Marco Boschini ed i Comuni virtuosi: “il cambiamento è lento, ma inarrestabile”

Ho incontrato Marco Boschini per la prima volta molti anni fa, quando era nel consiglio direttivo del Movimento per la Decrescita Felice. Da allora ho avuto modo di assistere a molti eventi organizzati dalla sua Associazione e di visitare molte delle amministrazioni iscritte ad essa. Posso quindi affermare con cognizione di causa che quanto lui coordina e rappresenta riassume il meglio della politica italiana attuale. Fatti e non “interessanti prospettiva per il futuro”.

Ma facciamo un passo indietro: Marco Boschini è fondatore e coordinatore dell’Associazione Comuni virtuosi  ed è stato per anni assessore all’Urbanistica, all’Ambiente e al Patrimonio del Comune di Colorno (in provincia di Parma).

Il video che vi proponiamo questa settimana contiene una breve intervista che ci ha rilasciato lo scorso giugno in occasione del Festival della Lentezza, il nuovo format che prende il posto della tradizionale Festa dei comuni virtuosi.
Ma in questo articolo voglio riproporvi un estratto dell’intervista che ho realizzato con Marco nel 2013 e che ben ricostruisce la loro straordinaria esperienza. Scrivevo allora:

“Ho incontrato Marco in un bar della bellissima piazza principale di Parma. Qui discutiamo di casta e anticasta (1), Comuni virtuosi e politica vergognosa. Il suo tono nella conversazione rimane controllato, ma dai suoi occhi e dalla sua gestualità traspaiono passione, stanchezza, delusione, speranza. Cominciamo dall’inizio. Che cos’è un Comune virtuoso? «Intanto una precisazione: i Comuni virtuosi non esistono! Esistono decine di amministrazioni che stanno sperimentando, su tematiche specifiche, singole azioni particolarmente lungimiranti e all’avanguardia, che mirano a una sostanziale riduzione dei consumi e dell’impatto sull’ambiente.10437680_870473423023584_2623369087208399879_n

Esiste però un’idea di Comune virtuoso, frutto di una raccolta di buone prassi ormai enorme, che ci spinge a delinearne l’identikit. Un Comune virtuoso, dunque, agisce su cinque livelli di intervento, che sono poi le categorie del nostro Premio nazionale: gestione del territorio, impronta ecologica, rifiuti, mobilità, nuovi stili di vita. Per ognuna di queste categorie esistono ormai esperienze consolidate a dimostrazione che è possibile, e conveniente, intervenire a favore dell’ambiente invertendo la rotta di un modello di sviluppo divenuto insostenibile e distruttivo.

L’Associazione dei Comuni virtuosi nasce nel maggio del 2005 su iniziativa di quattro enti localiMonsano (AN), Colorno (PR), Vezzano Ligure (SP) e Melpignano (LE), che si ritrovarono quasi per caso ad Alcatraz da Jacopo Fo. È nato tutto da una chiacchierata dove abbiamo capito che nei nostri territori stavamo realizzando politiche importanti. Ci siamo detti: perché non trovare un modo di tenerci in contatto? Ed è nata l’Associazione. In poco tempo il numero di Comuni iscritti è aumentato notevolmente, dimostrandoci che i nostri progetti possono essere applicati ovunque e in qualunque contesto.»

Ma quali gli obiettivi raggiunti e quali quelli da raggiungere? «Credo che in questi anni sia passato il messaggio della possibilità di un’alternativa nel modo di amministrare le nostre città e territori locali: non più solo la logica delle grandi opere, degli inceneritori, dei centri commerciali e del cemento a tutti i costi. Resta da lavorare ancora molto perché le esperienze di qualche decina di Comuni italiani possano diffondersi come un virus positivo negli oltre 8000 Comuni presenti sul territorio nazionale».cambiare

Gli chiedo se, per cambiare la politica, sia sufficiente partire dal basso, dai comuni, o bisogna puntare al parlamento. «Noi siamo partiti dal basso, crediamo sia l’unica strada oggi percorribile. Certo sarebbe fondamentale, in questo momento, poter contare su un parlamento “complice”, che mette in campo leggi, incentivi e sostegno per le nostre azioni locali. Invece accade l’esatto opposto…»

