Aerei e autocarri alimentati dai rifiuti, il Regno Unito pubblica un bando da 22 milioni di sterline

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Il ministero dei trasporti finanzia progetti per lo sviluppo di combustibili ottenuti da materiali di scarto per mezzi molto pesanti che non possono essere alimentati elettricamente. L’iniziativa si inserisce tra le misure tese a superare definitivamente i combustibili fossili entro il 2040, anno in cui in UK saranno vietate tutte le auto a benzina e diesel

Prosegue l’impegno del Regno Unito verso una mobilità a basse emissioni per risolvere la piaga dell’inquinamento atmosferico, individuato come il più grande rischio ambientale per la salute pubblica in Gran Bretagna. L’ultima iniziativa consiste in un bando del Ministero dei Trasporti (Dtf), che offre 22 milioni di sterline a sostegno di progetti per lo sviluppo di combustibili ottenuti da materiali di scarto per aerei e autocarri, mezzi molto pesanti che non possono essere alimentati unicamente dall’energia elettrica. Sono circa 70 i gruppi che hanno già mostrato interesse a partecipare. L’iniziativa si inserisce in quella serie di misure tese a superare definitivamente i combustibili fossili nell’ambito dei trasporti entro il 2040, anno in cui nel Regno Unito saranno vietate tutte le auto a benzina e diesel. I dati del Dtf mostrano che i gli aerei e i camion alimentati da combustibili ottenuti dai rifiuti potrebbero consumare fino al 90% meno di Co2 rispetto a quelli alimentati da combustibili fossili tradizionali. Le prove di combustibile a getto fatta da materiali di scarto sono già stati condotti in Europa e in Nord America. Lo scorso anno, una società statunitense che lavora con Virgin Atlantic ha creato un combustibile a getto da gas industriali di rifiuti da acciaierie, che è stato stimato per il 65% più pulito del combustibile gassoso convenzionale. BP a novembre ha annunciato un investimento di 30 milioni di dollari nella società statunitense Fulcrum BioEnergy, che svilupa biocarburanti da rifiuti domestici. Uno studio del 2014, che ha tra i committenti, accanto al WWF, compagnie aree come British Airways e Virgin Airways, ha stimato invece che i biocarburanti ottenuti da rifiuti e sottoprodotti organici potrebbero soddisfare fino al 16% del fabbisogno europeo di energia per i trasporti su strada. Il lavoro fa i conti sul potenziale energetico dell’enorme quantità di rifiuti e scarti che produciamo in Europa tra settore agricolo, industriale e residenziale. Si parla di 900 milioni di tonnellate all’anno di materiale organico, dei quali circa 220 milioni potrebbero essere usati a fini energetici: ad esempio ci sono 139 milioni di tonnellate di residui agricoli, 44 milioni di tonnellate di organico da rifiuti urbani, 40 milioni di di tonnellate di scarti forestali e 1 milione di tonnellate all’anno di olio di frittura usato. Il ministro dei trasporti britannico, Jesse Norman, ha dichiarato: “Stiamo finanziando imprese innovative, che porteranno allo sviluppo di combustibili alternativi efficienti, sostenibili e puliti. Vogliamo che ogni nuova vettura e furgone nel Regno Unito sia ad emissioni zero entro il 2040, ma sappiamo che i camion e gli aerei si baseranno su combustibili più tradizionali per gli anni a venire, per cui dobbiamo promuovere alternative rispettose dell’ambiente”.

Il DfT ritiene che i carburanti a basso tenore di Co2 prodotti da rifiuti potrebbero valere 600 milioni di sterline per l’economia britannica entro il 2030 e creare fino a 9.800 nuovi posti di lavoro.

Fonte: ecodallecitta.it

 

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Rigenerazione urbana sostenibile, la Puglia proroga il bando da 109 milioni all’11 settembre

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Più tempo per i comuni pugliesi per partecipare al bando “Rigenerazione urbana sostenibile” che con 109 milioni di euro mira a migliorare la vivibilità e la sostenibilità nelle aree urbane attraverso una rigenerazione ecologica e sociale

A seguito delle numerose richieste pervenute da parte dei singoli Comuni, rappresentate anche dall’Anci Puglia, per andare incontro alle effettive difficoltà soprattutto espresse dai Comuni che hanno appena completato la fase elettorale, la scadenza del bando Rigenerazione urbana sostenibile è stata prorogata all’11 settembre 2017.

