Bicicletta mezzo di trasporto dei poveri? Macchè, genera un fatturato (green) di 6,2 miliardi

Quando si dice la miopia… ancora si crede che la bicicletta sia il mezzo di trasporto dei poveri. O meglio, vogliono farcelo credere. In realtà, le quattro ruote inquinanti fanno la felicità e il guadagno di pochissimi, per gli altri significano smog, spese e caos. Vediamo che fatturato e che potenzialità ha il “mondo della bicicletta”.9593-10359

Si chiama “L’A Bi Ci” (non a caso) ed è il primo rapporto di Legambiente, realizzato insieme a VeloLove e GRAB+, che “fotografa” il mondo della bicicletta. Il rapporto fa il punto sullo stato della ciclabilità nel nostro Paese, guardando anche al valore economico generato da tutto ciò che gira intorno alle “due ruote” (produzione di bici ed accessori, ciclotour ma anche risparmio di carburante, riduzione di emissioni in atmosfera, rumore e altro ancora).

Ecco i dati positivi.

  • un fatturato di 6,2 miliardi di euro generato dal “mondo della bicicletta”,
  • un aumento delle piste ciclabili in tutta Italia, in alcuni centri addirittura raddoppiate tra il 2008 ed il 2015,

un elevato uso della bicicletta per gli spostamenti casa-lavoro in alcune zone d’Italia, come la provincia autonoma di Bolzano, l’Emilia Romagna ed il Veneto.bici2

A fronte di questi elementi positivi, purtroppo, non si registra un aumento della percentuale di italiani che utilizzano la bici per gli spostamenti quotidiani, ad esempio casa-lavoro o casa-scuola: era al 3,6% nel 2008 ed è rimasta tale nel 2015.

Si registra un aumento dell’uso di questo mezzo solo quando le amministrazioni adottano un approccio innovativo allo spazio urbano, come dimostrano i casi di Bolzano e Pesaro, dove uno spostamento su tre è realizzato con la bicicletta.

Bolzano ha creato un anello ciclabile che collega tutte le zone scolastiche, sportive e ricreative della città, favorendo l’uso di questo mezzo negli spostamenti non solo ricreativi ma anche lavorativi.

Pesaro ha realizzato la Bicipolitana, ovvero una “metropolitana di superficie” con percorsi ciclabili, che si estendono per 85 km, caratterizzati da colori diversi, connettendo le varie zone della città.

Il rapporto  “L’A Bi Ci” prende in considerazione anche gli aspetti ambientali legati all’uso della bicicletta, sia in termini di minori impatti che di benefici economici derivanti da

  • riduzione delle emissioni di gas serra
  • riduzione dell’inquinamento acustico generato dal traffico stradale
  • miglioramento della qualità dell’aria.

Per quanto riguarda la riduzione dell’emissioni di gas serra, il rapporto la quantifica in 15.248.644.552 kg di CO2, in base al modello di calcolo approntato dall’ECF con riferimento agli spostamenti in bicicletta nella UE a 28 Stati membri, dove i km pedalati risultano 134.231.025.984 nel 2015. In Italia i km pedalati sono il 4,28% di quelli registrati nella UE -28.

La riduzione delle emissioni di CO2 incide anche sul contenimento dei danni collegati ai cambiamenti climatici e contribuisce al miglioramento della qualità dell’aria. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, il rapporto parte dal calcolo realizzato da ECF, che prende in considerazione la quota di km percorsi in auto e quelli effettivamente sostituiti dagli spostamenti in bici (approssimativamente un terzo degli spostamenti in bici rimpiazza tragitti precedentemente effettuati con l’autovettura privata).

Secondo quanto riportato da Legambiente, la ciclabilità genera in Europa una riduzione dei costi dell’inquinamento atmosferico pari a 426.797.211 euro, dato calcolato mettendo in relazione:

  • il parco auto comunitario che è composto per il 41% da vetture diesel e per il 54% da vetture a benzina
  • la suddivisione del parco circolante in base agli standard emissivi (categorie EURO)
  • i costi dell’inquinamento atmosferico in base all’analisi UE
  • La quota italiana di questo risparmio (il 4,28%) è pari a 18.266.921 euro.

Infine, il rapporto sottolinea come l’utilizzo della bicicletta abbia un effetto positivo anche sul contenimento dell’impatto acustico. In questo caso il report fa riferimento al manuale sui costi esterni dei trasporti, redatto dalla DG Mobility and Transport della Commissione Europea, da cui si evince che la bicicletta sostituisce altri mezzi di trasporto nelle seguenti percentuali:

  • bus 40%
  • auto 30%
  • piedi 20%
  • ciclomotori 10%.

