Autobus Mercedes Citaro Elettrico in produzione dal 2018

La versione elettrica dell’autobus Mercedes Citaro verrà presentata a settembre 2018 nel corso dell’IAA Commercial Vehicles Show.Elektromobilität: Emissionsfrei durch die City: Der Countdown für den Mercedes-Benz Citaro mit vollelektrischem Antrieb läuft

E’ iniziato il conto alla rovescia per il lancio dell’autobus Mercedes Citaro E-CELL, versione elettrica del collaudato autobus di linea del gruppo Daimler. Verrà presentato a Settembre 2018 ad Hannover, nel corso dell’IAA Commercial Vehicles Show. Il Citaro elettrico, infatti, è già sotto test nella Sierra Nevada in Spagna, dove Mercedes testa ogni suo nuovo modello di autobus. Altri test sono stati effettuati al Circolo Polare Artico. Le caratteristiche principali di questo bus cittadino, oltre alla trazione 100% elettrica e a emissioni zero, sono il design modulare delle batterie (che permette di variare l’autonomia dell’autobus in base alle esigenze), la gestione dell’impianto termico e la resistenza ai climi estremi.

Il nostro city bus produce zero emissioni ed è silenziosissimo in città – spiega il capo di Daimler Buses, Hartmut Schick – Gli ingegneri al momento stanno eseguendo i test sui prototipi in condizioni estreme. Per quanto riguarda il concetto tecnico dietro questo bus, che include un sistema modulare di batterie e una gestione termica avanzata, il Citaro elettrico a batterie è chiaramente una pietra miliare“.

Le batterie al litio del Citaro elettrico saranno modulari e customizzabili, per soddisfare un vasto range di possibili richieste di autonomia. Potranno essere ricaricate da una colonnina in una rimessa, ma ci saranno anche altre soluzioni di ricarica. La trazione posteriore elettrica è già stata sperimentata con un altro modello, il Citaro G BlueTec Hybrid. Il sistema avanzato di gestione della temperatura e climatizzazione del Citaro elettrico, invece, è stato studiato per ridurre notevolmente i consumi della batteria. In un veicolo senza motore termico, infatti, il calore da immettere nell’abitacolo deve essere generato elettricamente e questo comporta un notevole consumo della batteria.
Il Citaro elettrico in questi giorni è sottoposto agli stessi duri test riservati a tutti i prototipi di autobus Mercedes, anche con motore termico tradizionale. La casa tedesca ha due luoghi preferiti per i test: uno al caldo estremo, la Sierra Nevada in Spagna, e uno al freddo estremo, il Circolo Polare Artico. Se i prototipi superano i test in entrambi gli ambienti, allora Mercedes è sicura che potranno operare correttamente a temperature normali, sulle strade delle nostre città. Il Citaro elettrico non è il solo autobus a batteria attualmente in sviluppo in casa Daimler-Mercedes: in Nord America, infatti, entro il 2019 arriverà il Saf-T-Liner C2 Electric BusJouley” di Thomas Built Buses, noto produttore di scuolabus americano che fa parte del gruppo Daimler dal 2003.

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Fonte: ecoblog.it

 

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Tesla costruirà le batterie anti black out in South Australia

Dal Governo arriva la conferma: stanziati i fondi per il progetto di Tesla finalizzato a costruire le mega batterie contro i black out di energia elettrica.http _media.ecoblog.it_c_c18_tesla-costruira-le-batterie-anti-black-out-in-south-australia

