Bicitalia, il progetto di rete ciclabile nazionale

Bicitalia è un programma di grande respiro, di dimensione sovraregionale e di collegamento con i paesi confinanti, sul modello delle reti realizzate con successo in diversi paesi dell’Europa. Il progetto si avvia a diventare realtà anche in Italia, come spiega Claudio Pedroni, referente FIAB itinerari Bicitalia ed EuroVelo.bicitalia

La promozione della ciclabilità in tutti i suoi aspetti, salvo quello agonistico, quale elemento della mobilità sostenibile urbana ed extraurbana: è questo uno degli obiettivi che si prefigge di realizzare la FIAB, Federazione Italiani Amici della Bicicletta onlus. In questo ambito è stata elaborata la proposta di rete ciclabile nazionale Bicitialia, di cui ci parla Claudio Pedroni, referente FIAB itinerari Bicitalia ed EuroVelo.

Cos’è il progetto di rete ciclabile nazionale Bicitalia e a che punto è lo stato dei lavori?  «Bicitalia è un progetto che prevede di distribuire nel nostro Paese una rete di itinerari ciclabili di lunga percorrenza e di qualità, sul modello delle diverse reti ciclabili esistenti oggi in numerosi Paesi Europei (Olanda, Danimarca, Inghilterra, Austria, Francia, Germania e altri). Bicitalia, integrata con il progetto europeo detto Euro Velo, si propone due obiettivi: rendere ciclabili i più importanti corridoi fluviali, ovvero il Po, l’Adige, l’Arno, il Tevere, e allo stesso tempo le vie storiche e di pellegrinaggio, come ad esempio la via Francigena; e riconvertire in ciclabili infrastrutture lineari anche dismesse come ex ferrovie e strade declassate. Lo stato dei lavori non è particolarmente avanzato poiché, nonostante l’ok del CIPE, non esiste un comitato di gestione nazionale che implementi il progetto. La rete tuttavia, in modo più o meno sommerso, sta crescendo e ormai sono circa 3.000 i km di piste ciclabili disponibili per  un turismo veramente sostenibile e per una permeabilità del territorio alle utenze lente che abbia pari dignità rispetto alle grandi reti ferroviarie e autostradali. Una parte del nostro lavoro è oggi quello di ricucire i tratti magari di poche decine di km realizzate da una Provincia o una Regione in modo che Province contigue raccordino le loro ciclabili per dare continuità ai percorsi. Situazioni positive si trovano oggi in Lombardia, nel Triveneto, in Toscana. Ma c’è ancora molto da fare: se la Germania si concede oltre 70.000 km di itinerari,  l’Italia se ne può permettere solo i 18.000 km del progetto Bicitalia. La nostra speranza è che “Frau Angela” dica ad un orecchio al nostro Matteo Renzi di darsi una mossa sul tema, in modo che questo mostruoso spread ciclistico si riduca sensibilmente».

Qual è la risposta delle istituzioni politiche, sia a livello nazionale che locale? «L’interesse per il tema è indubbiamente crescente e localmente abbiamo già situazioni di eccellenza come già detto. E’ la dimensione nazionale che ancora fatica ad affermarsi. Noi come FIAB non siamo ancora riusciti a convincere le istituzioni politiche che l’Italia si possa affermare come nazione “bicycle friendly”. Il cicloturismo in Europa è dato in crescita a 2 cifre, e non basta la bellissima ciclabile dell’Adige per conquistare i milioni di cicloturisti europei. Se oggi, sia pure con qualche difficoltà, si può andare in bicicletta da Parigi a Londra (con vento e pioggia), perché non pensare ad andare in bici da Venezia a Firenze a Roma sotto il sole e alimentandosi con il cibo più buono del mondo?»