Accogliamo con soddisfazione lo slittamento all’11 settembre 2017 del termine di scadenza del bando regionale sulla Rigenerazione urbana – ha dichiarato il presidente Anci Puglia sen. Luigi PerroneRingrazio il presidente Emiliano e l’assessore Curcuruto, il tempestivo riscontro alla nostra richiesta dimostra sensibilità istituzionale e senso di responsabilità verso le amministrazioni locali. La proroga è importante per consentire la più ampia partecipazione dei Comuni al bando, opportunità di rilancio da non perdere per le nostre città e per il territorio“.

La proroga, varata con atto dirigenziale regionale, riguarda il Bando per la selezione delle Aree Urbane e per l’individuazione delle Autorità Urbane in attuazione dell’Asse prioritario XII “Sviluppo Urbano Sostenibile” Azione 12.1 “Rigenerazione urbana sostenibile” del P.O.R. FESR-FSE 2014-2020. Il bando, approvato con deliberazione GR n. 650/2017 e pubblicato sul B.U.R.P n. 59 del 23-5-2017, è rivolto a tutti i Comuni, piccoli, medi e grandi della Puglia, che potranno concorrere in forma singola o associata, presentando le proprie proposte di Aree Urbane, entro cui saranno attuati interventi di sviluppo urbano sostenibile, attraverso azioni integrate. La Strategia di Sviluppo Urbano dell’Asse XII del POR intende migliorare la vivibilità e la sostenibilità nelle aree urbane ponendo particolare attenzione alle zone urbane e alle fasce di popolazione più disagiate e marginali sotto il profilo socio-economico attraverso soluzioni sostenibili, inclusive e integrate tra loro. Il bando si rivolge, più nello specifico, alle città pugliesi in possesso di una Strategia Integrata di Sviluppo Urbano Sostenibile (SISUS) che affronti una specifica sfida politica di rigenerazione ecologica e sociale.

 

Foto via Eyeonterlizzi

Fonte: ecodallecitta.it

Autocompostaggio, la Regione Piemonte lancia un bando da 360mila euro per i comuni

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Si rivolge a comuni e consorzi di bacino.I progetti, di durata non superiore ai 12 mesi, devono prevedere che i comuni regolamentino la gestione separata degli scarti organici da parte delle utenze domestiche e non domestiche presenti sul territorio comunale, le attività di produzione del compost . La Regione Piemonte destinerà 360mila euro di contributi ai comuni, singoli o associati, per progetti di riduzione della produzione di rifiuti attraverso la diffusione dell’autocompostaggio, effettuato da utenze domestiche e non, promuovendo questa pratica in alternativa alla classica raccolta differenziata della frazione organica. Lo prevede un bando pubblicato oggi sul Bollettino ufficiale regionale. Come sottolineato dall’assessore regionale all’Ambiente, la promozione dell’autocompostaggio è una delle azioni prioritarie della programmazione regionale ed i cittadini che lo attuano devono essere stimolati anche attraverso la riduzione del tributo relativo ai rifiuti. I progetti che partecipano al bando dovranno incentivare gli utenti a gestire correttamente gli scarti organici anche mediante un’opportuna formazione. Lo strumento privilegiato per gestire e verificare il flusso del rifiuto organico è l’elenco degli utenti, l’Albo Compostatori, da istituire presso ciascun comune.

Cosa prevedono i progetti. I progetti, di durata non superiore ai 12 mesi, devono prevedere che i comuni regolamentino la gestione separata degli scarti organici da parte delle utenze domestiche e non domestiche presenti sul territorio comunale, le attività di produzione del compost, e l’iscrizione all’Albo, al fine di individuare le utenze stesse.

