Al via iter legislativo dalla proposta di legge di iniziativa popolare “Rifiuti zero”

È iniziata il 28 gennaio presso l’VIII Commissione Ambiente della Camera la discussione della proposta di legge di iniziativa popolare “Rifiuti Zero: per una vera società sostenibile” (AC 1647). Lo annuncia Ermete Realacci381736

“È iniziata oggi (giovedì 29 gennaio) alla VIII Commissione Ambiente della Camera la discussione della proposta di legge di iniziativa popolare Rifiuti Zero: per una vera società sostenibile’ (AC 1647)”. L’annuncio arriva da Ermete Realacci, presidente della commissione, a poca distanza dalla pubblicazione on line dell’analisi della norma svolta dal Servizio Studi della Camera. “L’approdo di questo testo nel dibattito parlamentare – prosegue Realacci – è un fatto importante e rappresenta un impegno mantenuto con il comitato promotore, composto da circa duecentocinquanta associazioni, e con gli oltre80 mila italiani che lo hanno sottoscritto. La proposta di legge 1647 è figlia anche della diffusione nel Paese di esperienze pilota e buone pratiche, come quelle delle 1.328 amministrazioni che differenziano oltre il 65% dei rifiuti.
Non a caso – aggiunge il presidente della Commissione Ambiente – ho designato come relatore il collega De Menech, ex sindaco di Ponte nelle Alpi (Bl), comune che ha vinto diverse volte l’Oscar dei Comuni Ricicloni di Legambiente. Ora lavoreremo per capire quali parti di questa proposta possano essere tradotte in norme effettivamente operative”.

Iter legge rifiuti zero [0,28 MB]

Fonte: ecodallecitta.it

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Stop all’aranciata senza arance: la legge che salva 10mila ettari di agrumeti

Finalmente approvata alla Camera la norma che obbliga le aziende produttrici di aranciata a una percentuale minima di succo di frutta del 20%. Mai più aranciata senza arance in Italia: è stata infatti approvato in via definitiva dal Parlamento l’articolo 17 della legge comunitaria che obbliga i produttori di bibite ad aumentare la percentuale di succo dal 12 al 20% del prodotto finito. L’approvazione nell’Aula della Camera della legge comunitaria contiene numerose norme che daranno una mano al Made In Italy: non solo lo stop all’aranciata annacquata, ma anche l’obbligo del tappo antirabbocco per i contenitori di olio extra vergine di oliva in tutti i pubblici esercizi, affinché si evitino frodi ed inganni.Grande la soddisfazione di Coldiretti, in prima fila nel dibattito per l’approvazione della norma:“È stata sconfitta la lobby delle aranciate senza arance che pretendeva di continuare a vendere acqua come fosse succo”, ha dichiarato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. Se l’8% di differenza sembra poco basta pensare che grazie a questa nuova norma verranno venduti e spremuti 200 milioni di chili di arance in più: sono infatti 23 milioni le persone che consumano bibite gasate e succhi di frutta. I benefici saranno diffusi e non riguarderanno solamente i produttori: aumentare la percentuale di arance rappresenta un passo concreto per migliorare la qualità dell’alimentazione e per far fronte a malattie connesse all’obesità. Dati alla mano l’aumento della percentuale potrebbe salvare diecimila ettari di agrumeti italiani con un’estensione di circa 20mila campi da calcio. Calabria e Sicilia le due regioni che gioveranno maggiormente di questa piccola grande riforma che dimostrano come la politica, nei rarissimi casi in cui riesce a svincolarsi dalle logiche clientelari, possa davvero dare un aiuto concreto a economia, ambiente e salute. E fornire ai produttori un compenso più equo dei 3 centesimi che arrivano attualmente agli agricoltori su ogni litro di aranciata venduto a 1,3 euro nei supermercati.161734222-586x395

Fonte: Coldiretti

© Foto Getty Images

Approvati 4 nuovi reati ambientali alla Camera: il voto passa al Senato

Oggi alla Camera è stata approvata la proposta di legge che presenta quattro nuovi reati ambientali. La discussione passa ora al Senato