E qual è la risposta da parte della gente?  «Sicuramente la domanda è in crescita, aldilà che la bicicletta oggi sia anche un fattore di moda. C’è anche della sostanza dietro a questa facciata. Forse bisognerebbe approfondire l’analisi sugli utenti della bicicletta, prendendo in considerazione sia il cicloamatore praticante delle granfondo sia il biker del “downhill” sia l’escursionista della domenica. Ma è il ciclista urbano la vera specie da proteggere, cui gioverebbero politiche urbane più lungimiranti in termini di piste ciclabili continue e facili da usare e di moderazione del traffico. Sta di fatto che dieci anni fa in Italia c’era un solo tour operator del settore, ora ne abbiamo invece più di 50. Quindi si può affermare che il tema per la bicicletta sia molto forte».

Una recente ricerca dell’Unece, la Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite, ha svelato che l’utilizzo della bicicletta porterebbe alla creazione di 76.000 nuovi posti di lavoro. Bisognerebbe copiare Amsterdam o Copenaghen, dove un quarto degli abitanti si sposta in bici, facendo decollare le attività economiche legate al commercio e alla riparazione delle biciclette, così come a tutto l’indotto del settore degli accessori e della moda dei ciclisti urbani. Lei pensa che sia un modello applicabile al nostro Paese?
«Sì, e in diverse realtà urbane più ciclabili, come quelle della pianura del Nord Italia, l’impressione è che la “bikenomics” sia già una realtà. Né va dimenticato che l’Italia è tuttora il maggior produttore europeo di bici e accessori. Addirittura i numeri potrebbero essere anche più importanti, perchè secondo uno studio della European Cyclistis’ Federation il giro di affari generato dalla bicicletta è pari a 200 miliardi di euro l’anno. Nonostante sia difficile inquadrare questi numeri rispetto al quadro macroeconomico, tuttavia lo sviluppo della ciclabilità può avere solo effetti positivi, considerando anche il minore inquinamento e la salutare attività fisica che potrebbe essere quantificata, secondo la prestigiosa rivista di medicina inglese The Lancet, in un risparmio di 17 miliardi di sterline di mancate spese sanitarie su un periodo di 20 anni».

In virtù di tutto questo, nonostante un ritorno alla “due ruote” da parte degli italiani, è ancora lontana l’idea dell’uso della bicicletta come mezzo di trasporto urbano quotidiano, per esempio per andare a lavoro. Secondo lei, perchè c’è ancora questo ritardo? Il problema della sicurezza stradale e la mancanza di piste ciclabili sono i motivi fondamentali o c’è dell’altro?   «Essere lontani dall’uso della bicicletta forse non è così forte per gli italiani o almeno non per tutti. L’ostacolo maggiore è la sicurezza. Si può migliorare non solo con le piste ciclabili, ma con la moderazione del traffico e con una educazione alla moderazione della velocità tutta da conquistare. E poi, oggettivamente, qualche problema orografico nel nostro Paese c’è: pedalare a Siena o a L’Aquila o a Gubbio, nonostante quel formidabile testimonial che era il Don Matteo televisivo, è difficile. Fino a pochi anni fa, con una analisi sociologica un po’ sbrigativa, si diceva che in Italia la bici era associata ai tempi della povertà storica e pedalare per tanti anni non era considerata una attività particolarmente prestigiosa. Oggi sicuramente non è più così, le bici sembrano trendy sì, ma bisogna sempre pedalare, anche alleviati dalle un po’ ridondanti biciclette elettriche a pedalata assistita».

QUI LA CAMPAGNA “VOGLIAMO UN’ITALIA A MISURA DI BICI”

Fonte: ilcambiamento.it

Bicitalia, la rete ciclabile nazionale: nuovo sito, grande progetto

Da pochi giorni chi digita http://www.bicitalia.it o http://www.bicitalia.org trova un sito completamente rinnovato: 18 itinerari di Bicitalia, di cui mappati almeno 10.000 km, 50 itinerari di ciclovie di qualità, nuovi itinerari tematici, ecc.379136

Da pochi giorni chi digita http://www.bicitalia.it o http://www.bicitalia.org trova un sito completamente rinnovato: 18 itinerari di Bicitalia, di cui mappati almeno 10.000 km, 50 itinerari di ciclovie di qualità, nuovi itinerari tematici, ecc. Il portale internet però è solo la “vetrina” di un progetto molto più ampio ed importante: la reteciclabile nazionale Bicitalia, ispirata a quelle già esistenti da tempo in molti Paesi europei. La rete Bicitalia interessa il territorio nazionale ponendo anche attenzione alle connessioni europee, integrandosi nella rete ciclabile europea Eurovelo, progettata dalla European Cyclists’ Federation, di cui FIAB è rappresentante italiana. Un progetto unico nel suo genere che ha il duplice scopo di favorire in tutta Italia iltransito sostenibile di turisti, provenienti anche dall’estero, e di valorizzare localmente la modalità ciclistica come soluzione alternativa al traffico motorizzato privato.

