Rifugi di montagna:apertura del bando per l’efficientamento del parco dei generatori di energia elettrica

rifugio montano

21 gennaio 2013

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato il bando finalizzato all’efficientamento del parco dei generatori di energia elettrica prodotta nei rifugi di montagna rientranti nelle categorie C, D ed E in applicazione del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, e in particolare l’articolo 4, comma 1-quinquies. Il bando, previsto dal decreto interministeriale 2 agosto 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 254 del 30 dicembre 2012, è attivo dal 28 gennaio fino al 27 febbraio 2013.

Obiettivi e finalità del bando

Il fondo ministeriale finanzia interventi di efficientamento energetico nei rifugi C, D ed E tramite l’installazione di pannelli solari, aerogeneratori, piccoli gruppi elettrogeni, piccole centraline idroelettriche, impianti foto-voltaici, gruppi elettrogeni funzionanti a gas metano biologico, con potenza elettrica non superiore a 30 kW.
Gli interventi proposti, devono essere realizzati entro 18 mesi dalla data di avvio del progetto di investimento, la quale deve essere successiva alla data di presentazione della domanda. Le spese ammissibili corrispondono ai costi di progettazione, di realizzazione, costruzione e messa in esercizio.

Risorse

Le risorse disponibili sono pari a euro 1.000.000,00. Il tetto massimo di spesa ammissibile per ciascun intervento equivale a € 80.000,00. Il contributo concedibile massimo, pari al 50% delle spese ritenute ammissibili, è concedibile nel limite di € 40.000,00 per ciascun intervento.

Modalità e tempi per la presentazione delle domande di agevolazione

Le domande possono essere presentate a mezzo raccomandata A/R a partire dal 28 gennaio 2013 fino al 27 febbraio 2013, utilizzando esclusivamente il modulo riportato nell’allegato n. 2 del decreto interministeriale 2 agosto 2012, congiuntamente a tutta la documentazione espressamente indicata all’interno dello stesso modulo di domanda.  Al fine di facilitare  i contatti tra la Div. XI e i soggetti richiedenti si invita a fornire un indirizzo email e/o un recapito telefonico. La domanda di agevolazione sottoscritta dal rappresentante legale del soggetto richiedente, deve essere inviata al seguente indirizzo:

Ministero dello Sviluppo Economico  –  Direzione Generale per l’Incentivazione delle Attività Imprenditoriali Divisione XI – Interventi di sostegno all’innovazione e nel settore del commercio Via Giorgione 2/b 00145 Roma

Si avvisa che il plico deve riportare obbligatoriamente sul frontespizio la dicitura:

“Domanda di partecipazione bando per l’efficientamento del parco dei generatori di energia elettrica prodotta nei rifugi di montagna previsto dalla legge 22 maggio 2010 n. 73 art.4 comma 1 quinquies. Non aprire”. Quale data di presentazione della domanda si considera quella del timbro postale di spedizione.

Fonte: ministero dello sviluppo economico

CONTO TERMICO:900 milioni di euro per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici esistenti

conto termico

08 gennaio 2013

Il 28 dicembre 2012 è stato varato, dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, di concerto col ministro dell’Ambiente Corrado Clini e delle Politiche agricole Mario Catania, e con l’intesa della Conferenza Unificata, il decreto che mette a disposizione circa 900 milioni di euro l’anno, per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici esistenti, attraverso un sistema di incentivi efficace e semplice per il cittadino e la Pubblica Amministrazione.

Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 gennaio 2013, si propone il duplice obiettivo di dare impulso alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili (riscaldamento a biomassa, pompe di calore, solare termico e solar cooling) e di accelerare i progetti di riqualificazione energetica degli edifici pubblici.

Per quanto riguarda le fonti rinnovabili termiche, il nuovo sistema i promuoverà interventi di piccole dimensioni, tipicamente per usi domestici e per piccole aziende, comprese le serre, fino ad ora poco supportati da politiche di sostegno. Il cittadino e l’impresa potranno dunque più facilmente sostenere l’investimento per installare nuovi impianti rinnovabili ed efficienti grazie a un incentivo che coprirà mediamente il 40% dell’investimento e che sarà erogato in 2 anni (5 anni per gli interventi più onerosi). In questo modo, inoltre, si rafforza la leadership tecnologica della filiera nazionale in comparti con un forte potenziale di crescita internazionale.