In effetti, girando il Paese ho scoperto che i Comuni delle piccole città sono spesso amministrati da persone oneste, che prendono stipendi bassissimi – in molti casi sotto i 1000 euro – e che si ritrovano a dover gestire la rabbia delle popolazioni pur essendo impotenti. «Non solo! Spesso, a causa delle leggi dello Stato, noi non possiamo pagare le imprese a cui abbiamo affidato i lavori, e diventiamo quindi complici del disagio diffuso. Le famiglie vengono a chiederci sussidi, le richieste di sfratti sono aumentate. Se si vuole risollevare l’economia bisogna ridare spazio alle iniziative locali, valorizzare chi sta tutti i giorni sul territorio e punire, invece, quei Comuni che si indebitano in modo grossolano.»

Esiste anche un premio. «È il Premio Comuni virtuosi. È nato per far emergere, valorizzare e premiare quei sindaci che si battono ogni giorno, tra mille problemi, e che riescono, con un po’ di fantasia e tanta buona volontà, a dar vita ad azioni virtuose che mettono in discussione questo assurdo modello di sviluppo! Arrivati a questo punto, a fianco dell’annunciazione delle buone prassi, è necessario sperimentare strumenti e percorsi di formazione permanente che rendano più semplice la replicabilità concreta dei progetti in atto. Molte amministrazioni ci chiamano e la scuola si sta rivelando uno strumento molto utile. Uno dei nostri principi è riassumibile nello slogan “vietato non copiare”: è fondamentale studiare le politiche che hanno funzionato e provare a riportarle nel proprio territorio.»

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Provo a chiedergli se è ottimista per il futuro di questo paese. «Sono ottimista perché vedo e incontro ogni settimana, in giro per l’Italia, centinaia di persone per bene, esperienze incredibili e vincenti. Il cambiamento è inarrestabile, lento ma (a mio avviso) invincibile.»”.

Già, il cambiamento è lento, diceva Marco nel 2013. Due anni dopo intorno alla lentezza ci ha costruito un meraviglioso Festival, tra concerti di Capossela, performance di Celestini e Travaglio, interventi di Sindaci, professionisti, giornalisti, urbanisti e molto altro ancora. Lento e inarrestabile. Grazie a gente come lui. Grazie a gente come te, che stai leggendo questo pezzo e che proprio oggi puoi decidere di cambiare le cose.

  1. Marco Boschini è autore, tra le altre cose, di due libri sul tema dei Comuni virtuosi, l’Anticasta (con Michele Dotti) e Viaggio nell’Italia della Buona Politica.

fonte: italiachecambia.org

Contiamoci: una community per le buone pratiche

In poche settimane oltre 1600 persone hanno aderito alla rete delle buone pratiche.

A metà fra community e social network, Contiamoci mette in rete associazioni e persone che contribuiscono con le loro buone pratiche a una nuova visione del mondo. Fondata da Greta Golia e Silvano Stralla Contiamoci.com si propone di collaudare su larga scala comportamenti che domani saranno normali. Convinti che la conoscenza venga prima delle pratiche Golia e Stralla offrono un’importante vetrina di comportamenti e pratiche, ma anche di prodotti, imprese e progetti che propongono una nuova visione del mondo. Quattro sono gli step per partecipare a questo social network: 1) ci si registra con la propria e-mail, 2) si scoprono le buone pratiche segnalate da altri, 3) collaudarne qualcuna e cliccare su Contami in modo da valutare quanto la pratica è stata condivisa, 4) proporre un’idea nuova alla community che farà la stessa cosa collaudando la buona pratica con te. Molto spesso l’essenza di un’idea è racchiusa in piccoli dettagli. Quando ho conosciuto Greta Golia e Silvano Stralla mi hanno dato un volantino stampato sul lato bianco di un foglio recuperato da una fotocopia. Un piccolo gesto rivelatore di come si possa cominciare dal piccolo a cambiare davvero le cose. In poche settimane la piattaforma ha raggiunto le 611 buone pratiche, dal baratto all’intonaco con l’argilla, dall’autoproduzione di sapone con l’olio di frittura al lavoro agricolo volontario in cambio di ospitalità ed esperienze. Le buone pratiche sono suddivise per sezioni e taggate. Una sezione del sito è dedicata a prodotti, associazioni, organizzazioni e imprese a basso (o nullo) impatto ambientale, da Bla Bla Car ad Altrescarpe, dalle cassette di prodotti agricoli che arrivano a casa alle filastrocche su misura. Per aggiungersi alla community di oltre 1600 utenti è sufficiente registrarsi su Contiamoci.com e seguire le istruzioni.Immagine-620x458

