Disastrosa acqua minerale

In Italia si consumano ogni anno 12 miliardi di litri di acqua minerale in bottiglia, con una produzione enorme di rifiuti di plastica. Ma possiamo dire basta, ci sono altre soluzioni.

Possiamo fare molto per dare il nostro contributo a fermare il riscaldamento globale, senza aspettare che lo facciano coloro che sono potenti proprio perché guadagnano da tutto ciò che inquina. Per esempio, smettere di bere acqua minerale. L’acqua minerale in bottiglia costa poco ma fa grandi danni. In Italia se ne consumano 12 miliardi di litri ogni anno: abbiamo il record mondiale di questo spreco inutile e nocivo, che comporta l’utilizzo della stratosferica cifra di 7 miliardi e più di bottiglie di plastica all’anno; che significano 456.000 tonnellate di petrolio (pensateci, 456 milioni di litri di petrolio estratti, trasportati, lavorati) per produrre i 7 miliardi e rotti di bottiglie di plastica. Che vogliono dire, ogni anno, 1,2 milioni di tonnellate di CO2, un milione e duecentomila tonnellate di quell’anidride carbonica che sta soffocando il pianeta, che se ne va in atmosfera per produrre quegli inutili 7 miliardi di bottiglie di plastica. Perché vi piacciono le bollicine, magari.

E per smaltirle? Quanta energia sprecata e quanta produzione di altra anidride carbonica per trasportarle di nuovo e riciclarle? E questo nel migliore dei casi.

Ma non basta: per produrre ognuna di quelle bottiglie di plastica, che conterrà acqua, è stato consumato più di mezzo litro d’acqua. L’arte dei pazzi?

Sembrerebbe proprio di sì, tenuto conto poi del fatto che l’acqua “minerale” in bottiglia (di plastica) dà molto meno garanzie di quella del rubinetto. Perché?

Perché:

1) Con l’acqua in bottiglia di plastica è sicuro che berrete anche plastica;

2) Mentre l’acqua dell’acquedotto è controllata frequentemente dalla USL, e nelle grandi città si arriva a una frequenza di controlli quotidiana, le acque “minerali” vengono controllate per legge ogni cinque anni ; e da chi? Questo lo decidono i padroni delle acque minerali;

3) Molte sostanze pericolose per la salute (l’arsenico tra queste) sono permesse nell’acqua minerale e proibite o permesse in quantità molto minori nell’acqua di acquedotto; le acque minerali fino agli anni Settanta venivano usate solo per la cura di specifiche malattie e sotto controllo medico, e la legge attuale “non si è accorta” che sono diventate un grande affare con consumi iperbolici e iperbolici guadagni dei proprietari delle concessioni sulle sorgenti. Di conseguenza la pubblicità per indurre al consumo è diventata martellante. C’è un solo vantaggio nel bere acqua cosiddetta “minerale”: che non si beve il cloro, anch’esso decisamente dannoso per la salute. Ma per ovviare a questo inconveniente c’è un rimedio facile e che non costa nulla: mettere l’acqua da bere e per cucinare in un recipiente dall’imboccatura larga e scoperta, brocca o pentola, qualche ora prima di utilizzarla, meglio ancora la sera per la mattina. Il cloro è un gas, evapora, e l’acqua torna pulita. Se poi si vuole risolvere il problema una volta per tutte, possiamo mettere un filtro purificatore al rubinetto, e pare che i migliori siano anche quelli meno costosi, i filtri a carboni attivi. Comperiamoci anche una borraccia per quando andiamo a fare una gita, un’escursione, un viaggio, e riempiamola con l’acqua del rubinetto. Ci farà risparmiare plastica, petrolio, rifiuti, anidride carbonica in atmosfera. Ci farà guadagnare futuro. 

