Caccia al petrolio: in Perù gli indigeni fanno causa al governo

Un’organizzazione indigena del Perù ha fatto causa al governo per non aver protetto le tribù incontattate dalle invasioni e dalle prospezioni petrolifere. Perché il denaro non valga più dei diritti umani…9487-10228

AIDESEP, l’organizzazione nazionale indigena, sta portando in tribunale il Ministero della Cultura del Perù per non aver rispettato l’obbligo legale di mappare e creare cinque nuove riserve indigene, e di proteggere i popoli estremamente vulnerabili che vi vivono. Lo fa sapere l’organizzazione Survival International.

«Nel 2007, il Perù aveva concesso alla compagnia petrolifera canadese Pacific E&P il diritto di effettuare esplorazioni a Yavari Tapiche, un’area all’interno della frontiera dell’Amazzonia incontattata già proposta come riserva indigena – spiega l’associazione per i diritti del popoli indigeni –  L’AIDESEP chiede da 14 anni che la riserva venga istituita, mentre Survival International sta conducendo una campagna internazionale per il diritto dei popoli incontattati a determinare autonomamente il proprio futuro. I ricercatori temono che gli Indiani incontattati che vivono nell’area possano essere spazzati via dalla violenza di esterni e da malattie verso cui non hanno difese immunitarie. Gli operai che lavorano all’estrazione del petrolio rischiano di entrare in contatto con i popoli isolati; inoltre, il processo di prospezione petrolifera prevede la detonazione di migliaia di cariche sotterranee che fanno fuggire la selvaggina da cui gli Indiani dipendono».
«I Matsés, che vivono vicino all’area proposta come riserva, protestano contro il governo, che non ha proibito le prospezioni petrolifere. Nel corso di una recente riunione indigena, un uomo della tribù ha dichiarato: “Non voglio che i miei figli siano distrutti dal petrolio… Ecco perché ci stiamo difendendo… E perché noi Matsés ci siamo uniti. Le compagnie petrolifere… ci stanno insultando e noi non resteremo in silenzio mentre ci sfruttano nelle nostre terre ancestrali. Se necessario, moriremo lottando contro il petrolio.” Un’altra organizzazione indigena, ORPIO – prosegue ancora Survival – sta portando in tribunale un altro caso contro la minaccia di prospezioni petrolifere». «Le tribù incontattate sono i popoli più vulnerabili sul pianeta, ma sembra che le autorità del Perù considerino i profitti della compagnia petrolifera più importanti della terra, delle vite e dei diritti umani dei popoli” ha commentato Stephen Corry, Direttore generale di Survival. «Il fatto di non aver creato riserve indigene non è solo una catastrofe ambientale, ma potrebbe anche spazzare via per sempre intere popolazioni».

In sintesi:

– AIDESEP è l’organizzazione nazionale del Perù per gli Indiani amazzonici. Lavora per difendere i diritti umani degli indigeni peruviani.

– AIDESEP ha presentato una Domanda legale di Adempimento (Demanda de Cumplimiento) alla Corte Superiore di Giustizia di Lima, con il sostegno dell’organizzazione legale IDL.

– Il Ministero peruviano della Cultura è responsabile della mappatura e della protezione dei territori indigeni. In Perù, le terre delle tribù incontattate dovrebbero essere protette per legge ma, in realtà, questa protezione è spesso inadeguata o inesistente.
– Il Perù ha inoltre ratificato la Convenzione ILO 169, la legge internazionale per i popoli indigeni, che richiede di rispettare i diritti umani e territoriali dei popoli indigeni.

– Tra le tribù incontattate della frontiera dell’Amazzonia incontattata che potrebbero essere spazzate via senza una solida protezione territoriale ci sono anche membri incontattati dei Matsés.

– Molti Matsés furono contattati con la forza dai missionari americani nel 1969, a seguito di violenti scontri con i coloni dell’area. Il contatto ha portato violenze e malattie, e ha ucciso molti membri della tribù.

– Le cinque riserve proposte sono: Yavari Tapiche, Yavari Mirim, Sierra del Divisor Occidental, Napo Tigre e Cacataibo.

Delle tribù incontattate sappiamo molto poco. Ma sappiamo che nel mondo ce ne sono oltre un centinaio. E sappiamo che intere popolazioni sono sterminate dalla violenza genocida di stranieri che le derubano di terre e risorse, e da malattie, come l’influenza e il morbillo, verso cui non hanno difese immunitarie. I popoli incontattati non sono arretrati o primitivi, né reliquie di un remoto passato. Sono nostri contemporanei e rappresentano una parte essenziale della diversità umana. Quando i loro diritti sono rispettati, continuano a prosperare. Le loro conoscenze, sviluppate nel corso di migliaia di anni, sono insostituibili. Sono i migliori custodi dei loro ambienti. E le prove dimostrano che i territori indigeni costituiscono la migliore barriera alla deforestazione.