Fonte:  Contiamoci

Ad Ecomondo arrivano Ecopunti ed Ecoquiz, per stimolare le buone pratiche di sostenibilità

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A poco più di un mese dall’inizio di Ecomondo 2014 (5-8 novembre, Fiera di Rimini),Achab Group anticipa le novità che presenterà in occasione della fiera dedicata allo sviluppo sostenibile. Si tratta di due nuovi progetti per stimolare la conoscenza e le buone pratiche per la difesa dell’ambiente: Ecopunti, formula di marketing non convenzionale che incentiva i comportamenti virtuosi dei cittadini, ed Ecoquizgioco per smartphone e pc che permette di migliorare le proprie conoscenze sui temi della sostenibilità. Dal 5 all’8 novembre torna Ecomondo, il principale evento fieristico dedicato alle soluzioni e alle tecnologie per lo sviluppo sostenibile che trasformerà la Fiera di Rimini nel centro internazionale della green economy. Tra le realtà che animeranno il programma 2014 della fiera anche Achab Group, agenzia di comunicazione ambientale che opera in tutta Italia a fianco di aziende e comunità, per migliorare la qualità ambientale e costruire processi concreti di sostenibilità. In occasione di Ecomondo, Achab Group presenterà al pubblico due nuovi progetti che hanno al centro i cittadini e la sostenibilitàEcopunti ed Ecoquiz. Ecopunti è una formula di marketing non convenzionale che ruota intorno alla stimolazione dei comportamenti virtuosi dei cittadini. Il progetto punta ad incentivare buone pratiche come la raccolta differenziata, il compostaggio domestico o l’utilizzo di trasporto pubblico, che il comune premierà generando degli “ecosconti” da spendere nelle attività commerciali locali convenzionate. Promuovendo valori condivisi, si innescherà un circolo virtuoso che rafforzerà il senso di comunità e incentiverà a raggiungere obiettivi comuni, come l’abbattimento dell’impatto ambientale, il sostegno all’economia locale e alla diminuzione delle spese quotidiane delle persone. Con Ecoquiz, invece, ogni utente potrà verificare e migliorare le sue conoscenze sui temi della sostenibilità attraverso il concetto dell’edutaiment, ovvero l’intrattenimento a sfondo educativo. Si tratta di una app personalizzabile con domande a risposta multipla, integrata con Facebook, utilizzabile per partite singole o tornei con amici e avversari casuali. Con quasi 1.000 domande a risposta multipla su ambiente, energia, rifiuti e mobilità, è un gioco divertente rivolto sia agli studenti che agli adulti che coniuga informazione e intrattenimento, e stimola la curiosità su temi importanti come la difesa dell’ambiente. “Siamo fieri di essere presenti a questa nuova edizione di Ecomondo dove avremo l’opportunità di presentare al pubblico queste due nuove creazioni ideate da Achab per favorire lo sviluppo di una coscienza green tra cittadini e consumatori” ha sottolineato Paolo Silingardi, presidente Achab Group.

Qui il press kit: https://www.dropbox.com/sh/9l46i2dvrdpj6w0/AACWi8O2hMYZeVdP8PXPuF1Ta?dl=0

Achab Group è un’agenzia di comunicazione ambientale che sviluppa idee e progetti per la sostenibilità. Dal 1999 ha consolidato la propria esperienza grazie a centinaia di progetti realizzati con clienti pubblici e privati: attivazione raccolte porta a porta, progetti riduzione rifiuti, gruppi acquisto fotovoltaico, mobilità sostenibile, processi di partecipazione.
In questi anni l’agenzia ha coniugato passione, esperienza, e investito sulle competenze di chi lavora con Achab Group, impegnandosi sempre più per ideare progetti di sostenibilità e svilupparli a fianco dei propri clienti. Achab Group è attiva in tutta Italia e opera con clienti sia pubblici che privati per migliorare la qualità ambientale e costruire processi concreti di sostenibilità.

