Napoli, un bando per la sicurezza dei percorsi casa scuola: ‘Priorità alle condizioni di criticità logistica alla sostenibilità ambientale’

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A settembre un bando per le scuole per accedere ai finanziamenti del Ministero dell’Ambiente del programma “rendi sicuro il tragitto casa-scuola” . La commissione Scuola, presieduta da Luigi Felaco, ha fatto il punto sulla delibera 138 del 22 dicembre 2017 che prevede, tra le altre misure, interventi per rendere sicuro il tragitto casa- scuola.
Sarà pubblicato a settembre il bando rivolto alle scuole per accedere a finanziamenti del Ministero dell’Ambiente per realizzare interventi nell’ambito del programma denominato “rendi sicuro il tragitto casa-scuola. E’ quanto ha illustrato il presidente della commissione Scuola Felaco, facendo riferimento ai contenuti della delibera 138 approvata lo scorso dicembre in Consiglio comunale. Si tratta di un finanziamento di 200.000 euro da destinare a progetti che dovranno essere realizzati dalle scuole per attuare misure di miglioramento nelle aree percorse dai ragazzi. E’ prevista la finanziabilità da un minimo di 4 proposte da 50.000 euro ciascuna, ad un massimo di 14 da 15.000 euro ciascuna. Nella riunione, nel quale è intervenuto il consigliere Claudio Cecere (Dema), sono stati inoltre approfonditi gli indicatori individuati per la valutazione dei progetti, che vanno dalla priorità attribuita all’esistenza di oggettive condizioni di criticità logistica alla sostenibilità ambientale, dalla fattibilità tecnica al coinvolgimento di diversi attori del territorio, dalla innovatività delle misure all’uso di materiali ecocompatibili. E’ in corso una interlocuzione con il Ministero per chiarire alcuni punti sulle modalità di svolgimento del bando e poi si procederà alla sua pubblicazione.

 

Fonte: Comune di Napoli

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Torino, seconda edizione del bando “Cittadino albero. Spazio pubblico, verde e sociale”

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Stanziati 280 mila euro per il miglioramento della qualità urbana nel Comune di Torino e della prima e seconda cintura torinese. La Compagnia di San Paolo lancia la seconda edizione del bando “Cittadino Albero. Spazio pubblico, verde e sociale”: la Fondazione con questo strumento invita a presentare proposte per iniziative che riguardano la dotazione di nuovo patrimonio arboreo e la cura delle aree adiacenti negli spazi urbani. Obiettivo di questa azione, a favore della quale la Compagnia ha stanziato 280 mila euro, è intervenire sugli spazi urbani, sostenendo processi di partecipazione per la progettazione e la gestione delle aree verdi. Le iniziative dovranno prevedere, oltre alla piantumazione di alberi, anche delle azioni di sviluppo delle comunità locali, di animazione territoriale, di sensibilizzazione su tematiche legate alla biodiversità urbana, volte a promuovere e sostenere processi di cittadinanza attiva. Possono essere oggetto di contributo progetti localizzati nel Comune di Torino o in Comuni della prima e seconda cintura torinese (Comuni confinanti direttamente con Torino o Comuni confinanti con i primi.  La richiesta di contributo per ogni singolo progetto potrà essere compresa tra i 10.000 e i 50.000 euro e non potrà essere superiore al 75% dei costi totali del progetto.

Saranno prese in considerazione proposte che riguardano la messa a dimora di alberi e che promuovano e sostengano processi di cura dell’area di riferimento da parte di gruppi di cittadini e/o enti del terzo settore anche in collaborazione con le amministrazioni cittadine o altri enti pubblici. Le iniziative potranno riguardare uno o più spazi verdi urbani, già esistenti o di nuova creazione, ad uso pubblico, la cui dimensione sia compresa tra 500 e 20.000 mq2; qualora gli spazi siano di proprietà privata si richiede l’esistenza giuridicamente accertata di un vincolo di destinazione a uso pubblico per un periodo minimo di 10 anni a partire dalla realizzazione del progetto.