Il nuovo provvedimento che introduce oggi 4 nuovi reati ambientali è stato votato alla Camera con 386 voti a favore, 4 contrari e 45 astensioni. La discussione passa al Senato e le nuove norme riconoscono il disastro ambientale, inquinamento ambientale, il traffico e abbandono di materiale radioattivo e impedimento del controllo. Dunque il Codice penale è stato così aggiornato e si introduce il reato dei delitti contro l’ambiente. Vediamo nel dettaglio in cosa consistono le pene, le aggravanti e gli sconti di pena le le prescrizioni. Già lo scorso mese un decreto legge denominato Terra dei Fuochi introduceva il reato combustione di rifiuti e dunque il nuovo pacchetto di leggi vanno a completare la parte degli ecoreati.Immagine

Andrea Orlando attuale ministro alla Giustizia e fino a qualche giorno fa ministro per l’Ambiente si è detto soddisfatto di questo nuovo pacchetto di leggi approvati in un tweet:

4 nuovi reati ambientali

Sono quattro, come dicevamo i nuovi reati che andranno ad aggiornare il Codice penale e sono il Disastro ambientale che prevede il carcere ai 5 ai 15 anni per chi altera l’ecosistema o gravemente o irreversibilmente; Inquinamento ambientale con la reclusione da 2 a 6 anni e multa dai 10mila ai 100mila euro per chi inquina e deteriora la biodiversità anche agricola, del suolo, delle acque e dell’aria e la pena è dimezzata nel caso non vi sia dolo o colpa; nel caso i delitti siano commessi ai danni di specie protette o in aree vincolate allora le pene sono raddoppiate; Per il traffico e abbandono di materiale di alta radioattività la pena prevista va dal carcere da 2 a 6 anni con una multa che oscilla tra i 10mila e i 50mila euro così come per chi lo commercia; infine per chi esercita un impedimento al controllo o lo nega, o lo ostacola, o lo intralcia è prevista una pena da 6 mesi a 3 anni. Il tempo di prescrizione è raddoppiato. Sarà sempre informato il procuratore antimafia dei delitti contro l’ambiente.

Nel merito abbiamo anche le aggravati che ricadono sotto l’associazione mafiosa e peraltro già previste nel Codice Penale a proposito della associazione a delinquere; come nel caso di altri reati la pena viene scontata se l’imputato inizia a collaborare. Nel caso dei reati ambientali resta in vigore la confisca anche se vi è stato patteggiamento e l’obbligo di bonifica.

Fonte: L’Unità

Eletti 24 animalisti alla Camera e al Senato


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Trai 41 candidati alle Politiche 2013 dei vari partiti che hanno aderito all’Agenda delle proposte del cartello delle associazioni animaliste hanno superato il voto in 24 che diventano così la voce ufficiale degli animalisti in Italia. Restano fuori tra i sottoscrittori in 17 tra cui i nomi eccellenti dell’ecologia come Grazia Francescato o Angelo Bonelli.

  1. Michela Vittoria Brambilla – Pdl – candidata alla Camera – capolista circoscrizione Emilia Rom.
  2. Silvana Amati – Pd – candidata al Senato – Regione Marche
  3. Ivan Catalano – M5S – candidato alla Camera – Circoscrizione Lombardia 2
  4. Nichi Vendola – Sel – candidato alla Camera in tutte le circoscrizioni
  5. Monica Cirinnà – Pd – candidata al Senato – Regione Lazio
  6. Manuela Repetti – Pdl – candidata al Senato – Regione Piemonte
  7. Laura Castelli- M5S candidato alla Camera – Regione Piemonte
  8. Silvia Chimienti-M5S candidato alla Camera – Regione Piemonte
  9. Eleonora Bechis-M5S candidato alla Camera -Regione Piemonte
  10. Ivan Della Valle-M5S candidato alla Camera – Regione Piemonte
  11. Fabiana Dadone-M5S candidato alla Camera – Regione Piemonte
  12. Davide Crippa-M5S candidato alla Camera – Regione Piemonte
  13. Mirko Busto-M5S candidato alla Camera – Regione Piemonte
  14. Paolo Romano M5S candidato alla Camera – Regione Piemonte
  15. Marco Scibona M5S candidato al Senato – Regione Piemonte
  16. Carlo Martelli candidato al Senato – Regione Piemonte
  17. Alberto Airola candidato al Senato – Regione Piemonte
  18. Gabriella Giammanco – Pdl – candidata alla Camera – Circoscrizione Sicilia 1
  19. Loredana De Petris – Sel – candidata al Senato – capolista Regione Lazio
  20. Fiorenza Bassoli -Pd – candidata al Senato – Regione Lombardia
  21. Basilio Catanoso – Pdl – candidato alla Camera – circoscrizione Sicilia 2
  22. Manuela Granaiola – Pd -candidata al Senato – Regione Toscana
  23. Luigi Lacquaniti – Sel – candidato alla Camera – capolista nella circoscrizione Lombardia 2