Agli iscritti dovrà essere riconosciuta una riduzione sul tributo comunale relativo ai rifiuti non inferiore al 5% dell’ammontare complessivo. Le utenze dovranno impegnarsi a conferire sistematicamente la frazione organica in autocompostaggio ed essere disponibili al monitoraggio e al controllo da parte degli operatori autorizzati, secondo i criteri concordati con l’amministrazione comunale o consortile. È prevista anche una forma di “compostaggio condominiale”, ovvero una pluralità di utenze singole che fanno parte di un condominio, dove l’intera quantità di scarti organici prodotti dai condomini aderenti viene compostata in un unico spazio, per essere poi utilizzata dalle stesse utenze o negli spazi verdi del condominio. Entro un anno dall’iscrizione ogni utenza dovrà essere sottoposta a una verifica puntuale per testare l’efficacia del progetto. Ogni anno deve essere quantificata su base comunale la frazione organica conferita in autocompostaggio, al fine di poterla conteggiare nella raccolta differenziata. Sono ammessi a finanziamento anche i progetti in corso di realizzazione.

Spese ammissibili. Sono ammissibili a contributo le spese per attività di informazione e coinvolgimento delle utenze, quelle amministrative, quelle per le attività di formazione, e per il monitoraggio, verifica e controllo, oltre a quelle di progettazione.

Chi può richiedere il contributo. Il singolo comune, per l’attivazione di interventi su tutto o parte del proprio territorio, oppure il consorzio di bacino per la gestione dei rifiuti urbani.

A quanto ammonta. Il contributo spettante a ogni progetto finanziato è pari all’80% della somma delle spese ammissibili, per un ammontare massimo di 40 euro per ogni utenza che si intende coinvolgere e in ogni caso non superiore ai 100 mila euro e non inferiore ai 3000.

Modalità e termini di presentazione. Le istanze devono essere trasmesse entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del bando sul Burp, ovvero il 2 maggio 2017.

Ai fini dell’assegnazione del contributo sarà predisposta una graduatoria dei progetti ammissibili, che un’apposita commissione regionale valuterà in base a criteri prestabiliti, fra cui la gestione della frazione organica per le utenze del territorio, la tempistica di realizzazione, il tasso di coinvolgimento delle utenze domestiche, la presenza di comuni collinari e montani, la previsione del compostaggio condominiale e infine l’autocompostaggio delle utenze non domestiche. Il contributo sarà erogato con un acconto pari al 50% dell’importo assegnato all’ammissione del finanziamento, e la quota rimanente a conclusione del progetto stesso.

Il bando è disponibile alla pagina:

www.regione.piemonte.it/bandipiemonte/cms/finanziamenti/bando-la-concessione-di-contributi-progetti-…

Per chiarimenti e informazioni sui contenuti è possibile contattare il Settore regionale Servizi ambientali – tel. 0114321423, email: serviziambientali@regione.piemonte.it

Fonte:  ecodallecitta.it

 

Comieco, aperte iscrizioni al bando per la differenziata di carta e cartone nei piccoli comuni

Il consorzio apre le iscrizioni al Bando 2015 per il finanziamento delle attrezzature dedicate alla raccolta differenziata di carta e cartone. L’obiettivo è quello di incrementare quantità e qualità della raccolta nei comuni medio-piccoli che abbiano registrato performance molto al di sotto della media nazionale381291

Comieco, rinnoverà anche per il 2015 – in accordo con ANCI – il bando per l’acquisto di attrezzature per sostenere lo sviluppo della raccolta differenziata di carta e cartone in Italia, attraverso uno Sportello attivato con Ancitel Energia e Ambiente e un contributo di 2 milioni di euro. L’obiettivo è quello di incrementare quantità e qualità della raccolta nei Comuni medio-piccoli che abbiano registrato performance molto al di sotto della media nazionale (gli abitanti complessivi di tali Comuni sono circa 7,5 milioni) con un finanziamento, erogato da Comieco a fondo perduto, che potrà essere utilizzato dalle amministrazioni comunali per l’acquisto di nuove attrezzature necessarie ad effettuare o a migliorare il servizio di raccolta differenziata della carta e del cartone (cassonetti, campane, bidoni, sacchetti di carta, etc).
Oltre al sostegno economico, lo sportello fornisce un supporto tecnico gratuito per l’ottimizzazione o la strutturazione del servizio. Per ricevere maggiori informazioni e per richiedere assistenza contattare la Segreteria Tecnica di Ancitel Energia e Ambiente:

numero verde: 800.912.862

email: progettocomieco@ea.ancitel.it

I Comuni interessati dal potenziamento delle attrezzature potranno usufruire anche di attività di sensibilizzazione e comunicazione, messe a disposizione da Comieco, con l’obiettivo di raggiungere sempre migliori performance di raccolta in termini di efficacia, efficienza e qualità. La Domanda e la Scheda tecnica di progetto, dovranno essere redatte mediante l’applicativo web il cui accesso è possibile cliccando qui, seguendo le istruzioni della procedura guidata.