Le proposte potranno essere presentate entro il 10/6/2018 inviando una mail con oggetto “Bando Cittadino albero” all’indirizzo filantropiaterritorio@compagniadisanpaolo.it: l’esito definitivo delle richieste di contributo sarà comunicato entro il 15/10/2018.

Per maggiori informazioni e chiarimenti scrivere a: filantropiaterritorio@compagniadisanpaolo.it.

Fonte: ecodallecitta.it

 

#Sullabuonastrada: aperto il bando da 50 milioni per le piste ciclabili dei Comuni

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Il progetto del Credito Sportivo in collaborazione con Anci e Federciclismo mette a disposizione 50 milioni a tasso zero per i Comuni che vorranno realizzare o migliorare piste ciclabili. Limite di ogni finanziamento: 3 milioni di euro. Le domande dovranno essere presentate dal 3 aprile al 2 luglio 2018. Dal 3 aprile 2018 alle ore 10.00 sarà possibile inviare le richieste di ammissione al bando “Comuni in pista – #sullabuonastrada”, il progetto del Credito Sportivo in collaborazione con Anci e Federciclismo che prevede la possibilità per i Comuni italiani di ottenere un finanziamento a tasso zero finalizzato a sviluppare la rete delle piste ciclabili.

COME, QUANDO E QUANTO – Grazie al Protocollo d’Intesa sottoscritto da ICS, ANCI e FCI, sono a disposizione degli Enti locali 50 milioni di euro di mutui a tasso zero per la realizzazione o la ristrutturazione di piste ciclabili, ciclodromi e strutture di supporto.

I mutui, della durata massima di 15 anni e da stipulare entro il 31/12/2018, consentiranno all’Ente locale ammesso di godere del totale abbattimento degli interessi, su uno o più mutui, sino all’importo massimo complessivo di 3 milioni di euro che raddoppia a 6 milioni di euro se il beneficiario è un’Unione di Comuni o Comuni in forma associata, un Comune capoluogo, una Città metropolitana o una Provincia. Sarà possibile ottenere mutui anche per somme e durate superiori, verranno comunque assicurate condizioni molto agevolate per la parte eccedente. I progetti presentati dovranno essere definitivi o esecutivi e ciascuna istanza dovrà essere relativa ad un solo progetto o lotto funzionale. Le richieste pervenute saranno esaminate con procedura a sportello ed ammesse a contributo fino ad esaurimento delle risorse stanziate. La richiesta di ammissione al bando dovrà prevenire tramite Pec all’indirizzo icspisteciclabili@legalmail.it a partire dalle ore 10.00 del 03/04/2018 e non oltre le ore 24 del 02/07/2018, tutta la documentazione da allegare alla richiesta è presente sul sito del Credito Sportivo all’indirizzo:

http://www.creditosportivo.it/banditassozero/comuni_in_pista.html

fonte: ecodallecitta.it

ReStartAlp, un bando per aiutare chi vuole tornare in montagna

Le fondazioni Garrone e Cariplo lanciano l’edizione 2018 di ReStartAlp, un bando rivolto ai giovani con idee imprenditoriali innovative capaci di riattivare il territorio alpino. Per presentare i progetti c’è tempo fino al 16 aprile. In palio un campus residenziale di formazione e premi per 60mila euro. Per il terzo anno consecutivo Fondazione Garrone e Fondazione Cariplo propongono ReStartAlp, un campus gratuito di incubazione e accelerazione di impresa del territorio alpino italiano rivolto agli aspiranti giovani imprenditori nelle filiere produttive tipiche della montagna: agricoltura, gestione forestale, allevamento e agroalimentare, artigianato, turismo e cultura.ReStartAlp_foto

