione Umana è che si tratta di un’esperienza alla portata di tutti, anche dei meno “atletici”, che rispecchia più uno stile vita che una pratica sportiva: tempi lenti, non c’è competizione, nessuno resta indietro. «Non sono una persona allenata – racconta a questo proposito Elisabetta – e non frequento palestre, anche se mi piace molto camminare. Adoro fare passeggiate al mare, in montagna, in collina o anche gironzolare per Bologna! Cerco di non usare l’automobile nei giorni in cui sono libera».dei3

Uno dei momenti più emozionanti è l’arrivo a Firenze, dopo quattro giorni intensi, faticosi e soddisfacenti di cammino: «Un’emozione fortissima, eravamo molto provati fisicamente ma ci sentivamo invincibili! È indescrivibile la nostra euforia per avercela fatta, felici come bambini e fierissimi della nostra impresa!».

Emozioni forti, amplificate dalle aspettative e dalle piccole paure che hanno preceduto il viaggio e che, come racconta Elisabetta, attanagliavano tutti i partecipanti: «Ognuno di noi è partito da solo, non sapeva cosa aspettarsi. Eravamo tutti intimoriti dall’idea di condividere il viaggio e anche la camera – quindi momenti intimi – con persone che non conoscevamo. In realtà ci siamo aperti moltissimo gli uni con gli altri, ci siamo fatti forza a vicenda per non mollare, abbiamo condiviso le poche cose che avevamo nello zaino e ci siamo trovati benissimo insieme!».

Un’altra emozione fortissima è quella che si prova a essere interamente immersi nella Natura, quasi in balia di essa, senza il supporto della tecnologia, che tanto ci conforta nella vita di tutti i giorni. «Volete sapere qual è stata la mia reazione al ritorno della tecnologia, appena messo piede a Firenze? In quattro giorni di full immersion nella natura tutti i miei sensi si erano modificati: l’odore dei fiori e delle piante, la sensazione di fame, il gusto delle more appena staccate dai rovi…». Ma anche saper riconoscere il canto degli uccelli e il verso degli animali, capire l’importanza dell’acqua, aver sete e non doverla sprecare perché non si sa per quanto non si incontreranno altre fontane!dei2

«Il ritorno alla “civiltà” è stato un vero e proprio trauma: rumori assordanti, puzza di smog, persone frettolose concentrate ciascuna sulle sue cose e indifferente a tutto quello che succede intorno, tutti attaccati al cellulare camminando nelle strade come zombie. Le luci, la musica, i vestiti e il cibo nelle vetrine… ero nauseata!». È stato in quel momento che Elisabetta ha deciso che da quel momento avrebbe fatto il possibile per attenuare la frenesia della sua routine: «Una volta tornata a casa bisogna ridimensionarsi e riappropriarsi della propria vita. La felicità si trova nelle piccole cose».

Prima di salutarla, le chiediamo cosa direbbe a una persona per convincerla a provare questa esperienza. «Paesaggi spettacolari, compagni di viaggio che faranno per sempre parte della tua vita, la soddisfazione di riuscire in un’impresa che pareva impossibile. Non è solo un viaggio, è un’esperienza unica che ti da la spinta per realizzare grandi cambiamenti anche nella tua vita! Ogni traguardo si può raggiungere, anche se sembra impossibile!».

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2017/03/via-degli-dei-viaggio-ritrovare-noi-stessi/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

I benefici dell’andare in bici e a piedi superano i rischi dell’inquinamento

Uno studio compiuto da un team internazionale di ricercatori dimostra come, nel 99% delle città, la vita attiva sia benefica nonostante l’inquinamento atmosferico