La bicicletta viene usata in prevalenza di giorno (nel 90% dei tragitti) e nel centro cittadino (nel 50% dei casi) mentre il 30% dei ciclospostamenti riguarda le periferie ed il 20% le aree rurali.

Mettendo in relazione tutti questi elementi, nel rapporto “L’A Bi Ci” si evidenzia come la ciclabilità generi in Europa una riduzione dei danni dovuti all’inquinamento quantificabile in 300.000.000 euro, la quota italiana di questo risparmio (il 4,28%) sarebbe pari a 12 milioni 840.000 euro.bici1

QUI il rapporto completo

Fonte: ilcambiamento.it

Un viaggio in bici per raccontare Altri Mondi

Un viaggio in bicicletta dal sud al nord del Paese, uno spettacolo itinerante per raccontare altri punti di vista sul pianeta che viviamo, un tour alimentato dall’energia del sole, del vento, dell’uomo. Tutto questo è il progetto “Altri Mondi Bike Tour” di cui Italia che Cambia è mediapartner. Tra pochi mesi una banda di artisti ciclisti girerà l’Italia presentando, ad ogni tappa del viaggio, uno spettacolo itinerante per raccontare ad un pubblico trasversale altri punti di vista su chi abita con noi la Terra e su chi potrebbe vivere in altri pianeti. “Altri Mondi Bike Tour”, promosso dall’associazione teatrale SemiVolanti e da Mobile Green Power, nasce da un’idea di Valerio Gatto Bonanni, che abbiamo intervistato e ci ha parlato di questo progetto “ad alta utopia”.unnamed5

Che cos’è Altri Mondi Bike Tour?

Un viaggio in bicicletta, previsto per quest’estate, portando in giro uno spettacolo che racconta altri punti di vista su animali, piante e universo. Uno spettacolo divertente, educativo, che relativizza l’idea – dominante ma sbagliata – del predominio dell’uomo sul pianeta. Ma è anche una modalità innovativa e ad emissioni zero per portare in giro un’idea. Presenteremo lo spettacolo nei luoghi dei conflitti ambientali, ma anche nelle città virtuose impegnate per affermare buone pratiche ambientali. Ad ogni tappa del viaggio ci sarà uno spettacolo: per cinque giorni alla settimana pedaleremo durante la giornata e la sera faremo lo spettacolo. Poi ci sposteremo da una regione all’altra a bordo di un camper che ci seguirà e sarà la nostra ammiraglia!

Da dove nasce l’idea di questo viaggio?

L’idea nasce dal desiderio di coniugare, in un unico progetto, le mie passioni: il teatro, la bicicletta ed il mio interesse verso le piante, gli animali, l’universo e altri modelli di sviluppo possibili.unnamed-23

Quanto durerà il viaggio e chi ne prenderà parte?

Partiremo la prima settimana di giugno e il viaggio si concluderà a fine luglio. Otto settimane, quindi, in cui gireremo otto regioni. In viaggio con me ci saranno altri due attori, un tecnico e probabilmente la persona che sta realizzando le biciclette su cui viaggeremo. Chiunque voglia pedalare con noi è comunque il benvenuto.

Il vostro tour sarà alimentato completamente da energia pulita. Puoi spiegarci meglio?

Stiamo collaborando con Mobile Green Power, una realtà che da sempre lavora su sostenibilità ambientale e prodotti tecnologici per lo spettacolo dal vivo (sono gli inventori del palco a pedali e del palco a pannelli fotovoltaici). Quando ho presentato loro il progetto del nostro viaggio è nata l’idea di realizzare la Energy cargo bike, ovvero una sorta di carrello che si attacca alla bici e produce energia fotovoltaica, eolica e dinamica; energia che noi usiamo poi per le luci ed il suono del nostro spettacolo. Vorremmo realizzare questo prototipo grazie ai fondi che raccoglieremo con la nostra campagna di crowdfunding. Il contributo dal basso ci permetterà di rendere realtà questo progetto.eco-bike-light_75u9Xqq

Perché avete dato a questo bike tour il nome “Altri mondi”?

