La biofilia e l’educazione in Natura negli spazi educativi all’aperto

Il gioco e la Natura sono elementi fondamentali per l’apprendimento, consentono una crescita esperienziale, al giusto ritmo e lo sviluppo di un sapere intuitivo. Come possiamo dunque progettare uno spazio all’aperto che sostenga i processi di apprendimento spontanei dei bambini?

La biofilia (E.O. Wilson, 2002) può essere definita come la capacità umana di connettersi emotivamente con l’Altro vivo. Questo consente di sentirsi, e quindi di essere, parte di quella vita che percepiamo dentro e fuori di noi. Come ogni abilità emotiva, può essere nutrita o annichilita. L’agire educativo può cogliere ispirazione dalla natura in infinite forme e possiamo scegliere di introdurci a questa prospettiva considerando la Natura maestra nel senso tangibile dei ritmi che ci propone con il susseguirsi delle sue fasi in lento e continuo mutamento (J. Young, 1997 in C. Mancini 2020 educatori esperienziali in Natura).

La visione sull’apprendimento che propongo mette al centro l’esperienza, quello spazio in cui può manifestarsi ed attuarsi un tipo di intelligenza ampia nella quale pensiero, azione ed emozioni interagiscono e crescono come tutt’uno (K. Hahn, H.J. Pestalozzi). Diventa essenziale imparare a mettersi in ascolto, prima ancora di imparare il linguaggio della natura; risvegliare in sé le capacità percettive sensoriali e di attenzione, fino ad affinare una capacità di contatto con la natura che fa emergere una sapienza non razionale ma intuitiva, quella che risiede nel selvatico. Da adulti può risultare difficile lasciarsi andare alla propria biofilia, per chi vive una vita urbana e prevalentemente domestica è comune percepire il bosco, o altri luoghi selvatici, come un ambiente difficilmente accessibile in quanto separato dalla propria quotidianità; riconoscere la rilevanza della natura e la sua bellezza può non essere sufficiente per intraprendere un percorso che porti a conoscerla da vicino.

Il gioco come promotore della crescita umana

Nell’infanzia, il gioco è fondamentale per la sperimentazione e l’attivazione della maggior parte dei processi di apprendimento; in questo senso si può dire che giocare è il “mestiere” di ogni bambino. Per questo, gli adulti dovrebbero rivolgere attenzione e gratitudine verso ogni atto di gioco espresso in loro presenza. Le parole giocare e imparare sono profondamente intrecciate nel mondo quotidiano degli umani giovani. Il compito dell’adulto può essere quello di facilitare la cornice, la situazione, e di fornire gli stimoli alle forme di gioco adatte alla fase evolutiva in atto; in questo modo possiamo ammirare la natura umana fare il resto.

Crescere significa agire nell’ambiente e questo richiede occasioni di espressione e libertà di movimento. Se forniti di materiali e circondati da ambienti avvincenti e ricchi di occasioni, le persone che possono seguire la loro attenzione scelgono e inventano giochi naturalmente adatti ai propri bisogni emotivi ed evolutivi. L’apprendimento esperienziale (D. Kolb, 2001) valorizza gli aspetti spontanei e autentici di ogni individuo e gruppo ispirandosi alle modalità di apprendimento che esprimiamo nelle prime fasi della nostra vita (J.Piaget, 1966, L.Vygotsky, 1997): prima ci sono i sensi e il movimento, l’impulso ad agire, poi la voglia di capire e dare un nome alle cose, poi il bisogno di unire e distinguere per scegliere chi essere e come agire nel mondo. Nel nostro caso, la determinazione del nostro agire pedagogico. 

Come progettare uno spazio all’aperto 

All’esterno è importante il tipo di ambiente che offriamo e per sostenere i processi di apprendimento spontanei dei bambini, l’ambiente naturale è l’ideale. Possiamo pensare uno spazio ad oggi antropizzato, cementificato e riempito di giochi di plastica rendendolo così più addomesticato in una versione più organica, con forme ondeggianti, fenologie vegetative variegate e, particolarmente importante, una gestione dell’impatto umano diversificata da tenuto a curato a salvaguardato a “quasi selvatico”. La natura si allea prontamente con i bambini, la loro curiosità e la loro voglia di fare e di muoversi. Progettiamo in futuro ambienti verdi in cui i protagonisti siano gli elementi naturali e che possano avere spazi per incontrare i bambini: l’erba – bassa, alta, a mezza misura- fiori, piante da frutto piccole o più grandi, terra, sabbia, acqua, giochi di luci e ombre, cunette, zone da lancio e zone da corsa. Ci possono essere aree diverse, delimitate da piccole siepi, ciascuno con elementi naturali che si presentano in modo diverso (luce, ombra, spazi piccoli e intimi, spazi aperti, orto, punti di prospettiva e rifugio.).