Maggiori informazioni sul sito: http://www.achabgroup.it/

Fonte: PressPlay

A scuola di buone pratiche e ruralità in Cilento: la preside Maria De Biase

A lezione di eco-sostenibilità.  L’avventura della preside Maria De Biase ha inizio nell’istituto comprensivo Teodoro Gaza di San Giovanni a Piro – in Cilento – dove ha dato vita a una vera rivoluzione, un cambiamento che passa attraverso le tradizioni più antiche del territorio, alla riscoperta delle proprie origini e antiche abitudini. La preside De Biase arriva a San Giovanni a Piro nel 2007, fino a quel momento aveva insegnato nell’hinterland napoletano, dove lavorava a progetti di educazione alla legalità.

Quando nella scuola si è sparsa la voce che la nuova preside veniva dalla “grande città”, tutti si aspettavano di assistere ad un’innovazione in nome della modernità. La preside napoletana si è presentata invece con progetti di educazione alla ruralità e con una “dichiarazione di guerra” alle merendine confezionate. Dopo il suo arrivo hanno cominciato a consolidarsi buone pratiche quotidiane: la creazione di orti sinergici, il compostaggio e l’arrivo di “Bidolio”, un contenitore per la raccolta di oli esausti dai quali viene poi prodotto il sapone.8597200691_6fea53652e_b

Tutto diventa un gioco da bambini. Nella mensa scolastica gli alunni vengono riabituati ai sapori genuini e sono serviti solo i prodotti che la terra produce: il verde non fa storcere il naso e i bambini mangiano fave e piselli a pranzo, pane e marmellata a colazione, pane e olio per merenda. Si chiamano eco-colazione e eco-merenda senza piatti né bicchieri di carta o plastica, tutto è rigorosamente organizzato nel rispetto della filosofia “Rifiuti Zero”. Questa oasi di buone pratiche, l’anno scorso è stata messa a rischio da una legge italiana che prevede la perdita di autonomia per tutte quelle scuole che contano un numero inferiore a 600 alunni, 400 nel caso delle comunità montane come quella di San Giovanni a Piro. L’istituto contava quindici alunni in meno di quelli previsti dal regolamento, 385, e Maria De Biase è stata costretta al trasferimento. A Settembre è tornata a intravedere spiragli di luce, quando le viene affidata la presidenza dell’istituto di Policastro Marina che, a sua volta, ha in reggenza la scuola di Caselle. Nei primi giorni del nuovo anno scolastico il Teodoro Gaza rimane in balia degli eventi ma alla fine Maria De Biase ne ottiene la reggenza. In questo modo la preside si è trovata a operare – per quest’anno, poi chissà – su tre scuole diverse, esportando principi e buone pratiche ormai consolidate al Teodoro Gaza.8597198783_d8d815ae5a_b

L’esperienza avviata qui è ormai matura, assimilata dai bambini e gestita con entusiasmo da docenti e genitori, nelle altre due scuole la De Biase ha gettato i semi per il cambiamento e il suo operato è stato riconosciuto e apprezzato anche da alcune amministrazioni locali: “le mie scelte sono dettate da precisi obiettivi educativi”, ha spiegato la preside ad Andrea Degl’Innocenti che l’ha intervistata nel novembre scorso, “ma portano anche notevoli risparmi economici che, soprattutto in tempi di crisi, non possono che aiutare nella gestione complessiva del bilancio”.8598301328_88f38316db_b

Ora che lavora su tre scuole la fatica è tanta, il Cilento è una terra in cui le distanze si misurano con strade sterrate e piccoli centri abitati che si inerpicano tra le montagne. Nelle sue parole c’è anche la preoccupazione per il futuro, perché le sorti della sua reggenza hanno tempi incerti. Ma soprattutto, Maria De Biase parla di un sogno che si è avverato, quello di vedere i principali attori del futuro – i bambini e i ragazzi delle scuole – assorbire i principi e le pratiche dell’eco-sostenibilità, in un territorio rurale in cui la terra è una risorsa materiale e culturale. Soprattutto la entusiasma che sia la scuola, un’istituzione pubblica soggetta a critiche e tagli spietati, ad assolvere alle funzioni fondamentali dell’educazione e della gestione sapiente delle proprie ricchezze.