 

Fonte:  ecodallecitta.it

La Francia verso il bando dell’obsolescenza programmata

L’Assemblea Nazionale francese ha approvato un emendamento che ha lo scopo di impedire l’obsolescenza programmata, cioè l’insieme di tutte le strategie adottate dai produttori e finalizzate a ridurre il ciclo vitale di un prodotto. La durata di vita di un apparecchio di uso comune, cioè, viene intenzionalmente accorciata in modo da rendere il prodotto inservibile o “fuori moda” in breve tempo e spingere così le vendite di nuovi articoli.

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Rispetto al passato, ad esempio, le apparecchiature elettriche ed elettroniche in commercio hanno un ciclo vitale molto breve, talmente breve da far sorgere il legittimo sospetto che i produttori ne abbiano programmato scientificamente la “fine prematura” per massimizzando i profitti. È capitato a tutti che apparecchiature semi-nuove siano diventate improvvisamente inutilizzabili (in genere succede a due anni dall’acquisto, cioè dopo la scadenza del periodo di garanzia) oppure che i pezzi di ricambio non siano più in commercio o siano talmente costosi che conviene comperare un dispositivo nuovo piuttosto di riparare quello vecchio. Tutto ciò costringe i consumatori a gettare prodotti quasi nuovi, ma inutilizzabili, nella spazzatura e ad acquistarne altri. Questa abitudine, però, ha impatti negativi sul bilancio delle famiglie e conseguenze nefaste sull’ambiente: l’usura precoce e pianificata a tavolino provoca uno spreco inutile di risorse naturali e di tutti i metalli preziosi presenti nei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), un aumento esponenziale di rifiuti nelle discariche, l’inquinamento delle falde acquifere e dei suoli, con costi enormi a carico della collettività. In un interessante report dello scorso anno, due esperti tedeschi di obsolescenza programmata – Stefan Schridde e Christian Kreiss – hanno calcolato l’entità dei “danni economici” causati dall’obsolescenza pianificata nella sola Germania. Secondo gli esperti, se i consumatori tedeschi non fossero “costretti” a comprare continuamente nuovi apparecchi, si potrebbero risparmiare 100 miliardi di euro all’anno.Obsolescenza2

Per questi motivi, in Francia alcuni parlamentari hanno presentato un importante emendamento al Progetto di Legge sulla Transizione Energetica promosso dall’attuale Ministro dell’Ecologia, dello Sviluppo Sostenibile e dell’Energia, Ségolène Royal. L’emendamento prevede che l’obsolescenza programmata venga considerata una vera e propria frode a danno dei consumatori. Secondo il diritto francese dei consumatori, il reato di frode consiste nell’aver “ingannato o tentato di ingannare” il cliente sulla natura, quantità o idoneità all’utilizzo di un prodotto. Se la frode viene dimostrata, il produttore è punibile con pene detentive fino a due anni di reclusione e multe fino a 300.000 euro. E le sanzioni possono anche essere inasprite, se le conseguenze della frode sono particolarmente gravi per i consumatori. Attualmente, però, la frode riguarda la natura, quantità o idoneità all’utilizzo di un prodotto, ma non il suo ciclo vitale. Da qui la richiesta dei parlamentari Eric Alauzet, Denis Baupin et Cécile Duflot di inserire un nuovo comma relativo al reato di frode che abbia come oggetto “la durata di vita di un prodotto (che sia stata) intenzionalmente ridotta in fase di progettazione”. “Troppo spesso – si legge nella presentazione dell’emendamento – i prodotti di uso comune vengono progettati dai produttori per smettere di funzionare dopo che sono stati utilizzati un determinato numero di volte. Queste pratiche sono nefaste per l’ambiente e pesano sul potere d’acquisto delle famiglie. Al momento, il Codice dei consumatori non cita esplicitamente la riduzione della durata di vita di un prodotto tra gli elementi che concorrono alla definizione di frode ai danni dei consumatori, ma è essenziale che questa venga esplicitata, in modo da poter fermare l’obsolescenza programmata”.Obsolescenza4