“Altri mondi” si riferisce sia ad altri punti di vista su animali e piante, quindi su chi abita la Terra, sia alle ipotesi di vita su altri pianeti. Soffermarci sull’esistenza di questi “altri mondi” è utile per relativizzare la nostra presunta centralità sulla Terra e sull’universo e può forse darci quella giusta umiltà che ci permetterebbe di vivere più sereni e con meno arroganza. Nel nostro spettacolo racconteremo quindi della vita sulla Terra, delle strategie di sopravvivenza, dell’organizzazione sociale e dell’intelligenza delle piante, degli insetti, degli animali e delle ipotesi di vita su altri pianeti. Dai 15 sensi delle piante, alle incredibili personalità delle specie animali più o meno comuni, dalla scimmia nuda di Desmond Morris alla recente scoperta delle sette terre che orbitano attorno ad una stella nana. Racconteremo insomma il diverso da noi e parleremo di altre possibilità di vita. “Altri mondi”, inoltre, fa riferimento ai modelli umani di sviluppo alternativi a quello oggi dominante che è estrattivo, distruttivo e accumulatorio. È giusto far sapere che esistono altre possibilità di convivenza tra umani e con le altre specie. Ci sono altri modi di rapportarsi all’ambiente, stare bene ed essere addirittura felici!bic

In che modo si può sostenere il progetto?

È partita da pochissimi giorni la nostra campagna di Crowdfunding, lanciata sulla piattaforma Produzioni dal Basso. I fondi raccolti ci aiuteranno a coprire i costi di produzione (prove attori, lavoro dei tecnici, regia), la comunicazione dell’evento e della campagna, i materiali (costumi, scenografie, tecnica), la progettazione e lo sviluppo dell’Energy Cargo Bike.

Illustrazioni di Guido Bertorelli

 

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2017/03/viaggio-in-bici-raccontare-altri-mondi/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

Ortociclo: i prodotti dell’orto arrivano in bici a casa tua

Prodotti sani e naturali provenienti dall’orto arrivano direttamente a domicilio in sella ad una bicicletta. Partito a Brescia, il progetto Ortociclo è stato ideato da Andrea Morandi che, due giorni alla settimana, in sella ad una bici speciale, consegna a domicilio frutta, verdure, spezie e altri prodotti. Cambiare vita è un concetto che spesso si sovrappone al cambiare lavoro, essendo quest’ultimo un tratto di noi che, volente o nolente, ci identifica spesso. La storia che vi raccontiamo questa settimana riguarda questo e altro: c’entra il lavoro, ma anche l’agricoltura e la sostenibilità umana e ambientale. Andrea Morandi è un ragazzo di Brescia che fece il suo ingresso nel mondo lavorativo come geometra; complice la crisi, i ritmi lavorativi diminuirono sensibilmente. In compenso Andrea scoprì in questa fase che nella vita voleva fare altro, lavorare e vivere di conseguenza in maniera diversa. Dopo aver vissuto in un paesino alle porte di Brescia, Andrea si era nel frattempo trasferito in centro ed aveva notato un particolare della città: “mancava un servizio di approvvigionamento di frutta e verdura biologica, la gente doveva spostarsi e andare nei mercati contadini o direttamente nelle aziende agricole per trovare prodotti di questo tipo” racconta Andrea. Perché non provare a realizzare un’impresa che realizzi consegne a domicilio di questi tipi di prodotto?

Andrea è appassionato di bicicletta ed è, dal 2015, segretario del circolo di Brescia del Movimento per la Decrescita Felice. Il puzzle è quasi completo: perché non unire la sua intuizione alle sue passioni nel lavoro? È quello che ha fatto.

Ortociclo nasce nel giugno del 2015 allo scopo di fare consegne a domicilio di prodotti provenienti da agricoltura naturale con una cargo bike, una bicicletta a due ruote (ma può averne anche tre ndr) dotata di un grande cassone molto capiente, tra il manubrio e la ruota davanti. Ortociclo si approvvigiona da aziende agricole che Andrea Morandi conosce e valuta personalmente, contribuendo a creare uno stretto rapporto reciproco di trasparenza, fiducia ed armonia tra produttori e clienti. La bici è diventata anche l’elemento caratteristico e principale dell’avventura di Andrea: “l’immaginario della bici conta moltissimo”, ci spiega, “in primis perché realizzare consegne con questo mezzo è una mia scelta di tipo etico che coincide con il primo obiettivo di Ortociclo, che è quello di consegnare prodotti genuini, rispettandone la stagionalità, abbattendo le emissioni di anidride carbonica.” Il trasporto incentiva così la scelta verso un consumo più critico e attento alla riduzione dell’impatto ambientale. Gli ordini vengono effettuati tramite il sito internet di Ortociclo e consegnati due giorni a settimana, il martedì e il venerdì pomeriggio dopo che Andrea li ha ritirati direttamente la mattina dalle aziende agricole selezionate. Altre consegne minori vengono fatte in alcuni punti di smistamento a Brescia, dunque le persone hanno anche la possibilità di andare a prendere direttamente i prodotti. La consegna è gratuita, il guadagno di Ortociclo è un ricarico sui prodotti che consegna.12376162_1096423180388242_7685587101468024366_n