Elena Risi

Fonte: italiachecambia.org

 

Garage Sale Kids 2013, bambini e famiglie verso nuovi stili di vita

Si è svolta a Roma, lo scorso 5 maggio, le seconda edizione di Garage Sale Kids, un’iniziativa che mira a sensibilizzare e diffondere tra bambini e famiglie stili di vita alternativi e sostenibili, promuovendo la cultura dei riuso intelligente, del baratto e della solidarietà.garage_sale_kids1

Si è svolta a Roma, lo scorso 5 maggio, le seconda edizione dell’iniziativa Garage Sale Kids ideata per promuovere e diffondere la cultura del riuso e per stimolare famiglie e bambini ad avvicinarsi alla green education e a stili di vita differenti. Nuovi modelli di vivere e convivere che nascono e si sviluppano gradualmente spinti non solo dal contesto socio-economico attuale, ma anche dall’esigenza e dalla volontà di rapportarsi in maniera alternativa alla quotidianità, ponendo maggiore attenzione e rispetto verso gli altri e verso ciò che ci circonda, l’ambiente. Garage Sale Kids mira a tutto questo, ma non solo. È un’iniziativa che diventa in pochi momenti l’incontro tra l’utile, la socialità e il divertimento in una cornice colorata e carica di voglia d’interscambio ed d’interazione tra la gente. Si apre il sipario e gli schiamazzi dei bambini sono il lasciapassare per sciogliere e dissolvere i formalismi degli adulti; d’improvviso escono fuori i sorrisi, la distensione si marca sui visi ed ecco la formula vincente e attraente dell’evento. Uno straordinario mix di aree e di angolini in cui i bambini apprendono giocando e i grandi si mettono in relazione per condividere esperienze intorno a ciò che è utile e ciò che può servire nella propria quotidianità.

Garage Sale Kids è un luogo di scambio, è un altro modo di creare aggregazione, è un luogo che getta i semi per un nuovo tipo di dialogo tra gente accomunata dal desiderio di mettere qualcosa a fattor comune. È anche l’incontro della creatività e dell’originalità non fine a se stessa ma posta al servizio del risparmio, del riuso intelligente, del ritorno alla semplicità. Rappresenta una maniera di fare rete e allo stesso tempo di creare una comunità capace di facilitare le interazioni tra le persone e costruire modus videndi diversi.garage_sale_kids_

Un’iniziativa che diventa spazio di educazione, di didattica e di scoperta e così sporcandosi le mani con la terra e le piante di un vivaio o con la vernice ed i colori di un laboratorio si impara a conoscere meglio la natura, si impara a ri-creare e a ri-utilizzare intelligentemente e a barattare. A poco prezzo vengono fuori interessanti compravendite di vestiti, scarpe, passeggini, fasciatoii, giocatoli e giochi. Si condividono conoscenze culturali e artistiche, competenze tecniche e professionali con l’obiettivo di creare una piazza delle buone pratiche, quelle ecosostenibili, divenute necessarie per le persone e per l’ambiente della nostra era. Nel Garage Sale Kids si fa in fretta a fare amicizia, a comprendere ed imparare, a dare e a ricevere con l’obiettivo comune di generare consapevolezza, di consumare eticamente e di trarre beneficio, utilità concreta e immediata dallo scambio, dal confronto e dall’incontro. In questa agorà di socializzazione, c’è lo spazio per l’arte, per la cultura, per la solidarietà e per varie attività ricreative. Si crea quella coesione sociale che meriteremmo di praticare e di estendere più genericamente in ogni momento del nostro tempo moderno. C’è il tempo per sorridere e per respirare, c’e il tempo per avere tempo, per ricostituire la socialità, per comporre un angolo di mondo più umanizzato in cui delle energie armoniche e delle potenzialità individuali convergono verso il bene collettivo e diventano humus fruttuoso per un vivere migliore.