Andre Mari, Libera Università Popolare di Ecologia Profonda Ecologia Concreta: cos’è 

Ce lo spiegano i promotori: «È un piccolo strumento in più che vogliamo dare per informare e formare coscienza critica, per cambiare consumi e stili di vita. Una goccia, forse, ma di gocce è fatta la pioggia, che può spegnere anche gli incendi. Il consumo critico è un’arma nelle mani di ognuno di noi, per invertire la rotta che ci sta portando al naufragio, per combattere l’inquinamento, lo spreco, la dissipazione di risorse e ambiente ma anche il capitalismo globale, lo strapotere dittatoriale delle multinazionali-finanziarie mondiali, vera arma di distruzione planetaria e sociale. Possiamo praticarlo e possiamo diffonderlo con iniziative di informazione, dai volantinaggi ai presidi alle conferenze o anche, più modestamente per chi non fa parte di nessuna associazione, gruppo o circolo ambientalista, con la parola e la spiegazione. Tutti abbiamo parenti, amici, vicini di casa, colleghi di lavoro con i quali possiamo scambiare due parole e con queste parole informare ed esortare. Tutti possiamo stampare qualche foglio con le informazioni che potrebbero far riflettere e far cambiare atteggiamento, e darlo alle persone che conosciamo, metterlo nelle caselle dei vicini o lasciarlo nel bar del paese. Non sarà carta sprecata. Sarà forse una di quelle gocce che spengono gli incendi».

Per contattare la libera università Andre Mari scrivere a: univ.andremari@libero.it  

Fonte: ilcambiamento.it

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“Riciclo premiato”, nuova vita per 1 milione di bottiglie

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Con il riciclo incentivante delle bottiglie di plastica premi ed arredo urbano ecologico per le comunità. Nel corso di Ecomondo (Riminifiera 7-10 novembre), Eurven, Coop Reno e Gruppo Hera presentano i dati e le nuove iniziative del progetto “Riciclo premiato” che ha permesso di installare eco-compattatori per il riciclo delle bottiglie di plastica in 23 supermercati.

1 milione di bottiglie avranno, quindi, nuova vita.

Promuovere le buone pratiche, seguire i princìpi e le direttive dell’economia circolare, aiutare l’ambiente: è il risultato del progetto “Riciclo premiato” di Coop Reno in collaborazione con Eurven, l’azienda veneta leader nei sistemi a monte di raccolta differenziata, compattazione e riciclo rifiuti.

Ecopunti in cambio di bottiglie di plastica e premi per le comunità

Il progetto realizzato grazie ai Patrocini dei Comuni locali e alla collaborazione con le società che gestiscono la raccolta locale dei RSU (Hera, Cosea Ambiente, Geovest, CMV servizi) ha consentito a tutti i Soci e ai Clienti Coop di riciclare le proprie bottiglie di plastica vuote (PET) all’interno degli eco-compattatori, situati all’ingresso dei supermercati Coop Reno. Terminato l’inserimento delle bottiglie, spingendo un apposito bottone si ottiene uno scontrino con il numero di bottiglie inserite e l’equivalente in ecopunti (2 bottiglie per 1 ecopunto). I cittadini che si impegnano con la corretta raccolta differenziata vengono premiati con gli ecopunti.

La plastica si riutilizza: ai Comuni regalate composizione di arredo urbano ecologico

Con questo progetto, Coop Reno intende sensibilizzare i soci e i clienti su tematiche legate al rispetto dell’ambiente, dimostrando nei fatti che attraverso semplici e piccoli gesti quotidiani si può contribuire a ridurre la produzione di rifiuti, avviando gli stessi ad un nuovo utilizzo. Oltre ai compattatori, Coop Reno ha acquistato e donato ai Comuni una composizione di arredo urbano ecologico, interamente realizzato con plastica riciclata (e non proveniente da scarti di lavorazione). La prova materiale che la plastica può essere riutilizzata a favore della Comunità per favorire momenti di socialità.

Coop Reno: in 2 anni 1 milione di bottiglie riciclate

Gli eco-compattatori Eurven sono stati installati da Coop Reno a partire dal 2015. 23 i punti vendita coinvolti: Monghidoro, Castello d’Argile, San Giorgio di Piano, San Pietro in Casale, Altedo, Baricella, Molinella, Medicina, Casalfiumanese, Rioveggio, Castiglione dei Pepoli, Vergato, Silla, Minerbio, Osteria Grande, Bagnara, Riolo Terme, Pieve di Cento, Castenaso, Porretta Terme, Sant’Agostino, Poggio Renatico, Renazzo. Ad oggi, le bottiglie riciclate correttamente, compattate e sottratte alla discarica nei supermercati aderenti sono state più di 1 milione, pari a circa 30.692 kg di plastica, il che ha permesso di evitare 46.038 kg di CO2 equivalenti. I dati sono stati resi noti da Eurven in occasione di Ecomondo, la più grande fiera italiana dedicata alla green economy (Riminifiera 7-10 novembre).