La call, che sarà aperta fino al 16 aprile, fa parte del programma AttivAree, dedicato alla rinascita delle aree interne e – da parte di Fondazione Edoardo Garrone – in continuità strategica con i campus ReStartApp che promuovono impresa giovanile in ambito appenninico. Il progetto, giunto alla sua terza edizione, è dedicato a giovani under 35 che hanno un’idea imprenditoriale o una startup nelle filiere produttive delle Alpi, in particolare agricoltura, gestione forestale, allevamento e agroalimentare, artigianato, turismo e cultura. L’obiettivo è quello di promuovere una vera e propria cultura dello sviluppo delle terre alte italiane e una nuova “economia della montagna italiana”, offrendo un concreto sostegno alle giovani imprese montane del territorio nazionale e dando sempre maggiore impulso ai green jobs. Per farlo, verranno messi a disposizione 15 posti per ragazzi sotto i 35 anni con idee imprenditoriali innovative ed ecologiche, ma soprattutto in gradi di riattivare le connessioni vitali della montagna. I giovani imprenditori selezionati potranno partecipare a un campus residenziale gratuito che si svolgerà dal 18 giugno al 28 settembre 2018 a Premia, nella provincia del Verbano Cusio Ossola, sulle Alpi Nord-Occidentali. In 10 settimane si concentra un programma formativo estremamente concreto, ricco e articolato, tra didattica frontale, laboratorio di creazione d’impresa, testimonianze di casi di successo, esperienze sul campo e visite a realtà produttive e destinazioni montane di particolare interesse per i modelli imprenditoriali o di valorizzazione territoriale adottati. Nel percorso, i partecipanti saranno affiancati da un team qualificato di docenti, esperti e professionisti dei principali settori dell’economia alpina. Per agevolare l’avvio dei tre migliori progetti d’impresa elaborati nell’ambito del Campus, la Fondazione Edoardo Garrone metterà inoltre a disposizione premi per un totale di 60mila euro. Grazie al contributo dei partner, ulteriori incentivi sono previsti per favorire la realizzazione delle idee d’impresa. Ai più meritevoli inoltre, la Fondazione Garrone dedicherà un servizio di consulenza gratuito post Campus per un anno, in tema economia e finanza d’impresa, strategia e organizzazione aziendale, fiscalità e tributi, fundraising e partecipazione a bandi, marketing e comunicazione.ReStartAlp-2017

Se volete tastare con mano le potenzialità di questa iniziativa, siete invitati a partecipare alla premiazione dei tre migliori progetti selezionati durante l’edizione dello scorso anno di ReStartAlp. L’evento, moderato dal giornalista Luca Martinelli, si terrà giovedì 22 marzo a Milano a partire dalle ore 10.30 presso lo Spazio Open, in Via Monte Nero 6. Per approfondire i temi della rivitalizzazione e della riqualificazione delle terre alte italiane attraverso iniziative di sostegno alle progettualità dei giovani, porteranno la propria esperienza quattro imprenditori attivi nelle aree interne del nostro Paese: Bruno Bossini, fondatore de La malga va in città e manager di rete di AttivAree Valli Resilienti; Carlo Fenaroli, vice presidente del Consorzio Cascina Clarabella, partner del progetto AttivAree Valli Resilienti; Federico Rial, socio fondatore di Paysage à Manger e partecipante all’edizione 2016 di ReStartAlp; Enrico Togni Rebaioli, viticoltore di montagna. A conferma dello straordinario potenziale delle aree interne, vero e proprio laboratorio di innovazione sociale, interverrà infine Filippo Tantillo, coordinatore scientifico del team di supporto al Comitato Nazionale per le Aree Interne.

Fonte: http://www.italiachecambia.org/2018/03/restartalp-bando-aiutare-tornare-in-montagna/