Per quel che riguarda invece gli incentivi all’efficienza energetica per la Pubblica Amministrazione, il provvedimento aiuta a superare le restrizioni fiscali e di bilancio che non hanno finora consentito alle amministrazioni di sfruttare pienamente le potenzialità di risparmio derivanti da interventi di riqualificazione energetica degli edifici pubblici.

Il nuovo strumento di incentivazione, coerentemente con la Strategia Energetica Nazionale, contribuirà al superamento degli obiettivi energetico-ambientali fissati al 2020 dall’Unione Europea.

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/normativa/DM_Conto_Termico_28_dic_2012.pdf

Fonte: ministero dello sviluppo economico

OGNI KILOWATTORA CONTA. CONTA OGNI KILOWATTORA

contatore


Anche semplici gesti quotidiani possono aiutare a ridurre il consumo di energia senza pregiudicare la qualità della nostra vita. E’ importante conoscere e misurare i kWh che consumiamo e non sprecarne nemmeno uno di quelli che potremmo risparmiare. Siamo dei consumatori di energia in forme e modi assai diversi e lo facciamo in base al nostro stile di vita ed alle condizioni ambientali in cui viviamo. Si può stimare che il fabbisogno medio di energia per una famiglia derivi per il 54% dal riscaldamento, per il 31% dal trasporto, per il 7% dalla produzione di acqua calda ed infine per il 3-8% dall’utilizzo di apparecchi domestici e dispositivi elettronici. È possibile fare molto, spesso con poco sforzo, per diminuire i nostri consumi energetici. Sostituire le tradizionali lampadine domestiche con quelle a risparmio energetico è facile e permette di risparmiare molta energia. Anche banali accorgimenti nell’uso degli elettrodomestici sono molto utili. Porre frigoriferi o congelatori lontani da fonti di calore, per esempio, permette di far lavorare meno i motori e le pompe di raffreddamento di questi dispositivi riducendone i consumi. Ed ancora: mettere in frigorifero cibi con troppi imballaggi comporta un inutile dispendio di energia, perché anche questi ultimi vengono raffreddati.

Con un po’ di attenzione possiamo quindi fare molto per diminuire i nostri consumi energetici, sia quelli di cui siamo consapevoli sia quelli a cui, spesso, non badiamo. Potremmo cominciare ad applicare dei semplici consigli grazie ai quali ridurre il nostro consumo fino a 10 kWh in un solo giorno. Ma è importante che a queste e ad altre semplici azioni, che possiamo compiere quotidianamente, si affianchino interventi strutturali che riguardano abitazioni, uffici, attività commerciali, autoveicoli, etc. Riducendo le dispersioni e utilizzando apparecchi a più alta efficienza una famiglia potrebbe risparmiare fino al 40% delle spese di riscaldamento e oltre il 20% di quelle per l’illuminazione e gli elettrodomestici, senza far rinunce e con notevoli vantaggi per il bilancio familiare e per l’ambiente.

RIDUCI

Controlla la temperatura della tua abitazione. Riducendo la temperatura ambiente di appena 1°C puoi tagliare i costi del 5-10% per abitazione ogni anno.

Riprogramma il termostato. Abbassando la temperatura di notte, o quando in casa non c’è nessuno, e rialzandola al risveglio o al rientro in casa, la bolletta sarà più leggera del 7-15%.

Evita di raffreddare la casa troppo a lungo. Nel cambiare l’aria alle stanze, ricorda di non lasciare la finestra spalancata troppo a lungo per evitare che il calore esca per troppo tempo.

Verifica la temperatura dell’acqua. E’inutile tenere il termostato del boiler oltre i 60°C. Lo stesso vale anche per l’acqua necessaria al riscaldamento.

Fai attenzione alla regolazione del frigorifero: La temperatura raccomandata per il frigorifero è tra 1 e 4°C e per il congelatore è – 18°C. Per ogni grado al di sotto di queste temperature il consumo aumenterà del 5%.

Non usare il ciclo di prelavaggio della lavatrice. Le nuove lavatrici permettono di evitare questo passaggio e di risparmiare il 15% di energia.

Spegni il forno o i fornelli qualche minuto prima del termine della cottura e lascia che il calore residuo completi l’opera.

SPEGNI

Spegni le luci quando non ne hai bisogno. Spegnendo 5 lampadine lasciate accese dove non servono puoi risparmiare circa € 60 all’anno.

Passa alle lampadine a basso consumo: una sola di queste può ridurre la bolletta di 30 euro all’anno.