Con gli eco-compattatori la raccolta della plastica è facile e di qualità

Il compattatore, grazie ad un sistema innovativo e di grande impatto sociale, è ideale per consentire una raccolta selezionata e quindi particolarmente idonea ad essere efficacemente recuperata e reimpiegata in ulteriori cicli produttivi. Il macchinario riduce la volumetria dei rifiuti al fine di ottimizzare i flussi di avvio agli impianti di recupero, con ulteriore beneficio per l’ambiente.

“La nostra mission, presente e futura, è usare le migliori tecnologie e innovazioni per aiutare cittadini, Comuni, società di gestione rifiuti e partner sostenitori a recuperare e riciclare la maggior qualità e quantità di rifiuti, migliorando sempre più l’ambiente in cui noi viviamo e in cui, soprattutto, i nostri figli dovranno vivere”, sottolinea Carlo Alberto Baesso, General Manager di Eurven.

“Il viaggio verso l’Economia Circolare è un percorso complesso e affascinante, in cui il contributo di ciascuno, seppur piccolo, è determinante per la riuscita dell’impresa”, afferma Mirko Regazzi, Direttore Servizi Ambientali del Gruppo Hera.

“Camminare affiancati, a fronte alta e nel rispetto delle regole, alimenta la conoscenza e la fiducia reciproca e ci consente di maturare la consapevolezza del futuro che ci attende”.

Obiettivo 2018, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, il 22 aprile, un grande evento per sensibilizzare anche i più giovani a vivere nel rispetto dell’ambiente. Gli eco-compattatori Eurven sono installati non solo in supermercati ma in diverse location frequentate da famiglie. Una tra tutte, Cinecittà World, Il Parco divertimenti del Cinema e della TV di Roma, dove Corepla (Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica) presenterà una singolare attività di edutainment dedicata ad oltre 6000 alunni provenienti da diversi Istituti Comprensivi. I ragazzi e le scuole potranno assistere allo show Magicamente Plastica, uno spettacolo unico di magia per rappresentare e raccontare le 1000 vite della plastica.

Chi è Eurven

Eurven è leader nei sistemi a monte di raccolta differenziata, compattazione e riciclo rifiuti. Tra i suoi clienti Coca Cola, Ikea, San Benedetto, Despar, Conad, Coop, Pam, Panorama, Autogrill, Unes, Gardaland, Mirabilandia, Leroy Merlin e molti altri.
Maggiori informazioni su: www.eurven.com

Fonte: agenziapressplay.it

Maglie e felpe da bottiglie di plastica: con il crowdfunding arriva il progetto Q-Bottles

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Felpe, polo e giacconi ottenuti da bottiglie di plastica salvate dalla discarica e dagli oceani: è il progetto Made in Italy Q-Bottles che è stato finanziato con il crowdfunding sulla piattaforma Ulule. Q-Bottles nasce interamente in Piemonte, con lo scopo di realizzare capi di abbigliamento confortevoli e resistenti, riciclando materie plastiche presenti sul territorio: un vantaggio per l’ambiente e per la moda. Secondo l’UNEP (United Nations Environment Programme) ogni anno 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono negli oceani, causando 8 miliardi di dollari di danni agli ecosistemi marini. Grazie allo sviluppo della tecnologia anche la moda può dare il suo contributo per cercare di ridurre la quantità di rifiuti che ogni anno finiscono in discarica o abbandonati sui litorali. Per questo, Quagga, azienda italiana che realizza capi costituiti al 100% da fibre riciclate prive di sostanze nocive, ha lanciato sulla piattaforma di crowdfunding Ulule il progetto Q-Bottles, per trasformare semplici bottiglie di plastica in abbigliamento sostenibile, cruelty free e Made in Italy. Con Q-Bottles infatti ogni giacca, felpa e polo è stata realizzata con la plastica di bottiglie rinnovate, che non vengono così abbandonate nell’ambiente: grazie alle tecniche oggi disponibili, dalle bottiglie si riescono infatti ad ottenere tessuti d’avanguardia come per esempio un jersey in poliestere leggero, traspirante e resistente che viene poi colorato con tinture eco-compatibili. “Vogliamo dimostrare che è possibile ottenere il comfort e le caratteristiche del cotone utilizzando fibre ottenute dal riciclo di materie plastiche presenti sul territorio, con assoluti vantaggi in termini di ecocompatibilità: a fine vita i capi in poliestere possono essere nuovamente  riciclati“, spiegano i progettisti di Quagga. Il progetto Q-Bottles di Quagga nasce interamente in Piemonte: la fibra riciclata Newlife è stata prodotta da Sinterama Spa (Biella) con certificazione Global Recycle Standard stabilita da ICEA e Confidence in Textiles (Oeko Tex Standard 100). La trasformazione delle fibre in tessuto è invece opera di Alpimaglia Srl, in provincia di Torino. L’obiettivo di 50 prevendite che Quagga intendeva raggiungere con il progetto Q-Bottles su Ulule è stato ampiamente superato: il crowdfunding si è infatti chiuso con 146 capi etici e sostenibili prenotati, a dimostrazione che una moda responsabile e attenta all’ambiente, completamente Made in Italy, è possibile.12