L’emendamento è stato approvato dall’Assemblea Nazionale a fine settembre ed ora è in attesa di votazione da parte del Senato francese. E qui sta il nocciolo della questione: anche nel caso in cui l’emendamento venga approvato in via definitiva, per il produttore che si avvale dell’obsolescenza programmata non si apriranno automaticamente le porte del carcere, ma la frode sul ciclo vitale del prodotto dovrà essere prima dimostrata. Se, ad esempio, un consumatore francese volesse citare in giudizio un produttore perché la lavatrice, la stampante o lo smartphone sono durati solo pochi mesi o anni, dovrebbe convocare una serie di esperti e provare, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il costruttore ha intenzionalmente accorciato la durata di vita del prodotto già in fase di progettazione. “Questo è un ottimo emendamento a livello teorico, ma la sua attuazione rischia di non esserlo”, ha commentato Olivier Iteanu, avvocato della Corte d’Appello di Parigi. “I singoli consumatori e i magistrati potrebbero decidere che non vale la pena spendere tempo e soldi per questo tipo di cause. Potrebbe funzionare, invece, in circostanze particolari – ad esempio in caso di sinistri o di class action collettive”. Ma ciò non toglie che l’emendamento votato dall’Assemblea nazionale francese costituisca una buona notizia: il problema dell’obsolescenza programmata non è più solo un tema per l’opinione pubblica, ma oggetto di dibattito anche a livello normativo. Segno che i cittadini – non solo francesi ma anche europei – sono sempre più consapevoli che la produzione di beni effimeri va fermata in favore di prodotti eco-sostenibili e di qualità, di un’economia circolare basata sulla facilità di riparazione, riuso e riciclo dei prodotti, e sull’efficienza nell’uso delle risorse. Perché l’usura pianificata a tavolino fa male a tutti: ai singoli cittadini, alla collettività e all’ambiente.

 

Fonte:  italiachecambia.org

Bando Smart City, a Milano partono 14 progetti con 93 milioni di finanziamento

Smart City. Grazie a MIUR – Ministero Istruzione Università Ricerca – e Regione Lombardia, al via i finanziamenti per i 93 milioni di euro del bando “Smart City”. Sostenuti progetti innovativi su semplificazione amministrativa, mobilità, ambiente, energia e socialità. Intanto sono 200mila gli utenti e 370 le aree di connessione outdoor e indoor della rete pubblica internet Open Wi-fi380114