Quando è possibile, collega tutti gli apparecchi elettrici (TV, lettore DVD, impianto stereo) ad una presa multipla dotata di interruttore. Quando non li utilizzi, spegni semplicemente l’interruttore e taglierai i consumi di elettricità dal 5 al 10% . Gli apparecchi lasciati in stand-by, infatti, continuano a usare elettricità.

MUOVITI

Scegli una di queste alternative per recarti sul luogo di lavoro:

bicicletta, car pooling, mezzi pubblici. In media, per ogni litro di benzina bruciato motore della tua auto vengono rilasciati in atmosfera oltre 2,5 kg di CO2.

Cerca di evitare i brevi percorsi in auto. Il consumo di carburante è molto più elevato a motore freddo.

Attenzione alla pressione degli pneumatici: se è inferiore a 0,5 bar, l’automobile utilizza il 2,5% in più di carburante.

Utilizza un olio a bassa viscosità per il motore, per lubrificare meglio la parti mobili riducendo l’attrito. Gli oli migliori possono ridurre il consumo di carburante e di oltre il 2,5%.

Non abusare dell’aria condizionata in auto. Quando l’accendi , il consumo e le emissioni di CO2 aumentano del 5% circa.

 

Fonte: ENEA

GLI ATTORI ISTITUZIONALI DELL’EFFICIENZA ENERGETICA

ISTITUZIONI

 

L’Autorità per l’energia e il gas (AEEG) svolge funzioni di regolazione e di controllo dei settori dell’energia elettrica e del gas con il compito di garantire la promozione della concorrenza e dell’efficienza nei settori dell’energia elettrica e del gas, nonché assicurare adeguati livelli di qualità dei servizi.

Il Ministero dello Sviluppo Economico– MiSE elabora le linee di politica energetica di rilievo nazionale e coordina le attività connesse agli interventi di programmazione nazionale e regionale nei settori energetico e minerario.

Il Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare – MATTM, nell’attuazione della politica ambientale nazionale ha funzioni in materia di ambiente, ecosistema, tutela del patrimonio marino, atmosferico, nonché sulla valutazione di impatto ambientale (VIA), valutazione ambientale strategica (VAS) e per l’autorizzazione ambientale integrata (IPPC). Ha

competenze in materia di tutela del suolo dalla desertificazione nonché del patrimonio idrogeologico

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha competenza sulle reti infrastrutturali (stradale, autostradale, ferroviaria, portuale, aeroportuale) a servizio dei mezzi di trasporto, e che esprime il piano generale dei trasporti e della logistica, nonché i piani di settore per i trasporti, compresi i piani urbani di mobilità.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze svolge funzioni in materia di politica economica, finanziaria e di bilancio, programmazione degli investimenti pubblici, coordinamento della spesa pubblica e verifica dei suoi andamenti, politiche fiscali e sistema tributario, demanio e patrimonio statale.

La Conferenza Stato-Regioni opera nell’ambito della comunità nazionale per favorire la cooperazione tra l’attività dello Stato e quella delle Regioni e le Province Autonome, costituendo la “sede privilegiata” della negoziazione politica tra le Amministrazioni centrali e il sistema delle autonomie regionali.

Le Regioni formulano gli obiettivi di politica energetica regionale, si occupano dello sviluppo e della valorizzazione delle risorse endogene e delle fonti rinnovabili per il conseguimento degli obiettivi di limitazione delle emissioni di gas serra posti dal Protocollo di Kyoto. Inoltre, le Regioni hanno il compito di predisporre Piani Energetici e Ambientali che costituiscano il quadro di riferimento per i soggetti pubblici e privati che assumono iniziative in campo energetico.

Al Gestore dei Mercati Energetici S.p.A. (GME) è affidata l’organizzazione e la gestione economica del mercato elettrico, secondo criteri di neutralità, trasparenza, obiettività e concorrenza tra produttori e che assicura, inoltre, la gestione economica di un’adeguata disponibilità della riserva di potenza.

Il Gestore dei Servizi Energetici S.p.A. (GSE) opera per la promozione dello sviluppo sostenibile, attraverso l’erogazione di incentivi economici destinati alla produzione energetica da fonti rinnovabili e con azioni informative tese a diffondere la cultura dell’uso dell’energia compatibile con le esigenze dell’ambiente. L’ENEA svolge un’attività finalizzata alla ricerca, all’innovazione tecnologica e alla prestazione di servizi avanzati nei settori dell’energia e dello sviluppo economico sostenibile. Attraverso l’Unità Tecnica Efficienza Energetica (ENEA-UTEE), in qualità di Agenzia nazionale per l’efficienza energetica, istituita con il Dlgs 115/08, fornisce supporto tecnico-scientifico al Ministero dello Sviluppo Economico per la definizione del PAEE e provvede alla redazione del Rapporto annuale per l’efficienza energetica. ENEA UTEE predispone inoltre azioni, strumenti e metodi per accompagnare e sostenere la Pubblica Amministrazione, il sistema produttivo e i cittadini nell’attuazione dei provvedimenti per il miglioramento dell’efficienza energetica.