Chi è Ulule:

Ulule è la principale piattaforma di reward-based crowdfunding d’Europa. Nata in Francia nell’ottobre 2010, ha permesso di finanziare più di 18.000 progetti con una raccolta di oltre 80 milioni di euro, diventando, con il 68% di tasso di successo, il portale di crowdfunding con la maggiore percentuale di raggiungimento del goal al mondo.

Fonte: agenziapressplay.it

A Istanbul se ricicli le bottiglie di plastica aiuti i randagi | Video

Un’azienda turca ha progettato una macchina automatica che eroga cibo per cani e gatti randagi in cambio dell’inserimento di bottiglie di plastica da riciclare. Ma è davvero una buona pratica?381250

Istanbul il cittadino “virtuoso” con un solo gesto ricicla la plastica e aiuta a sfamare e dissetare i cani e i gatti randagi della città. L’idea è venuta all’azienda turca Pugedon che ha realizzato un macchina, la Smart Recycling Box, che ad ogni inserimento di bottiglie di plastica da riciclare, eroga crocchette per cani e gatti in apposite ciotole e, con l’eventuale residuo d’acqua delle bottiglie, consente loro anche di bere .

Un’iniziativa che nelle intenzioni dell’azienda produttrice dovrebbe incentivare la raccolta differenziata e favorire il riciclo delle bottiglie in plastica secondo la logica del “reverse vending” dove però il “premio” al cittadino non è un ritorno prettamente economico (normalmente un benefit per chi deposita la plastica nelle macchine automatiche) ma, se così possiamo dire, un “guadagno” in termini di umanità nei confronti degli animali abbandonati, fenomeno che proprio nella capitale turca ha assunto ormai da tempo proporzioni preoccupanti.
Il costo delle crocchette viene coperto dal riciclo stesso e il messaggio è chiaro: riciclare fa bene all’ambiente e può essere utile, in questo caso, anche agli amici a quattro zampe. Senza dubbio una buona idea per la sensibilizzazione e l’incentivazione sul tema del riciclo e sull’attenzione agli animali abbandonati anche se resta da capire quanto, al di là delle ottime intenzioni, questa specifica iniziativa possa risultare altrettanto utile anche alla causa, più complessa, della lotta contro il randagismo.

 

fonte: ecodallecitta.it

Max Mara Weekend presenta la collezione A/W 2014- 2015 con filo riciclato da bottiglie di plastica

Il marchio Max Mara Weekend ha introdotto nella collezione A/W 2014/15 una selezione di capi realizzati in uno speciale tessuto hi-tech, ma Made in Italy ottenuto dalla trasformazione di bottiglie di plastica riciclateMAXMARA-weekend_newlife-2014_1-620x350

Max Mara Weekend presenta nella collezione Autunno Inverno 2014/15 una capsule collection ovvero una serie di capi ottenuti con un particolare filato ricavato dal riciclo delle bottiglie di plastica. E’la seconda collezione che Max Mara Weekend propone in tessuto riciclato ottenuto dal filato Newlife™, prodotto interamente Made in Italy. Il filato in questione è ricavato dal processo di riciclo meccanico e non chimico delle bottiglie di plastica e dunque si realizza con Max Mara quella sinergia che unisce le aziende italiane con le eccellenze del design e della ricerca. Veniamo al processo di produzione che risulta essere altamente innovativo, completamente tracciabile, interamente meccanico e Made in Italy essendo prodotto da Sinterama Group nel nostro Paese. Grazie a questo sistema è possibile risparmiare acqua e energia e di conseguenza ridurre notevolmente le emissioni di CO2. Infatti, ICEA che ha valutato il LCA (Life Cycle Assessment) del filato NewLife ™ ha calcolato che grazie al nuovo sistema di recupero delle bottiglie di plastica si risparmiano il 94 per cento di acqua, il 60 per cento di energia e il 32 per cento di emissioni di CO2.

