“Si può fare!”, la rete delle buone pratiche

Nasce la rete dei Comuni e dei cittadini “Si può fare!” per la promozione di buone pratiche, la valorizzazione dei beni comuni e una decrescita mirata al miglioramento della qualità della vita.

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La carta d’intenti di “Si può fare!” è stata siglata qualche giorno fa a Padova. Si tratta di una rete tra amministrazioni comunali, associazioni, gruppi, cittadine e cittadini per la promozione di buone pratiche di sostenibilità ambientale e di solidarietà sociale nel territorio veneto. La rete nasce da un’idea semplice, ma impegnativa. «Alla base della società è all’opera una galassia di gruppi, collettivi, associazioni della cittadinanza attiva che quotidianamente intraprendono esperienze di collaborazione, solidarietà, mutualità per far fronte alle innumerevoli esigenze personali, familiari e delle comunità locali – spiegano i promotori – Gruppi di acquisto, banche del tempo, prestazioni volontarie, recupero e manutenzione del patrimonio demaniale, condivisione di beni, servizi e saperi, scambi economici non monetari. E molto altro ancora. D’altra parte le amministrazioni pubbliche locali più accorte hanno l’identico interesse di promuovere una società improntata sulla sostenibilità ecologica e sull’equità sociale. Anche il mondo della ricerca, della scuola e dell’università trova la propria ragion d’essere nell’elaborare percorsi di insegnamento, di sperimentazione e di innovazione capaci di muovere le persone verso un benessere profondo, responsabile, più umano e in armonia con la Terra, nostra “casa comune”. In concreto, Si può fare! si propone di far conoscere le “buone pratiche” che la cittadinanza è riuscita ad attivare, valorizzandole e aiutandole a diffondersi. Allo stesso tempo vuole essere un supporto a quelle amministrazioni comunali che desiderano trovare sistemi di governance il più partecipati possibile. Si può fare! si propone come una rete informale, leggerissima e apertissima, ispirata ai principi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica attraverso percorsi di condivisione delle pratiche della decrescita mirate al miglioramento della qualità della vita. Concretamente la rete ha dato avvio ad alcuni gruppi di lavoro: per svolgere una ricognizione (censimento) attraverso contatti e interviste dirette delle buone pratiche esistenti nella regione; per la elaborazione di un “Kit” (manuale) rivolto alle amministratori locali per aiutarle a districarsi nella giungla della “legislazione vigente” che spesso impedisce di avviare esperienze virtuose di buona amministrazione; per la realizzazione di un seminario sulle forme della democrazia locale partecipata; per l’individuazione di un evento che possa coinvolgere in modo unitario tutte le realtà operanti in Veneto».

Fino ad ora hanno dichiarato il loro interesse al progetto sindaci o amministratori locali dei seguenti comuni: Bassano del Grappa (VI), Campolongo Maggiore(VE), Mogliano Veneto (TV), Cinto Caomaggiore (VE), Feltre (BL), Marano Vicentino (VI), Mira (VE), Ponte San Nicolò (PD), Roncade (TV) e la Municipalità di Marghera (VE).

Le associazioni che hanno dimostrato il loro interesse sono: Aeres – Venezia, Arcipelago SCEC Veneto, ASPO – Associazione per il picco del petrolio, Associazione per la Decrescita – Nodo Triveneto, Centro di iniziativa politico culturale “Romano Carotti”, Contratto di Fiume Meolo-Vallio-Musestre, Cooperativa Retenergie – Nodo Veneto, Democrazia locale, Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”, Eddyburg – Altro Veneto, Istituto Nazionale di Bioarchitettura – Venezia, Italia che Cambia, Legambiente – Veneto, Libera – Veneto, MAG – Verona, Mestre in Transizione, Movimento dei consumatori, Movimento per la Decrescita felice di Venezia e Padova, Rete di Economia Solidale

Verona, WWOOF Italia.

Info: sipuofareveneto@gmail.com

 

Fonte: ilcambiamento.it

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