Bali, le spiagge del paradiso sommerse dai rifiuti

Kuta e altre famose spiagge dell’isola indonesiana sono invase dalla spazzatura. Ma nei portali turistici l’immagine resta quella del passato

C’era una volta il paradiso. A Bali, una delle mete turistiche più ambite del mondo, le spiagge erano da sogno: sabbia finissima, vegetazione lussureggiante e acqua calda. Kuta, la spiaggia più famosa dell’isola è invasa dalla spazzatura: la plastica ricopre vaste porzioni della spiaggia e contenitori di detersivi e lattine di birra troneggiano. Nonostante l’immondizia i bagnati continuano a frequentarla, come mostrano le immagini del video. I portali turistici che invitano a vistare l’isola, però, offrono tutt’altra immagine (vedasi la foto) dello stato dell’isola: spiagge incontaminate e paesaggi da cartolina. Ai turisti viene “venduta” l’immagine della Bali del passato. Non soltanto Kuta si trova in queste condizioni: in molte spiagge l’eccessiva presenza di detriti plastici e vegetali in acqua rende impossibili le attività natatorie e di immersione. Il governo balinese sostiene che la spazzatura provenga dalla vicina Giava, ma buona parte della responsabilità sembra ricadere su un cambiamento delle abitudini dei balinesi che prima utilizzavano le biodegradabili foglie di banano per mangiare in spiaggia, ora i piatti di plastica che restano come una pesante eredità sulle riviere, nella memoria dei turisti e nei loro passaparola una volta tornati a casa. L’amministrazione locale sta sottovalutando il problema inquinamento, anzi ha ampliato il proprio aeroporto per accogliere ancora più turisti. Ma un maggior numero di turisti a Kuta Beach e nelle spiagge ugualmente inquinate rischia di essere un boomerang per un’isola che vive soprattutto dell’immagine che viene restituita dai viaggiatori che la scelgono per le loro vacanze.Trash Season Arrives On Kuta Beach

Fonte:  Perth Now

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WTO a Bali: al via la campagna tweet bombing in difesa della sovranità alimentare

Parte su twitter oggi dalle dalle 13 alle 15 il bombing per chiedere al governo italiano di accettare la proposta dell’India sulla sovranità alimentarewto1-620x350

E’ in corso in queste ore a Bali il tavolo negoziale della WTO sull’agricoltura. Il cibo che ogni giorno è sulle nostre tavole è oggetto di complessi accordi internazionali che vedono di volta in volta i governi più forti accaparrarsi derrate alimentari usate poi come commodities. In queste ore la posizione del G33 e dell’India va verso il sostegno ai piccoli produttori. Spiega Trade Game blog che ha lanciato l’iniziativa del tweet bombing in Italia:

Nello specifico, la richiesta di India e G33 va nella direzione di un ripensamento dell’Accordo agricolo, che mira a mettere nelle mani del mercato la produzione di cibo, per ridare possibilità ai Governi di sostenere le produzioni locali e di dare risposte ai tanti, produttori come consumatori, colpiti dalla crisi.

Ma l’Italia si oppone a questa proposta in chiave protezionistica: teme vi possa essere un invasione di riso dall’India a prezzi molto bassi. Proprio stamane CGIL e Fairwatch, con l’osservatorio italiano TRADE GAME hanno incontrato Carlo Calenda Viceministro del Ministero dello Sviluppo Economico per chiedere che il pacchetto Bali sia approvato tenendo conto delle istanze dei G33 e dell’India e per sostenere questa posizione si è pensato al tweet bombing da inviare dalle 13 alle 15 ora italiana con il testo:

A #Bali #WTO Italia sostenga la proposta #G33 per sovranità alimentare http://goo.gl/L9wWCg @amedeoteti @WTODGAZEVEDO #tradegame #EndWTO

Fonte:ecoblog.it