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Fonte: C.L.A.S.S.
Foto | C.L.A.S.S.

Cinemambiente 2014: la battaglia di Jean contro le bottiglie di plastica

La sfida di una vedova ottantaquattrenne di Concord (Massachussetts) al mercato dell’acqua in bottiglia. Concord è una piccola cittadina del Massachussetts dalla storia gloriosa: qui nel 1775 venne sparato il “colpo udito in tutto il mondo” che diede inizio alla Rivoluzione americana. In quella stessa cittadina, qualche decennio dopo nacque Henry David Thoreau, lo scrittore che con il libro Walden divenne l’antesignano del moderno movimento ambientalista. Questo spirito rivoluzionario e green viene ora incarnato da Jean Hill, una vedova ottantaquatrenne che per anni si è battuta affinché fosse bandita dalla sua piccola cittadina la vendita di bottiglie di plastica, colpevoli di gravi disastri ecologici come il Pacific Trash Vortex, l’“isola” di plastica del Pacifico alla base della lotta ecologista Jean e della sua compagna d’avventura Jill Appel. Il film del regista Kris Kaczor è fra i più (pro)positivi di questa edizione di Cinemambiente e mette al centro della narrazione un personaggio davvero unico, capace di mettersi in sintonia e di dialogare con le giovani generazioni e di sostenere la propria lotta con la caparbietà tipica delle anime perennemente giovani. A Ecoblog non ci piace fare spoiler, quindi non forniremo alcuna indiscrezione sull’esito della battaglia ecologista di questa simpatica eroina nella sua città natale. Ma, come sottolineato dal selezionatore del festival Francesco Giai Via nell’introduzione del film, la lotta di Jean non è più un caso isolato: come avevamo scritto alcuni mesi fa su Ecoblog,la città di San Francisco ha deciso di mettere al bando le bottiglie di plastica: al divieto in eventi ospitati da luoghi al coperto di proprietà del comune entro ottobre 2014, farà seguito il divieto in luoghi all’aperto a partire dal 2016. Per eventi sportivi e organizzazioni no profit ci sarà tempo fino al 2018 per adeguarsi all’ordinanza. I semi lanciati da Jean iniziano a dare i loro frutti.Immagine23-620x351

Foto | Divide in Concord

Fonte: ecoblog.it

San Francisco mette al bando le bottiglie di plastica

Da ottobre 2014 sarà vietato vendere acqua in bottiglie di plastica negli eventi al coperto di luoghi di proprietà comunale: per i trasgressori multe fino a 1000 dollari

Da sempre all’avanguardia nella difesa dei diritti civili e nelle campagne ecologiste (tanto per fare un esempio è nella città californiana che vent’anni fa è esplosa la critical mass dei ciclisti),San Francisco ha deciso di fare un altro passo nella sua lotta contro l’usa e getta. Dopo avere vietato, alcuni anni fa, l’utilizzo dei sacchetti monouso di plastica, ora ha deciso di proibire la vendita di bottiglie di plastica negli eventi pubblici. Due gli step previsti: il divieto in eventi ospitati da luoghi al coperto di proprietà del comune entro ottobre 2014 e il divieto in luoghi all’aperto a partire dal 2016. Per eventi sportivi e organizzazioni no profit ci sarà tempo fino al 2018 per adeguarsi all’ordinanza. La modifica della legge è stata votata all’unanimità dai consiglieri comunali del Board of Supervisors di San Francisco attualmente in attesa della firma del sindaco Ed Lee che dovrebbe avvenire antri fine marzo. A San Francisco la strategia Zero Waste ha radici lontane anche se va detto che la metropoli rappresenta un unicum, specialmente in un contesto nel quale la vicina Los Angeles è stata costretta dalle lobby della plastica a fare marcia indietro. L’ambizioso obiettivo di San Francisco è arrivare allo “Zero Rifiuti” entro il 2020 e sta cercando di collaborare con le industrie per mantenere le promesse.bottiglie

Negli Stati Uniti vengono utilizzate, ogni anno, 50 miliardi di bottiglie di plastica e soltanto il 23% vengono riciclate. Da quando, il prossimo ottobre, scatterà il divieto di vendere bottiglie di plastica ai trasgressori potranno essere comminate multe fino a 1000 dollari.