Nuovo bando per bonifiche amianto, priorità alle scuole

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I comuni italiani che vogliono progettare un’attività di bonifica dall’amianto dagli edifici pubblici hanno tempo fino al 30 aprile per presentare la domanda online. Lo prevede il nuovo bando del ministero dell’Ambiente (decreto 562/2017), in attuazione della norma del Collegato Ambientale. I comuni italiani che vogliono progettare un’attività di bonifica dall’amianto dagli edifici pubblici hanno tempo fino al 30 aprile per presentare la domanda online. Lo prevede il nuovo bando del ministero dell’Ambiente (decreto 562/2017), in attuazione della norma del Collegato Ambientale che assegna 16 milioni di euro in tre anni fino al 2018 alla progettazione preliminare e definitiva di interventi di bonifica dall’amianto.
Il nuovo decreto definisce ulteriori dettagli sulle modalità di accesso, sui criteri di valutazione e formazione della graduatoria, con i relativi allegati tecnici per la documentazione di supporto alla domanda, mentre i criteri per accedere al fondo restano quelli fissati dal decreto del 21 settembre 2016: hanno precedenza gli edifici scolastici o entro un raggio non superiore a cento metri da asili, scuole, parchi gioco, strutture di accoglienza, ospedali e impianti sportivi, gli interventi su edifici pubblici già oggetto di segnalazione di enti di controllo sanitari, di tutela ambientale o di altri enti e amministrazioni, quelli con un progetto cantierabile in dodici mesi dall’erogazione del contributo e gli interventi nei Siti d’interesse nazionale o inseriti nella mappatura dell’amianto prevista dal decreto 101 del 2003. Ogni amministrazione può presentare un’istanza con più interventi per un importo massimo finanziabile di 15 mila euro.  Il primo bando riferito all’annualità 2016 si era concluso il 30 marzo dello scorso anno con la presentazione di 235 istanze per diciotto regioni italiane: interventi consistenti sono stati finanziati nel Nord-Ovest (353 mila euro, il 28% degli importi totali) e al Centro (314 mila euro, il 25%).

Fonte: ecodallecitta.it

 

Aerei e autocarri alimentati dai rifiuti, il Regno Unito pubblica un bando da 22 milioni di sterline

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Il ministero dei trasporti finanzia progetti per lo sviluppo di combustibili ottenuti da materiali di scarto per mezzi molto pesanti che non possono essere alimentati elettricamente. L’iniziativa si inserisce tra le misure tese a superare definitivamente i combustibili fossili entro il 2040, anno in cui in UK saranno vietate tutte le auto a benzina e diesel

Prosegue l’impegno del Regno Unito verso una mobilità a basse emissioni per risolvere la piaga dell’inquinamento atmosferico, individuato come il più grande rischio ambientale per la salute pubblica in Gran Bretagna. L’ultima iniziativa consiste in un bando del Ministero dei Trasporti (Dtf), che offre 22 milioni di sterline a sostegno di progetti per lo sviluppo di combustibili ottenuti da materiali di scarto per aerei e autocarri, mezzi molto pesanti che non possono essere alimentati unicamente dall’energia elettrica. Sono circa 70 i gruppi che hanno già mostrato interesse a partecipare. L’iniziativa si inserisce in quella serie di misure tese a superare definitivamente i combustibili fossili nell’ambito dei trasporti entro il 2040, anno in cui nel Regno Unito saranno vietate tutte le auto a benzina e diesel. I dati del Dtf mostrano che i gli aerei e i camion alimentati da combustibili ottenuti dai rifiuti potrebbero consumare fino al 90% meno di Co2 rispetto a quelli alimentati da combustibili fossili tradizionali. Le prove di combustibile a getto fatta da materiali di scarto sono già stati condotti in Europa e in Nord America. Lo scorso anno, una società statunitense che lavora con Virgin Atlantic ha creato un combustibile a getto da gas industriali di rifiuti da acciaierie, che è stato stimato per il 65% più pulito del combustibile gassoso convenzionale. BP a novembre ha annunciato un investimento di 30 milioni di dollari nella società statunitense Fulcrum BioEnergy, che svilupa biocarburanti da rifiuti domestici. Uno studio del 2014, che ha tra i committenti, accanto al WWF, compagnie aree come British Airways e Virgin Airways, ha stimato invece che i biocarburanti ottenuti da rifiuti e sottoprodotti organici potrebbero soddisfare fino al 16% del fabbisogno europeo di energia per i trasporti su strada. Il lavoro fa i conti sul potenziale energetico dell’enorme quantità di rifiuti e scarti che produciamo in Europa tra settore agricolo, industriale e residenziale. Si parla di 900 milioni di tonnellate all’anno di materiale organico, dei quali circa 220 milioni potrebbero essere usati a fini energetici: ad esempio ci sono 139 milioni di tonnellate di residui agricoli, 44 milioni di tonnellate di organico da rifiuti urbani, 40 milioni di di tonnellate di scarti forestali e 1 milione di tonnellate all’anno di olio di frittura usato. Il ministro dei trasporti britannico, Jesse Norman, ha dichiarato: “Stiamo finanziando imprese innovative, che porteranno allo sviluppo di combustibili alternativi efficienti, sostenibili e puliti. Vogliamo che ogni nuova vettura e furgone nel Regno Unito sia ad emissioni zero entro il 2040, ma sappiamo che i camion e gli aerei si baseranno su combustibili più tradizionali per gli anni a venire, per cui dobbiamo promuovere alternative rispettose dell’ambiente”.

