Terra dei fuochi, fusti tossici in un campo coltivato a Caivano

Ritrovati alcuni fusti tossici in un terreno agricolo a Caivano. Amianto a Varcaturo. La Terra dei Fuochi è un vero inferno in Italia.patriciello-620x350-586x330

Si scava nella Terra dei fuochi: un metro e mezzo di terreno, due al massimo, per coprire i veleni italiani, come la polvere nascosti sotto un tappeto della terra più martoriata dell’Europa continentale: quel lembo di inferno che va dall’hinterland napoletano fino a Caserta, passando dal Parco Nazionale del Vesuvio. Dal mare alla terra fino alla montagna, un territorio compromesso, avvelenato, che comincia a sputare fuori i suoi segreti di morte: il ritrovamento, ieri, di una discarica abusiva di fusti contenenti fanghi tossici (la cui natura, chimica e geografica, è ancora tutta da stabilire) in località Sanganiello nel comune di Caivano: proprio nella zona in cui il ministro Nunzia De Girolamo si era recata in visita su invito di don Patriciello. Una discarica interrata, nascosta sotto un metro e mezzo di terreno sul quale ci si apprestava a coltivare finocchi, dopo aver raccolto, nella passata stagione, dei broccoli e dei carciofi poi venduti. Venduti a persone ignare come Marianna Rubino, 9 anni, morta giovedì sera di leucemia linfoblastica acuta:

“Marianna è morta perché questo territorio è inquinato e noi mangiamo veleni. In questo territorio sono ancora troppo poche le persone impegnate e le istituzioni sono assenti. Io chiedo a tutte le mamme di unirsi, di svegliarsi se vogliono arrivare a vedere almeno i matrimoni dei loro figli.”

ha dichiarato disperatamente la madre al quotidiano IlMattino. Le operazioni di scavo a Caivano (Na) sono iniziate ieri mattina alle 11, coordinate dal generale Sergio Costa, comandante provinciale del Corpo Forestale: in meno di ore sono stati riportati in superficie una cinquantina di bidoni. Dentro, solventi, vernici e altre sostanze che l’Arpac dovrà analizzare.20130926_54271_r1-586x437

Su alcuni di questi bidoni, come si nota nella foto pubblicata da IlMattino, quella che potrebbe essere la pistola fumante, il motivo per cui nessun italiano, in qualunque regione esso sia residente, può girare la testa: la scritta “Milano”. La Forestale, negli ultimi tre mesi, ha individuato una superficie di circa 200mila metri quadri di veleni: interrati rifiuti tossici industriali a diretto contatto con la falda acquifera e le radici degli ortaggi. Secondo una testimonianza di un agricoltore della zona è oramai divenuto impossibile, oltre a vivere, anche lavorare:

“Non riusciamo a vendere più nulla. I nostri prodotti sono marchiati come quelli di Caivano. Un concessionario che lavora e distribuisce su Roma, mi ha annullato tutte le ordinazione. Nei negozi della capitale, si vendono solo gli ortaggi che hanno la scritta «Prodotto in Campania. No a Caivano».”

Sempre ieri a Varcaturo, lungo la costa domiziana, i carabinieri hanno messo i sigilli a un terreno di 6 mila metri quadrati: sottoterra, a un paio di metri di profondità, erano sepolte lastre di amianto, elettrodomestici in disuso, pneumatici, materiali di risulta.
A pretendere la verifica era stato un gruppo di mamme degli alunni di una vicina scuola elementare.

 

Fonte: ecoblog

 

Sequestrati terreni agricoli a Caivano per contaminazione da tuolene e amianto

Alcuni terreni agricoli di Caivano in provincia di Napoli sono stati sequestrati poiché i broccoli che vi crescevano erano contaminati da tuolene e amianto.73703269-594x350

Tuolene negli ortaggi, ossia un idrocarburo, ma anche amianto e floruri. La contaminazione è avvenuta attraverso l’acqua contaminata di un pozzo per l’irrigazione e il risultato è che sono stati sequestrati 20 mila metri quadri di terreni. Siamo nella Terra dei fuochi, a meno di 20 Km da Casal di Principe regno del clan Casalesi e a meno di 14 km da Giugliano la terra con l’acqua avvelenata dalla camorra. Sergio Costa Comandante Provinciale del Corpo Forestale di Napoli ha detto:

Ci sta venendo il serio dubbio che non sia un caso isolato. Utilizzando l’archivio delle foto – che abbiamo fatto dall’alto dei nostri aerei e dei nostri elicotteri, che ci hanno dimostrato dei movimenti anomali di terra e di colorazione sul territorio.

Nella medesima operazione è stato individuato un altro terreno agricolo coltivato a grano in cui sono state rinvenute lastre di amianto e altri rifiuti pericolosi che sarebbero poi stati interrati. Ma come ci arrivano i rifiuti pericolosi nei terreni agricoli? Il sistema individuato usa le vie legali di bolle di accompagnamento e fatturazioni e è stato ricostruito da Tommaso Sodano attuale vicesindaco di Napoli nel suo libro La Peste scritto con Nello Trocchia. In Campania siamo oltre il disastro ambientale e si può parlare di emergenza sanitaria per cui si registrano continue morti di innocenti, persone comuni, per patologie legate all’inquinamento quali tumori e ictus; non c’è un registro dei tumori e i medici assistono impotenti alle morti e relegati nel ruolo di tristi annunciatori. La bomba ecologica in Campania ha dimensioni devastanti sulla vita del territorio e delle persone e siamo all’emergenza sanitaria più che ambientale come dimostra Don Maurizio Patriciello che proprio a Caivano dove ha già celebrato più di una messa per le vittime dell’inquinamento. Commenta così Antonio Marfella medico tossicologo e oncologo all’ospedale Pascale di Napoli e ISDE:

Il ritrovamento anche del toluene nei campi coltivati di Caivano, rende la situazione di disastro ambientale da rifiuti industriali in campania sempre più grave. Risulta ormai chiarissimo, e i dati dei medici di famiglia di Caivano lo dimostrano in modo veramente drammatico, che alcune zone della Campania sono state e continuano ad esserlo ogni giorno, discarica industriale di rifiuti tossici industriali prodotti da fabbriche che operano ogni giorno e sempre di più, in regime di evasione fiscale. Se non si opera concretamente non già con un semplice contrasto militare sostanzialmente inutile, ma operando con metodo e costanza per combattere l’evasione fiscale e fare emergere le innumerevoli fabbriche abusive che operano e che sversano e bruciano ogni giorno, Terra dei Fuochi non si spegnerà mai e i campani, in alcuni territori, ormai di fatto trasformati in discariche di tossici industriali senza regole, da quei territori potranno solo evacuare, come hanno già fatto i parenti dei militari USA che incautamente, avevano affittato case in quelle che ormai possiamo definire a pieno titolo discariche industriali non a norma.

Fonte:  Napolitime