L’aspetto che colpisce Andrea e che lo sorprende tutt’oggi è “la reazione delle persone quando mi vedono girare e consegnare con questa bici pittoresca: nonostante ormai mi conoscano in molti, sorridono sempre al mio passaggio. Il rapporto umano che si crea con le persone, sia produttori che consumatori, e le sensazioni che emana la mia figura mentre consegno sono gli aspetti che amo di più del mio lavoro.”

Dopo un anno e mezzo, Ortociclo sta crescendo sempre di più: gli ordini aumentano, Andrea sta pensando di inserire una nuova figura per la gestione degli ordini: “all’inizio ordinare prodotti freschi online potrebbe apparire come una cosa insolita, non è immediato per le persone fidarsi” racconta Andrea “ma il fatto che ci ho messo la faccia ha semplificato questo aspetto più difficile del lavoro.”img-20161130-wa0014

Flower market al castello Quistini di Rovato

 

Il furto della bici: un esempio di solidarietà concreto

Concludiamo con un aneddoto che ci è sembrato un esempio di come l’esperienza di Ortociclo sia entrata nel cuore degli abitanti di Brescia (e non solo). Nell’agosto di quest’anno, durante una consegna, la Cargo Bike di Andrea è stata rubata e purtroppo mai più ritrovata. Un brutto colpo, emotivo ma soprattutto pratico perché in quel momento la situazione finanziaria di Andrea non gli avrebbe permesso in tempi brevi di riacquistare il mezzo. A sfatare uno dei ricorrenti luoghi comuni sul “nord individualista ed egoista” sono arrivati tantissimi gesti di solidarietà da parte delle persone: all’inizio sotto forma di messaggi e chiamate per Andrea, con il suggerimento di aprire una campagna di raccolta fondi, con un conto deposito, per comprare un’altra bici. Nell’arco di quattro giorni sono arrivati i fondi necessari per acquistare la cargo nuova; il segno che secondo Andrea “Ortociclo è entrato nel cuore dei bresciani e questo è il lato rincuorante e positivo di una disavventura che si è trasformata in una conferma che mi dona gioia e fiducia”.

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2016/12/io-faccio-cosi-145-ortociclo-prodotti-orto-bici-casa-tua/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

 

Nel centro di Copenhagen le bici hanno superato le automobili

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Grazie a una serie di investimenti mirati, nella zona centrale della capitale danese il numero di velocipedi è oggi superiore a quello dei mezzi a motore. Le autorità di Copenhagen, capitale della Danimarca, hanno misurato il traffico in entrata e in uscita dal centro città a partire dal 1970: per la prima volta, il numero delle biciclette ha superato il numero delle automobili. Quest’anno, infatti, nella metropoli danese sono entrate 252.600 automezzi e 265.700 velocipedi. Rispetto all’anno scorso, le biciclette sono aumentate di 35.080 unità, con un incremento del 13 per cento.

Nel lontano 1970, a Copenhagen circolavano circa 100.000 biciclette nel centro citta, contro 340.000 automobili. Nel 2000 il numero di mezzi a due ruote ammontava a 170.000, mentre le macchine erano 320.000. Oggi, stando a quanto riportato da copenhagenize.com. il 41 per cento dei pendolari raggiunge il centro pedalando, il 27 per cento utilizza i mezzi pubblici e il 26 per cento l’automobile: una vera rivoluzione su due ruote! Il fatto è che Copenhagen ha investito moltissimo sulle biciclette. Più di un milione di corone sono state messe in progetti infrastrutturali che includono 17 ponti ciclabili che rendono l’accesso in città più semplice per i ciclisti, che non devono passare in mezzo al traffico dei veicoli motorizzati. Un punto dolente, però, c’è. Mentre nel centro di Copenhagen i ciclisti sono aumentati, nelle aree periferiche e suburbane il loro numero resta stabile, inalterato negli ultimi venti anni mentre l’utilizzo della bicicletta in Danimarca leggermente diminuito.