Il DfT ritiene che i carburanti a basso tenore di Co2 prodotti da rifiuti potrebbero valere 600 milioni di sterline per l’economia britannica entro il 2030 e creare fino a 9.800 nuovi posti di lavoro.

Fonte: ecodallecitta.it

 

Rigenerazione urbana sostenibile, la Puglia proroga il bando da 109 milioni all’11 settembre

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Più tempo per i comuni pugliesi per partecipare al bando “Rigenerazione urbana sostenibile” che con 109 milioni di euro mira a migliorare la vivibilità e la sostenibilità nelle aree urbane attraverso una rigenerazione ecologica e sociale

A seguito delle numerose richieste pervenute da parte dei singoli Comuni, rappresentate anche dall’Anci Puglia, per andare incontro alle effettive difficoltà soprattutto espresse dai Comuni che hanno appena completato la fase elettorale, la scadenza del bando Rigenerazione urbana sostenibile è stata prorogata all’11 settembre 2017.

Accogliamo con soddisfazione lo slittamento all’11 settembre 2017 del termine di scadenza del bando regionale sulla Rigenerazione urbana – ha dichiarato il presidente Anci Puglia sen. Luigi PerroneRingrazio il presidente Emiliano e l’assessore Curcuruto, il tempestivo riscontro alla nostra richiesta dimostra sensibilità istituzionale e senso di responsabilità verso le amministrazioni locali. La proroga è importante per consentire la più ampia partecipazione dei Comuni al bando, opportunità di rilancio da non perdere per le nostre città e per il territorio“.

La proroga, varata con atto dirigenziale regionale, riguarda il Bando per la selezione delle Aree Urbane e per l’individuazione delle Autorità Urbane in attuazione dell’Asse prioritario XII “Sviluppo Urbano Sostenibile” Azione 12.1 “Rigenerazione urbana sostenibile” del P.O.R. FESR-FSE 2014-2020. Il bando, approvato con deliberazione GR n. 650/2017 e pubblicato sul B.U.R.P n. 59 del 23-5-2017, è rivolto a tutti i Comuni, piccoli, medi e grandi della Puglia, che potranno concorrere in forma singola o associata, presentando le proprie proposte di Aree Urbane, entro cui saranno attuati interventi di sviluppo urbano sostenibile, attraverso azioni integrate. La Strategia di Sviluppo Urbano dell’Asse XII del POR intende migliorare la vivibilità e la sostenibilità nelle aree urbane ponendo particolare attenzione alle zone urbane e alle fasce di popolazione più disagiate e marginali sotto il profilo socio-economico attraverso soluzioni sostenibili, inclusive e integrate tra loro. Il bando si rivolge, più nello specifico, alle città pugliesi in possesso di una Strategia Integrata di Sviluppo Urbano Sostenibile (SISUS) che affronti una specifica sfida politica di rigenerazione ecologica e sociale.