Fonte:ENEA

RISPARMI E EFFICIENZA ENERGETICA OTTENUTI A LIVELLO REGIONALE

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L’analisi degli effetti a livello territoriale delle due principali misure nazionali di miglioramento dell’efficienza e del risparmio energetico fornisce i seguenti risultati:

Misura: “Riconoscimento delle detrazioni fiscali (55%) per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti”

La ripartizione dei risparmi conseguiti a livello regionale nel triennio 2007-2009 (figura 6) evidenzia come a fronte di un valore complessivo di risparmio energetico di 4.250 GWh:

‐ oltre il 64% del risparmio energetico ottenuto con gli interventi di riqualificazione energetica è concentrato in sole quattro regioni (Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna);

‐ La somma dei risparmi conseguiti dalle prime dieci regioni, è pari a circa l’89% (3.800 GWh) del valore complessivo;

‐ il contributo delle “ultime” dieci regioni si attesta a circa 450 GWh, circa il 10% del totale;

‐ soltanto l’1% del risparmio energetico è attribuibile al contributo di Molise, Basilicata, Calabria e Valle D’Aosta.

Per quanto riguarda gli investimenti, a fronte di un totale nel triennio di 7.520 milioni di euro, si rileva che:

‐ oltre il 60% degli investimenti è concentrato in sole quattro regioni (Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna);

‐ le prime dieci regioni hanno effettuato l’88% del totale degli investimenti

‐ il contributo delle ultime dieci regioni è pari a circa il 12% del totale;

‐ soltanto il 2% degli investimenti complessivi è stato effettuato nelle ultime 4 regioni (Molise, Basilicata, Calabria e Valle D’Aosta).

 

Figura 6: Andamento del risparmio energetico dovuto alle detrazioni fiscali del 55%

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Misura: “Titoli di Efficienza Energetica”

La Lombardia, la Toscana ed il Lazio, seguite da Emilia Romagna, Piemonte, Puglia e Campania sono le regioni nelle quali si è concentrata la quota più significativa di risparmi certificati nell’ambito del meccanismo dei “Titoli di Efficienza Energetica” (figura 7).

Analizzando il periodo di riferimento, notiamo come in alcune regioni (Lombardia, Toscana, Piemonte, Puglia e Veneto) si siano avuti incrementi significativi nel numero di TEE emessi, mentre in altre realtà regionali (Lazio, Emilia, Campania ) l’incremento è risultato più contenuto, nonostante siano cresciuti gli operatori autorizzati.

 

Figura 7: Ripartizione regionale del numero di TEE totali

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Fonte:ENEA

 

QUANTO SIAMO STATI EFFICIENTI

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La Direttiva europea n.32 del 2006 sull’efficienza energetica negli usi finali e sui servizi energetici richiede agli Stati membri di adottare un obiettivo nazionale indicativo di risparmio energetico – al 2016, nono anno di applicazione della stessa Direttiva – pari al 9% dell’ammontare del consumo di riferimento2.

Il Piano d’Azione italiano per l’Efficienza Energetica (PAEE), presentato alla Commissione europea nel luglio 2007, ha previsto la predisposizione di misure per il miglioramento dell’efficienza energetica e dei servizi energetici nei settori di uso finale per conseguire un risparmio energetico annuale pari al 9,6% (126.327 GWh/anno) al 2016 e al 3% (35.658 GWh/anno) al 2010, del consumo di riferimento.

Per verificare il raggiungimento dell’obiettivo intermedio 2010, la valutazione quantitativa dei risparmi conseguiti è stata effettuata facendo riferimento ai seguenti provvedimenti e misure di

miglioramento dell’efficienza energetica che il nostro Paese ha messo in atto:

a) Meccanismo per il riconoscimento di Titoli di Efficienza Energetica ai sensi dei DD.MM. 20/07/04;

b) Recepimento della Direttiva 2002/91/CE e attuazione del D.Lgs. 192/05 con riferimento alla prescrizione di Standard minimi di prestazione energetica degli edifici;

c) Riconoscimento delle detrazioni fiscali (55%) per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti;

d) Riconoscimento delle detrazioni fiscali (20%) per l’installazione di motori elettrici ad alta efficienza e di regolatori di frequenza (inverter);

e) Misure di incentivazione al rinnovo ecosostenibile del parco autovetture ed autocarri fino a 3,5 tonnellate.