I benefici dell’andare in bicicletta e del camminare a piedi nelle grandi città sono superiori ai danni che l’inquinamento atmosferico procura all’organismo, questo nel 99% delle città monitorate in uno studio compiuto da un team internazionale di ricercatori e pubblicato su Preventive Medicine. Secondo lo studio, infatti, solamente nell’1% delle città prese in esame i livelli di inquinamento sono tali da rivelarsi dannosi per la salute se si cammina e se si pedala in città. Viene così sfatato uno dei tanti falsi miti secondo il quale pedoni e ciclisti sarebbero maggiormente esposti all’inquinamento atmosferico. Audrey De Nazelle del centro per le politiche ambientali dell’Imperial College di Londra, fra le autrici dello studio, sottolinea come sia una buona notizia che “in tutto il mondo, nel 99% delle città, è sicuro pedalare fino a due ore al giorno” e“questo perché l’inattività fisica è un problema di salute pubblica, non perché l’inquinamento non sia dannoso”. 

Persino a New Delhi, una delle città più inquinate al mondo, occorrono almeno 5 ore di bicicletta alla settimana prima che i rischi per la salute superino i benefici. Secondo lo studio, per esempio, Londra è una delle città al mondo più sicure dal punto di vista della salute di ciclisti e pedoni: i benefici del walking e del ciclismo sono sempre superiori ai rischi connessi all’inquinamento. Diverso è il discorso per chi lavora nel traffico ed è esposto per più ore all’inquinamento atmosferico, come, per esempio, i bike messenger che passano la loro giornata in sella. Gli autori dello studio, però, invitano a prendere questo studio come un punto di partenza e non come un punto di arrivo. “Anche se questa ricerca dimostra i benefici dell’attività fisica a dispetto della qualità dell’aria, ciò non deve diventare un argomento per l’inazione nella lotta contro l’inquinamento” ha detto James Woodcock del Centre for Diet and Activity Research, secondo il quale questo studio deve servire da stimolo per spingere sempre più gente a muoversi a piedi e con mezzi non inquinanti come la bicicletta.

10 Guarda la Galleria “Bici in città”

Fonte:  The Guardian

Luca Gianotti: viaggiare a piedi per trovare (anche) se stessi

Vivere il territorio a ritmi lenti e in profondità, conoscere l’altro e guardarsi dentro. È questa l’idea ispiratrice della Compagnia dei Cammini, associazione che lavora per diffondere la cultura del camminare nel nostro Paese, proponendo viaggi a piedi in aree mediterranee.

“Ho iniziato poco dopo l’adolescenza, e in breve tempo ho scoperto i benefici del camminare. È nata così una passione che oggi occupa un posto centrale nella mia vita”. Comincia così il racconto di Luca Gianotti, coordinatore della Compagnia dei Cammini, nata dalla precedente esperienza de “La Boscaglia” e in linea con la sua filosofia ed i suoi valori. L’associazione propone viaggi a piedi, anche in compagnia degli asinelli, viaggi in barca a vela con trekking e viaggi di Deep walking con esperienze di meditazione camminata. Ogni anno, inoltre, viene organizzata la camminata evento “Compagni di Cammino” , che lo scorso anno ha condotto le guide ed i viandanti sui passi della Sicilia virtuosa  e che il prossimo novembre sbarcherà in Puglia, terra generosa e in gran fermento.1781950_611358848934048_1249352089_n

Per la Compagnia dei Cammini fare turismo responsabile significa rispettare la natura, non inquinare, tutelare la salute, valorizzare l’economia solidale, preferire il cibo biologico, naturale e locale. A differenza di molti tour operator che propongono tra i servizi il trasporto dei bagagli dei viaggiatori, chi viaggia con la Compagnia dei Cammini porta con sé soltanto uno zaino. “Lo zaino – spiega Luca Gianotti – ti fa sentire libero, puoi fermarti in ogni momento, dormire in tenda o sotto le stelle, anche se molte volte le persone fanno fatica ad entrare in contatto con il loro lato più selvatico. Inoltre, camminare con soli 6-7 chili sulle spalle che contengono tutto il necessario per viaggiare anche per un mese ti fa acquisire la consapevolezza, una volta tornati a casa, della quantità di cose di cui ci circondiamo e di quanto queste non servono e non ci recano felicità”. Spesso chi decide di mettersi in cammino intraprende il viaggio da solo ma in breve tempo si crea un legame forte con gli altri viandanti. “Il camminare – ci spiega Gianotti – ha il potere forte di creare il gruppo: spesso si arriva da soli e ci si mette in gioco, ma in due o tre giorni condividendo emozioni, fatiche e momenti positivi si crea subito il gruppo che, per il periodo del viaggio, diviene una sorta di organismo vivente a se stante. Così come per il benessere di un corpo ogni parte deve essere in salute, allo stesso modo per generare disarmonia in un gruppo basta che una sola persona non stia bene”.10730773_766484063421525_6649220928142959151_n