Il progetto per la promozione della rete ciclabile nazionale Bicitalia

In questi ultimi anni l’uso della bici è aumentato e di conseguenza la richiesta di infrastrutture. I tempi erano maturi per un salto di qualità, arrivato grazie al “Progetto per la promozione della rete ciclabile nazionale Bicitalia” realizzato con i fondi del Ministero dell’Ambiente ottenuti a seguito di un bando vinto da Fiab. Con questa iniziativa FIAB ha realizzato un progetto di respiro nazionale. La rete nazionale Bicitalia, della lunghezza totale di circa diciottomila chilometri, potrà favorire non solo la creazione di un’infrastruttura per la mobilità ciclistica raccordando le iniziative esistenti e in progetto, ma altresì un fattore di moltiplicazione di ciclovie su scala locale. Ai processi di pianificazione locale FIAB contribuisce da anni, avendo prestato assistenza alle Regioni che hanno avviato la pianificazione delle proprie reti ciclabili, dalla Liguria al Veneto e al Friuli Venezia Giulia, dalla Lombardia alla Toscana, dalla Puglia all’Emilia-Romagna.
“Gli obiettivi erano fondamentalmente due”, ricorda Antonio Dalla Venezia, responsabile Fiab del progetto, “Il primo era quello di costruire un rapporto con le Regioni, per condividere la rete di Bicitalia. Il secondo, quello di realizzare un portale dove far confluire tutto quello che di ciclabile esiste in Italia”.

Partenariato con le Regioni

“Il partenariato con le regioni è stato complesso” spiega Dalla Venezia “siamo partiti con le richieste a giugno 2013, ma siamo riusciti ad organizzare una riunione solamente nel marzo 2014. È una cosa che ci impegnerà tutto l’anno, ma siamo soddisfatti perché le Regioni che in questi anni hanno lavorato di più sulla ciclabilità hanno aderito”.

FIAB in definitiva ha messo dieci Regioni italiane intorno ad un tavolo di lavoro sul tema della rete nazionale per la mobilità ciclistica.

Ogni Regione ha portato al tavolo un lavoro molto interessante fatto negli anni sul territorio di propria competenza: il partenariato dà l’opportunità di ricucire, di lavorare sulla condivisione delle priorità e cercare soluzioni comuni ai temi più complessi come ad esempio quello di una segnaletica nazionale. Le dieci Regioni che hanno aderito al partenariato sono: Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Puglia, Sicilia. Sono inoltre stati coinvolti al tavolo tecnico anche funzionari della Provincia Autonoma di Trento e della Regione Sardegna, la cui adesione formale al partenariato è ancora in corso.

Il portale web di Bicitalia

Il punto di forza del sito è rappresentato dai 18 itinerari di Bicitalia, dei quali abbiamo mappato almeno 10.000 km, in parte recuperando i tracciati dal vecchio sito e in parte con nuove rilevazioni e nuove soluzioni nei punti critici. E’ stato superato l’obiettivo di avere la tracciatura del 50% della rete prevista (18.000 km circa).

La novità vera però, riguarda il tema delle ciclovie di qualità.