 

Fonte: ilcambiamento.it

 

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1000 miglia in bici a caccia di cibo di scarto. Il secondo viaggio di Rob Greenfield

Pedalando per sette settimane da Madison a New York City, Rob Greenfiled ha rovistato in 300 cassonetti. Oltre ad aver mangiato solo cibo di scarto, insieme ad alcuni volontari reclutati durante il percorso ha recuperato e regalato più di 10.000 dollari di generi alimentari a circa 500 persone. Dopo quella del 2013 è la sua seconda esperienza380497

Rob Greenfield si è rimesso a pedalare. Dopo il viaggio del 2013, l’attivista americano è montato nuovamente in sella alla sua bici di bamboo alla ricerca di cibo di scarto, percorrendo in sette settimane circa 1000 miglia nel nord ovest degli Stati Uniti – da Madison nel Wisconsin a New York – e cibandosi quasi esclusivamente di quello che ha trovato nell’immondizia. Alimenti ancora buoni e perfettamente commestibili, in grandi quantità.
“Non lo faccio solo per soddisfare le mie esigenze – racconta nel suo blog sull’Huffinghton Post – Lo sto facendo per sensibilizzare l’America e indurla a smettere di buttare via il cibo”. Le cifre spaventose dello spreco alimentare prodotto negli Stati Uniti, secondo Greenfield, da sole non bastano per avere una percezione reale della situazione. Si parla di 165 miliardi di dollari di cibo buttati ogni anno, a fronte di 50 milioni di cittadini americani che non raggiungono la soglia di sicurezza alimentare. Senza contare lo sperpero di risorse per prodotti destinati alle discariche. É per questo che Greenfield, dopo un primo viaggio nel 2013, si è rimesso a pedalare al motto di “vedere per credere”, mostrando attraverso delle curiose esposizioni pubbliche tutti gli sprechi di cibo che ha scovato in oltre 300 cassonetti. “Solitamente facevo le mie perlustrazioni di notte, per poi sistemare ciò che trovavo in un parco pubblico il giorno successivo. Molte delle persone che son riuscito a coinvolgere nelle varie tappe sono rimaste letteralmente scioccate da ciò che ho mostrato loro. Erano ancora più arrabbiate di me pensando a quanti milioni di americani hanno fame”. Tutti gli alimenti raccolti nel corso del viaggio hanno permesso a Rob e ai volontari reclutati nelle sette città visitate di regalare più di 10.000 dollari di cibo a circa 500 persone. Dall’esperienza è nato l’hashtag #DonateNotDump per documentare situazioni di grande spreco alimentare da parte di chi vende o produce cibo. “Il nostro messaggio ai negozi di alimentari è che vogliamo fermare lo spreco e incoraggiarli a donare il cibo in eccesso a organizzazioni no-profit che lo ridistribuiscano a persone bisognose”. “La scusa più comune per non donarlo è che temono ripercussioni legali – aggiunge Greenfield – ma secondo uno studio dell’Università di Arkansas negli Stati Uniti non una sola causa è stata mai fatta contro un negozio di alimentari che ha donato cibo per un programma di salvataggio”.

Ecco alcune delle foto delle esposizioni pubbliche di Rob Greenfield.ecodallecitta

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Fonte: ecodallecitta.it

Eletti 24 animalisti alla Camera e al Senato


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Trai 41 candidati alle Politiche 2013 dei vari partiti che hanno aderito all’Agenda delle proposte del cartello delle associazioni animaliste hanno superato il voto in 24 che diventano così la voce ufficiale degli animalisti in Italia. Restano fuori tra i sottoscrittori in 17 tra cui i nomi eccellenti dell’ecologia come Grazia Francescato o Angelo Bonelli.

