CAES e Assimoco per l’agricoltura sociale e biologica

CAES, consorzio che applica il metodo dell’economia solidale al mercato assicurativo, e Assimoco presentano la prima polizza specifica per l’agricoltura sociale in Italia. Il prodotto è rivolto a tutte le realtà che ricadono nella categoria: la metà di queste sono cooperative sociali, 7 su dieci si occupano di inserimento lavorativo, prevalentemente con persone affette da disabilità. In Italia sono almeno 1.200 le realtà attive nel settore dell’agricoltura sociale, la maggior parte delle quali cooperative sociali di inserimento lavorativo per disabili. Per loro CAES, Consorzio Assicurativo Etico Solidale, e Assimoco lanciano la prima polizza specifica proposta in Italia. Il prodotto AgricolTU Assimoco è la polizza che si rivolge alle imprese agricole, con o senza produzione di reddito agrario, sia in forma individuale o societaria e anche cooperativa, con estensione massima aziendale sino a 400 ettari. La Compagnia ha sviluppato questo prodotto grazie all’esperienza quarantennale che la vede al fianco delle realtà che quotidianamente operano in questo settore. Grazie a CAES la polizza è stata integrata con una normativa adeguata alle esigenze delle aziende che praticano agricoltura sociale. La polizza infatti può coprire attività di agricoltura sociale così come definita dalla Legge nr. 141 del 18 agosto 2015.

Il Rapporto sull’Agricoltura Sociale in Italia 2018, curato da Rete Rurale Nazionale e Crea, ha censito oltre 1.200 realtà che ricadono nella categoria: la metà di queste sono cooperative sociali, 7 su dieci si occupano di inserimento lavorativo, prevalentemente con persone affette da disabilità.  

In particolare, la polizza copre:
– attività dirette a realizzare “l’inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e di lavoratori svantaggiati, di persone svantaggiate, di minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno sociale;
– prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali mediante l’utilizzazione delle risorse materiali e immateriali dell’agricoltura per promuovere, accompagnare e realizzare azioni volte allo sviluppo di abilità e di capacità, di inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione e di servizi utili per la vita quotidiana;
– prestazioni e servizi che affiancano e supportano le terapie mediche, psicologiche e riabilitative finalizzate a migliorare le condizioni di salute e le funzioni sociali, emotive e cognitive dei soggetti interessati anche attraverso l’ausilio di animali allevati e la coltivazione delle piante.
– progetti finalizzati all’educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversità nonché alla diffusione della conoscenza del territorio attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche riconosciute a livello regionale, quali iniziative di accoglienza e soggiorno di bambini in età prescolare e di persone in difficoltà sociale, fisica e psichica.

Tutto ciò è ovviamente accompagnato da clausole che coprono le specifiche situazioni, ad esempio le estensioni, che caratterizzano già ora i prodotti RCT di CAES e che consentono di assicurare soggetti disabili, minori, volontari oppure l’estensione ad attività che spesso vediamo come complementari in un contesto di agricoltura sociale e biologica, quali l’apicoltura. Un prodotto dedicato all’agricoltura che quindi si arricchisce delle componenti sociali caratterizzanti il Terzo Settore.

 Fonte: http://www.italiachecambia.org/2019/02/caes-assimoco-agricoltura-sociale-biologica/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Assicurazioni: meglio se etiche

Oltre 360mila volontari e utenti assicurati nel Terzo settore fanno capo al Caes, il Consorzio Assicurativo Etico Solidale che in Italia rappresenta un punto di riferimento per il mondo del volontariato e per tutti coloro che dalle scelte etiche non vogliono prescindere.caes

Il Consorzio Assicurativo Etico Solidale è ormai in Italia una realtà affermata nel campo delle assicurazioni etiche e ha avuto un vero e proprio boom nel Terzo settore consentendo a molte attività e gruppi di avere una base assicurative che rispetta i principi fondamentali ispiratori del mondo del volontariato e della solidarietà. «Il riscontro più significativo della pluriennale inclinazione di CAES per il Terzo Settore è il numero complessivo di volontari assicurati: 322.216 nel 2014 e 44.124 utenti soci di associazioni ricreative e di promozione sociale» spiega Gianni Fortunati, presidente e direttore di CAES.