Fonte:  Msnbc

Una montagna di plastica senza riciclo

Montagne di bottiglie di plastica vuote, 20 mila in tre mesi. L’idea era di educare i ragazzi e raccogliere fondi per sistemare il campetto da calcio dell’oratorio. I volontari del Michele Rua speravano di riuscire a risolvere un problema e si sono ritrovati ad averne due: “Abbiamo pensato a una raccolta di bottiglie in plastica, da far avere a qualche azienda specializzata nel riciclaggio di rifiuti. Ma quelle ditte ci hanno risposto picche” – da La Stampa del 27.12.2013377615

Montagne di bottiglie di plastica vuote, 20 mila in tre mesi, una cantina piena e la prospettiva di molti altri sacchi da accumulare prima di trovare un sistema per smaltire quei materiali. L’idea era di educare i ragazzi e raccogliere fondi per sistemare il campetto da calcio dell’oratorio. I volontari del Michele Rua speravano di riuscire a risolvere un problema e si sono ritrovati ad averne due. «Abbiamo pensato a una raccolta di bottiglie in plastica, da far avere a qualche azienda specializzata nel riciclaggio di rifiuti. Ma quelle ditte ci hanno risposto picche» raccontano Renato Burdino, 66 anni, e la moglie Susanna Ricci, di 60, che cercano di rendersi utili nelle attività dell’oratorio salesiano Michele Rua, un caposaldo nel quartiere di Barriera di Milano. L’entusiasmo li aveva spinti a chiedere ai ragazzi della zona, alle scuole di portare in oratorio le bottiglie in plastica vuote. La loro iniziativa è stata sostenuta (con tanto di volantino affisso in bacheca) dal direttore, don Jacek Jankosz, 49 anni, da un anno responsabile della struttura in via Paisiello 37. «Una sola scuola ne ha raccolte mille e 100 nel fine settimana – spiega il sacerdote -. E’ un peccato che nessuno le ritiri». Il motivo: troppo poche. «Ci hanno risposto così già due aziende. Si muovono soltanto per volumi di almeno 5 mila bottiglie al giorno, ma senza di loro non abbiamo la possibilità di smaltire quei materiali» aggiungono i due volontari. Ma loro non si sono persi d’animo. «C’è un supermercato in zona dove è possibile portare le bottiglie – dice ancora Burdino -. Ma vengono pagate soltanto con uno sconto sulla spesa. Tre euro ogni 200 “pezzi”». All’oratorio, però, servono i soldi. Così, i volontari hanno studiato un sistema un po’ macchinoso per aggirare l’ostacolo: loro o altri parrocchiani vanno a fare la spesa, incassano lo sconto e versano l’equivalente in una cassa comune. «In questo modo, siamo riusciti a ricavare 50 euro» dicono con un pizzico di soddisfazione. Certo, il tappeto verde del campetto da calcio ne costa 150 mila, «ma il Coni ha già contribuito per 55 mila» aggiunge don Jacek. Oltre al fattore economico, direttore dell’oratorio e volontari puntavano sul valore simbolico-educativo dell’operazione. «E’ importante far capire ai ragazzi, alla gente che è possibile fare qualcosa per risolvere i problemi. Quelle bottiglie servono a nessuno, sovente vengono buttate in mezzo alla strada o straboccano dai cassonetti. Ci è sembrata una buona idea tentare di mettere a frutto questo piccolo patrimonio. Poco importa se i soldi servono per il campo oppure per aiutare persone in difficoltà. C’è sempre qualcuno che ha bisogno» dicono ancora Renato e Susanna. Anche perché altrove funziona in modo diverso. «Quando ero in Germania, ricordo che per una bottiglietta piccola pagavano 5 centesimi e per una grande 10. Certo, è una plastica più spessa di quella dei contenitori in vendita in Italia, ma comunque era possibile organizzare una raccolta per ricavare qualcosa» racconta don Jacek.