Ogni elemento naturale e il modo in cui si presenta, richiama e risveglia le percezioni sensoriali dei bambini, creando sodalizi esperienziali che sono la base dell’apprendimento: profumi, percorsi da fare a piedi nudi, superfici diverse, sapori, forme, suoni. Importante è anche permettere l’azione con le mani, raccogliere, impastare, provare, costruire, trasportare, travasare. Ci possono essere piccoli habitat ricreati da noi basandoci sulle conoscenze dell’ecologia applicata. Possiamo puntare l’attenzione agli ecotoni, i margini e gli habitat che li compongono come ad esempio un gradiente ecologico dal prato libero e curato al ruscello artificiale o anche dal fiume di pietre alla zona di foresta di bambù o dalla zona di savana con erbe spontanee di ogni tipo, in diversi cicli di vita insieme verso una zona di arbusti da frutto qua e là.

Piaget parla di pensiero senso motorio alla base dello sviluppo dell’essere umano: in outdoor il pensiero senso motorio si sviluppa a tutto tondo, mettendo delle basi solidissime al pensiero formale. Lo spazio all’aperto consente anche lo sviluppo dell’attenzione e della capacità di connessione ad essa legata: uno spazio ricreato al naturale offre ampie vedute così come infiniti dettagli, consentendo un esercizio insostituibile di passaggio dal particolare al generale che è un vero allenamento dell’attenzione. Solo stando in natura si può imparare a stare in natura: i pericoli che secondo gli adulti ci sono fuori, sono una minaccia solo per i bambini che non sono abituati a stare fuori, che non si sono confrontati con l’ambiente naturale, che non lo conoscono, che non hanno potuto svilupparvi delle abilità di movimento e connessione. La natura consente anche un equilibrato sviluppo emotivo: le onde emozionali possono propagarsi liberamente all’esterno, evitano di essere pressate interiormente. La vitalità del bambino trova spazio di espressione, così non si accumula tensione. I bambini che possono stare all’aperto regolarmente, sono più sereni e quieti. Anche le diverse condizioni atmosferiche aiutano in questo senso, perché assorbono le energie dei bambini, cavalcano e valorizzano il loro stupore, invogliano il coinvolgimento e l’azione collaborativa. Vivere fuori stimola l’interazione con gli altri, e genera legami profondi di relazione, fra adulti, fra bambini, e fra adulti e bambini. È consigliabile quindi uscire con qualsiasi tempo atmosferico conoscendo la differenza tra meteo pericoloso e non per sperimentare senza timori l’outdoor in tutte le sue forme.

Per saperne di più puoi iscriverti al corso Il giardino dolcemente accidentato – Come progettare uno spazio educativo all’aperto organizzato da Nature Rock.

Fonte: https://www.italiachecambia.org/2021/08/biofilia-educazione-in-natura/?utm_source=newsletter&utm_medium=email

Il libro che spiega a bimbi e bimbe come proteggere le api

É stato da poco pubblicato un nuovo libro per bambini, scritto dalla nostra collega Valentina D’Amora e illustrato da Licia Baldini. Il libro, intitolato “Chi è l’ape? Io”, vuole spiegare ai più piccoli l’importanza degli insetti impollinatori, insegnando alcune semplici azioni per proteggerli. Oggi vi parlo di un libro per bambin* molto speciale, appena pubblicato, che racconta il mondo prezioso che si nasconde dietro agli insetti impollinatori. “Chi è l’ape? Io” è il secondo di una collana curata da Valentina D’Amora insieme a Licia Baldini, che approfondiscono la vita e l’importanza per l’ecosistema di alcuni animali. Il primo, dedicato ai lupi, aveva tra i suoi obiettivi anche cambiare l’immagine stereotipata impressa dentro ognuno di noi, in particolare nei bambini attraverso alcune favole, in cui il lupo è un animale cattivo, di cui avere paura. 

PERCHÉ L’APE

Quando chiedo a Valentina perché ha scelto proprio l’ape come protagonista di questo loro secondo libro, mi spiega che «si parla tanto di questi esseri così unici, ma si fa ancora poco per proteggerli. E poi perché dovrebbe essere, anche egoisticamente parlando, tra le nostre priorità: un terzo del cibo che mettiamo in tavola cresce grazie agli insetti impollinatori e, tra questi, le api rivestono un ruolo centrale. Dunque cosa potrebbe accadere se le api sparissero?».

