La bottiglia pieghevole per dissetarsi sostenibilmente

Sbarca sul mercato italiano l’Anti-Bottle Vapur, una borraccia pieghevole, leggera, riutilizzabile e BPA free Element_tutte-586x409

Dopo aver “debuttato” sul mercato statunitense, arriva anche sul mercato italiano Anti-Bottle Vapur, una borraccia pieghevole che ha l’ambizione dei diventare la principale alternativa all’utilizzo delle bottiglie di plastica. A differenza di una normale borraccia, l’Anti-Bottle è flessibile, leggera e può essere comodamente trasportata all’interno di zaini, zainetti e borsette limitando la minimo lo spazio e il peso. Una volta riempita, la bottiglia pieghevole può essere  agganciata a cinture o borse, in modo da consentire l’utilizzo di tutto lo spazio interno a zaini e borse. La struttura a triplo strato di nylon e polietilene può essere messa in freezer in modo da consentire ai liquidi di rimanere refrigerati il più a lungo possibile ed BPA free ossia non contiene il Bisfenolo A, dannoso per la salute e presente nella maggior parte dei prodotti in plastica. L’idea di realizzare questa bottiglia pieghevole è venuta a tre appassionati di outdoor californiani che hanno deciso di dare una risposta ecologica al consumo annuo di bottiglie di plastica che ammonta a 200 miliardi di pezzi che, ogni anno, viaggiano dalle aziende ai consumatori e da questi alle discariche o ai centri di riciclaggio con un impatto ambientale enorme. Solo il 12% di queste bottiglie viene riciclato, mentre i restanti 176 miliardi finiscono nelle discariche o galleggiano negli oceani. Molte acque sono riempite con acqua di rubinetto che viene venduta dalle 240 alle 10mila volte più cara rispetto al costo dell’acqua domestica. Nella classifica del consumo pro-capite di bottiglie di plastica, l’Italia è il terzo Paese al mondo dopo Arabia Saudita e Messico che, a differenza del nostro, sono paesi con grandi difficoltà nel reperimento e nella potabilizzazione dell’acqua. Se le bottiglie di plastica vengono buttate via dopo l’utilizzo, l’Anti-Bottle Vapur ha una vita media di tre anni e può essere usata tutti i giorni.   È disponibile in 5 diversi modelli: Element (dedicata agli sportivi e agli amanti dell’outdoor), Eclipse (mimetica), Shades (fashion), Quenchers (dedicata ai più piccoli) e Reflex (il primo modello da cui sono stati poi sviluppati i successivi). Anti-Bottle è disponibile nei negozi di articoli sportivi e outdoor e, attualmente si può ordinare sul sito internet di Vapur.Element-586x553

Fonte:  Vapur

Smaltimento rifiuti, alle Maldive fanno così

Thilafushi Gon’Dudhoh di Roberto Carini e Giulio Pedretti svela il lato nascosto dei paradisi turistici maldiviani

Thilafushi-cinemambiente-2-586x390

Una delle prime cose che si vedono quando si approda alle Maldive, nel cuore apparentemente incontaminato dell’Oceano Indiano, sono i fumi che si alzano dall’isola artificiale di Thilafushi. Fino ad alcuni decenni fa Thilafushi era solamente una barriera corallina, ma fino a trent’anni fa il turismo verso le isole era ancora eco-sostenibile e non lasciava (molte) tracce. Nel 1991 il governo maldiviano ha varato il progetto per la creazione di un atollo artificiale che è diventato una delle isole di rifiuti più grandi al mondo. Il sistema di smaltimento dei rifiuti della Maldive integra l’attività di micro inceneritori con quella di raccolta e trasporto dell’immondizia su Thilafushi, una voce di spesa che diventa sempre più “pesante” nell’economia maldiviana. Uno dei problemi più grandi è quello relativo allo smaltimento delle bottiglie di plastica: nelle Maldive non esistono sorgenti di acqua dolce e, quindi, le bevande vengono importate da fuori con un conseguente problema di smaltimento per quanto riguarda le bottiglie. Il documentario di Roberto Carini e Giulio Pedretti, presentato sabato 1° giugno a Cinemambiente, fa parte di B-Side, una piattaforma tesa a creare una mappa audiovisiva  del lato nascosto e deteriorato dei paradisi naturali del pianeta.  Al film ha inoltre collaborato Paolo Galli, professore dell’Università di Milano-Bicocca  che è intervenuto alla presentazione del film spiegando come l’ateneo milanese abbia, da cinque anni a questa parte, iniziato a collaborare con le autorità maldiviane su diversi progetti, fra cui uno, illustrato tempo fa da Ecoblog, teso a portare un’isola dell’arcipelago verso la totale autonomia energetica.

Fonte:  Cinemambiente