Fonte: il cambiamento

Vivere Semplice

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Cinemambiente: il programma, gli ospiti e la sigla dell’edizione 2013

Due nuove sezioni legate alle buone pratiche e ai doc di un’ora. Fra gli ospiti Pierre Rabhi e Bill Pullmandownload

Due balene e un iceberg, una mongolfiera, rondini in volo, un cielo e un mare che si scambiano la prospettiva, quest’anno Dunter e Housedada si sono superati nella realizzazione della sigla di Cinemambiente che vi proponiamo in apertura. In trentuno secondi sono racchiuse tutte le anime del festival torinese giunto alla sedicesima edizione: le riflessioni stimolate dalla manifestazione diretta da Gaetano Capizzi spaziano dalla sociologia alla fisica, dalla religione all’economia, dalla filosofia alla biologia. Ambiente, dunque, è un termine che sta stretto per chi della manifestazione sia un assiduo spettatore. Quest’anno il programma si arricchisce di nuove sezioni. I concorsi diventano quattro e accanto ai “tradizionali” Concorso Internazionale Documentari e  Concorso Documentari Italiani nascono il Concorso Internazionale Documentari One Hour, con produzioni dalla lunghezza televisiva, e il Concorso La Casa di Domani che affrontano in modo costruttivo le problematiche della contemporaneità e suggeriscono buone pratiche per la società di domani. Ad eccezione di alcune proiezioni mattutine dedicate alle scuole, Cinemambiente non propone film di finzione, ma solamente documentari, con parecchi titoli di medio e cortometraggio nella sezione Panorama. Il festival Cinemambiente, inserito nell’articolato programma degli Smart City Days, comincerà venerdì 31 maggio per chiudersi mercoledì 5 giugno in concomitanza con il World Environment Day promossa dall’Onu. L’ospite d’onore di questa edizione sarà Pierre Rabhi, il contadino-filosofo che guida, in Francia, il movimento dei Colibris, e che sabato sera, alle ore 20:30 incontrerà il pubblico nella sala 1 del Cinema Massimo. Ventiquattr’ore prima, nella stessa sala, sarà l’attore americano Bill Pullman a tenere a battesimo la serata d’apertura con il documentario che lo vede protagonista, The Fruit Hunters. Il festival accoglierà Helena Norberg-HodgeMaurizio PallanteAndrea SegreGianluca e Massimiliano De SerioMaurizio Nichetti e molti altri ospiti che vivono l’impegno per l’ambiente in prima fila.

Il programma giorno per giorno.

Fonte:  Cinemambiente

Premio Goldman ambiente 2013 a Rossano Ercolini presidente di Zero Waste Europe

Rossano Ercolini, maestro di Capannori e presidente di Zero Waste Europe ha ricevuto l’importante premio Goldman 2013 per l’ambiente per la sua lunga attività nel campo della gestione sostenibile dei rifiuti contro gli inutili e pericolosi inceneritori

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Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe, ha ricevuto l’importante premio Goldman 2013 per l’ambiente per il suo grande impegno nella riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti. E’ una bellissima storia che in un paese migliore del nostro dovrebbe tenere impegnati per un po’ prime pagine, telegiornali e talk show: come un maestro elementare del comune di Capannori (Lucca) diversi anni fa ha iniziato ad opporsi alla costruzione di un inceneritore (1) nelle vicinanze della sua scuola ed ha dato vita ad un grande movimento per la gestione sostenibile dei rifiuti. Il progetto dell’inceneritore è stata cancellato e Capannori ora è diventato uno dei comuni virtuosi nella gestione dei rifiuti, con una raccolta differenziata all’82% e con la riduzione a un terzo dei rifiuti indifferenziati. Ercolini non si è fermato qui, perchè ha continuato a guardare alla “bigger picture” (come dice la fondazione Goldman nella motivazione del premio): da un lato estendere le buone pratiche a tutto il territorio italiano e all’Europa, dall’altro iniziare  a lavorare con le aziende per progettare sistemi di imballaggio che producano meno rifiuti. Grazie all’azione di Zero Waste Europe, 40 inceneritori sono stati chiusi o non costruiti e ben 117 comuni europei con un totale di 3milioni di abitanti hanno adottato la strategia Rifiuti Zero. Questo premio è di buon auspicio per tutti i cittadini che desiderano e sperano una società più sostenibile, a cominciare dalla riduzione dello spreco: come ben dice lo sloga di Zero Waste: “se non sei per spreco zero, allora quanto spreco sostieni?”