Abbiamo voluto inserire questo nuovo settore nel sito, consapevoli che la maggior parte dei visitatori, avrebbe cercato itinerari di una giornata da percorrere con la famiglia o con gli amici, in assoluta tranquillità e sicurezza. Ecco quindi che i primi 50 itinerari di qualità che abbiamo inserito (per complessivi 3.000 km circa), possono dare una risposta a questa esigenza. Si tratta di itinerari prevalentemente su pista ciclabile, che nei prossimi mesi assieme ad altri che aggiungeremo mano a mano, saranno catalogati secondo il grado di qualità. L’idea è di differenziarli assegnando ad ognuno di essi tre, due o una ruota, a seconda delle caratteristiche di sicurezza e confort. Alla fine avremo una banca dati con migliaia di chilometri catalogati, cartografati, accompagnati da un corredo fotografico e descritti nella loro valenza turistica e ambientale. Precisa Dalla Venezia “Ovviamente non tutte le ciclovie di qualità fanno parte della rete di Bicitalia, ma è importante dare informazione su quello che esiste di pedalabile oggi in Italia”.

Un’altra sezione che compare sul sito, è quella degli itinerari tematici:

le ferrovie dismesse e recuperate ed altri itinerari non riconducibili a Bicitalia. È il caso, ad esempio, degli itinerari del circuito delle città d’arte, che inseriremo nelle prossime settimane, oppure di quegli itinerari a tema unico, come ad esempio, la ciclovia della seta, l’itinerario di S.Francesco, ecc. Con questo sito non vogliamo lasciar fuori nulla: i visitatori devono trovare tutto quello che esiste in Italia.

Iniziative promozionali e coinvolgimento associazioni locali della FIAB

Nel corso del progetto sono state coinvolte numerose associazioni aderenti, in particolare per la rilevazione dei corridoi e la preparazione dei dati in pubblicazione sul sito, anche attraverso diversi eventi realizzati per promuovere l’uso della bicicletta sulla rete ciclabile nazionale chiamata Bicitalia.

Fonte: ecodallecittà.it

Regione Puglia aderisce al partenariato Fiab-Regioni per la promozione della rete ciclabile nazionale Bicitalia

L’assessore Gianni Giannini ai Trasporti rende noto che la Regione Puglia aderisce al partenariato FIAB-Regioni per la promozione del progetto di rete ciclabile nazionale BICITALIA e partecipa al primo incontro nazionale che si tiene a Firenze, mercoledì 12 marzo, presso la sede della Regione Toscana.378428

“Abbiamo ritenuto doveroso aderire – ha dichiarato l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Puglia, Gianni Giannini – insieme alle altre Regioni al partenariato nazionale proposto dalla FIAB, ideatrice del progetto di rete ciclabile nazionale BICITALIA. Tale progetto fu redatto su incarico ministeriale ai sensi di una delibera CIPE del febbraio 2001 che prevedeva che il nostro Paese si dotasse di una rete nazionale di percorribilità ciclistica. Il progetto della FIAB, denominato BICITALIA, negli anni è stato l’unico riferimento nazionale per quelle Regioni e Province che hanno adottato provvedimenti di pianificazione e programmazione in materia di reti cicloviarie”.

“La stessa Regione Puglia – prosegue l’assessore Giannini – prima con il progetto di cooperazione CYRONMED che ha svolto il ruolo di apripista, e poi con la legge regionale n. 1 del 2013 sulla mobilità ciclistica, ha già individuato e fatti propri gli itinerari della rete nazionale BICITALIA e di quella transeuropea EUROVELO che attraversano il nostro territorio, considerandoli direttrici principali della costituenda rete ciclabile regionale. Nel corso dell’incontro tecnico, al quale per la Regione Pugliaparteciperà il mobility manager dell’ente, Lello Sforza, verrà anche espressa la volontà regionale di supportare nelle sedi opportune il riconoscimento a livello europeo della “ciclovia adriatica” Santa Maria di Leuca-Trieste, già itinerario n. 6 della rete BICITALIA, che potrebbe così diventare continuazione del percorso n. 9 di EUROVELO che congiunge Danzica a Trieste”.

Nel corso dell’incontro si discuterà, tra l’altro, di: raccolta e coordinamento dei dati regionali; condivisione di standard infrastrutturali tra cui la segnaletica dedicata; nuova programmazione dei fondi europei; promozione su scala sovraregionale e nazionale dei servizi alla mobilità ciclistica e cicloturistica come il trasporto integrato bici e trasporto pubblico.

Fonte: ecodallecittà