 

Foto via Eyeonterlizzi

Fonte: ecodallecitta.it

Autocompostaggio, la Regione Piemonte lancia un bando da 360mila euro per i comuni

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Si rivolge a comuni e consorzi di bacino.I progetti, di durata non superiore ai 12 mesi, devono prevedere che i comuni regolamentino la gestione separata degli scarti organici da parte delle utenze domestiche e non domestiche presenti sul territorio comunale, le attività di produzione del compost . La Regione Piemonte destinerà 360mila euro di contributi ai comuni, singoli o associati, per progetti di riduzione della produzione di rifiuti attraverso la diffusione dell’autocompostaggio, effettuato da utenze domestiche e non, promuovendo questa pratica in alternativa alla classica raccolta differenziata della frazione organica. Lo prevede un bando pubblicato oggi sul Bollettino ufficiale regionale. Come sottolineato dall’assessore regionale all’Ambiente, la promozione dell’autocompostaggio è una delle azioni prioritarie della programmazione regionale ed i cittadini che lo attuano devono essere stimolati anche attraverso la riduzione del tributo relativo ai rifiuti. I progetti che partecipano al bando dovranno incentivare gli utenti a gestire correttamente gli scarti organici anche mediante un’opportuna formazione. Lo strumento privilegiato per gestire e verificare il flusso del rifiuto organico è l’elenco degli utenti, l’Albo Compostatori, da istituire presso ciascun comune.

Cosa prevedono i progetti. I progetti, di durata non superiore ai 12 mesi, devono prevedere che i comuni regolamentino la gestione separata degli scarti organici da parte delle utenze domestiche e non domestiche presenti sul territorio comunale, le attività di produzione del compost, e l’iscrizione all’Albo, al fine di individuare le utenze stesse.

Agli iscritti dovrà essere riconosciuta una riduzione sul tributo comunale relativo ai rifiuti non inferiore al 5% dell’ammontare complessivo. Le utenze dovranno impegnarsi a conferire sistematicamente la frazione organica in autocompostaggio ed essere disponibili al monitoraggio e al controllo da parte degli operatori autorizzati, secondo i criteri concordati con l’amministrazione comunale o consortile. È prevista anche una forma di “compostaggio condominiale”, ovvero una pluralità di utenze singole che fanno parte di un condominio, dove l’intera quantità di scarti organici prodotti dai condomini aderenti viene compostata in un unico spazio, per essere poi utilizzata dalle stesse utenze o negli spazi verdi del condominio. Entro un anno dall’iscrizione ogni utenza dovrà essere sottoposta a una verifica puntuale per testare l’efficacia del progetto. Ogni anno deve essere quantificata su base comunale la frazione organica conferita in autocompostaggio, al fine di poterla conteggiare nella raccolta differenziata. Sono ammessi a finanziamento anche i progetti in corso di realizzazione.

Spese ammissibili. Sono ammissibili a contributo le spese per attività di informazione e coinvolgimento delle utenze, quelle amministrative, quelle per le attività di formazione, e per il monitoraggio, verifica e controllo, oltre a quelle di progettazione.

Chi può richiedere il contributo. Il singolo comune, per l’attivazione di interventi su tutto o parte del proprio territorio, oppure il consorzio di bacino per la gestione dei rifiuti urbani.

A quanto ammonta. Il contributo spettante a ogni progetto finanziato è pari all’80% della somma delle spese ammissibili, per un ammontare massimo di 40 euro per ogni utenza che si intende coinvolgere e in ogni caso non superiore ai 100 mila euro e non inferiore ai 3000.

Modalità e termini di presentazione. Le istanze devono essere trasmesse entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del bando sul Burp, ovvero il 2 maggio 2017.

Ai fini dell’assegnazione del contributo sarà predisposta una graduatoria dei progetti ammissibili, che un’apposita commissione regionale valuterà in base a criteri prestabiliti, fra cui la gestione della frazione organica per le utenze del territorio, la tempistica di realizzazione, il tasso di coinvolgimento delle utenze domestiche, la presenza di comuni collinari e montani, la previsione del compostaggio condominiale e infine l’autocompostaggio delle utenze non domestiche. Il contributo sarà erogato con un acconto pari al 50% dell’importo assegnato all’ammissione del finanziamento, e la quota rimanente a conclusione del progetto stesso.