(1) Gli inceneritori sono inutili, perchè il risparmio energetico del riuso e riciclo è maggiore dell’energia che si ottiene dalla combustione e dannosi, perchè emettono in atmosfera CO2, particolato e molti composti chimici per la salute.

 

Fonte. Ecoblog

Fa’ la cosa giusta 2013, racconto di due giorni in fiera

Da 10 anni Terre di Mezzo organizza ‘Fa’ la cosa giusta’, fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. Un appuntamento cresciuto nel tempo e nello spazio ma che mantiene i suoi valori: suggerire buone pratiche, far incontrare aziende virtuose e consumatori consapevoli, dar voce a realtà spesso invisibili e offrire occasioni culturali.

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Lo stand è pieno, le sedie (in cartone) sono tutte occupate. La nutrizionista brasiliana ci mostra carote, zucche, banane e ci dice che non si butta niente, né bucce né gambi né foglie o semi. E ce lo dimostra preparando una Torta del Brasile, giallo-verde per l’appunto: uno strato di impasto a base di zucca cucinata con la buccia e l’altro a base di foglie e gambi di cavoli. Poi ce la faranno anche assaggiare, ma nel frattempo ci spiegano che Cuzinha Brasil è uno dei progetti del SESI (Servizio sociale dell’industria), istituzione brasiliana che propone progetti sociali per i lavoratori e che è presente in fiera con due di queste iniziative: la Cucina Brasile promuove una metodologia di educazione alimentare che coniuga salute e risparmio (riducendo gli sprechi), mentre il Viravida è un programma di contrasto alla violenza sessuale su bambini e giovani.  Iniziano così i miei giorni a Fa’ la cosa giusta!, una fiera che non è solo un mercato ma anche l’occasione per conoscere iniziative e realtà lontane o poco visibili, per imparare, incontrare, divertirsi. Infatti, oltre a offrire più di 700 stand divisi in aree tematiche, presenta un calendario fitto di appuntamenti culturali fra incontri, laboratori, spettacoli. Già gli stessi acquisti possono essere opportunità interessanti perché, mentre decidi se comprare una collana o una borsa in plastica riciclata, conosci Boubacar Faty, un ragazzo della Guinea cui è stato riconosciuto lo status di rifugiato e che lavora insieme a un’altra decina di ragazzi come lui per la REFUGEE scART, un progetto della Spiral Foundation Onlus che mira al sostegno dei rifugiati in Italia. In un anno e mezzo hanno già riciclato più di cinque tonnellate di plastica, dando una mano alla tutela ecologica della città di Roma e offrendo opportunità di lavoro creativo

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Al laboratorio di cosmetica organizzato da DeA byDay imparo come fare in casa un gel esfoliante per il corpo, uno struccante bifasico e una maschera per il viso antiossidante utilizzando prodotti naturali. Dopo essermi assicurata la salute della pelle, è il momento di pensare allo stomaco con un bel laboratorio di cucina: quello offerto da Vegolosi è solo una delle tante proposte. Vegolosi è un nuovo magazine online di cucina vegetariana, vegana e naturale e lo chef Cristiano ci mostra quanto sia facile preparare dei fantastici muffin vegani alle mele (senza uova, latte, zucchero o burro). Vedo che anche i non vegani presenti al laboratorio apprezzano molto il risultato! Continuo a gironzolare per gli stand e avrei proprio voglia di provare uno scooter elettrico (quest’anno la sezione speciale è dedicata alla mobilità sostenibile) ma non mi fido della mia – ahimé – scarsa esperienza sulle due ruote, così mi limito a guardare con invidia giovanissimi centauri che provano i mezzi e poi mi avvio con maggiore baldanza verso la sezione turismo consapevole, dove comincio a sognare il mio prossimo viaggio. Potrei andare in Albania, Viaggisolidali insieme all’Ente del turismo albanese sta giustappunto presentando il suo itinerario per il mese di agosto. Uno spazio della fiera è dedicato alle iniziative dal carcere e, mentre assaggio i deliziosi baci di dama prodotti dalla Banda Biscotti nelle carceri di Verbania e Saluzzo e le profumate paste di mandorla Dolci Evasioni del carcere di Siracusa, mi faccio un po’ raccontare le esperienze – e le fatiche – di queste iniziative. È proprio una fortuna che esistano direttori intraprendenti e coraggiosi che credono davvero nella possibilità di riabilitazione sociale dei detenuti e investono nella loro formazione professionale.