La tabella 1 mostra i risparmi energetici conseguiti al 31.12.2010 e gli obiettivi indicativi nazionali proposti nel PAEE 2007 rispettivamente per il 2010 e il 2016.

2Rappresentato dalla media dei consumi nei settori di uso finale nei cinque anni precedenti l’emanazione della Direttiva.

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Tabella 1: PAEE 2007: Risparmio energetico annuale conseguito al 2010 e attesi al 2010 e 2016 Dettaglio per settore

I risultati raggiunti sono soddisfacenti, in particolare, per quanto riguarda l’obiettivo previsto di riduzione dei consumi energetici nazionali al 2010 che è stato raggiunto e superato. Molto resta da fare, comunque, per la realizzazione di un mercato interno dell’efficienza in grado di apportare benefici reali e tangibili ai cittadini e alle imprese e consentire di valorizzare l’eccellenza di molte aziende italiane produttrici di componenti per l’efficienza e l’emergere di nuovi mercati per le società di servizi energetici.

Fonte:ENEA

L’efficacia e l’efficienza economica dei principali strumenti nazionali messi in atto per il miglioramento dell’efficienza energetica

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I principali strumenti di incentivazione e normativi attivati per il miglioramento dell’efficienza energetica sono stati analizzati al fine di valutarne l’efficacia e l’efficienza economica.

L’efficacia quantifica l’effetto concreto di uno strumento incentivante e rappresenta la differenza tra la situazione raggiunta con l’attuazione di uno strumento e il caso di non intervento.

Nel nostro caso, l’efficacia dei diversi strumenti messi in atto nel nostro Paese per il miglioramento dell’efficienza energetica, è espressa come rapporto tra il valore del risparmio derivante da ciascuna misura di miglioramento e il valore dell’obiettivo intermedio 2010, come mostrato in figura 5.

Considerato che il risparmio energetico conseguito al 2010, pari a 47.711 GWh/anno, è notevolmente superiore all’obiettivo prefissato (35.658 GWh/anno), ne consegue un valore complessivo dell’indicatore maggiore del 100%.

Figura 5: Efficacia degli strumenti di incentivazione espressa in percentuale

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Nel periodo 2007-2010, oltre l’82% del risparmio totale conseguito è relativo ad interventi realizzati nell’ambito dei due strumenti “D.lgs. 192/05 – Standard minimi di prestazione energetica degli edifici” e dal meccanismo dei “Titoli di Efficienza Energetica”, che hanno fornito un contributo pressoché equivalente.

L’efficienza economica è stata valutata in base al costo sostenuto per unità di energia risparmiata e fa riferimento sia all’investimento totale, sia all’entità del contributo pubblico (tabella 2).

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La tabella evidenzia che il meccanismo dei “Titoli di Efficienza Energetica”, oltre a fornire il contributo maggiore in termini di energia risparmiata, risulta anche il più conveniente dal punto di vista dell’efficienza economica per lo Stato.

Fonte:ENEA

GLI STRUMENTI MESSI IN ATTO PER IL MIGLIORAMENTO DELL’EFFICIENZA ENERGETICA

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Gli strumenti/misure per migliorare l’efficienza energetica nel nostro Paese, già in vigore o attivati nel periodo 2007-2010, sono di varia natura e riguardano:

Processi strategici.

Sono i processi intrapresi da Stato, Regioni e Enti Locali per pianificare e sviluppare politiche di intervento. Il principale strumento di pianificazione finalizzato a definire obiettivi di risparmio e di efficienza energetica per il nostro Paese e a indicare le modalità per il loro raggiungimento è il Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica (PAEE). Il primo PAEE è stato redatto e presentato alla Commissione Europea nel 2007. Il successivo nel 2011.

Strumenti di monitoraggio.

Per verificare il raggiungimento degli obiettivi prefissati dal PAEE viene redatto il Rapporto Annuale per l’Efficienza Energetica (RAEE) che, attraverso l’analisi dei risultati, fornisce indicazioni sul risparmio conseguito e valuta l’impatto delle misure messe in atto.

Strumenti normativi.

Le forme più comuni di strumenti normativi utilizzati in Italia sono gli Standard minimi di prestazione energetica e gli strumenti urbanistici.