Il bando è disponibile alla pagina:

www.regione.piemonte.it/bandipiemonte/cms/finanziamenti/bando-la-concessione-di-contributi-progetti-…

Per chiarimenti e informazioni sui contenuti è possibile contattare il Settore regionale Servizi ambientali – tel. 0114321423, email: serviziambientali@regione.piemonte.it

Fonte:  ecodallecitta.it

 

Comieco, aperte iscrizioni al bando per la differenziata di carta e cartone nei piccoli comuni

Il consorzio apre le iscrizioni al Bando 2015 per il finanziamento delle attrezzature dedicate alla raccolta differenziata di carta e cartone. L’obiettivo è quello di incrementare quantità e qualità della raccolta nei comuni medio-piccoli che abbiano registrato performance molto al di sotto della media nazionale381291

Comieco, rinnoverà anche per il 2015 – in accordo con ANCI – il bando per l’acquisto di attrezzature per sostenere lo sviluppo della raccolta differenziata di carta e cartone in Italia, attraverso uno Sportello attivato con Ancitel Energia e Ambiente e un contributo di 2 milioni di euro. L’obiettivo è quello di incrementare quantità e qualità della raccolta nei Comuni medio-piccoli che abbiano registrato performance molto al di sotto della media nazionale (gli abitanti complessivi di tali Comuni sono circa 7,5 milioni) con un finanziamento, erogato da Comieco a fondo perduto, che potrà essere utilizzato dalle amministrazioni comunali per l’acquisto di nuove attrezzature necessarie ad effettuare o a migliorare il servizio di raccolta differenziata della carta e del cartone (cassonetti, campane, bidoni, sacchetti di carta, etc).
Oltre al sostegno economico, lo sportello fornisce un supporto tecnico gratuito per l’ottimizzazione o la strutturazione del servizio. Per ricevere maggiori informazioni e per richiedere assistenza contattare la Segreteria Tecnica di Ancitel Energia e Ambiente:

numero verde: 800.912.862

email: progettocomieco@ea.ancitel.it

I Comuni interessati dal potenziamento delle attrezzature potranno usufruire anche di attività di sensibilizzazione e comunicazione, messe a disposizione da Comieco, con l’obiettivo di raggiungere sempre migliori performance di raccolta in termini di efficacia, efficienza e qualità. La Domanda e la Scheda tecnica di progetto, dovranno essere redatte mediante l’applicativo web il cui accesso è possibile cliccando qui, seguendo le istruzioni della procedura guidata.

 

Fonte:  ecodallecitta.it

La Francia verso il bando dell’obsolescenza programmata

L’Assemblea Nazionale francese ha approvato un emendamento che ha lo scopo di impedire l’obsolescenza programmata, cioè l’insieme di tutte le strategie adottate dai produttori e finalizzate a ridurre il ciclo vitale di un prodotto. La durata di vita di un apparecchio di uso comune, cioè, viene intenzionalmente accorciata in modo da rendere il prodotto inservibile o “fuori moda” in breve tempo e spingere così le vendite di nuovi articoli.

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Rispetto al passato, ad esempio, le apparecchiature elettriche ed elettroniche in commercio hanno un ciclo vitale molto breve, talmente breve da far sorgere il legittimo sospetto che i produttori ne abbiano programmato scientificamente la “fine prematura” per massimizzando i profitti. È capitato a tutti che apparecchiature semi-nuove siano diventate improvvisamente inutilizzabili (in genere succede a due anni dall’acquisto, cioè dopo la scadenza del periodo di garanzia) oppure che i pezzi di ricambio non siano più in commercio o siano talmente costosi che conviene comperare un dispositivo nuovo piuttosto di riparare quello vecchio. Tutto ciò costringe i consumatori a gettare prodotti quasi nuovi, ma inutilizzabili, nella spazzatura e ad acquistarne altri. Questa abitudine, però, ha impatti negativi sul bilancio delle famiglie e conseguenze nefaste sull’ambiente: l’usura precoce e pianificata a tavolino provoca uno spreco inutile di risorse naturali e di tutti i metalli preziosi presenti nei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), un aumento esponenziale di rifiuti nelle discariche, l’inquinamento delle falde acquifere e dei suoli, con costi enormi a carico della collettività. In un interessante report dello scorso anno, due esperti tedeschi di obsolescenza programmata – Stefan Schridde e Christian Kreiss – hanno calcolato l’entità dei “danni economici” causati dall’obsolescenza pianificata nella sola Germania. Secondo gli esperti, se i consumatori tedeschi non fossero “costretti” a comprare continuamente nuovi apparecchi, si potrebbero risparmiare 100 miliardi di euro all’anno.Obsolescenza2