Milano procede verso le Smart City. Il Comune, insieme al MIUR – Ministero Istruzione Università e Ricerca – e la Regione Lombardia, ha dato il via a finanziamenti per 93 milioni di euro. Sono stati infatti firmati i contratti per 14 progetti. Hanno sigle o nomi futuristici come Swarm-Net, Urbe-Log, S[m2]Art, PSC Giustizia, Decision Theatre. E ancora: Spac3, Simulator, Opti-Log, CityWise Net, Scuola Smart Campus, Giocoso, ProActive, Ability, E-Waste. Sono i 14 progetti per Milano “Smart City” che hanno compiuto un importante passo avanti, con la firma dei contratti con gli enti capofila e l’assegnazione dei finanziamenti per oltre 93 milioni di euro da parte diMiur e Regione Lombardia.
Semplificazione, mobilità, ambiente, energia, sociale, sicurezza: questi gli interventi sperimentali per una città più sostenibile, interattiva, accessibile e inclusiva, spaziando dai nuovi servizi di e-government nel settore della giustizia civile alla gestione “intelligente” delle risorse idriche, da un sistema integrato di prodotti e tecnologie welfare a una piattaforma telematica per razionalizzare l’ultimo miglio del trasporto merci in ambito urbano, fino alla simulazione degli scenari più complessi a supporto delle decisioni amministrative.  Dagli impianti fotovoltaici nei campus universitari con l’obiettivo “nearly zero energy buildings” a una piattaforma per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione anche da smartpone e tablet. E ancora: dalle tecnologie Ict per la prevenzione e il monitoraggio in tempo reale dei rischi meteorologici e sismici, all’ottimizzazione energetica degli impianti di trattamento dei rifiuti anche attraverso i depuratori di San Rocco e Nosedo; da un’applicazione per il controllo e la gestione della logistica urbana a un “cestino intelligente” dotato di sensori per la raccolta, il riciclo, la tracciabilità dei rifiuti elettrici ed elettronici e il recupero dei metalli. Altri progetti, infine, sono destinati alla “protezione” e alla sicurezza del territorio, a favorire le relazioni sociali delle persone in città, a sostenere gli anziani affetti da malattie neurodegenerative, a sviluppare la comunicazione dei bambini in età prescolare. “Con la firma dei contratti e l’assegnazione definitiva delle risorse sui progetti finanziati dal MIUR – ha spiegato l’assessora alle Politiche del Lavoro, Sviluppo economico, Università, Ricerca e Smart City Cristina Tajani – abbiamo aggiunto un nuovo, importante tassello al percorso che abbiamo costruito negli ultimi tre anni per fare di Milano una metropoli sempre più ‘Smart’, ovvero moderna, innovativa, sostenibile e inclusiva. Inoltre, la collaborazione con Camera di Commercio, università, enti di ricerca e imprese ci ha permesso di attrarre a Milano investimenti ingenti e importanti con ricadute positive sull’intera città: si tratta di risorse che non pesano sul bilancio comunale e che potranno sviluppare valore e utilità pubblica con benefici concreti per tutti, cittadini e imprese”. Oltre i 14 progetti del bando Smart City, altri dieci progetti sono stati realizzati dall’Amministrazione comunale con proprie risorse e con i contributi della Camera di Commercio. Secondo i dati dell’ufficio studi della Camera di Commercio di Milano, a Milano il settore “Smart City” vale 128 miliardi di fatturato sui 460 nazionali e i settori maggiormente rappresentati sono l’high tech (49 miliardi su 122 nazionali), energia-rifiuti (45 miliardi su 180), commercio elettronico (700 milioni su 3,4 miliardi), design(2,6 miliardi su 4).  Va infine ricordato che al momento Milano ha il primato in Italia nell’offerta a cittadini e turisti del servizio wi-fi gratuito, nato nel 2012 con OpenWi-fi Milano, la rete di connessione per navigare gratuitamente e ad alta velocità. Oggi il servizio conta più di200 mila utenti (400 nuove registrazioni ogni giorno), oltre 2 milioni di accessi, 370 aree di connessione outdoor e indoor (di cui 300 postazioni all’aperto diffuse in tutta la città dal centro alla periferia e 70 hotspot nelle sedi comunali), per un totale di circa 600 access point.

Per ulteriori informazioni sui progetti “Smart City”, è disponibile il sito milanosmartcity.org.

Fonte: ecodallecitta.it

In Brasile la magistratura vuole mettere al bando il glifosato e altri pesticidi

La procura federale ha chiesto la sospensione dell’uso per rivalutarne la tossicità sull’uomo e l’ambiente, dopo che nel decennio passato la quantità di pesticidi impiegata è triplicata. In Brasile, il Procuratore federale ha chiesto al Dipartimento di Giustizia di sospendere l’uso del glifosato, l’erbicida più usato nel paese sudamericano. La messa al bando riguarda anche altri pesticidi (2,4-D, metil paratione, lactofem, phorate, carbofuran, abamectina, tiram e paraquat) Le azioni giudiziarie sono due: La prima intende obbligare l’agenzia nazionale di sorveglianza per la salute (ANVISA) a rivalutare la tossicità di otto principi attivi di pesticidi sospettati di causare danni alla salute e all’ambiente; la seconda mette in discussione la registrazione del 2,4-D usato sugli infestanti a foglia larga. Il ministero dell’Agricoltura sospenderà la registrazione dei prodotti fino al termine dell’indagine. La grande diffusione della soia OGM resistente al glifosato è la principale responsabile dell’abnorme consumo di erbicidi in Brasile: tra il 2003 e il 2008 l’area di coltivazione della soia geneticamente modificata è passata da 7 a 14 milioni di ettari e nello stesso periodo il consumo di erbicidi usati sulla soia è triplicato. La soia OGM tollera l’erbicida glifosato e questo avrebbe dovuto darle un vantaggio competitivo su altre erbe infestanti, ma tramite la selezione naturale, ora si sono diffuse numerose specie resistenti al glifosato. Questo ha portato gli agricoltori a consumare più erbicida e a usarne varietà più tossiche. La risposta del biotech è stata analoga, visto che sono allo studio varietà di soia resistenti a più erbicidi. In questa folle corsa agli armamenti, i perdenti sono la salute umana e l’ambiente, per cui bene ha fatto la magistratura ad imporre una battuta d’arresto. Questo intervento segue di poche settimane il bando al glifosato imposto dal governo dello Sri Lanka a causa delle gravi patologie renali causate ai contadini.brasile