In un comunicato ufficiale, a dire il vero abbastanza scarno e povero di informazioni, il Governo del South Australia ha dato la conferma ufficiale e definitiva della sua futura collaborazione con Tesla e Neoen al fine di risolvere il grave problema dei black out elettrici nello Stato australiano. La soluzione scelta è quella di collegare alla rete elettrica enormi batterie al litio. Si tratta di una batteria a ioni di litio dalla capacità complessiva di 129 MWh, collegata al parco eolico da 315 MW di potenza sito a Hornsdale e gestito dalla francese Neoen.  I due partner sono leader nelle loro rispettive categorie di mercato: Tesla, batterie e Neoen sviluppo e gestione di impianti di produzione di energia rinnovabile. Il comunicato del Governo del South Australia, a dire il vero, apre le porte ad altri progetti di potenziamento del sistema elettrico dello Stato, messo completamente KO da una tempesta esattamente un anno fa. In arrivo finanziamenti pubblici per 150 milioni di dollari australiani (poco meno di 100 milioni di euro, al cambio attuale) tra stanziamenti a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Serviranno per coprire tre aree di investimenti. La prima area riguarda l’integrazione delle rinnovabili nella rete elettrica, tramite batterie o altre tecnologie da applicare ai progetti di parchi fotovoltaici e parchi eolici ancora da sviluppare. La seconda area riguarda lo stoccaggio di energia tale e quale, da collegare alla rete elettrica ma non ad un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili. La terza area riguarda le bioenergie, prodotte da scarti agricoli o altre materie prime. L’agricoltura, in Australia, sta infatti diventando un settore economico realmente importante.

Il Governo specifica che “Una parte dei fondi è stata già stata indirizzata al progetto di stoccaggio con batteria connessa alla rete elettrica attualmente in costruzione, da parte di Tesla e Neoen, vicino Jamestown“.

Tesla, quindi, aveva ragione quando affermava che il suo progetto di batterie connesse alla rete elettrica del South Australia poteva diventare realtà in appena cento giorni. Da quando il Governo e Tesla hanno iniziato a discutere di batterie anti black out a quando il Governo ha messo a disposizione i fondi, infatti, è passato realmente pochissimo tempo.

Credit foto: Flickr

Fonte: ecoblog.it

La Gigafactory di TESLA, dove nascono le batterie più potenti del mondo

Tesla ha aperto la sua Gigafactory nel giugno 2014 poco lontano da Sparks, in Nevada negli Stati Uniti, e in attesa di partire con la produzione delle vetture (500.000 veicoli l’anno entro il 2020) ha iniziato a produrre le celle delle batterie al litio per i prodotti Powerwall 2 e Powerpack 2, come già anticipato dai nostri colleghi di Blogo Motori. gigafactory-tesla

Si tratta di un ulteriore salto nel buio per Tesla, che fino ad oggi le scommesse fatte le ha vinte tutte: secondo alcune stime diffuse da Bloomberg nel 2016 i prezzi delle batterie sono calati a livello mondiale del 22% e nel 2017 dovrebbe scendere di un ulteriore 17% e pensare, oggi, di mettersi a far concorrenza ai leader del settore (Cina, Giappone e Corea del Sud) è davvero un’ambizione importante. Attualmente alla Gigafactory, non ancora completata, lavorano 2.900 dipendenti fissi mentre altri 4.000 sono i lavoratori complementari, inclusi i temporanei, distribuiti nei 4,5 milioni di metri quadrati del complesso: qui si producono le batterie (per uso domestico) Powerwall 2 e Powerpack 2 ma questi due prodotti presto saranno accompagnati dalla produzione dell’intera gamma di prodotti Tesla, dalle auto alle componenti. Una volta completata la Gigafactory verrà alimentata da fonti di energia rinnovabili, allo scopo di raggiungere un’energia netta pari a zero: in totale, per l’impianto del Nevada è stato previsto un investimento da 5 miliardi di dollari, per 1,3 miliardi di incentivi in 20 anni. Grazie anche ad una collaborazione già attiva con Panasonic e con altri partner strategici, la Gigafactory, promette Tesla, “produrrà batterie a costi molto inferiori grazie all’economia di scala, alla produzione innovativa, alla riduzione degli sprechi e alla semplice ottimizzazione costituita dall’ubicare la maggior parte del processo di produzione sotto un unico tetto”.

Fonte: ecoblog.it