«Secondo l’ISTAT, il numero di persone in Italia che nel 2011 hanno svolto attività di volontariato è pari a 4.758.622, pertanto CAES assicura il 6,9% dei volontari italiani. Nel 2015 il 73% delle polizze è stato pensato ad hoc a favore di famiglia e Terzo Settore. Su un totale di circa 6000 polizze stipulate nel 2015, il 52,56% è stato sottoscritto da enti del Terzo Settore».

Ma quali sono le tipologie di clienti di Caes?

«Ci rivolgiamo soprattutto al mondo del volontariato, dell’associazionismo, della cooperazione, anche sociale, e delle altre imprese sociali o a vocazione sociale – spiega Fortunati – Nonostante la stretta collaborazione con la Compagnia Assimoco, CAES ha elaborato prodotti propri che quindi propone in esclusiva. L’eticità dei prodotti assicurativi proposti da CAES si definisce soprattutto nei seguenti aspetti:

  • estensione della copertura assicurativa per tutte le attività del Cliente, “come da Statuto” per quanto concerne Cooperative ed Associazioni; le normative vengono cioè adeguate alle attività indicate nello Statuto con deroghe a norme del Codice Civile (non “aperte”, evitando di integrare coperture solo a posteriori, per esempio a fronte di un sinistro, con conseguente aumento del premio)
  • semplificazione della gestione assicurativa specie in relazione a:
  • oggetto della copertura
  • massimali assicurati
  • durata del contratto
  • costruzione del premio
  • modalità concordate di pagamento
  • costi equi in rapporto alla qualità ed alla mutualità dello strumento di garanzia
  • semplificazione (nelle polizze Infortuni, ad esempio, CAES utilizza come parametri due soli indicatori; vi sono polizze sul mercato invece che ne contano molti di più e ciò crea un maggior rischio di contenzioso, oltre che segmentare fortemente il mercato)
  • premi da pagare uguali per tutti (non secondo logiche di clientelismo)
  • chiarezza e trasparenza delle condizioni contrattuali e delle informazioni fornite al Cliente in sede di preventivo
  • orientamento al Cliente, che viene seguito fin dall’identificazione della migliore soluzione assicurativa secondo i suo bisogni e rappresentato presso le Compagnie assicurative senza costi aggiuntivi
  • condizioni contrattuali specifiche e su misura per le realtà “non profit” (vi sono ad esempio, in virtù di clausole di mutualità, prodotti per soggetti «esclusi» dal mercato assicurativo come GAS e Consorzi)».

«CAES qualifica le proprie polizze assicurative affinché siano strumenti sociali per la sicurezza e la prevenzione dei singoli e del gruppo (Cooperativa, Associazione o Azienda), ponendosi come modello di sostenibilità alternativo e sentendosi parte della rete dell’altra economia – continua Fortunati – Anche i sinistri in CAES vengono gestiti tramite un ufficio interno dedicato; vogliamo intervenire e “mediare” tra il cliente e la Compagnia nella fase più delicata del rapporto assicurativo, ossia quella in cui si verifica un sinistro».

Come è nato il CAES?