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La sorpresa più divertente della fiera è senz’altro la carta prodotta con cacca di elefante. Proprio così, la cacca. Lungi dall’essere solo un – evidentissimo – materiale di scarto, in Sri Lanka qualcuno ha intuito che poteva essere anche materia prima per produrre carta a impatto ambientale zero, ma soprattutto il tramite grazie al quale salvare gli elefanti (uccisi per l’avorio e perché danneggiano le colture) e contribuire all’economia del paese. Così è nato il progetto Maximus con la sua “carta della pace”. Basti sapere che per ogni 10 chili di cacca si producono 120 fogli di carta 28×32. In Italia, questo tipo di carta e tutti gli oggetti con essa creati si possono trovare nelle botteghe del commercio equo e solidali rifornite dalla cooperativa sociale Vagamondi, che la importa dallo Sri Lanka e la distribuisce. E se si avvicina l’ora del tè? Basta sedersi sul tappeto dello spazio della Cisl insieme ad altre donne italiane e pakistane in occasione dell’incontro Un tè al femminile, dove parliamo di donne e culture, beviamo il tè pakistano e mangiamo una torta (anch’essa pakistana). Vado via con un bellissimo disegno all’hennè sulla mano. Poi mi fermo per una raccolta firme presso lo stand della Cgil: il sindacato vuole proporre una legge di iniziativa popolare che riguarda le aziende sequestrate e confiscate alle mafie, per evitare che falliscano trascinando con sé lavoratori e indotto. Sembra che al momento il 90% delle aziende sottratte alla criminalità fallisca, restando abbandonate a se stesse. Questo, ovviamente, penalizza ulteriormente i territori e le popolazioni. Aderisco all’iniziativa Io riattivo il lavoro e lascio la mia firma.

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Ho ancora tempo, così osservo la corretta potatura di un albero, assaggio degli ‘straccetti di muscolo di grano’ saltati in padella, mi faccio tentare all’acquisto da un bellissimo paio di scarpe prodotte senza derivati di origine animale, guardo un gruppo di bambini correre in bici a Bicilandia (percorso urbano simulato di educazione stradale), scopro che è appena nato il primo portale italiano per il noleggio tra privati (www.locloc.it). Mi fermo per un AperiVivo con buffet crudista allietato dagli aFIORIsmi di Fulvio Fiori, tratti dal libro “Umorismo zen”. La mostra di Corvo Rosso Magazine No al silenzio! Basta violenza sulle donne mi riporta a questo tema, così attuale mediaticamente ma certo non nuovo (e che ha visto in fiera una serie di incontri e iniziative durante tutto il weekend). Così assisto anche al breve percorso multimediale Non è amore, organizzato dalla Caritas Ambrosiana: un video e delle foto per capire che certi atteggiamenti e situazioni non sono, appunto, amore. La stessa Caritas ha anche organizzato il convegno Intorno al maltrattamento: le parole per raccontare, spiegare, tutelare. A volte le storie di violenza finiscono bene, come racconta – e canta – lo spettacolo Camminare scalza, un bicchiere d’acqua e la primavera, basato sulla vera storia di una donna che è riuscita a dire basta a un marito violento. Una voce narrante, quattro musicisti e una cantante, Marina Puglia. È domenica sera e alla fiera non posso chiedere di più.

Fonte: il cambiamento

Pensare come le Montagne

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