Fonte: ecodallecitta.it

Doccia fredda per la mobilità ciclistica. Rimandata l’approvazione della legge quadro

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La proposta di legge quadro sulla mobilità ciclistica è stata frenata alla vigilia dell’approvazione alla Camera, mercoledì 19 ottobre. Fiab: “Battuta d’arresto che sembra sancire la definitiva condanna della legge all’oblio”

Sarebbe potuto essere il passo decisivo e invece niente. La proposta di legge quadro sulla mobilità ciclistica è stata frenata alla vigilia dell’approvazione alla Camera, mercoledì 19 ottobre, giustificata dalla mancanza di un parere tecnico della Commissione Bilancio relativo alla copertura finanziaria del provvedimento. Sono due anni che il disegno di legge “Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica” percorre stancamente l’iter parlamentare, dopo aver subito numerose interruzioni che però non ne hanno mai compromesso il contenuto. Sembrava che questa fosse finalmente la volta buona ma è arrivato lo stop, inaspettato. Comprensibile la delusione del relatore del provvedimento, l’onorevole Paolo Gandolfi dell’Intergruppo Parlamentare per la Mobilità Nuova e Ciclistica: “Abbiamo presentato le linee guida della proposta di legge il 14 febbraio 2014 in un convegno alla Camera. Spererei di arrivare all’approvazione quanto prima anche perché il consenso sui contenuti, a quanto mi risulta, è trasversale e non vedo ostacoli oggettivi all’orizzonte. Certo, questo stop non ci voleva“.

FIAB, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta, è molto più pessimistica e dice che la battuta d’arresto alla Camera sembra “sancire la definitiva condanna della legge all’oblio”. La presidente, Giulietta Pagliaccio, tuona: “Adesso basta. Basta dire quanto siamo bravi e belli a impegnarci per lo sviluppo della mobilità sostenibile che fa tanto bene all’ambiente e alla salute. Si deve finalmente avere il coraggio di affrontare l’argomento da un’altra prospettiva: parliamo di soldi e di come sia conveniente investire nella ciclabilità e nelle relative infrastrutture che, a differenza delle “grandi opere”, portano risultati nel breve periodo e con guadagni per l’intera collettività”.

Secondo un autorevole studio condotto dalla città di Copenhagen, infatti, un segmento d’infrastruttura ciclabile lungo 1 km porta un guadagno netto di 42 centesimi per ogni ciclista che lo percorre, mentre lo stesso km fatto in auto genera una perdita di 3 centesimi. E, poiché la matematica non è un’opinione, è facile comprendere come il ritorno generato da quel km, percorso da una media di mille ciclisti, sia di 420 euro al giorno, di fatto oltre 150.000 euro in un anno.

“La Legge Quadro sulla Mobilità Ciclistica era funzionale per sostenere, anche in Italia, una nuova politica nazionale che, con un rinnovato approccio, potesse dare seguito alle ormai note esigenze di città soffocate dal traffico e dall’inquinamento – afferma ancora Giulietta Pagliaccio. – L’80% della popolazione italiana vive all’interno di agglomerati urbani ed è dunque urgente agire sulle necessità di mobilità quotidiana delle persone con interventi realizzabili in tempi brevi e con investimenti che possano garantire risultati immediati e ritorni economici per l’intera società”.

“Ci auguriamo adesso – conclude la presidente FIAB – che almeno la Legge di Stabilità includa in modo specifico altre risorse per la mobilità ciclistica chiaramente identificabili, senza diluirle sotto l’ampio cappello della mobilità sostenibile dentro cui, ogni volta, la bicicletta resta la cenerentola rispetto ad altri interventi come, ad esempio, per l’auto elettrica.”

Qui trovate la presentazione della legge, presentata a suo tempo dall’on. Decaro:http://www.fiab-onlus.it/bici/attivita/proposte-di-legge/item/1187-legge-decaro.html e qui trovate gli atti della Commissione parlamentare che l’ha discussa e modificata in questi 2 anni, sottoponendola anche ai diversi pareri necessari (risultati tutti positivi):http://www.camera.it/leg17/126?tab=1&leg=17&idDocumento=2305&sede=&tipo=

Fonte: ecodallecitta.it

Fiab e Rete Città Sane OMS firmano il protocollo Nazionale per promuovere l’uso della bici

La Rete Città Sane OSM, network di circa ottanta città italiane che lavora sui temi della salute e della prevenzione, e la Federazione Italiana Amici della Bicicletta si impegnano a lavorare insieme per promuovere la mobilità sostenibile386112_1