  1. Michela Vittoria Brambilla – Pdl – candidata alla Camera – capolista circoscrizione Emilia Rom.
  2. Silvana Amati – Pd – candidata al Senato – Regione Marche
  3. Ivan Catalano – M5S – candidato alla Camera – Circoscrizione Lombardia 2
  4. Nichi Vendola – Sel – candidato alla Camera in tutte le circoscrizioni
  5. Monica Cirinnà – Pd – candidata al Senato – Regione Lazio
  6. Manuela Repetti – Pdl – candidata al Senato – Regione Piemonte
  7. Laura Castelli- M5S candidato alla Camera – Regione Piemonte
  8. Silvia Chimienti-M5S candidato alla Camera – Regione Piemonte
  9. Eleonora Bechis-M5S candidato alla Camera -Regione Piemonte
  10. Ivan Della Valle-M5S candidato alla Camera – Regione Piemonte
  11. Fabiana Dadone-M5S candidato alla Camera – Regione Piemonte
  12. Davide Crippa-M5S candidato alla Camera – Regione Piemonte
  13. Mirko Busto-M5S candidato alla Camera – Regione Piemonte
  14. Paolo Romano M5S candidato alla Camera – Regione Piemonte
  15. Marco Scibona M5S candidato al Senato – Regione Piemonte
  16. Carlo Martelli candidato al Senato – Regione Piemonte
  17. Alberto Airola candidato al Senato – Regione Piemonte
  18. Gabriella Giammanco – Pdl – candidata alla Camera – Circoscrizione Sicilia 1
  19. Loredana De Petris – Sel – candidata al Senato – capolista Regione Lazio
  20. Fiorenza Bassoli -Pd – candidata al Senato – Regione Lombardia
  21. Basilio Catanoso – Pdl – candidato alla Camera – circoscrizione Sicilia 2
  22. Manuela Granaiola – Pd -candidata al Senato – Regione Toscana
  23. Luigi Lacquaniti – Sel – candidato alla Camera – capolista nella circoscrizione Lombardia 2

E Massimo De Rosa – M5S – eletto alla Camera – circoscrizione Lombardia 1 la cui adesione però è arrivata fuori tempo massimo.

Non sono stati eletti invece:

  1. Monica Frassoni – Sel- candidata al Senato – capolista Regione Lombardia
  2. Gianni Mancuso – FdI – candidato alla Camera – Circoscrizione Piemonte 2
  3. Valentina Stefutti – Riv.civile – candidata alla Camera – Circoscrizioni Lombardia 1 e Lazio 1
  4. Monica Cerutti – Sel – candidata al Senato – capolista in Piemonte
  5. Kristian Franzil – Riv. civile – candidato alla Camera- Circoscrizione Friuli-Venezia Giulia
  6. Grazia Francescato – Sel – candidata al Senato – capolista Regione Friuli Venezia-Giulia
  7. Serena Pellegrino – Sel – candidata alla Camera – capolista circoscrizione Friuli Venezia Giulia
  8. Giovanni Barosini – Udc – candidato alla Camera – circoscrizione Piemonte 2
  9. Angelo Bonelli – Riv. civ. – candidato alla Camera – circoscrizioni Campania e Puglia
  10. Maria Chiara Acciarini – Sel- candidata al Senato – Regione Piemonte
  11. Michele Pezone – Sel – candidato alla Camera – circoscrizione Abruzzo
  12. Federica Panizzo – Sel – candidata al Senato – Regione Veneto
  13. Donatella Poretti – Amnistia, giustizia e libertà – candidata al Senato – Regione Toscana
  14. Paolo Ferrero – Riv.civile – candidato alla Camera – circoscrizioni Piemonte 1 e Lombardia 2
  15. Fiorella Ceccacci Rubino – Pdl -candidata alla Camera – circoscrizione Lazio 1
  16. Salvatore Di Carmelo – Sel – candidato alla Camera – circoscrizione Piemonte 2
  17. Elisabetta Zamparutti – Amnistia, giustizia e libertà – capolista alla Camera – circoscrizione Puglia
  18. Luigi Lacquaniti – Sel – candidato alla Camera – capolista nella circoscrizione Lombardia 2

In parlamento però ci sono ancora Giovanardi (Pdl) e Marino (Pd) favorevoli alla vivisezione o ancora Rossi e Faenzi (Pdl), Cenni (Pd) favorevoli alla caccia. Non sono stati rieletti gli artefici della sospensione del voto sull’articolo 14 contro la vivisezione: Boldi-Lega Nord, Di Giovanpaolo-Pd, Farina Coscioni-radicali , Divina e Fugatti (Lega Nord) e gli anti animalisti Raisi-Fli o Cimadoro-Idv.

Non sono stati proprio eletti alla loro prima tornata elettorali Maria Cristina Caretta per Fratelli d’Italia, Beccalossi già vicepresidente della Regione Lombardia e sostenitrice della caccia; non entra Giovanni Ghini presidente del Comitato Nazionale Caccia e Natura candidato con Fare in Emilia Romagna; l’Udc nonostante l’accordo con l’associazione di cacciatori “Caccia e Ambiente” conteggia il suo minimo storico e la lista di cacciatori e pescatori che si è presentata per il Senato in Lombardia “Civiltà Rurale Sviluppo” incamera lo 0,3%.

Ora parte il vero impegno parlamentare delle associazioni animaliste riunite sotto l’insegna Io voto con il cuore che invitano a sottoscrivere la petizione che andrà poi consegnata ai nuovi Presidenti del Condiglio, Camera e Senato.

Fonte:LAV