Fonte: ecoblog.it

San Francisco mette al bando le bottiglie di plastica

Da ottobre 2014 sarà vietato vendere acqua in bottiglie di plastica negli eventi al coperto di luoghi di proprietà comunale: per i trasgressori multe fino a 1000 dollari

Da sempre all’avanguardia nella difesa dei diritti civili e nelle campagne ecologiste (tanto per fare un esempio è nella città californiana che vent’anni fa è esplosa la critical mass dei ciclisti),San Francisco ha deciso di fare un altro passo nella sua lotta contro l’usa e getta. Dopo avere vietato, alcuni anni fa, l’utilizzo dei sacchetti monouso di plastica, ora ha deciso di proibire la vendita di bottiglie di plastica negli eventi pubblici. Due gli step previsti: il divieto in eventi ospitati da luoghi al coperto di proprietà del comune entro ottobre 2014 e il divieto in luoghi all’aperto a partire dal 2016. Per eventi sportivi e organizzazioni no profit ci sarà tempo fino al 2018 per adeguarsi all’ordinanza. La modifica della legge è stata votata all’unanimità dai consiglieri comunali del Board of Supervisors di San Francisco attualmente in attesa della firma del sindaco Ed Lee che dovrebbe avvenire antri fine marzo. A San Francisco la strategia Zero Waste ha radici lontane anche se va detto che la metropoli rappresenta un unicum, specialmente in un contesto nel quale la vicina Los Angeles è stata costretta dalle lobby della plastica a fare marcia indietro. L’ambizioso obiettivo di San Francisco è arrivare allo “Zero Rifiuti” entro il 2020 e sta cercando di collaborare con le industrie per mantenere le promesse.bottiglie

Negli Stati Uniti vengono utilizzate, ogni anno, 50 miliardi di bottiglie di plastica e soltanto il 23% vengono riciclate. Da quando, il prossimo ottobre, scatterà il divieto di vendere bottiglie di plastica ai trasgressori potranno essere comminate multe fino a 1000 dollari.

Fonte:  Msnbc

Puglia, un bando per le iniziative di promozione dell’uso della bici

SBAM! promozione all’utilizzo della bicicletta. Pubblicato il bando con scadenza il 21 marzo 2014 “per iniziative di promozione all’utilizzo della bicicletta nell’ambito del Programma per l’educazione ai corretti stili di vita”378277

Pubblicato sul BURP n. 24 del 20/02/2014 con scadenza il 21/03/2014 il “Bando per iniziative di promozione all’utilizzo della bicicletta nell’ambito del Programma per l’educazione ai corretti stili di vita” nell’ambito del programma interassessorile di Educazione ai corretti stili di vita denominato SBAM! promosso dall’Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità.  Il Programma regionale che coinvolge l’Assessorato allo Sport, alle Politiche della Salute, al Diritto allo Studio, alle Risorse Agroalimentari, alle Infrastrutture e Mobilità, partirà nella primavera 2014 ed intende perseguire gli obiettivi generali di promozione di un corretto stile di vita che coniughi pratiche alimentari corrette alla promozione degli spostamenti casa – scuola a piedi o in bici, quale forma quotidiana di buon esercizio fisico.  Con SBAM! l’Assessorato alla Mobilità, in particolare, valorizza e incentiva l’utilizzo della bicicletta organizzando delle giornate di promozione al suo uso nelle scuole e nelle classi coinvolte nel programma come da elenco allegato.  Possono partecipare al bando imprese, associazioni ed enti no-profit pugliesi, con esperienza nel settore della mobilità sostenibile e della mobilità ciclistica. La associazione/impresa/ente no profit proponente dovrà coinvolgere, per la realizzazione del progetto, una rete provinciale di soggetti partners composta da almeno 1 associazione/impresa/ente no profit con sede in provincia diversa da quella del soggetto capofila. Il vincitore beneficerà del contributo complessivo di 50.000,00 euro. A pena di esclusione, le proposte dovranno essere inviate a mezzo raccomandata entro il 21/03/2014 al seguente indirizzo: “Regione Puglia – Assessorato alle Infrastrutture e Mobilità – Ufficio Reti per la Mobilità sostenibile” – Via Gentile, 52 – 70126 – Bari”.  Per le domande inviate a mezzo raccomandata fa fede la data del timbro dell’ufficio postale accettante.
Ulteriori informazioni possono essere acquisite ai seguenti recapiti: tel. 080.5405674, 080.5405669.