Muoversi in bici fa bene alla salute e all’ambiente. Si basa su questa premessa il Protocollo nazionale sottoscritto giovedì 1 settembre a Modena da Rete Città Sane OSM e da FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta che si impegnano a lavorare insieme per promuovere la mobilità sostenibile in connessione con la salute.
E il primo intervento congiunto per incentivare l’‘uso quotidiano della bicicletta è già stato programmato per il 16 settembre quando si svolgerà la 3^ Giornata Nazionale del BikeToWork promossa da FIAB, l’‘evento che propone a tutti i cittadini di percorrere in bici il tragitto casa-lavoro. Il protocollo fra la Rete Città Sane e FIAB si basa sulla consapevolezza, ormai diffusa e condivisa, che l’‘uso della bici contribuisce ad aumentare i livelli di attività nella popolazione, ridurre l’impatto delle malattie croniche, incentivare il benessere psicologico, ridurre i danni sull’uomo e sull’’ambiente dovuti all’inquinamento.

“La bicicletta è un mezzo concreto e quotidiano per combattere la sedentarietࠖ commenta Giulietta Pagliaccio, presidente nazionale FIAB  ed è un’attività adatta a persone di ogni età, dai bambini, nei quali favorisce lo sviluppo armonico, fino agli anziani, dei quali salvaguarda l’autonomia funzionale aiutando a prevenire le malattie dell’invecchiamento”.

Simona Arletti, presidente della Rete Città Sane, ha ricordato che già nel 2013 a Modena è stato sperimentato, per la prima volta in Italia, “Heat” (Health economic assessment tool for walking and cycling) il sistema sviluppato dall’Oms che permette di tradurre i benefici di un’aumentata ciclabilità, ottenuti ad esempio con la realizzazione di una nuova pista ciclabile, in risparmi economici sul sistema sanitario pubblico, “dimostrando che investire in mobilità sostenibile è sempre molto conveniente nel lungo periodo, in quando permette di guadagnare più di dieci volte quanto è stato speso” La Rete Città Sane OMS è un network di circa ottanta città italiane che lavora sui temi della salute e della prevenzione, seguendo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. La FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta, presente in tutta Italia con oltre 150 realtà locali e più di 20mila soci, è un’associazione senza fini di lucro che promuove la mobilità ciclistica e realizza interventi che incentivano stili di vita sani a favore della salute individuale e collettiva. Entrambe le associazioni seguono i dettami della Carta di Toronto per l’attività fisica.

Fonte: ecodallecitta.it

Come trasportare la bici sul treno: le regole e i biglietti

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Poter caricare la propria bicicletta su di un treno dà la possibilità di allargare il proprio raggio d’azione ben oltre le mete raggiungibili facendo riferimento alla propria abitazione e evita i fastidiosi carichi e scarichi della bici per coloro che scelgono di muoversi in auto. La bicicletta può essere trasportata sui treni espressamente indicati nell’Orario Ufficiale. È consentito il trasporto di una sola bici per passeggero e con una lunghezza massima di due metri.

Oltre al biglietto per il ciclista occorre munirsi di un’integrazione che può essere:

1) un biglietto di seconda classe valido per la stessa relazione del viaggiatore,

2) il supplemento bici di €3,50, in base alla tariffa 29/b, utilizzabile fino alle 23.59 del giorno indicato sul biglietto. Qualora la bici sia trasportata all’interno dell’apposita sacca non occorre biglietto e il trasporto è gratuito.

Il carico e scarico è effettuato dal viaggiatore che è responsabile della custodia della propria bici e dei danni che questa può provocare alle altrui biciclette, al personale e al materiale delle FS o a terzi. Per i gruppi di almeno 10 persone che vogliono trasportare altrettante biciclette occorre fare richiesta a Trenitalia con un anticipo di almeno sette giorni rispetto alla data di utilizzo. Trenitalia, in caso di incidente a essa imputabile, corrisponde, su richiesta del viaggiatore, per la distruzione o lo smarrimento, 260 euro a bici, salvo la dimostrazione di un maggior danno.

Fonte:  Trenitalia

La Via Silente: viaggiare in bicicletta alla scoperta del Cilento

Restare, anziché scappare, per valorizzare la propria terra e farla conoscere al mondo dei cicloturisti tramite un turismo lento e consapevole che permetta la connessione con i luoghi e le persone. È nata così La Via Silente, un sentiero meraviglioso che attraversa l’intero territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

“Un sentiero meraviglioso che in poco meno di 600 km, suddivisi in 15 tappe, attraversa l’intero territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Sulla Via Silente si pedala per gustare il tempo, per avvertire la realtà con tutti i sensi, per scoprire quel Silenzio che non è assenza di suoni ma qualità di ascolto. Tutto senza mai dimenticare le asperità di un territorio in cui la Natura da sempre è padrona”.

