Con Stefano Rodotà le politiche per acqua pubblica e banda larga nella Repubblica italiana

Ecco perché Stefano Rodotà, l’80enne che potrebbe a breve essere nominato presidente della Repubblica Italiana, piace al Movimento 5 stelle e a molti italiani: ha portato avanti le battaglie per l’acqua pubblica e banda larga.

rodotà-594x350

L’acqua pubblica in Italia ha il suo paladino in Stefano Rodotà, giurista calabrese, ex garante della privacy, che potrebbe essere eletto il nostro prossimo Presidente della Repubblica. Rodotà è uno degli autori del referendum avendone scritto i quesiti. Sotto lo spot a cui ha preso parte Rodotà con Ascanio Celestini e Lella Costa proprio per chiedere all’Europa di rendere pubblica tutta l’acqua così come riconosciuto tra i diritti dell’ONU.

Ma tra gli interessi del possibile futuro presidente della Repubblica anche la banda larga per cui quando era Garante della Privacy e dunque con conoscenza approfondita dello stretto legame tra diritti e doveri in materia di protezione dei dati personali, giunse a proporre un articolo bis da aggiungere alla Costituzione italiana, come addendum all’articolo 21 sulla libertà di espressione, a cui sarebbe da integrare:
Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale.
Capirete bene che questi due temi, acqua pubblica e banda larga, già di per sé rappresentano una sostanziosa rivoluzione qualora Rodotà fosse eletto presidente della Repubblica italiana, perché nonostante i suoi 80 anni conosce molto bene la rete e soprattutto ha ben chiare le sue potenzialità in merito alle declinazioni di democrazia partecipativa e governance politica. Inoltre conosce benissimo i meccanismi di diffusione delle informazioni anche relative alla protezione dei dati personali che come ha più volte sottolineato restano diritti inviolabili anche con la diffusione capillare di internet, considerato un diritto fondamentale dei cittadini.
Fonte: ecoblog

Annunci

Open Wifi, 500 gli hotspot Internet gratuiti a Milano

Continua l’espansione del progetto Open Wifi a Milano con oltre 500 hotspot gratuiti installati in oltre 250 luoghi della città. Gli ultimi accessi liberi nei Parchi ex Trotter, Parco Formentano, Parco Alessandrini e Parco Solari. La registrazione avviene con numero di cellulare cui viene inviata la password. 300 MB di navigazione gratuita al giorno. La mappa on-line dei siti divisi per zona

374236

“Hotspot” è il luogo in cui è presente una connessione Internet aperta al pubblico, termine spesso utilizzato insieme all’acronimo “Wifi” (Wireless Fidelity). A Milano continua lo sviluppo del progetto Open WiFi Milano, che ha raggiunto i 500 hotspot funzionanti, in oltre 250 luoghi della città. Sei i nuovi hotspot accesi alla fine di febbraio: al parco ex Trotter, al Parco Alessandrini, alla Stazione Rogoredo, in Largo Marinai d’Italia, in Piazza Grandi, presso il Cimitero Chiaravalle, al Parco Solari. L’individuazione dei luoghi da connettere ha privilegiato i posti più idonei e di maggior transito o permanenza, con l’obiettivo di garantire un accesso esteso alla rete pubblica in tutte le aree territoriali della città e non soltanto – come tradizionalmente avviene nelle esperienze delle grandi città – nelle aree centrali.
L’Internet pubblico di Milano permette una navigazione giornaliera gratuita fino a 300 MB di traffico in banda larga: superato il limite si ha ancora un’ora di navigazione in banda larga, successivamente la velocità di navigazione è ridotta (192Kb/s). Da dicembre anche i possessori di SIM straniere possono registrarsi all’Open Wifi negli ATM Point presenti nelle stazioni di Duomo, Garibaldi, Centrale, Loreto, Romolo, Cadorna, Monza. Sul sito dedicato http://info.openwifimilano.it/IT/ sono disponibili le mappe dei siti accesi, suddivisi per zone per una più facile consultazione, costantemente aggiornate. A Milano esiste anche il servizio Internet “indoor”, quello degli Uffici pubblici, denominato Free Wi-Fi indoor (Wi-Fi uffici pubblici).

Fonte. Eco dalle città