IL LIBRO

Mentre la gran parte dei mass media sceglie di non mostrare i meravigliosi cambiamenti in atto del nostro paese, noi abbiamo scelto di farlo con un’informazione diversa, autentica, che sia d’ispirazione per chi vuole veramente attivarsi per cambiare le cose. Per farlo abbiamo bisogno del tuo contributo. Attivati anche tu per cambiare l’immaginario!

Il testo, rivolto ai bambini e alle bambine dai quattro anni in su, accompagna i giovani lettori in un viaggio alla scoperta delle api: dalle diverse tipologie e ruoli alle motivazioni della loro morte, dall’età media alla spiegazione delle parti del loro corpo. Attraverso una carta d’identità, è possibile anche comprendere tutte le caratteristiche per distinguere le api dagli altri insetti. Tra le spiegazioni utili e interessanti, troviamo anche la differenza delle diverse “case”, a seconda che siano allevate da umani o libere in natura. Ma anche come fanno le api a comunicare tra loro, il loro processo di trasformazione da larve a insetti adulti… insomma, tante informazioni che permetteranno al bambino o bambina non solo di conoscere più da vicino questi insetti speciali, ma anche di empatizzare con loro, dopo aver scoperto quanto complesso e affascinante è il mondo visto con gli occhi di un’ape.

TUTTI POSSONO AIUTARLE

Ma sapere tutto ciò non basterà ad aiutare le nostre amiche api a sopravvivere. Ed è per questo che una parte nel libro spiega anche quali sono i pericoli che stanno minacciando la loro sopravvivenza, che cosa possiamo fare noi umani per aiutarli, come seminare bombe di semi. All’interno delle pagina un barcode rimanda ad alcuni video tutorial che insegnano a grandi e piccoli a come mettere in pratica le azioni proposte delle pagine per renderle ancora più realizzabili e semplici.

«Dopo aver capito chi sono e cosa fanno – spiega l’autrice –, possiamo essere parte attiva anche noi nell’aiutarle, creando ad esempio un giardino con le “piante salva api” o le bombe di semi o ancora costruendo una casetta in legno come albergo per gli amici insetti che vogliamo aiutare». 

LA SCELTA DELLE ILLUSTRAZIONI

Le illustrazioni del libro sono state curate dall’artista Licia Baldini, che da anni si occupa di realizzare immagini attraverso l’utilizzo esclusivamente di materiale di riciclo. Valentina mi racconta il loro primo incontro così: «Io e Licia ci siamo conosciute un anno e mezzo fa circa. Avevo visto alcune sue illustrazioni e le avevo trovate davvero speciali. Sono quindi andata a trovarla in Casentino, Toscana, dove vive, per capire come lavorare insieme. Da quel giorno sono nati parecchi progetti insieme e altrettanti ne seguiranno!». Licia per le sue creazioni utilizza i più svariati materiali: cartapesta, spago, semi, spezie, cartoncini e tutto ciò che la natura, a seconda del periodo dell’anno, può offrire.

SPAZIO AI LABORATORI E ALLE RICETTE

Essendo un libro rivolto anche ai più piccoli, all’interno sono state inserite anche idee per laboratori manuali da fare insieme con materiali di riciclo e qualche ricetta adatta a tutte le età, per preparare colazioni e merende super nutrienti utilizzando il miele.

LA BIOFILIA

Nel raccontarmi dei loro prossimi progetti, Valentina mi parla dei futuri protagonisti dei racconti e mi sorge una domanda banale, ma forse proprio per questo importante: perché parlare di animali? E lei, che si era posta la stessa domanda all’inizio del percorso editoriale con Licia, mi risponde senza esitare: «Perché sono questi i temi che più interessano ai bambini/e. Tutti noi abbiamo una biofilia innata e prova ne è che tutti i bimbi sono sin dalla nascita attratti da ciò che si muove. Abbiamo una normale tendenza e interesse verso la vita e la natura è di per sé un’infinita fonte di diversissime forme di vita».

Valentina mi racconta di come spesso, come educatrice ambientale e mamma, si è trovata, dopo aver spiegato come sono fatti alcuni animali, ad assistere al confronto da parte di bambini/e sulle differenze tra loro e gli animali in questione: zampe, occhi, ali, bocca. 

COLLABORAZIONI

«Ci teniamo a ringraziare ancora l’Università di Pisa, Gennaro Acampora, che oltre a essere apicoltore gestisce il The Honey Bar e ci ha suggerito le ricette inserite nel libro». Questa pubblicazione ha ricevuto anche il patrocinio da parte del Parco delle Foreste Casentinesi.

Siamo tutti parte dello stessa pianeta e l’uno dipendente dall’altro, e come insegnano le api vince chi coopera. Fonte: https://www.italiachecambia.org/2021/04/libro-spiega-bimbi-bimbe-proteggere-api/?utm_source=newsletter&utm_medium=email