Se si prova a cercare “Cilento” sui motori di ricerca nel web, i primi risultati parlano chiaro: spiagge. Cala Bianca, Punta Licosa, Montecorice per citarne alcune. In sintesi è la costa spesso a fare notizia per questa subregione, situata nella zona meridionale della Campania, che a dire il vero ha molto più da offrire rispetto alle sole meravigliose spiagge, soprattutto ora che andiamo incontro alla stagione autunnale.

Su Italia che Cambia abbiamo provato a narrare un “altro” Cilento, dall’esperienza rurale dei ragazzi di Terra di Resilienza  a quella di Angelo e Donatella di Tempa del fico, all’esperienza educativa e formativa della preside Maria de Biase. Oggi vogliamo raccontarvi la storia dell’Associazione La Via Silente, un gruppo di ragazzi che tramite il cicloturismo e la bicicletta vogliono far scoprire “l’altro Cilento”, quello dell’entroterra e dei magnifici scenari naturalistici del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, e che tramite questa esperienza “vogliono dare una nuova esperienza al proprio territorio, che invece di scappare da qui vogliono rimanere per far conoscere la propria terra al mondo dei cicloturisti tramite un turismo lento e consapevole” dalle parole di Simona Ridolfi, presidente dell’Associazione La Valle Silente.13177639_519391581597880_1516527657287781596_n

“L’idea è nata durante il Cammino di Santiago, che ho fatto personalmente tre anni fa in bicicletta. Durante il tragitto di ottocento chilometri ho riflettuto che noi avevamo un territorio meraviglioso, un Parco Nazionale da far scoprire e da valorizzare, e mi è venuta l’idea di realizzare qualcosa di simile qua” ci racconta Simona “e a distanza di tre anni, insieme ad un gruppo di ragazzi, è venuto fuori il progetto della Via Silente della quale siamo molto orgogliosi”.

La Via Silente è un percorso circolare di circa seicento chilometri, divisa in 15 tappe che si snodano tra le montagne del Parco Nazionale del Cilento, Valle di Diano e Alburni.

Il progetto si chiama così perché l’aspetto del silenzio, nell’attraversare queste terre, è uno degli aspetti fondamentali: un silenzio “che è qualità di ascolto, perché questa terra oltre ad offrire degli scenari meravigliosi è anche ricca di particolari, di suoni ed odori, è un rapporto esclusivo con la natura, con lo sciabordio delle acque e con i suoni degli animali” spiega Simona “e per poter godere di questo particolare tipo di silenzio di qualità è necessario avere un approccio lento, e la nostra proposta è coerente con questo”.10400001_406394139564292_1164808794054641161_n

Il percorso è stato tracciato e cartografato nel giugno 2014 da Simona e da Carla Passarelli, vicepresidente dell’Associazione La Via Silente, che avventuratesi alla scoperta della loro terra si sono poi avvalse della collaborazione di un team di cartografi, webmaster, grafici ed esperti di management turistico per realizzare la mappa, il sito e mantenere i rapporti con tutte le figure distribuite durante il percorso.

Ma perché la bicicletta? “ Abbiamo scelto la bicicletta sia perché, essendo il il cicloturismo in forte espansione, volevamo essere all’altezza fornendo ai turisti e ai visitatori una mappa e degli strumenti idonei a questo modo di praticare turismo – ci racconta Simona – sia perché la bicicletta è il mezzo ideale per un turismo lento, per interagire a trecentosessanta gradi con il territorio e con le sue realtà, perché la nostra esperienza è di tipo interattivo: vogliamo interagire con il territorio e coinvolgere anche altre associazioni e gli attori presenti lungo il percorso”.

Il mare si raggiunge solo dopo circa quattrocento chilometri di percorso, dopo aver scoperto una terra aspra, selvaggia e proprio per questo autentica e meravigliosa.14317426_568983973305307_7368378849733112594_n

“Noi abbiamo voluto darci una speranza e dare una speranza al nostro territorio” conclude Simona “troppo spesso i ragazzi scappano da questa terra, perché non vedono un opportunità e un futuro e si sentono isolati. Ecco perché vogliamo dare una speranza a questo territorio: aprirlo al mondo e dimostrare che i progetti non rimangono solo sogni ma possono divenire realtà”. E proprio qualche giorno fa in occasione del CosmoBike Show di Verona (la fiera della bicicletta dedicata a ciclismo, bike tourism e mobilità sostenibile) alla Via Silente è stata assegnata una menzione speciale dell’Italian Green Road Award: “un premio alla volontà, alla caparbietà e lungimiranza inizialmente di due donne Simona e Carla e oggi di un gruppo di ragazzi, (otto i soci fondatori dell’associazione) che hanno avuto l’idea di questo anello cicloturistico”.

