Broccoli contro lo smog: velocizzano l’espulsione degli inquinanti dal corpo umano

Uno studio della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora ha promosso il broccolo ad alimento anti-smog per eccellenza, dopo uno studio su 291 cittadini cinesi che vivono nelle zone più a rischio. Grazie a una bevanda a base di broccoli il tasso di escrezione del benzene è aumentato del 61%379536

Che alcuni cibi aiutassero a ripulire il nostro organismo e a disintossicarlo dallo smog era noto. Che potessero farlo in modo tanto rapido ed efficacie è invece la scoperta dei ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, che hanno condotto uno studio per verificare gli effetti dell’assunzione quotidiana di una bevanda a base di concentrato di broccoli sul corpo umano. Lo studio ha coinvolto 291 cittadini cinesi, tutti residenti in un’area fra le più inquinate del Paese, la provincia di Jiangsu. Alle persone che si sono sottoposte all’esperimento è stata somministrata ogni giorno la bevanda di broccoli, e i risultati sono stati sorprendenti: il tasso di escrezione del benzene dall’organismo è aumentato del 61% rispetto a quello misurato prima di sottoporsi alla “cura”, durata tre mesi.
Il segreto di questi super-poteri del broccolo sarebbe racchiuso nel sulforafano, sostanza già nota per le sue proprietà benefiche anti-tumorali negli animali.  Il broccolo non è però l’unico alimento in grado di purificare l’organismo dagli inquinanti atmosferici. Tutti gli alimenti cosiddetti nutraceutici sono validi alleati nella lotta agli effetti dello smog: la categoria comprende comprende i cosiddetti cibi funzionali(alimenti che forniscono calorie utili, ad esempio l’olio extravergine di oliva, le proteine vegetali della soia e del lupino e il cioccolato amaro), gli integratori alimentari (come gli omega-3, acidi grassi polinsaturi estratti dal pesce), i probiotici(colture di batteri che colonizzano l’intestino migliorandone la funzionalità) e i prebiotici (sostanze organiche non digeribili in grado di favorire la crescita di batteri probiotici). Secondo i ricercatori a capo dello studio, l’alimentazione non è ancora sfruttata a sufficienza nella prevenzione dell’inquinamento atmosferico. Accanto alle misure volte a ridurre le concentrazioni di inquinanti, andrebbero investite più risorse anche per educare i cittadini a proteggersi da soli, con ciò che la natura ha già messo a disposizione.

Fonte: ecodallecittà.it