Fondamentale è dunque la consapevolezza delle persone riguardo al tipo di esperienza che si apprestano a vivere. Per questo motivo lo staff della Compagnia dei Cammini ritiene importante entrare in contatto diretto con coloro che sono interessati ai viaggi, al fine di avere un confronto sulle aspettative e motivazioni di ognuno. Inoltre, sul sito dell’associazione è disponibile un decalogo  scritto da Luca Gianotti che ben riassume la filosofia del camminare. Prima regola? Liberarsi dalle ansie della quotidianità e lasciarle a casa. Soltanto così, infatti, è possibile scoprire il vero valore del cammino: l’incontro con il territorio, con gli altri viandanti, con le persone che vivono nei luoghi in cui si cammina… e con se stessi.10404240_715338328536099_2352555457413100082_n

Il viaggio a piedi, così inteso, costituisce anche un’occasione di ricerca interiore, guidati dalla bellezza del silenzio, dai suoni della natura, dai rumori dei propri passi e respiri. In questo senso, come evidenzia Luca Gianotti, la riscoperta del Cammino di Santiago di Compostela ha segnato una svolta epocale. “Negli ultimi anni si è ampliato il numero di persone che si mettono in cammino ed è aumentato il bisogno interiore di camminare per capire se stessi, oltre al mondo che ci circonda. Soprattutto per noi occidentali, più irrequieti e meno abituati alla meditazione, il cammino diventa così anche uno strumento per compiere un lavoro spirituale”.10614331_772983172771614_3057065503897482961_n

Come ha scritto Luca Gianotti nel libro “L’arte del camminare”, “camminare lento significa saper vivere il presente senza fretta, godersi il cammino fermandosi a osservare un fiore o a scambiare due parole con un contadino, sapendo che siccome abbiamo la tenda con noi, e qualche cibo di scorta, possiamo anche far tardi, nessuno ci aspetta, non corriamo nessun rischio. Per questo i cammini in completa autonomia, in libertà, nei quali il nostro zaino diventa la nostra casa, nei quali abbiamo con noi la tenda, i viveri, il necessario, sono i più terapeutici. Possiamo fermarci quando vogliamo”.

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Il sito de La Compagnia dei Cammini

Fonte:italiachecambia.org

Pedibus, ad Angera la scuola si raggiunge a piedi

L’iniziativa del Comune di Angera in collaborazione con il locale Comitato Genitori porta i bambini a scuola grazie a un sistema di percorsi con accompagnatori adulti. Permettere ai bambini di raggiungere la scuola a piedi, limitando il traffico automobilistico e stimolando i più giovani all’attività fisica e alla socializzazione, è questo l’obiettivo del Pedibus di Angera, l’iniziativa in cui adulti “autisti” accompagnano a piedi i bambini “passeggeri” lungo quattro percorsi convergenti alla scuola primaria. Dal 2014 i genitori di Angera, località in provincia di Varese, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, si sono riuniti in un comitato per permettere ai bambini del paese di raggiungere la scuola a piedi. Dei 200 bambini che ogni giorno raggiungono l’edificio scolastico solamente una ventina (10%) arriva a piedi di inverno, mentre il numero sale a cinquanta (25%) in primavera. Dal 2 marzo 2015 l’amministrazione comunale, in collaborazione con il Comitato Genitori, ha segnalato con un’apposita cartellonistica gli itinerari pedonali con i quali è possibile raggiungere la scuola. Niente problemi di parcheggio, zero inquinamento, attività fisica e sicurezza garantita dagli accompagnatori, il Pedibus angerese permette di raggiungere la scuola in un tempo compreso fra i 5 i 10 minuti. Tutti i bambini che aderiranno avranno in omaggio una fascia slap-wrap catarifrangente che li renderà più visibili sulla strada. Per favorire la sicurezza dei bambini verranno presi altri provvedimenti fra cui l’impiego di volontari LSU con paletta. Si ricorda che ci si puo’ iscrivere al Pedibus in qualsiasi momento dell’anno e richiedere fermate aggiuntive. Chi desidera informazioni o vuole offrirsi volontario accompagnatore per una delle 4 linee, può rivolgersi ai numeri 348 8516760 e 340 5036371.Mappa-percorsi-620x366