 

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2016/09/io-faccio-cosi-135-via-silente-viaggiare-in-bicicletta-cilento/

 

 

Piste ciclabili, nasce il sistema delle ciclovie turistiche italiane

Priorità alle ciclovie VenTo, del Sole, dell’Acquedotto Pugliese e del Grab romanofiab_rete_bicitalia

Da Torino a Venezia, da Verona a Firenze, da Caposele (Av) a Santa Maria di Leuca (Le), nasce finalmente il sistema delle ciclovie turistiche nazionali. Noi di Ecoblog che della bicicletta ci occupiamo spesso in tutte le sue forme possiamo ben dirlo: finalmente. Perché l’Italia, con tutte le sue ricchezze paesaggistiche, artistiche e architettoniche, non può non colmare il gap con paesi come Austria e Germania da anni all’avanguardia sul fronte del cicloturismo.

Per farlo serve far pedalare i cicloturisti in sicurezza ed è proprio con questo obiettivo che sono stati firmati la scorsa settimana i protocolli d’intesa per la progettazione e la realizzazione dei primi percorsi previsti dalla Legge di Stabilità 2016.

La priorità viene data a 4 percorsi:
– la ciclovia VenTo, 680 km da Venezia a Torino;
– l’Acquedotto Pugliese, 500 km da Caposele (Av) a Santa Maria di Leuca (Le);
– il Grab – Grande Raccordo Anulare delle Biciclette intorno a Roma;
– la Ciclovia del Sole, 300 km da Verona a Firenze.

Nel triennio 2016-2018 gli investimenti saranno nell’ordine dei 91 milioni di euro: 17 quest’anno, 37 nel 2017 e 37 nel 2018).

“È un giorno per noi molto importante, vogliamo riportare la bicicletta come mezzo di turismo e non solo di trasporto. Non stiamo facendo annunci ma realizzando cose molto concrete per il turismo italiano che è in crescita” ha dichiarato il ministro dei trasporti Graziano Delrio.

Altri 10 milioni di euro verranno messi a disposizione delle regioni interessate a implementare la loro rete ciclabili. A oggi sono 8: Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Campania, Basilicata e Puglia.

Fonte:  Ansa

 

Perché fa bene andare in bicicletta

Sempre più persone riscoprono la bicicletta e non solo come strumento ludico06

Per molto tempo, nel nostro paese, si è pensato alla bicicletta esclusivamente come a un mezzo ludico-ricreativo, ma negli ultimi quindici anni qualcosa è cambiato, anche nelle grandi città. La bicicletta è tornata a essere il mezzo di trasporto, il modo per coniugare un esercizio divertente, a un’attività sana e antistress. Molti studi hanno dimostrato come nelle città, entro un raggio di 5 km, la bicicletta sia molto più competitiva di qualsiasi altro mezzo di trasporto.

Vediamo quali sono i benefici che l’attività ciclistica produce sull’organismo umano.

  1. Migliora la salute cardiovascolarerafforzando la muscolatura del cuore, abbassando la pressione e riducendo il ritmo cardiaco.
  2. Migliora la circolazione venosa perché ne contrasta l’insufficienza.
  3. Aiuta a controllare il peso: in un’ora di bici si bruciano fra le 300 e le 600 calorie.
  4. Protegge da alcune malattie problemi di salutequali tumori, ictus, infarto, diabete e osteoporosi.
  5. Riduce i livelli di glicemia, di colesterolo e di trigliceridi e aumenta il colesterolo “buono”.
  6. Fa bene all’umoreed è un potentissimo antistress specialmente quando è praticato in aree verdi e fuori dai grandi centri urbani
  7. A differenza di molti altri sport (tennis, calcio, running…) non sovraccarica le articolazionipoiché in bicicletta il peso non impatta sul terreno e non è chiamato a sforzi asimmetrici.
  8. È uno sport che si adatta alle condizioni individuali dei singoli pedalatori, questo modulando velocità e intensità.
  9. Migliora la ventilazione polmonarefavorendo l’ossigenazione dei tessuti.
  10. Rafforza e tonifica i muscoli, non solo quelli delle gambe (estensori della coscia, glutei e polpacci), ma anche i muscoli lombari, addominali, spalle e braccia.

Fonte: ecoblog.it