Forme di incentivazione.

Questa categoria comprende misure premianti, finalizzate a stimolare e incoraggiare attività, comportamenti e investimenti per il miglioramento dell’efficienza energetica. Esse includono tariffe incentivanti per le energie rinnovabili, sconti per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza, sovvenzioni, prestiti agevolati e finanziamenti. Inoltre comprendono incentivi fiscali, quali esenzioni fiscali, riduzioni e/o crediti per l’acquisto o l’installazione di determinati beni e servizi.

Permessi commerciabili.

La categoria si riferisce a tre tipi di strumenti: sistema di scambio di titoli di emissione di gas a effetto serra (Emissions Trading System, ETS), “Titoli di Efficienza Energetica (TEE)”, denominati anche “Certificati Bianchi”, che derivano da obblighi di risparmio energetico posti a carico dei Distributori di energia elettrica e gas e sistemi di “Certificati Verdi”, basati su obblighi di produrre o acquistare energia (in genere energia elettrica) di origine rinnovabile.

Ricerca & Sviluppo tecnologico.

In questa categoria rientrano i provvedimenti governativi di investimento o di agevolazione degli investimenti in ricerca tecnologica, sviluppo, dimostrazione in tema di efficienza energetica.

Accordi volontari.

Si riferiscono alle misure/iniziative che nascono dall’ impegno volontario di agenzie governative o enti del settore, sulla base di accordi formali.

Formazione e sensibilizzazione.

In questa categoria rientrano le azioni di informazione/sensibilizzazione dei consumatori e quelle di formazione/aggiornamento di operatori e figure professionali.

 

Fonte:ENEA

I CONSUMI PER I DIVERSI SETTORI

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Settore Industria

Nel 2009, il consumo energetico dell’industria è stato pari a 30,0 Mtep, con una riduzione del 19,9% rispetto al 2008. L’andamento nel corso degli anni evidenzia un incremento tra il 1990-2005 del 12,6%, e una riduzione del 27,0% nel periodo 2005-2009.

La drammatica diminuzione dei consumi dopo il 2007 è da attribuirsi alla recente crisi economica e finanziaria internazionale, che continua a far sentire i suoi effetti, dopo la ripresa dei consumi avvenuta nel 2010.

Settore Residenziale

Nel 2009 il consumo energetico del settore residenziale è stato di 26,0 Mtep, con un incremento del 3,2% rispetto al 2008.

Il consumo di energia per abitazione mostra una riduzione del 2,6% del valore 2009 rispetto al 2000; questa variazione è però notevolmente al disotto delle riduzioni ottenute da Germania, Francia e Regno Unito e dalla UE27 (-11,7%) (figura 4).

In Italia, il consumo elettrico per abitazione, nel periodo considerato, ha registrato una modesta riduzione (-1,8%), collegata all’acquisto e all’utilizzo da parte dei consumatori di apparecchi elettrici più efficienti, mentre il consumo termico per abitazione1 è leggermente aumentato, al contrario di quanto si è verificato nella maggior parte dei Paesi europei.

1 Quantità di energia consumata da un’abitazione per il solo riscaldamento

Figura 4: Variazione consumo totale, elettrico e del riscaldamento, per abitazione

(2000-2009)

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Fonte: elaborazione ENEA su dati Odyssee

Settore Servizi

Nel 2009, il consumo energetico del settore dei servizi è stato pari a 20,0 Mtep, con un incremento del 2,2% rispetto al 2008.

Settore Trasporti

Nel 2009, la domanda finale d’energia nel settore dei trasporti è stata di 42,5 Mtep, con una riduzione del 4,7% rispetto al 2008. I consumi dei trasporti sono aumentati progressivamente fino al 2007. Solo nel 2008 e nel 2009 hanno segnato un’inversione di tendenza a causa della crisi economica, che ha prodotto una riduzione dei consumi sia nel trasporto passeggeri, sia nel trasporto merci.

Fonte: ENEA

QUANTO SIAMO EFFICIENTI NELL’USO DELL’ENERGIA

imagesL’Italia è tradizionalmente uno dei Paesi a più elevata efficienza energetica tra quelli industrializzati: il consumo finale di energia per abitante pari a 2,4 tep/pro capite (fig.3) è, infatti, uno dei più bassi tra quelli dei Paesi a simile sviluppo industriale (2,7 tep/ pro capite media UE).

Figura 3- Consumo finale di energia per abitante

TEP PER ABITANTE

Fonte: elaborazione ENEA su dati Eurostat