Fonte: ecodallecittà

Al Teatro del riuso il biglietto costa 5 bottiglie di plastica

Sabato scorso è stato inaugurato il “Teatro del riuso” a Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta per volere dell’Amministrazione comunaleteatro-del-riuso-620x350

Al Teatro del Riuso i biglietti si pagano con bottiglie di plastica o lattine in alluminio. Il primo spettacolo dopo l’inaugurazione avvenuta sabato scorso sarà il prossimo 30 novembre con il concerto live di Capone & BungtBangt, la band che usa strumenti musicali da riciclo creativo. Il Teatro del riuso dunque attraverso spettacoli e iniziative culturali vuole sensibilizzare al riciclo e al riuso facendo del capannone un luogo di raccolta e di ridistribuzione di tutti quei materiali che solitamente non trovano una seconda vita. Il progetto nasce e viene organizzato dall’Associazione Culturale Club 33 giri con il Comune di Santa Maria Capua Vetere e l’Assessorato all’Ambiente. Dunque al concerto del 30 novembre si potrà assistere portando come pagamento del biglietto o 5 bottiglie di plastica o 5 lattine di alluminio oppure pagando un corrispettivo di 1 euro per ogni bottiglia o lattina di plastica in meno.

Fonte: ecoblog.it

L’ albero di Natale con le bottiglie di plastica: 5 idee con il riciclo creativo

Ecco 5 facili idee con il riciclo creativo delle bottiglie di plastica per ottenere un bellissimo albero di Natale originalealbero-di-natale-con-bottiglie-di-plastica-riciclate

Le bottiglie di plastica si prestano a essere l’elemento principale per tanti lavoretti di riciclo creativo. In effetti anche il Natale si presta a essere l’occasione festiva in cui mettere a punto i nostri progetti di riciclo. Da qualche anno le bottiglie di plastica ispirano artisti e artigiani e abbiamo avuto per gli anni scorsi molte installazioni in vari comuni e città europee che appunto prendevano come materiale base per l’albero di Natale cittadino proprio le bottiglie di plastica. Il perché è presto detto, non solo sono economiche perché essendo rifiuto sono semplicemente da raccogliere, ma portano anche un messaggio molto potente di come il rifiuto possa rinascere a seconda dignitosa vita sopratutto durante una festività che vuole sia la semplicità e a sobrietà a essere al centro delle nostre attenzioni. In effetti ciò che conta è raccogliere un discreto quantitativo di bottiglie di plastica e in questo i commercianti della zona potrebbero esserci di aiuto. Coinvolgere i gestori di bar e ristoranti può essere l’occasione per spiegare che l‘acqua in bottiglia di plastica è inquinate perché sia il suo trasporto sia la produzione di bottiglie di plastica costano in termini di emissioni di CO2 molto care all’ambiente. Dunque da questa indovinata combinazione ecco nascere 5 progetti per un albero di Natale originale, facile da fare, fai da te, che usa le bottiglie di plastica come elemento base del riciclo creativo.

L’albero di Natale con le bottiglie di plasticaalbero-di-natale-con-bottiglie-di-pastica-su-cartone

Ecco una base in cartone che raccoglie le bottiglie schiacciate. Molto facile da realizzare è facilmente personalizzabile e si scelgono le misure dei dischi in base alle dimensioni che vogliamo dare al nostro Albero di Natale.

L’albero di Natale con bottiglie di plastica su base di cartonebase-in-cartone-per-albero-di-natale-in-plastica

Ecco l’esempio di una base in cartone per costruirsi facilmente un albero di Natale decorato poi con le bottiglie di plastica.

L’albero di Natale e le bottiglie di plastica come decorazionibottiglie-di-plastica-per-decorare-l-albero-di-natale

Ecco un altro esempio di albero di Natale ma questa volta la struttura è in cartone e le bottiglie di plastica tagliate diventano le decorazioni da applicare, formando dei giganteschi fiocchi di neve.

L’albero di Natale con struttura in metallo o legnoalbero-di-natale-con-le-bottiglie-di-plastica-trasparenti

Questo albero di Natale richiede un po’di preparazione avendo bisogno di una struttura in metallo o legno a forma di cono. Vi si applicano poi le bottiglie legandole le une alle altre.

L’albero di Natale con bottiglie di plastica e bicchieri dello yogurtalbero-di-natale-con-bottiglie-di-plastica-e-contenitori-yogurt

Anche in questo caso ciò che serve è la struttura di mantenimento che può essere fatta anche con una rete di plastica o metallica arrotolata a cono e posta su un disco di cartone o legno. Sulla struttura si andranno a applicare le bottiglie di plastica ma anche i bicchieri dello yogurt ben lavati e puliti.

Fonte: ecoblog