Fonte: ecodallecittà

Prato, online bando per la riqualificazione energetica delle imprese

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Piede sull’acceleratore per l’efficienza energetica delle aziende del distretto. A spingere a fondo la leva dello sviluppo sostenibile nei processi produttivi sono la Provincia e la Camera di Commercio di Prato, che pubblicano due bandi strategicamente coordinati. La Provincia di Prato infatti mette a disposizione delle imprese 411 mila euro di contributi a fondo perduto per promuovere l’efficienza energetica e l’utilizzo razionale dell’energia e la Camera di Commercio sostiene le aziende che hanno bisogno del check-up energetico. Siccome la diagnosi del consumo e del fabbisogno di energia è necessaria per accedere al bando della Provincia, il 50% del budget del bando della Camera di Commercio, che complessivamente stanzia 130 mila euro di finanziamenti regionali, è riservato alle imprese che partecipano al bando provinciale. E’ convinzione della Provincia di Prato che il risparmio e l’efficienza energetica siano fondamentali in tutti i settori, proprio perché il consumo attuale è eccessivo. Prato in particolare, per il territorio piccolo e quindi con limitate risorse, per i grandi consumi dell’industria e il bisogno di abbattere la bolletta delle imprese in modo da accrescere la competitività e per l’occasione di produrre nuova impresa, è un candidato ideale per sperimentare il modello di sviluppo energetico. La bolletta che Prato paga ogni anno (al netto dei carburanti) vale 600 milioni di euro. Si tratta essenzialmente di energia da fonti fossili e quindi inquinante e di soldi che per il 99% se ne vanno da Prato e per gran parte anche dall’Italia. Quindi l’efficienza energetica ha buone ragioni per candidarsi a divenire elemento caratterizzante della nuova vocazione energetica di Prato. Il bando della Provincia mette a disposizione 411 mila euro contributi a fondo perduto per la riqualificazione energetica delle imprese produttive con strutture operative site sul territorio della provincia di Prato. Possono accedere alle agevolazioni del bando le micro, piccole, medie e grandi imprese appartenenti alla attività manifatturiere e che abbiano sede nel territorio della provincia di Prato. Sono ammissibili a contributo gli investimenti finalizzati a perseguire l’uso razionale dell’energia nei processi produttivi, attraverso la realizzazione, l’ammodernamento o sostituzione di impianti con il ricorso a sistemi, macchinari, componenti ed attrezzature in grado di generare una riduzione dei consumi di energia primaria dell’intero ciclo o di una sua parte. Le iniziative proposte ed i relativi vantaggi energetici devono essere individuati e giustificati attraverso una diagnosi energetica. Per tutte le tipologie di impresa il contributo concesso per ciascuna domanda non può superare la somma massima di 3.000 euro. Le domande di contributo dovranno pervenire alla Provincia di Prato entro 90 giorni (8 Aprile 2014). Il bando della Camera di Commercio di Prato, che destina il 50% del budget disponibile alle aziende che decideranno di partecipare anche al bando provinciale, offre l’opportunità di realizzare i check-up per la valutazione del consumo di energia e del risparmio energetico e la consulenza per check up diretti all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il contributo della Camera di Commercio sarà pari al 50% delle spese fino ad un massimo di tremila euro. Ogni azienda potrà presentare domanda per un solo check up. Le imprese dovranno avere sede operativa nella provincia di Prato ed essere iscritte alla Camera di Commercio. Le domande di contributo potrano essere inviate alla Camera di Commercio a partire dall’8 gennaio 2014 ed entro il 30 maggio 2014.

Fonte: Provincia di Prato

 Provincia di Prato. Bando per la riqualificazione energetica delle imprese (300.61 kB)

 Cam.Com. di Prato. Contributi per check up energetici nelle imprese (119.03 kB)