E Massimo De Rosa – M5S – eletto alla Camera – circoscrizione Lombardia 1 la cui adesione però è arrivata fuori tempo massimo.

Non sono stati eletti invece:

  1. Monica Frassoni – Sel- candidata al Senato – capolista Regione Lombardia
  2. Gianni Mancuso – FdI – candidato alla Camera – Circoscrizione Piemonte 2
  3. Valentina Stefutti – Riv.civile – candidata alla Camera – Circoscrizioni Lombardia 1 e Lazio 1
  4. Monica Cerutti – Sel – candidata al Senato – capolista in Piemonte
  5. Kristian Franzil – Riv. civile – candidato alla Camera- Circoscrizione Friuli-Venezia Giulia
  6. Grazia Francescato – Sel – candidata al Senato – capolista Regione Friuli Venezia-Giulia
  7. Serena Pellegrino – Sel – candidata alla Camera – capolista circoscrizione Friuli Venezia Giulia
  8. Giovanni Barosini – Udc – candidato alla Camera – circoscrizione Piemonte 2
  9. Angelo Bonelli – Riv. civ. – candidato alla Camera – circoscrizioni Campania e Puglia
  10. Maria Chiara Acciarini – Sel- candidata al Senato – Regione Piemonte
  11. Michele Pezone – Sel – candidato alla Camera – circoscrizione Abruzzo
  12. Federica Panizzo – Sel – candidata al Senato – Regione Veneto
  13. Donatella Poretti – Amnistia, giustizia e libertà – candidata al Senato – Regione Toscana
  14. Paolo Ferrero – Riv.civile – candidato alla Camera – circoscrizioni Piemonte 1 e Lombardia 2
  15. Fiorella Ceccacci Rubino – Pdl -candidata alla Camera – circoscrizione Lazio 1
  16. Salvatore Di Carmelo – Sel – candidato alla Camera – circoscrizione Piemonte 2
  17. Elisabetta Zamparutti – Amnistia, giustizia e libertà – capolista alla Camera – circoscrizione Puglia
  18. Luigi Lacquaniti – Sel – candidato alla Camera – capolista nella circoscrizione Lombardia 2

In parlamento però ci sono ancora Giovanardi (Pdl) e Marino (Pd) favorevoli alla vivisezione o ancora Rossi e Faenzi (Pdl), Cenni (Pd) favorevoli alla caccia. Non sono stati rieletti gli artefici della sospensione del voto sull’articolo 14 contro la vivisezione: Boldi-Lega Nord, Di Giovanpaolo-Pd, Farina Coscioni-radicali , Divina e Fugatti (Lega Nord) e gli anti animalisti Raisi-Fli o Cimadoro-Idv.

Non sono stati proprio eletti alla loro prima tornata elettorali Maria Cristina Caretta per Fratelli d’Italia, Beccalossi già vicepresidente della Regione Lombardia e sostenitrice della caccia; non entra Giovanni Ghini presidente del Comitato Nazionale Caccia e Natura candidato con Fare in Emilia Romagna; l’Udc nonostante l’accordo con l’associazione di cacciatori “Caccia e Ambiente” conteggia il suo minimo storico e la lista di cacciatori e pescatori che si è presentata per il Senato in Lombardia “Civiltà Rurale Sviluppo” incamera lo 0,3%.

Ora parte il vero impegno parlamentare delle associazioni animaliste riunite sotto l’insegna Io voto con il cuore che invitano a sottoscrivere la petizione che andrà poi consegnata ai nuovi Presidenti del Condiglio, Camera e Senato.

Fonte:LAV