«Sul finire degli anni ‘80, un gruppo di persone di Limbiate (VA) aprì una riflessione sulla coerenza tra valori dichiarati ed agire quotidiano, a partire dal proprio lavoro. Alcune delle persone coinvolte nella discussione lavoravano in campo assicurativo ed è così che nacque l’idea di una assicurazione etica che ha preso corpo nel 1995 quando un agente del gruppo ha deciso di trasformare la sua agenzia assicurativa in Cooperativa di consumatori, dando vita a CAES, come struttura operativa di coordinamento di un gruppo locale di consumatori. La necessità da parte dell’agente di tutelare in misura maggiore gli interessi dei suoi Clienti-Soci, consum-attori con un aumentato grado di consapevolezza, si tradusse da subito nell’esigenza di trattare direttamente con le Compagnie assicurative per ottenere modifiche tecnico-normative che garantissero condizioni migliori sia in termini di prezzi e coperture che di chiarezza e trasparenza comunicativa, ovvero la capacità di scrivere polizze “ad hoc” da proporre alle Compagnie assicuratrici più sensibili ai concetti di eticità. La finanza etica, il commercio equo e la cooperazione sociale di Milano e del territorio locale aderirono pienamente al progetto CAES, contribuendo in modo determinante ad una crescita politica ed economica che ha poi determinato il passaggio da progetto territoriale a nazionale nel 1998. CAES è diventata così un’agenzia assicurativa plurimandataria, indirizzata prevalentemente alla fornitura di servizi per il Terzo Settore, con lo scopo di organizzare e orientare la domanda verso le Compagnie assicuratrici disposte a confrontarsi e fare propri i principi della finanza etica. Nonostante i successivi cambiamenti della forma giuridica, da Cooperativa a Consorzio di Cooperative (nel 2001), e poi da Consorzio CAES a Consorzio CAES Italia (nel 2006), siamo rimasti l’unica agenzia di intermediazione assicurativa eticamente orientata sul territorio nazionale».

Un esempio di progetti che avete coperto con le vostre polizze?

«Alcuni dei progetti che abbiamo coperto con le nostre polizze riguardano le Botteghe del mondo (commercio equo e solidale) e le banche del tempo: abbiamo previsto delle polizze specifiche che vanno incontro alle loro esigenze. A favore della Rete di Economia Solidale formata dai GAS (gruppi di acquisto solidale) è stata studiata Eticar, una polizza di RC Auto che permette di assicurare l’auto secondo i criteri dell’Economia Solidale, riproducendo circuiti mutualistici laddove le compagnie tradizionali tendono a segmentare il mercato. Il 2015 è stato un anno importante per lo sviluppo di questo progetto. Le sue condizioni sono state infatti riviste e modificate in senso positivo rispetto all’obiettivo politico: il ripristino della mutualità. Oggi infatti ETICAR si basa su sole 13 tariffe a livello nazionale ed i premi sono stati maggiormente omologati fra loro, applicando sconti maggiori nelle aree generalmente più penalizzate e minori in quelle che hanno già buone condizioni; il tutto rimanendo concorrenziali rispetto alle altre proposte del mercato in quella zona. Il secondo obiettivo di ETICAR è la redistribuzione sul territorio degli utili generati e cioè il sostegno economico alla rete dell’Economia Solidale di cui i GAS fanno parte. Sulla base dell’entità dei premi raccolti e dell’andamento tecnico (rapporto sinistri/premi) delle polizze ETICAR, infatti CAES eroga annualmente un contributo tanto maggiore quanto più alto è il numero di persone che aderiscono al progetto e quanto più esse hanno comportamenti automobilistici virtuosi (cioè non sono responsabili di sinistri). La rivisitazione del 2015 è intervenuta anche su questo aspetto: ora per il calcolo del contributo viene preso in considerazione l’intero portafoglio ETICAR e non solo la nuova produzione dell’anno; anche la percentuale per il calcolo del contributo è migliorativa. Per garantire la trasparenza di questo fondo di solidarietà, il progetto prevede che annualmente si riunisca un’apposita Commissione di valutazione formata dai rappresentanti dei GAS, di CAES e di Assimoco.  CAES partecipa inoltre attivamente ad alcuni tavoli di lavoro che le consentono di confrontarci costantemente con il mondo del Terzo Settore; in particolare la Rete di Economia Solidale (attraverso il Tavolo per la Finanza Mutualistica e Solidale), il tavolo della finanza etica lombardo, la RES Lombardia nata da poco e l’Associazione Verso la Mutua di Assicurazione – Bene Comune attraverso cui ci confrontiamo con alcuni operatori assicurativi che intendono orientare eticamente la propria attività».

 

Fonte: ilcambiamento.it