Bollette: slitta al 2020 il mercato libero

Dal primo luglio 2019 al primo luglio 2020, ecco i nuovi termini previsti dal decreto Milleproroghe per l’addio al Mercato Tutelato dell’energia elettrica e del gas.http _media.ecoblog.it_8_8c4_bollette-slitta-mercato-libero

L’obbligo di passare dal Mercato Tutelato dell’energia (sia elettrica che gas) slitta di almeno un anno: non sarà più obbligatorio sottoscrivere un contratto con una società del libero mercato entro il primo luglio 2019, il nuovo termine è il primo luglio 2020. E’ stato infatti approvato in Commissione Affari Istituzionali del Senato l’emendamento al decreto Milleproroghe di quest’anno, tramite il quale si sposta la data dell’obbligo di passare tutti al mercato libero. Chi non ha ancora un contratto di fornitura dell’elettricità e/o del gas con una azienda che opera sul libero mercato dell’energia, quindi, continuerà a pagare l’energia alle tariffe stabilite dall’ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente che ha sostituito la vecchia AEEG. Tariffe consultabili sul sito dell’Autorità. Per questi utenti, quindi, le bollette di luce e gas non subiranno incrementi o decrementi (a parte quelli stabiliti dall’Autorità stessa) per i prossimi due anni.

Da anni in Italia esistono due mercati per la luce e il gas: quello “di maggior tutela” e quello “libero“. Nel primo i clienti pagano l’energia al prezzo stabilito dall’ARERA, cioè dallo Stato, mentre nel secondo pagano in base all’offerta che hanno accettato (molto spesso tramite chiamata del Call Center) all’atto della stipula del contratto con il loro fornitore.

Nessun fornitore privato del mercato libero, nella pratica, può fare prezzi inferiori a quello “pubblico” che è in buona sostanza il minimo prezzo redditizio per chi vende l’energia (più le tasse e le accise, ovviamente). Tuttavia alcuni fornitori possono fare delle offerte vantaggiose legandole a determinate clausole come l’abbandono di un altro operatore, l’acquisto di altri beni o servizi etc etc…Per questo l’obbligo di aderire al mercato libero luce e gas è stato fortemente criticato da più parti, perché questo mercato sarebbe meno conveniente rispetto a quello tutelato. Le compagnie di vendita dell’energia rispondono a queste accuse citando il caso della telefonia, un settore che grazie al mercato libero ha visto forti riduzioni di prezzo a fronte di una offerta sempre più ricca.

Vogliamo utilizzare questo periodo di tempo concesso dal Parlamento – afferma il sottosegretario con delega all’Energia, Davide Crippa – per migliorare le condizioni per la realizzazione di un sistema competitivo che sia in grado di coniugare migliori prezzi per il consumatore con sicurezza e tranquillità delle famiglie, con contratti luce e gas chiari, trasparenti e senza condizioni vessatorie nei loro confronti“.

Secondo Crippa il rinvio è stato dovuto al fatto che, alla data del primo luglio 2019, non “sussistono le necessarie garanzie di informazione per i consumatori, di mercato, di competitività e di trasparenza. Lavoreremo da subito con tutti i soggetti coinvolti come ARERA, AGCM, operatori del settore e Consumatori al fine di raggiungere l’obiettivo fondamentale di garantire alla collettività un mercato energetico efficiente, sostenibile e trasparente“.

Fonte: ecoblog.it

Pompa di calore: con le rinnovabili bollette elettriche più convenienti

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Per chi ha installato una pompa di calore per l’impianto di riscaldamento e raffrescamento arrivano buone notizie: l’AEEG sta progettando nuove tariffe al ribasso

L’Autorità per l’Energia ha reso noto che sarà disponibile e in via sperimentale dal 1°luglio 2014 la nuova tariffa per i proprietari di pompe di calore:

la nuova tariffa di rete sperimentale consentirà di ridurre l’aumento della spesa e di rendere queste tecnologie economicamente più competitive.

La tariffa D1 infatti è stata progettata per rispondere ai consumi reali. Infatti il commento di Alessandro Riello presidente di Co.Aer, Associazione dei costruttori di apparecchiature ed impianti aeraulici è positivo:

Finalmente alla tecnologia delle pompe di calore viene riconosciuto il contributo essenziale che può dare allo sviluppo delle energie rinnovabili e al raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica.

Si consideri che all’intervento dell’AEEG si somma la possibilità di usufruire dell’Ecobonus, ossia delle detrazioni IRPEF del 65% ancora fino al 31 dicembre 2014 per l’acquisto di una pompa di calore.

Cos’è una pompa di calore e come funziona

La pompa di calore nasce come macchina per trasferire calore recuperato dall’esterno a un impianto di riscaldamento e per la produzione di acqua calda sanitaria. L’aria esterna che ha un elevato contenuto di energia rinnovabile la cui origine è il sole, viene riscaldata dalla pompa di calore che ne innalza la temperatura grazie a un fluido frigorigeno basso bollente. In sostanza la pompa di calore somiglia nel suo funzionamento a un frigorifero sfruttando il principio di Carnot. Infatti in estate può produrre, con il medesimo principio, raffrescamento prelevando il calore dall’ambiente interno e trasferendolo all’esterno. In media la pompa di calore è in grado di produrre una temperatura di mandata massima di circa 60° C. Il compressore interno del fluido frigorigeno è alimentato da energia elettrica monofase (230 V). Perciò la tariffa D1 sperimentale dell’AEEG potrebbe effettivamente fare la differenza nella diffusione di questo sistema di riscaldamento ambiente, acqua calda sanitaria e raffrescamento abbattendo i costi relativi alla bolletta elettrica.

La pompa di calore è per tutti?

La pompa di calore si presta a essere installata in edifici con impianti di riscaldamento a media e bassa temperatura quindi necessari i fan coil o l’impianto a pannelli radianti. Con i classici radiatori potrebbero sorgere alcuni problemi relativi alla temperatura massima raggiunta dalla pompa di calore, ossia 60° C circa. In realtà la pompa di calore trova la sua massima convenienza se presente nell’edificio un impianto fotovoltaico, peraltro obbligatorio per le nuove costruzioni residenziali. In tutte le altre situazioni per cui la potenza della pompa di calore non è sufficiente alla richiesta di potenza in riscaldamento si realizza un sistema ibrido con caldaia a gas per garantire i picchi di potenza. Sopratutto se necessaria produzione istantanea di acqua calda sanitaria.

Fonte: ecoblog