Per questi motivi, in Francia alcuni parlamentari hanno presentato un importante emendamento al Progetto di Legge sulla Transizione Energetica promosso dall’attuale Ministro dell’Ecologia, dello Sviluppo Sostenibile e dell’Energia, Ségolène Royal. L’emendamento prevede che l’obsolescenza programmata venga considerata una vera e propria frode a danno dei consumatori. Secondo il diritto francese dei consumatori, il reato di frode consiste nell’aver “ingannato o tentato di ingannare” il cliente sulla natura, quantità o idoneità all’utilizzo di un prodotto. Se la frode viene dimostrata, il produttore è punibile con pene detentive fino a due anni di reclusione e multe fino a 300.000 euro. E le sanzioni possono anche essere inasprite, se le conseguenze della frode sono particolarmente gravi per i consumatori. Attualmente, però, la frode riguarda la natura, quantità o idoneità all’utilizzo di un prodotto, ma non il suo ciclo vitale. Da qui la richiesta dei parlamentari Eric Alauzet, Denis Baupin et Cécile Duflot di inserire un nuovo comma relativo al reato di frode che abbia come oggetto “la durata di vita di un prodotto (che sia stata) intenzionalmente ridotta in fase di progettazione”. “Troppo spesso – si legge nella presentazione dell’emendamento – i prodotti di uso comune vengono progettati dai produttori per smettere di funzionare dopo che sono stati utilizzati un determinato numero di volte. Queste pratiche sono nefaste per l’ambiente e pesano sul potere d’acquisto delle famiglie. Al momento, il Codice dei consumatori non cita esplicitamente la riduzione della durata di vita di un prodotto tra gli elementi che concorrono alla definizione di frode ai danni dei consumatori, ma è essenziale che questa venga esplicitata, in modo da poter fermare l’obsolescenza programmata”.Obsolescenza4

L’emendamento è stato approvato dall’Assemblea Nazionale a fine settembre ed ora è in attesa di votazione da parte del Senato francese. E qui sta il nocciolo della questione: anche nel caso in cui l’emendamento venga approvato in via definitiva, per il produttore che si avvale dell’obsolescenza programmata non si apriranno automaticamente le porte del carcere, ma la frode sul ciclo vitale del prodotto dovrà essere prima dimostrata. Se, ad esempio, un consumatore francese volesse citare in giudizio un produttore perché la lavatrice, la stampante o lo smartphone sono durati solo pochi mesi o anni, dovrebbe convocare una serie di esperti e provare, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il costruttore ha intenzionalmente accorciato la durata di vita del prodotto già in fase di progettazione. “Questo è un ottimo emendamento a livello teorico, ma la sua attuazione rischia di non esserlo”, ha commentato Olivier Iteanu, avvocato della Corte d’Appello di Parigi. “I singoli consumatori e i magistrati potrebbero decidere che non vale la pena spendere tempo e soldi per questo tipo di cause. Potrebbe funzionare, invece, in circostanze particolari – ad esempio in caso di sinistri o di class action collettive”. Ma ciò non toglie che l’emendamento votato dall’Assemblea nazionale francese costituisca una buona notizia: il problema dell’obsolescenza programmata non è più solo un tema per l’opinione pubblica, ma oggetto di dibattito anche a livello normativo. Segno che i cittadini – non solo francesi ma anche europei – sono sempre più consapevoli che la produzione di beni effimeri va fermata in favore di prodotti eco-sostenibili e di qualità, di un’economia circolare basata sulla facilità di riparazione, riuso e riciclo dei prodotti, e sull’efficienza nell’uso delle risorse. Perché l’usura pianificata a tavolino fa male a tutti: ai singoli cittadini, alla collettività e all’ambiente.

 

Fonte:  italiachecambia.org