Fonte:  Comunicato Stampa

Benefici di camminare scalzi

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Camminare scalzi, diversamente da come pensano molte persone, apporta benefici alla nostra salute, poiché con questo semplice gestosi possono esercitare tutti i muscoli del piede, i quali si rafforzano se lo facciamo di frequente.

Se non siete abituati a realizzare questa attività, dovete svolgerla con precauzione. È fondamentale fare riscaldamento prima di iniziare, in modo da essere tranquilli ed iniziare a sentire questa sensazione di libertà offerta dal camminare per diverso tempo scalzi. Potete farlo per circa quindici o venti minuti per i primi giorni. 

Cosa sapete al riguardo?

Gli studi condotti al riguardo hanno dimostrato che quando i piedi sono a contatto diretto con la terra, si riceve una grande quantità di benefici per la salute sia del corpo sia della mente. Come sappiamo tutti, nei piedi ci sono molte terminazioni nervose che, entrando in contatto con la terra, aiutano ad eliminare dal corpo elementi nocivi come lo stress e l’ansia. La cosa migliore è farlo direttamente sulla terra, su un prato e all’aria aperta, ma se non ne avete la possibilità, potete farlo anche a casa vostra, sopra il pavimento in legno o con le mattonelle.

Benefici del camminare scalzifelicidad

  • Stimola la circolazione sanguigna, che a sua volta permette una migliore ossigenazione.
  • Permette all’organismo di eliminare con maggiore facilità una buona quantità di grassi e tossine.
  • Elimina lo stress, la depressione e la nevrosi, rafforzando il sistema nervoso.
  • Previene le vene varicose poiché rafforza il sistema venoso e permette una migliore distribuzione dei nutrienti in tutto l’organismo.
  • Quando si fanno delle camminate a piedi scalzi, si fa pressione su tutte le terminazioni nervose connesse ai diversi organi del corpo, permettendo di risanare alcune malattie che si presentano in seguito all’ostruzione di questi canali di energia che ricevono il nome di meridiani.

Esiste una terapia chiamata riflessologia, la quale consiste nel liberare energie accumulate che non fluiscono in modo naturale, provocando così diversi tipi di patologie; tra queste soprattutto quella del sistema nervoso troppo alterato. Questa liberazione avviene mediante la pressione di punti strategici che si trovano nella pianta dei piedi. Quando camminiamo senza scarpe, su questi punti viene esercitata una pressione in modo naturale, riuscendo in questo modo a sentirci rilassati e migliorando, di conseguenza, la nostra salute. Tuttavia, è molto più efficace quando si realizza sul prato.

Ricordate…

Nonostante si tratti di una terapia rilassante molto facile da realizzare, bisogna seguire certe accortezze nello svolgerla, dato che sul suolo possono esservi alcuni oggetti che possono provocare ferite e danni ai nostri piedi. Allo stesso modo, è fondamentale iniziare poco per volta e, man mano che i muscoli si rafforzano, aumentare la durata di queste passeggiate.

E voi lo fate spesso? 

Fonte: viverepiusani.com/